L'estate è una stagione ideale per cominciare a leggere, leggere classici, leggere narrativa, leggere saggistica, l'importante è che si legga (non tutto, per carità!).

Leggere d'estate, un connubio vincente, vuoi per il tempo a disposizione, vuoi perché la lettura sotto l’ombrellone ha il suo perché. Ma anche il camino e la lettura, potrebbe dirsi tale, e, perché no, la metro e la lettura, o ancora, una panchina in città o al parco e la lettura. Insomma, un libro è come il jeans, ci sta bene sempre e su tutto. 

Non è la sede per avviare disamine approfondite e/o filosofiche sul valore di questa pratica senza tempo, inutile stare qui a raccontarsi, seppur sia vero, che più si legge più si avranno termini di paragone, più si potrà parlare , raccontare, etc., certo, occhio a cosa si legge e occhio a non perdere di vista la realtà. Ecco, giustappunto, mi stavo già dilungando.

Leggere è un viaggio, è fantasia, è sete di conoscenza, curiosità per cose e fatti inesistenti che nella loro poca concretezza ci fanno sentire incredibilmente vivi.

Del resto, vi è una controindicazione nell'attività del leggere, nel piacere della lettura, questo sta nella solitudine: sebbene ci si impegni in improbabili circoletti di lettura collettiva, leggere è un’attività solitaria e spesso silenziosa, una passione che isola socialmente e che allontana il lettore dal resto del mondo. Potrebbe sfociare in una dipendenza, occorrerebbe allora equilibrare le forze tra vita vissuta e proiezione letteraria.

Gaia Lapasini, in un video caricato sul suo canale YouTube, prova a consigliare 10 classici da leggere assolutamente nella vita: 

Oggi proveremo a presentare una panoramica su quei libri che andrebbero letti almeno una volta nella vita, magari cominciando da quest’ultimo scorcio di estate e di ferie. In questo caso il momentaneo distacco sociale sarebbe ben giustificato.

Meraviglie della letteratura, suggestioni e racconti che hanno stregato innumerevoli generazioni di lettori, entrando per di più a far parte del dna connettivo della nostra società. Avventure, passioni, gioie e dolori, che hanno segnato la storia dell’umanità.

Ecco allora le letture targate Trend online:

Alla ricerca di una vita migliore: leggere Madame Bovary

Quello di Gustave Flaubert si pone come uno dei romanzi alla base del realismo. I toni trasmettono un’idea di modernità sebbene l’opera sia data 1857.

L’autore vuole raccontare ciò che ciascuno è ed è in quanto appartenente a una specie che ha una definizione precisa, “homo moderno”: siamo perennemente inappagati da quanto possediamo, da qui prende forma una caccia senza quartiere a una esistenza che sia migliore, un percorso il più delle volte massacrante.

La protagonista, Emma Bovary, non è felice dell'inettitudine del marito e si sente inappagata da una esistenza che ritiene sterile. Alla ricerca di nuove emozioni si rifugia sul petto dei suoi amanti. Ma come nelle migliori storie il tutto le sfuggirà di mano. 

Un inno all’amore: Anna Karenina

Lev Tolstoj nel 1877 lascia ai posteri una vera e propria lettura senza tempo. La scia è quella di Emma Bovary, il medesimo canovaccio: anche Anna Karenina rivela di una donna delusa e inquieta che cerca consolazione tra le braccia di un uomo che non è il legittimo consorte. Tuttavia il capolavoro di Tolstoj andrebbe considerato come un’ode all’amore, non ai moderni malesseri dell’esistenza umana.

Anna è infervorata dal sentimento per l’affascinante ufficiale Vronskij, sebbene le decisioni che prenderà in nome del romanticismo non faranno i conti con i severi diktat sociali del suo tempo

La lettura e la vanità: leggere Il piacere 

D’Annunzio rappresenta di per sé una garanzia. Nel 1889 a ribadire questo concetto arriva Il piacere. Andrea Sperelli è un giovane damerino romano amante della bella vita, un esteta, un seguace della bellezza, in qualsivoglia termine o inclinazione.

