La ricerca della felicità: cast, trama e significato del capolavoro di Muccino

La ricerca della felicità è un film molto intenso e in grado di suscitare emozioni diverse, dalla tenerezza, alla malinconia, fino alla rabbia per le disparità sociali. Ecco cast, trama e significato del capolavoro di Gabriele Muccino.

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La ricerca della felicità segna l'inizio della collaborazione fra Gabriele Muccino e Will Smith, che condurrà a un altro risultato eccezionale come Sette anime.

Per Muccino si trattava della prima produzione hoolywoodiana, mentre Will Smith, nonostante avesse già preso parte in ruoli di un certo peso, stava ancora lavorando sulla costruzione di un'immagine che tenesse insieme il gusto per il divertimento del Principe di Bel Air e una vocazione più compiutamente drammatica.

Il risultato della sinergia fra i due è un vero capolavoro, un film potente tutt'ora in grado di dare voce a sentimenti e frustrazioni universali.

La ricerca della felicità, un cast in ottima forma per una trama tipicamente hollywoodiana

Il punto di forza della Ricerca della felicità è sicuramente la scelta del cast. Will Smith riesce a dare vita a un personaggio a tutto tondo, di cui lo spettatore riesce a vedere perfettamente i limiti come padre e come compagno, ma con il quale non riesce a fare a meno di empatizzare.

Will Smith interpreta infatti Chris Gardner, intelligente e affezionato alla famiglia, che si trova però ad investire nel prodotto sbagliato, faticando a guadagnare quanto basta per assicurare alla moglie (Thandiwe Newton) e al figlio Christopher (Jaden Smith) una vita dignitosa.

Cercando di migliorare la situazione, Chris cerca un'occupazione in linea con le proprie attitudini e capacità, ma le difficoltà economiche sempre più forti spingono la moglie a lasciare lui e il figlio. Aver avuto il coraggio di seguire i propri sogni si rivelerà infine la scelta giusta per Chris, ma gli ostacoli sul cammino suo di di Christopher saranno molti.

Chris Gardner, ha però dalla sua la forza di una determinazione fuori dal comune, nonostante più volte sia messo duramente alla prova. Indimenticabile al riguardo la scena in cui padre e figlio si trovano a dormire in un bagno pubblico, che con il potere della fantasia riesce per un attimo a diventare una grotta di avventurieri. Il gioco rassicura il bambino, ma il padre non può fare a meno di piangere.

Nel ruolo del piccolo Christopher, c'è del resto proprio un giovanissimo Jaden Smith, figlio dell'attore, che confermerà negli anni il grande potenziale dimostrato nella Ricerca della felicità.

La ricerca della felicità, un film sulle promesse del vecchio capitalismo

Nonostante La ricerca della felicità resti un ottimo film, in grado di emozionare e con performance attoriali di rilievo, riguardarlo oggi dà un effetto leggermente diverso rispetto al 2006, quando uscì in sala.

La trama è infatti quella del classico film hollywoodiano, volto a dimostrare come grazie all'impegno e al lavoro duro sia possibile raggiungere risultati straordinari.

Se ciò poteva in parte valere all'interno di una struttura economica come quella del capitalismo degli anni del boom, oggi queste promesse sembrano in gran parte smentite.

In un contesto in cui l'ascensore sociale è sempre più lento e la reale possibilità di staccarsi dalle proprie condizioni di partenza è sempre minore, La ricerca della felicità sembra oggi mostrare un mondo meno attuale, ancora legato alla logica, oggi messa sempre più in discussione, del merito.

La ricerca della felicità però, prima ancora di parlare di un percorso di ascesa sociale, parla di affetto, di sacrifici fatti dai genitori per i propri figli e dei sogni come strumento vitale per affrontare i momenti di sconforto. Proprio per questo, allora, bisognerebbe riguardare La ricerca della felicità.