La pandemia che ha scolvolto la vita delle persone nell'ultimo anno e mezzo ha avuto conseguenze più o meno gravi sotto moltissimi punti di vista.

Dal punto di vista della salute e della sicurezza delle persone, purtroppo, è stata davvero catastrofica ed ha costretto tutti a cambiare il proprio stile di vita, cercando di essere il più attenti possibile a qualsiasi cosa (dal viaggiare, al lavorare, ecc) come scrivono anche in un articolo su eurohealthnet-magazine.eu.

Dal punto di vista della cultura il discorso è stato molto complicato, soprattutto per quanto riguarda l'Italia. Pur essendo il paese che possiede il maggior numero di beni culturali del mondo, l'Italia non valorizza appieno le sue eccellenze come fanno altri Stati Europei e questo ha portato, nel corso dei decenni, già ad una situazione economica non particolarmente florida nel mondo dei beni culturali come è scritto anche su thevision.com.

In un contesto già penalizzato in partenza, in che modo la pandemia mondiale dovuta al Covid 19 ha influenzato l'andamento economico degli istituti culturali, ed in particolare dei Musei, in Italia? Scopriamolo insieme anche grazie a ciò che sapevamo di questo mondo fino al 2019 come nell'articolo de ilsole24ore.com.

I Musei pre-pandemia

Prima della pandemia, per alcuni anni, il numero di visitatori che si recavano pressi i musei italiani è stato in forte rialzo. In alcuni momenti storici, addirittura i fruitori sono duplicati rispetto all'anno precedente.

Già nel 2019, però, si era riscontrato che il numero di visitatori non solo non era aumentato più ma, anzi, era addirittura un pochino calato. Durante l'anno in questione, infatti, il numero di persone che ha visitato i musei italiani si è aggirato intorno ai 55 milioni.

Tra i siti più visitati vi erano stati il Parco Archeologico del Colosseo, la Galleria degli Uffizi ed il Parco Archeologico di Pompei, seguiti da luoghi come la Galleria Nazionale delle Marche, il Museo di Capodimonte di Napoli e il Palazzo Ducale di Mantova. 

I numeri di visitatori nel corso dell'anno 2019 per ogni sito si aggiravano intorno ai 7 milioni e mezzo per i siti più visitati e circa intorno ai 40.000 visitatori per quelli meno visitati. Delle cifre sicuramente molto importanti insomma, come ci dice anche un articolo di initalia.virgilio.it.

Il cambiamento della situazione

All'inizio del 2020, quindi, la situazion dei musei italiani e i numeri dei visitatori erano quelli che erano stati stimati tra la fine dell'anno 2019 e l'inizio di Gennaio del 2020. 

Poi, da inizio Marzo 2020, qualcosa è drasticamente cambiato. Con la chiusura totale dei musei e dei luoghi della cultura in generale, ovviamente, per ben due mesi, da Marzo a Maggio, non ci sono stati più visitatori a riempire le bellissime sale dei nostri amati musei. 

Come è capitata a qualsiasi altra attività, il mondo della cultura è rimasto in totale blocco e l'unica cosa che alcune istituzioni hanno potuto fare è stata quella di attivarsi tramite l'utilizzo dei social network per poter restare in contatto con i pubblico e fargli fruire in una maniera alternativa il patrimonio culturale.

Grazie all bellissime iniziative di molte di queste istituzioni i Musei hanno continuato a destare l'interesse della popolazione e hanno potuto far conoscere, seppur a distanza, i tesori custoditi all'interno degli edifici e le magnifiche collezioni che, purtroppo, non potevano essere esperite dal vivo.

Non potendo uscire di casa l'attenzione è stata focalizzata soprattutto sulla storia degli edifici e dei singoli manufatti, sulle vicissitudini degli artisti che li hanno realizzati, sui restauri che hanno subito nel corso dei secoli e su altri importanti aspetti di solito tralasciati o comunque poco noti e ai quali, di solito, i visitatori non si interessano.

Tutto ciò ha permesso non solo di interessarsi a qualcosa di "altro" ma anche di provare a condurre una vita semi-normale, seppur in condizioni che col normale avevano ben poco a che fare. Qui di seguito, in un articolo di repubblica.it di Marzo 2020 è riportata anche la classifica dei 10 musei che si potevano visitare online durante il lockdown.

La situazione economica

Dal punto di vista economico, ovviamente, nei mesi tra Marzo e Maggio 2021 gli incassi sono stati nulli, vista l'mpossibilità di recarsi nei musei e nei luoghi della cultura in generale.

Questo ha, ovviamente, determinato un piccolo tracollo che ha inciso negativamente sul bilancio generale dell'anno 2020, come è successo per qualsiasi altro settore se si indaga l'aspetto puramente economico.

Come riportato in questo articolo di artemagazine.it di quel periodo secondo i dati Istat ben 19 milioni di persone non si è potuta recare al museo in quei due mesi di chiusura e ciò ha portato alla perdita economica di ben 78 milioni di euro per i Musei e i luoghi dell cultura italiani.

Purtroppo in quel periodo e, in alcuni casi, purtroppo anche oggi, non erano stati fatti molti passi in avanti per quanto riguarda la digitalizzazione del patrimonio culturale custodito all'interno dei musei per cui è stato anche difficile per quete istituzioni consentire al pubblico di vedere il proprio patrimonio artistico e documentale online.

