Cos'è il metodo Fenoglio: ecco cosa vuol dire l'espressione e perché si usa

Cos'è il metodo Fenoglio? Vediamo cosa si intende quando si usa questa espressione e perché la pazienza e l'astuzia sono fondamentali.

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L'espressione metodo Fenoglio ha attirato la curiosità del grande pubblico grazie all'omonima serie tv Rai, basata sulla trilogia Il Maresciallo Fenoglio di Gianrico Carofiglio. Vediamo cos'è e cosa si intende con questo 'modo di dire'.

Metodo Fenoglio: cos'è e cosa si intende con questa espressione

Lunedì 27 novembre 2023 è andata in onda su Rai1 la prima delle quattro puntate della serie Il metodo Fenoglio. Con protagonista il bravissimo Alessio Boni, è diretta da Alessandro Casale e basata sulla trilogia Il Maresciallo Fenoglio di Gianrico Carofiglio. Nello specifico, questo primo capitolo della fiction è tratto dal libro intitolato L'estate fredda.

L'opera, così come la serie, punta a ricostruire le atmosfere che caratterizzavano la città di Bari nei primi anni Novanta, nel periodo in cui la criminalità organizzata aveva il pieno potere su ogni cosa. Ma cos'è il metodo Fenoglio? L'espressione nasce proprio dal protagonista Pietro Fenoglio, un alto maresciallo dei Carabinieri nel Nucleo Operativo che viene mandato a lavorare da Torino a Bari. Nonostante il suo ruolo gli imponga l'uso delle armi e sia costretto a fare arresti, non è troppo entusiasta di ciò.

Si ritiene una persona consapevole e libera, ma è profondamente dubbioso e scettico. Amante della musica classica, della lirica e della pittura, è un uomo colto, quasi sempre guardato con occhi diffidenti dai colleghi. Fenoglio è conscio anche di ciò, ma non fa assolutamente nulla per cambiare la realtà. Con questo suo atteggiamento, Pietro fa di tutto per evitare di prendere scorciatoie, ma in alcune circostanze si rende conto che non è possibile. Il suo metodo, però, può essere attuato soltanto coltivando due doti importanti.

Metodo Fenoglio: per riuscire sono necessarie astuzia e pazienza

Pietro Fenoglio è diventato carabiniere dopo la morte del padre, quasi per caso. Non voleva imboccare la via dell'arma e questo cruccio lo perseguita anche quando si ritrova nella pericolosissima Bari. In un primo momento crede che sia una destinazione temporanea, poi quando incontra Serena si rende conto che la Puglia potrebbe tranquillamente diventare la sua nuova terra.

Il metodo Fenoglio indica proprio l'atteggiamento che il carabiniere ha nei confronti della vita, sia privata che lavorativa. Per riuscire è necessario saper coltivare pazienza e astuzia, ovviamente facendole combaciare alla perfezione. Anche quando si ha qualche dubbio, specialmente se non si riesce a distinguere il bene dal male, bisogna sapersi spingere oltre, sempre senza avere fretta e con un occhio vigile.

Ricordiamo che Fenoglio è arrivato a Bari nei primi anni Novanta, quando i clan della città, dopo l'incendio doloso del Teatro Petruzzelli, si scontrano a suon di agguati e attentati. E' il periodo in cui la cosca capeggiata da Antonio Capriati si trova a battersi con quella di Raffaele Laraspata e, allo stesso tempo, continua il controllo del boss Savino Parisi detto Savinuccio. In città si respira un'aria strana e nessuno si stupisce quando si vedono persone maneggiare fucili, kalashnikov, mitragliette, pistole, esplosivo e perfino bazooka. Anche quando si tratta di minorenni, arruolati prima come sentinelle e "ragazzi fondina" e poi negli agguati, nessuno muove una paglia.

La situazione cambia soltanto quando il carabiniere, senza farsi scoraggiare dai mancati successi, riesce passo dopo passo a mettere in cella centinaia di persone. Non si fa scoraggiare dalle battute d'arresto, ma riesce a portare a casa i frutti unendo pazienza e astuzia. Le anticipazioni della seconda puntata de Il Metodo Fenoglio promettono uno spettacolo degno di nota.