Napoletano, lingua o dialetto? Perché era anche al Festival della canzone italiana

Dopo il grande successo di Geolier al Festival di Sanremo ci siamo chiesti: ma perché ha cantato in napoletano? Allora è una lingua o un dialetto?

Dopo il grande successo di Geolier al Festival di Sanremo (ovvero Festival della canzone italiana), tutti ci siamo domandati: ma perché ha cantato in napoletano? Perché allora non si propongono anche gli altri dialetti?

Il napoletano è una lingua o un dialetto?

Perché il napoletano è una lingua e non un dialetto

Nell’immaginario collettivo, Napoli è una realtà a parte, più caratterizzata rispetto ad altre città comunque dal folklore marcato come Roma ad esempio.

Ma davvero lo è a tal punto da giustificare che una canzone in napoletano (che quindi non tutti capiscono in Italia) possa salire su un palco prestigioso come quello di Sanremo?

Ebbene, le polemiche scatenate dalla scelta del direttore artistico e conduttore Amadeus, per l’edizione 2024, non sono state poche.

La risposta d’altronde non è neppure univoca: sicuramente il napoletano non è “solo” un dialetto alla stregua dei tanti presenti in ogni regione d’Italia.

Ma può essere equiparata alla lingua italiana, a livello nazionale e internazionale?

E coloro che parlano napoletano sono dunque definibili bilingue?

In linea di massima, e con le dovute remore, si può affermare però che il napoletano non è solo un dialetto parlato a livello locale, bensì un gruppo linguistico che si estende anche ad altre zone dell’Italia meridionale.

E pertanto definibile come “lingua”.

Quali dialetti sono lingue

Come già accennato, il napoletano non rientra tra le lingue (minoranze linguistiche perlomeno) riconosciute in Italia.

Come riportiamo direttamente dal sito del Miur, le minoranze linguistiche riconosciute e tutelate dalla legge sono dodici ovvero le lingue delle popolazioni:

  1. 1.

    albanesi

  2. 2.

    catalane

  3. 3.

    germaniche

  4. 4.

    greche

  5. 5.

    slovene

  6. 6.

    croate

  7. 7.

    francese

  8. 8.

    franco-provenzale

  9. 9.

    friulano

  10. 10.

    ladino

  11. 11.

    occitano

  12. 12.

    sardo.

Volendo rifarsi esclusivamente alla linguistica infatti, il napoletano è un dialetto e non una lingua.

Questo perché la lingua è un sistema di comunicazione con uno status ufficiale e standardizzato. Ha:

  • una grammatica

  • un vocabolario

  • una forma scritta uniforme.

Le lingue sono comunemente associate a stati-nazione e si insegnano nelle scuole come lingua madre o seconda lingua.

Il dialetto invece rappresenta una variante regionale o sociale di una lingua. I dialetti differiscono l’uno dall’altro per:

  • pronuncia

  • lessico

  • grammatica

  • non hanno uno status ufficiale o una standardizzazione

  • può non essere compreso al di fuori di quella comunità.

Il punto è che però, come nel caso del napoletano, ha un’identità culturale ed emotiva così forte che accomuna e caratterizza fasce intere della popolazione di uno Stato, tanto da essere considerato alla stregua di una lingua vera e propria.

Come si chiama la lingua napoletana

Dal momento che anticamente il napoletano si chiamava in realtà “lingua napolitana” si può affermare, senza smentite, che si tratta di un idioma romanzo a tutti gli effetti — appartenente al gruppo italo-dalmata- a oggi considerato, anche se non ufficialmente, una lingua a tutti gli effetti nell’immaginario collettivo.

Rispetto ad altre realtà locali, molto gioca anche il fatto che le popolazioni di quelle zone si identificano molto nella ricca cultura della città, caratterizzata da folklore, tradizioni, musica e balli popolari senza eguali.

Quando è stato riconosciuto il napoletano come lingua

Per quanto possa sembrare strano ai più (soprattutto alle popolazioni del Nord Italia, presenta le radici di una vera e propria lingua.

Si tratta di un idioma romanzo, che deriva dal latino, ed ha alle spalle una tradizione letteraria molto ricca.

L’idioma nativo però è circoscritto alla zona di Napoli e alle persone che lì vivono. D’altronde, lo stesso stato italiano, nel 1999 definisce le minoranze linguistiche in Italia in riferimento al ladino, al friulano e al sardo ma non inserisce il napoletano nell’elenco.

Da qui iniziano i dubbi. Infatti, è l’Unesco stessa che definisce il napoletano come appartenente al gruppo linguistico italico-meridionale, che vede l’idioma essere presente non solo a livello locale ma in ampie zone del sud quali

  • Campania

  • Basilicata

  • gran parte dell’Abruzzo

  • Molise

  • Puglia (escluso il Salento)

  • Calabria settentrionale

  • Marche meridionali

  • sud del Lazio.

Attenzione, questo non vuol dire che in quelle zone non si parlano altri dialetti. Il punto è che ci sono somiglianze e tanti tratti in comune, anche a livello culturale più in generale, che fanno sì che si definiscano “napoletano” tutti i dialetti appartenenti a quell’area geografica.

D’altronde lo stesso avviene, in maniera aggregata, anche per il siciliano.

Ecco quali sono le lingue straniere che fanno guadagnare di più.

Natalia Piemontese
Natalia Piemontese
Consulente lavoro online e professioni digitali, classe 1977. Sono Natalia, Piemontese di cognome, pugliese di nascita e calabrese d'adozione. Laureata in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Bari, ho conseguito un Master in Selezione e Gestione delle risorse umane. Mamma bis, scrivo sul web dal 2008. Sono specializzata in tematiche del lavoro, business nel digitale e finanza personale. Responsabile del blog #mammachebrand, ho scritto un e-book "Mamme Online, come gestire casa, lavoro e figli".
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