Un’anima camaleontica, variabile, liquida, virtuale, il giovane aristocratico della capitale, vive una esistenza invidiabile, calato nella mondanità, circondato da donne e amante delle avventure. Tormentato tra la passione per Elena Muti e il sentimento amoroso per Maria Ferres, il protagonista ritiene che occorra vivere la propria esistenza come si stesse realizzando un’opera d’arte.

A dispetto dei buoni propositi, verrà sbaragliato dalle seduzioni di una Roma fuorviata e libidinosa, scoprendosi impantanato in una scellerata sovrapposizione psicologica delle due donne amate. Orfano di entrambe, rimarrà preda della sua irresoluta quotidianità di gentiluomo, inetto alla vita.

Giovani per sempre: Il ritratto di Dorian Gray

Il romanzo di Oscar Wilde, datato 1890, prende chiaramente ispirazione dal noto Faust di Goethe. La celebre opera di Oscar Wilde narra del protagonista, Dorian Gray per l’appunto, che con la brama di non invecchiare decide di vendere l’anima al diavolo.

A prendere il posto di Dorian sarà un particolare ritratto, un dipinto che in assoluto segreto deperirà in sua voce. L’esistenza scelta dal protagonista ha come leitmotiv una indiscussa depravazione. Un testo che regala aforismi straordinari disseminati a ogni sua pagina, tra i più ricordati:

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé.

L’incoscienza ne La coscienza di Zeno

Il capolavoro targato Italo Svevo, correva l’anno 1923. Per chi abbia sete di introversione e per chi voglia perdonarsi ogni sua nevrosi, dovrà inderogabilmente fare la conoscenza di Zeno Cosini.

Ossessionato, affetto da nevrosi, parecchio meschino malgrado una sincerità che lo rende un personaggio difficilmente non amabile. Altro buon motivo per avviare questa lettura? Una terapia per smettere di fumare, seguendo l’esempio di Zeno: è storia della letteratura la celebre U.S a denotare l’ennesima Ultima Sigaretta.

Una spirale di incomprensioni: leggere Il processo

Franz Kafka, il celebre autore delle Metamorfosi, è anche il padre di un altro capolavoro, è del 1925 Il processo. K. è uno stipendiato bancario, metodico come gli impone la sua medesima natura e concreto per deformazione professionale. Nel corso di una giornata due funzionari governativi fanno la loro comparsa presso la sua abitazione dichiarandolo in arresto.

Al presunto reo non sono fornite spiegazioni. Convinto che la questione sia solo un risolvibile equivoco, il protagonista comincia un itinerario frenetico corti della giustizia, interrogatori, azzeccagarbugli e personaggi enigmatici, ritrovandosi in una spirale di irrimediabilità.

La scoperta di sé in Uno, nessuno, centomila

Una lettura irrinunciabile. Siamo di fronte al capolavoro per eccellenza di Pirandello, un’opera che fa parlare di sé in ogni contesto e in ogni possibile circostanza. Il testo, datato 1926, comincia raccontando la storia di un facoltoso trentenne che si rende conto in maniera inaspettata e improvvisa, a seguito di una osservazione della sua consorte, di avere il naso lievemente curvo.

Prende così il via un cammino alla Incomincia così un viaggio alla disgraziata ricerca di demolire le centomila immagini che gli altri si son fatte di lui. Uno, nessuno e centomila, per l’appunto. 

La lettura per eccellenza: leggere 1984

Un’opera che non ha pari nel genere, un testo purtroppo di continuo abusato e travisato. George Orwell sembra prenderci gusto sin dal titolo 1984 uscito nel 1948. Gli appassionati di fantascienza, sociologia, fantapolitica e distopia troveranno un universo letterario particolarmente affine, su questo non vi è dubbio. Una lettura che prende dal primo all’ultimo rigo, freddando il lettore quando meno se lo aspetti.  

