Lo stress in ufficio e a lavoro genera sofferenze, patimenti: purtroppo alle volte è ancora così. Si contano ancora aziende che impostano la propria politica sulla pressione senza quartiere sui dipendenti. Una convinzione coltivata nel tempo, anche senza un effettivo riscontro positivo sui dati della produttività. Ma siamo davvero convinti che l’exploit finanziario passi proprio da strategie (antiquate) di questo tipo? 

Diverse, invece, sono gli studi che rivelano l’ipotesi opposta: lavorare in un ambiente ricco di serenità e buon umore sarebbe in grado di garantire standard lavorativi molto più alti. Il trionfo di un’azienda e il buon esito del suo lavoro, una strada tracciata dalla positività, che solo così può tradursi in produttività. Come citato nel Testo Unico 81/2008

Lo stress è uno stato, che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti.

L’individuo è capace di reagire alle pressioni a cui è sottoposto nel breve termine, e queste possono essere considerate positive (per lo sviluppo dell’individuo stesso- ndt), ma di fronte ad una esposizione prolungata a forti pressioni egli avverte grosse difficoltà di reazione.

Luca Mazzucchelli, in un video sul suo canale YouTube, espone sei indicazioni per gestire al meglio lo stress sul lavoro: 

Contro lo stress: lavorare in un'ambiente positivo

Ogni persona che abbia avuto, più o meno, un’esperienza in ufficio o in qualsivoglia contesto di ambiente lavorativo avrà potuto notare quanto un’atmosfera positiva in quello stesso ambiente possa essere un vero e proprio toccasana. Poter contare su di un team pronto a offrire il suo supporto e non avvertire costantemente il fiato sul collo di colleghi e superiori ha come primo effetto benefico una maggiore resa dal punto di vista produttivo. 

Ma la realtà, purtroppo, presenta anche grandi aziende che non hanno nessuna intenzione di mettersi a passo coi tempi. Il pressing sui propri dipendenti per accrescerne risultati e profitti è un qualcosa di cui proprio non si riesce proprio a fare a meno.

Questo sebbene diversi siano gli studi e le ricerche che nel tempo hanno dimostrato quanto una ambiente lavorativo asfissiante, dalle elevate quote di stress accumulato, possa essere incredibilmente deleterio ai fini della salute dei dipendenti e dell’azienda in termini di produttività. 

Stress in ufficio, ecco i rischi e i danni alla salute

Da prendere in considerazione sono le falle che vanno a crearsi indirettamente nei guadagni delle aziende dovute proprio alle elevatissime condizioni di stress sfiorate in diverse aziende.

A stimarlo l’American Psychological Association: i dipendenti soggetti a eccessive soglie di stress, difatti, sono quelli che vanno assentandosi con maggiore frequenza e quelli più inclini a rimanere vittime di infortuni di varia natura (ad esempio, negli Stati Uniti dal 60% all’80% degli infortuni sul lavoro sono stati connessi a un livello di stress decisamente alto).

Si ritiene che lo stress da posto di lavoro possa essere associato a diverse problematiche di salute. Si pensi solo alla sindrome metabolica, alle patologie cardiovascolari o anche a una mortalità prematura

Una ricerca di ampia portata, condotta su più di 3.000 dipendenti da Anna Nyberg del Karolinska Institute, ha rivelato una evidente assonanza tra atteggiamenti di leadership e malesseri cardiaci nei dipendenti. Per farla breve, i datori di lavoro che arrecano molto stress ai loro dipendenti vanno a danneggiare la loro struttura cardiovascolare.

Lavorare tra stress e disimpegno

Ovviamente i problemi alla salute non sono l’unico aspetto al quale prestare attenzione: un contesto di lavoro pregno di negatività basato su stress, pressing e timori se all’inizio potrebbe anche assicurare dedizione (se non anche stimoli), con il passare del tempo condurrà senz’altro a disimpegno, in termini di produttività un vero morbo.

Gli studi della Queens School of Business e della Gallup Organization, sono emblematici: i dipendenti disimpegnati contavano il 37% in più di assenteismo, il 49% in più di incidenti e il 60% in più di imprecisioni e mancanze.

Altra importante controindicazione è senz’altro il venir meno della lealtà. Una ricerca riporta come lo stress sul posto di lavoro conduce a una crescita di quasi il 50% del turnover volontario. Le persone entrano nel mercato del lavoro, declinano promozioni o si licenziano. E i costi connessi alle nuove selezioni, formazioni, ecc. sono piuttosto copiosi per le aziende.  

Combattere lo stress. Come lavorare in un ambiente positivo?

Volendo fare il punto, stando a quanto delineato da numerose ricerche, un qualsiasi contesto lavorativo che si ponga come positivo è in grado di garantire più successo nel tempo poiché moltiplica le sensazioni positive e il benessere generale. Una condizione di buona salute che coinvolge l’intero apparato aziendale, andando a migliorare le interazioni tra i colleghi e ampliando le loro facoltà e il loro senso creativo. 

Il costituirsi di un ambiente sano tutela da circostanze negative e a dir poco stressanti, andando così a migliorare le capacità resilienti dei dipendenti, che in tal modo si rigenerano dopo ogni sfida, traendo dalle difficoltà la forza per affrontare le successive.