Questa è stata, ovviamente, una grave ed ulteriore perdita per tutti coloro i quali non solo non hanno potuto esperire il patrimonio dal vivo, ma non lo hanno potuto fare nemmeno online.

Gli incassi dei musei nel 2020

Secondo le statistiche che sono state condotte, se non fosse stato per la Pandemia globale i musei italiani avrebbero avuto ben l'8,1% in più di visitatori nell'anno 2020 rispetto a queli dell'anno 2019, per cui gli incassi sarebbero aumentati del 12,8% per la gioia di tutti, come afferma un articolo su art-museum.it.

Se tutto fosse andato liscio ci sarebbero stati più di 273 milioni di euro di introiti per i musei italiani nell'anno 2020. Purtroppo, come sappiamo, le cose non sono andate così.

Quindi quali sono stati i reali introiti dei musei nel 2020?

I guadagni per l'anno della pandemia rispetto all'nno precedente sono scesi ben del 78% come afferma anche un articolo sul giornale youtrend.it. In totale nell'anno 2020 i musei italiani hanno avuto soltanto 13,3 milioni di visitaori ed hanno incassato un totale di 52,4 milioni di euro.

Questa cifra è davvero irrisoria se si considera che nel 2019 gli incassi erano stati di ben 242 milioni di euro. Cifre che davvero ci fanno riflettere su quanto il mondo della cultura abbia perso per colpa della pandemia globale.

La situazione del 2021

Nell'anno 2021, da pochissimo conclusosi, la situazione è andata fortunatamente migliorando. Visto che ci sono stati soltanto dei lockdown localizzati regionalmente non vi è stata l'interruzione totale delle attività culturali il che ha portato i numeri a risalire.

Grazie al vaccino e all'introduzione del green pass si è potuti tornare al museo in condizioni abbastanza sicure, sempre distanziati, con la mascherina e con gli appositi igienizanti per mano sparsi lungo il percorso di visita, per cui anche il numero dei visitatori e, di conseguenza, gli introiti sono risaliti.

Soprattutto da quando si è potuti accedere al museo solo se muniti di green pass la situazione è migliorata perchè le persone si sono sentite più sicure nel frequentare posti al chiuso e relativamente affollati e si sono recate più spesso al museo.

Come scritto anche su di un articolo di rainews.it tra il mese di Maggio e quello di Luglio del 2021 il numero dei visitatori è talmente aumentato che i dati sono migliorati ben del 155% rispetto all'anno precedente, con un considerevole aumento degli introiti.

Anche la qualità del turismo culturale è tornata a cambiare: infatti, nel 2020 le persone hanno preferito visitare luoghi poco noti in modo da non ritrovarsi tra la folla per paura del contagio, mentre durante l'estate del 2021 hanno ricominciato a frequentare luoghi noti come il Colosse o gli Uffizi perchè ormai tutelati un pochino in più dal vaccino.

Tutto ciò ha contribuito a far girare di nuovo l'economia nel settore culturale, portando una nuova dose di buona speranza, sebbene la situazione non sia stata ancora ripristinata a come era prima della pandemia.

I dati del 2021

Secondo i dati Istat durante l'anno solare 2021 si sono recati a visitare i musei italiani più di 110 mila persone. Questi dati sono sicuramente molto rassicuranti se paragonati al grande calo che si è avuto nell'anno 2020.

Tutto ciò ha fatto apire, per lo meno ad alcune fasce di pubblico, quanto sia importante la cultura e quanto sia stata per scontata negli anni che hanno preceduto la prandemia.

Per molti recarsi al museo è qualcosa da fare nel tempo libero, casomai quando piove e non ci si può recare in un parco per un pic nic, non si può fare sport all'aria aperta ne nessuna attività che possa venire esclusa dal maltempo. 

Molti si recavano al museo controvoglia, casomai perchè portati dai genitori, dal partner o perchè il museo era una tappa della gita scolastica, e non si capiva l'importanza del luogo che si stava andando a visitare, della sua storia, la pregiatezza delle sue collezioni.

Oggi, dopo che i musei sono stati chiusi per mesi e che sono stati per molto tempo visitabili a fatica, le persone hanno compreso (almeno un pochino in più rispetto a prima) quanto siano importanti per la formazione dell'individuo e quanto dovrebbero essere parte della vita di tutti noi.

Com'è scritto anche su di un articolo di espresso.repubblica.it  i musei si sono reinventati nel corso di questa pandemia e da tutto ciò ne sono suciti più forti di prima.

Speriamo vivamente che si continui verso la valorizzazione e la più alta fruizione di questi luoghi così preziosi.

Conclusioni

La pandemia ha sconvolto, in generale, la vita di tutte le persone. Era una cosa imprevedibile, tutti gli equilibri sono stati rotti e soltanto a fatica oggi si sta cercando di ricostruirli.

Tutti i settori, economicamente parlando, sono stati inficiati da questa catastrofe, e tra questi non poteva mancare il settore culturale. Soltanto con grandi sacrifici e reinventandosi un pochino adesso, finalmente, si sta riuscendo ad andare avanti.

Si continuerà così, perchè per la cultura ne vale davvero la pena.