Entro un contesto post-atomico, che tracciare come angosciante sarebbe benevolo, il potente governo di Oceania è guidato da un Partito totalitario che risponde agli ordini del cosiddetto Grande Fratello. Ambientato a Londra, vede come protagonista il trentanovenne Winston Smith, un dipendente del Partito Esterno che svolge le sue mansioni presso gli uffici del Ministero della Verità. Il suo incarico è quello di revisionare libri e articoli giornalistici già stampati, correggendoli così da rendere certificabili e attendibili le prospettive avanzate dal Partito.

Altro compito è quello di alterare la storia scritta, andando a contribuire così alla macchina della propaganda e al mito dell’infallibilità dello stesso Partito, applicando una damnatio memoriae verso i dissenzienti. Le cose però prenderanno una piega diversa quando il protagonista darà ascolto al suo malessere.

Icona della lettura: Il giovane Holden

Il romanzo di formazione scritto da J.D. Salinger e pubblicato nel 1951, con primo attore quell’Holden di cui il titolo, è emblema letterario, malgrado non manchino gli oppositori. Il giovane sedicenne espone in prima persona la sua esistenza, in seguito alla sospensione dalla scuola per via della sua ribelle condotta.

Si rivolge ai lettori in toni confidenziali, sguainando un io narrante che cesella quella che diverrà un’amicizia: tra i lettori. Appunto, e Holden Caulfield. Sebbene non sia una mera piacevole: una intima trepidazione esistenziale si leva e scalfisce anche la lettura e, ovviamente, chiunque stia leggendo.

La società e i giovani ne Il signore delle mosche

Con quest’opera datata 1954 William Holding vincerà un Premio Nobel alla letteratura. A seguito di un disastro aereo, dodici ragazzini arenano su un’isola deserta. L’organizzazione è tutto: sono stabiliti dei turni per far sì che il fuoco non si spenga, con l’augurio che quelle fiamme attirino i tanto sperati soccorsi.

Viene eletto un leader, viene così a crearsi una sorta di società organizzata. Ma la degenerazione è dietro l’angolo, il destino di democrazia e cooperazione segnato, un ciclone mortale si abbatte sui ragazzini.  

Leggere oltre i confini: Le città invisibili

Italo Calvino è un caposaldo della letteratura, per cominciare si parta dall’opera del 1974, Le città invisibili, per l’appunto. 

L’imperatore dei Tartari interpella l’esploratore Marco Polo chiedendogli quali siano le città che formano il suo impero senza confini. Per mezzo di questo stratagemma narrativo, Calvino argomenta su 55 città immaginarie, irrazionali, poetiche e impercettibili, in altrettante leste narrazioni nelle quali la sua penna, forgiata dalle sperimentazioni del gruppo OuLiPo, lascia di stucco.

Un giallo medievale: Il nome della rosa

Il best seller di Umberto Eco datato 1980. L’ambientazione è medievale, siamo nel 1327.

Il novizio Adso da Melk conduce in un’abbazia italiana frate Guglielmo da Baskerville, delegato di una missione diplomatica. Ex inquisitore, compagno di Guglielmo di Occam e di Marsilio da Padova, frate Guglielmo ha il compito di avviare indagini su una sfilza di oscuri delitti compiuti tra le mura dell’abbazia.

Per riuscire nell’impresa di venire a capo del caso, Guglielmo dovrà decrittare tracce di ogni sorta, dalla condotta dei santi a quella degli eretici, dalle stesure negromantiche all’idioma delle erbe. Una lettura che richiederà attenzione e ingegno.

Il buio e la ragione: Cecità

Leggere José Saramago, a mia detta, dovrebbe essere un vincolo morale. Le pagine di Cecità, pubblicato nel 1995, sono un continuo invito a riflettere sulla relatività della nostra esistenza. Una lettura altamente d’impatto. L’ambientazione è volutamente imprecisata e il racconto rivela di come l’intera cittadinanza sia divenuta cieca a causa di una indecifrabile epidemia.

Un’opera Premio Nobel per la Letteratura che punta il dito sui lati oscuri della ragione umana. Pagine che focalizzano la loro attenzione sull’indifferenza e sull’egoismo, sulla combinazione potere-prevaricazione e su quella che, volenti o nolenti, persevera come norma naturale della vita di noi uomini: quella del più forte.