Stasera, mercoledì 18 maggio, su Rai 1 verrà presentato “Il coraggio di essere Franco”, una prima visione interamente dedicata alla vita di Franco Battiato, venuto a mancare un anno fa. I momenti salienti della sua carriera così come il ricordo delle opere musicali da lui scritte, verranno inglobate in un documentario legato al misticismo del cantante italiano più amato dal pubblico.

"Il coraggio di essere Franco": di cosa parla il documentario in onda stasera su Rai 1

Evadere dai classici prodotti cinematografici a cui si è abituati e approcciarsi a racconti veri, di persone che hanno fatto la storia, può essere una grande occasione per capire meglio la cultura del nostro Paese. Franco Battiato, uno dei cantanti più famosi e acclamati dal pubblico, era proprio una di quei personaggi che la storia l’hanno fatta davvero, seppur prevalentemente in campo musciale. Attraverso le composizioni e le parole contenute nelle sue canzoni indimenticabili ha ridefinito il concetto di musica pop in Italia, diventando uno dei pionieri più rivoluzionari mai esistiti.

Il documentario che lo vedrà protagonista stasera su Rai 1 alle 21:25, sarà l’occasione per restituire al pubblico italiano un ritratto intimo e inedito dell’artista che sarà ricomposto da curiosità e foto mai viste prima.

Scritto e ideato da Angelo Bozzolini e prodotto da Aut Aut production e Rai Documentari, questo docufilm non è soltanto un tributo al personaggio che è stato, ma la rimembranza di ciò che egli stesso ha significato per il panorama musicale italiano.

Grazie al racconto della nipote Cristina e al materiale fornito dagli archivi fotografici della famiglia e alle riprese delle case di Milano e Milo in Sicilia (solitamente off limits), si potrà conoscere la spiritualità dell’artista. Un artista che per moltissimi anni ha parlato al pubblico secondo una grammatica nuova ed ha raccontato del mondo senza mai porsi confini, ridisegnando una dimensione artistica sacra e mistica.

Dagli inizi della sua carriera al momento della malattia che lo ha poi condotto alla morte, l’introduzione del docufilm anticipala scena della caduta del cantante nel lontano 2014 per coi riconnettersi ai momenti più importanti della sua carriera.

A parlare di lui sarà il coro di voci della sua famiglia artistica composta da moltissimi volti famosi come quelli di:

  • Vittorio Sgarbi (per l’arte)
  • Sonia Bergamasco e William Dafoe (per il cinema)
  • Antonio Scurati (per la scrittura)
  • Alice e Morgan (per la musica)

Tutti a testimoniare quanto il cantante fosse grande nel suo piccolo, convinto di aver vissuto molte vite e per questo motivo di non essere mai nato né mai morto, continuando a regalare un personaggio nuovo in ogni canzone. Del resto, a 76 anni Franco Battiato ne ha visti di cambiamenti nel mondo ed ha sempre saputo raccontarli, mostrando una vorace propensione alla ricerca interiore e al desiderio di affermare il suo concetto di musica incontaminata. Il documentario di questa sera, quindi, parlerà in una chiave totalmente diversa da quella a cui siamo abituati. Attraverso il tratteggio del percorso umano e artistico del cantante sarà possibile carpirne le sfumature e comprendere, al tempo stesso, che cos’abbia significato la musica per lui.

A raccontare il viaggio sarà la voce dell’attore Alessandro Preziosi, i cui interventi sono stati girati all’interno della Basilica dei Santi Apostoli a Roma. A sorprendere gli spettatori sarà anche la performance di Morgan del brano intitolato “Battiato mi spezza il cuore”, eseguito per la prima volta in tv.

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Il tributo a puntate su Sky Arte: quando vederlo?

“Il coraggio di essere Franco” però, non sarà l’unico documentario che andrà in onda stasera. Un altro tributo che vale la pena citare sarà quello firmato Sky Arte, intitolato “Franco Battiato - il tributo”, un documentario di 4 puntate curato da Stefano Senardi ed Edoardo Ross. In questa miniserie saranno presenti i protagonisti del concerto dedicato all’artista (tenutosi a Verona nel settembre del 2021) per dare voce ai ricordi che li collegano all’artista. L’accostamento delle testimonianze e l’assemblamento di numerosi flashback degli anni ’80 riporteranno in vita Franco Battiato, dipingendolo ogni volta in un ritratto d’autore differente.

Disponibile sulla piattaforma Sky, sarà possibile vederlo alle ore 21:15 anche on demand o su NOW TV.

Franco Battiato: vita, carriera e canzoni famose

Franco Battiato, cantautore italiano di fama mondiale, nasce nel 1945 a Iona in provincia di Catania e subito dopo aver conseguito la maturità si trasferisce a Roma, per poi stabilirsi a Milano ed entrare in contatto con il mondo dello spettacolo. Con la sua conoscenza base di chitarra e tanta voglia di mettersi in gioco, apre le danze del cabaret “Club 64” proponendo al pubblico un paio di canzoni della sua terra, sufficienti per farlo notare dal chitarrista e compositore Giorgio Gaber.