Un contesto sereno richiama a sé i dipendenti, andando a plasmare a suon di lealtà e dedizione il rapporto tra loro e i relativi capi, forgiando l’amore per la propria azienda. Questa si pone anche come strada maestra per far emergere le loro qualità migliori. 

I principi fondamentali per lavorare in un ambiente sano

Nel momento in cui le aziende riescono nell’intento di sviluppare un ambiente positivo e integerrimo, vanno a raggiungere vette incredibilmente più elevate di funzionalità organizzativa. Tali contesti sono anche alla base delle migliori performance finanziarie, dell’appagamento del cliente, della resa produttiva e del coinvolgimento dei dipendenti. 

La realizzazione di un ambiente che sia simbolo di serenità per l’intero team di lavoro si fonda su diverse premesse fondamentali. Sono tante le ricerche che hanno rivelato alcuni fattori sostanziali per concretizzare al meglio tale impresa.

Innanzitutto occorrerà aver cura, interessarsi e partecipare delle responsabilità con i colleghi come se fossero amici. Importante sarà anche dispensare sostegno vicendevole ed mostrarsi gentili allorché gli altri stiano facendo fronte a un momento complesso.

Bisognerà poi scongiurare qualsiasi tipo di accusa e perdonare gli sbagli. L’ispirarsi in maniera reciproca sarà fondamentale proprio come l’enfatizzare l’importanza del lavoro di tutti. Ultimo ma non ultimo, dare e pretendere rispetto, gratitudine, fiducia e integrità.

I cosiddetti leader, non da meno, dovrebbero avere una responsabilità in più. Spetterebbe a loro agevolare le interazioni sociali. Sempre loro dovrebbero mostrare empatia, forse più di chiunque altro. Ai capi il compito di aiutare chiunque si trovi in difficoltà e motivare i dipendenti a parlare, specie delle difficoltà lungo il percorso lavorativo. 

Prevenire lo stress

La fonte di stress in chi lavora è piuttosto alta, una percentuale che si avvicinerebbe all’80%; circa la metà delle persone rientranti in questa statistica afferma che avrebbe bisogno di un supporto per riuscire a gestirlo. Un quarto dell’esistenza di ciascuno è trascorso lavorando, per serbare un minimo di nervi saldi e di mente lucida occorrerebbero alcune linee guida. 

Importante è la cura che ciascuno porrà nei confronti di se stesso, la consapevolezza dei propri pensieri, dei propri sentimenti e di quali siano i fattori circostanti che influenzano la medesima esistenza, tutto questo potrebbe aiutare a identificare eventuali spie su ansie e stress vari. 

C’è chi parla di sintonizzazione con i propri pensieri, alcune attività sembrerebbero fare al caso: si pensi allo yoga o alla meditazione. E per quanti non siano abituati, ecco che a supporto di queste discipline appariranno molteplici app da scaricare.

L'alimentazione che vince lo stress

Spesso si dice che l’uomo è ciò che mangia, il lavoratore lo è di più. Nei momenti in cui lo stress divampa il corpo necessita della giusta dose di energie e di benzina. Lo stress persistente accresce il fabbisogno proteico, a tal ragione sarebbe auspicabile ricaricarsi con quantità abbondanti di carne magra, pesce e uova.

Non bisognerà osare troppo a tavola, poiché lo stress devia il flusso sanguigno dalle funzioni digestive. Sebbene possa sembrare una eresia, la riduzione della caffeina potrebbe a lungo termine portare i suoi frutti, in quanto col passare del tempo potrebbe causare una diminuzione degli standard di energia.

I benefici dell'attività motoria contro lo stress

Di frequente immaginiamo la mente e il corpo come due entità distinte, quando, al contrario, quanto andiamo a fare con il nostro corpo può influire, non poco, sul vigore e la quiete mentale. La pratica regolare e costante dell’attività motoria è in grado di abbassare la soglia degli ormoni dello stress, riducendo in questo modo rischi legati all’ansia o alla depressione, con una percentuale vicina al 25%.

In più si constaterà una esplosione di energia, un miglioramento del sonno, nonché una crescita dell’autostima. La mente si manterrà così tersa e serena.

Non si vive per lavorare 

La vita non è solo lavoro, non si vive per lavorare. Il lavoro aiuta e nobilita l’esistenza, è diverso. Moptivo per cui sarà importante ritagliare del tempo per dedicarsi ai propri hobby o per apprendere cose prima sconosciute. Lo stress sarà alleviato e a beneficiarne ne sarà l’appagamento.

Dedicare spazio e tempo all’amore verso il proprio corpo e la propria mente, aiuterà a equipaggiarsi per fare fronte a qualsivoglia problematica lavorativa.

Che sia ben chiaro, la salute della mente vale quella del corpo, mente sana in corpo sano, scontato ma non troppo: lo stress è chiaramente alla base di innumerevoli malesseri (spossatezza, mal di testa), sebbene possa condurre anche a disturbi più pesanti, si pensi a disfunzioni cardiache o respiratorie e all’infarto, come ha sostenuto la Harvard Medical School

Il monito allora è prendersi cura di se stessi.