Non solo Come d’aria, i migliori libri di Ada D’Adamo, vincitrice del Premio Strega

Non solo Come d'aria: vediamo quali sono i migliori libri di Ada D'Adamo, la vincitrice del settantasettesimo Premio Strega.

Il Premio Strega 2023 è stato vinto da Ada D’Adamo con Come d’aria. La scrittrice è morta lo scorso aprile a causa di una brutta malattia e alla premiazione si è presentato il marito Alfredo Favi. Vediamo quali sono i suoi migliori libri e la relativa trama.

Non solo Come d’aria: ecco i migliori libri di Ada D’Adamo

Se Ada D’Adamo fosse stata ancora in vita sarebbe stata felicissima di ricevere il Premio Strega. Prima di morire, però, ha scoperto che il suo Come d’aria era entrato tra i candidati per la premiazione. Una piccola soddisfazione, che forse ha alleviato un po’ il suo dolore. Classe 1967, è nata a Ortona, in provincia di Chieti. Dopo il diploma all’Accademia Nazionale di Danza e la laurea in Discipline dello Spettacolo a Roma, è rimasta a vivere nella Capitale.

Influenzata dal suo percorso di studi, Ada ha scritto un saggio sulla danza e il teatro. Come d’aria, invece, è nato dopo che è diventata mamma della piccola Daria, nel 2005. La bimba, purtroppo, è venuta al mondo con una rara forma di malformazione cerebrale, l’oloprosencefalia. “Avere un figlio invalido significa essere soli. Irrimediabilmente, definitivamente soli. (…) Indietro non si torna. Uguale a prima non sarà più“, ha scritto nel memoir. Nel libro, la D’Adamo si rivolge alla figlia, parlandole del suo difficile ruolo di mamma e della malattia che, anche se in forme diverse, ha colpito entrambe.

Il primo saggio scritto da Ada si intitola Danzare il rito. Le Sacre du printemps attraverso il Novecento. E’ uscito nel 1999 con la casa editrice Bulzoni per la Collana Teatrale, ricevendo ottime critiche. Gli altri libri, due per l’esattezza, sono stati solo curati dalla D’Adamo. Si tratta di: Chiaroscuri: scritti tra cinema e teatro di Mario Martone (Bompiani, 2004) e 1986-2010: 25 anni di Romaeuropa Festival di Giovanni Pieraccini (Electa, 2010).

Danzare il rito. Le Sacre du printemps attraverso il Novecento: la trama

Danzare il rito. Le Sacre du printemps attraverso il Novecento, composto da oltre 300 pagine, è diviso in tre parti. La prima è suddivisa in 14 capitoli e affronta i seguenti temi:

  • Le Sacre du Printemps di Vaclav Nizinskij (1913)

  • Genesi del balletto: il libretto, la partitura

  • Nizinskij al lavoro sulla coreografia: Faune, Jeux, Sacre

  • Le scenografie e i costumi di Roerich

  • La prima del Sacre: la “Battaglia d’Hernani” dei Ballets Russes

  • Le reazioni della stampa: dà Sacre a Massacre du Printemps

  • Dalla storia di un balletto alla nascita di un mito

  • Il Sacre di Nizinskij nella ricostruzione di Millicent Hodson e Kenneth Archer (1987)

  • Le Sacre Du Printemps di Leonid Mjasin (1920)

  • Il “secondo” Sacre

  • Martha Graham, l’Eletta per la produzione americana del 1930

  • Tra scrittura e memoria vivente: la Sagra di Mjasin alla Scala di Milano (1948) e al Comunale di Firenze (1973)

  • La ricostruzione di Susanna Della Pietra e Enrico Sportiello per il Balletto dell’opera di Nizza (1994)

  • Le Sacre du Printemps e le culture del corpo nel Novecento.

La seconda parte del saggio, invece, è suddivisa in tre capitoli:

  • Il Sacre di Mary Wigman: l’estasi di un atto eroico (1957)

  • Un Sacre giapponese per Mats Ek (1984)

  • Il Rito sciamanico di Martha Graham (1984).

Infine, la parte terza è composta 11 capitoli:

  • La Sagra della primavera sulle scene italiane

  • Uno straniero in Italia: la Sagra di Milioss al teatro dell’Opera di Roma (1941 e 1967)

  • Italiani in Italia e italiani all’estero: Ugo Dell’Ara a Palermo (1972) e Napoli (1982); VIttorio Biagi a Lione (1975)

  • Gli anni Ottanta, gli Efèsto e la memoria del sacrificio (1987)

  • Dalla scena allo schermo: la tecnologica Adoration de la terre dei Giovanotti Mondani Meccanici (1989)

  • Attraverso gli anni novanta, tra vecchi e nuovi riti di primavera

  • Corpi come molecole: il Sacre di Marie Chouinard (1993)

  • Maryse Delente e il brivido di essere “elette” (1993)

  • Il sacrificio metropolitano di Tamàs Juronics (1995)

  • Renato Zanella, ovvero il destino di separazione della coppia (1996)

  • Il Sacre “da camera” di Ed Wubbe (1996).

Fabrizia Volponi
Fabrizia Volponi
Copywriter, classe 1985. Laureata in Scienze Storiche presso l'Università La Sapienza di Roma, con una seconda laurea in Scienze Religiose alla Pontificia Università Lateranense, ho una passione per la scrittura e la lettura. Ideatrice di un blog dedicato ai libri, il mio motto è πάντα ῥεῖ, tutto scorre.
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