Dopo aver interrotto gli studi universitari, Franco si dedica completamente alla musica e verso la metà degli anni ’60 pubblica due singoli per la rivista “Nuova Enigmistica Tascabile”. Il primo dei due contiene un brano presentato al Festival di Sanremo del 1965 “L’amore è partito” di Beppe Cardile mentre, il secondo, riprende una canzone di successo tradotta in italiano da Gino Paoli “… e più ti amo”.

Nel 1967 forma il duo “Gli Ambulanti” con il compaesano Gregorio Alicata e grazie all’aiuto di Giorgio Gaber iniziano a comporre brani per la casa discografica di Nanni Ricordi.

Le incomprensioni e le difficoltose fasi di lavorazione dei testi portano i due a sciogliere il gruppo e a Franco viene procurato un contratto con la casa discografica Jolly che non si fa mancare l’occasione di inserirlo come artista di protesta.

I primi singoli incisi in maniera ufficiale lo rendono famoso ma non tanto come si pensa dal momento che nel 1968 il cantante decide di abbandonare il genere di protesta e scrivere dischi romantici per poter raggiungere un target più ampio.

Dopo una leggera crisi esistenziale, Franco decide di dedicarsi alla musica sperimentale ed è qui che conosce il primo e vero esordio con la pubblicazione di un album dalla copertina piuttosto particolare per quegli anni.

 “Foetus” diventa un’opera moto originale e innovativa nel panorama della canzone italiana soprattutto per il fatto che contenesse diversi brani dall’impronta mediterranea al quale abbinava intermezzi e brani per chitarra.

Questo disco, oltre ad essere un viaggio interiore è anche la rappresentazione più cruda e dissacrante dell’animo del cantante che diventa per molti quasi inqualificabile.

Con il passare del tempo poi, questa situazione non cambia e Franco si converte ad una forma d’avanguardia ancora più intellettuale che sapeva riconoscersi sono nel minimalismo per poi allontanarsi e abbracciare le sonorità progressive proprie dell’avanguardia contemporanea. Gli anni del grande successo sono quelli tra il 1981 e il 1982 quando pubblica l’album “La voce del padrone” in cui compare la famosissima canzone intitolata “Centro di gravità permanente” e “Cucurrucucù paloma”.

Ad oltre 1 milione di copie vendute, riceve il premio Gondola d’oro nella città di Venezia, come miglior album dell’anno  e il disco successivo “L’arca di Noè” supera addirittura “Thriller” di Micheal Jackson. Altre canzoni popolari sono state “Voglio vederti danzare”, “Tramonto occidentale”, “Gente in progresso” e “La stagione dell’amore”.

Nel 1984 partecipa all’Eurovision Song Contest e la stessa estate annuncia l’uscita di altri tre album fino ad arrivare al 1989, quando “Giubbe Rosse” si manifesta in live per la prima volta.

Una delle composizioni che più affermarono il suo stile fu “La Cura” del 1996, una dichiarazione di intenti nei riguardi dell’essere umano che fa leva sul potere terapeutico delle parole e delle note, ricorrendo a suggestioni filosofiche. Questo brano diviene “Canzone italiana dell’anno” moltissimi anni prima di annunciare il suo ritiro dalle scene, avvenuto nel 2019.

Il 18 maggio 2021 ci lascia all’età di 76 anni, dopo aver a lungo lottato con condizioni di salute molto precarie e i funerali si svolgono in forma privata nella cappella di Villa Grazia.

Non ha lasciato né moglie né figli, ma una famiglia allargata formata dagli italiani che attraverso la sua musica hanno vissuto ed imparato tanto.

Franco Battiato: di cosa è morto e a chi andrà il suo patrimonio?

Sulle cause della morte di Franco Battiato non si hanno ancora informazioni certe ma, secondo quanto spiegato da chi gli era stato vicino nei momenti più duri, si trattava di una malattia degenerativa che aveva costretto il cantante a parlare pochissimo.

Una cosa che provoca dispiacere non solo per il dolore provato, ma anche per gli effetti che questo male abbia avuto nei confronti di una persona che aveva sempre amato parlare e cantare di ogni cosa al suo pubblico.

Cristina Battiato, nipote ed unica erede del suo patrimonio racconterà proprio di questo momento delicato, nel documentario che andrà in onda su Rai 1 stasera, parlando del forte legame che la univa allo zio.

“Il coraggio di essere Franco” tratterà anche la vita privata dell’artista, spiegando il perché non avesse mai voluto avere né moglie né figli.

Una questione della quale il cantautore non si era mai vergognato di parlare e che aveva sempre tradotto in termini molto pratici per far intendere quanto fosse lontana la sua percezione dello stare insieme rispetto a quella delle fidanzate avute in passato.

Il patrimonio economico del Maestro quindi, spetterebbe solamente alla nipote figlia del fratello Michele che ha sempre avuto cura di lui anche quando la malattia lo aveva colpito.

La casa di Milo in Sicilia rimane tutt’oggi un museo che racchiude l’essenza e il patrimonio artistico del cantante per un valore di acquisto di 40 milioni di lire risalente al 1988.

L’altra casa a Milano e il resto del denaro racchiuso nella società L’Ottava SRL costituiscono un insieme di titoli e diritti mica facile da rivendicare. Dopo anni di sali e scendi e di perdite, il patrimonio economico totale  ed odierno ammonterebbe a più di 3 milioni di euro.