La figura del nomade digitale sta spopolando in tutto il mondo, con sempre più persone che presentano la propria vita lavorativa utilizzando questo titolo.

La pandemia ha trasformato quella che fino a poco tempo fa era una piccola nicchia emergente, in un qualcosa di reale e tangibile per chi nemmeno avevano mai sognato d'intraprendere questa strada.

Il mercato del lavoro sta cambiando a un ritmo forsennato, con sempre più persone che faticano a mantenere il passo e altre che cavalcano l'onda abbracciando i propri sogni e coltivandone di nuovi.

In tutto questo la corrente del nomadismo digitale porta con se le proprie sfide e opportunità, mescolando le carte in tavola e promuovendo uno stile di vita completamente nuovo.

Vivere come nomadi digitali però non è certo una cosa adatta a tutti, occorre la giusta predisposizione mentale e la capacità di accettare alcuni compromessi in favore di altri vantaggi.

Tutti coloro interessati a conoscere questa nuova ed elettrizzante realtà, potrebbero sorprendersi nello scoprire quanto fossero sempre stati vicini a fare parte di questo mondo.

In questo video Dario Vignali spiega come diventare nomadi digitali.

Cos'è un nomade digitale

Il nomade digitale è una figura che intreccia una parte lavorativa (digitale) a uno stile di vita (nomade) creando un connubio che sembra quasi in contrasto ma che, a conti fatti, si sposa a meraviglia.

Se si volesse fare un'analisi più accurata del termine, si potrebbe partire dalla parola "nomade", la quale indica una persona che non ha fissa dimora e tende a spostarsi molto spesso.

Dare un senso a "digitale" però, risulta un po' più difficile essendo che potrebbe davvero significare qualunque cosa di tecnologico.

In questo caso specifico però, simboleggia una vita lavorativa slegata dal classico ufficio, dove la persona è in grado di svolgere i propri compiti da qualsiasi punto del mondo purché abbia accesso a una connessione internet e un computer.

Ecco allora che il nomadismo digitale inizia ad assumere una silhouette molto più definita e chiara, ma manca ancora qualcosa.

Il semplice lavoro in smart working fatto dalla poltrona di casa propria non è sufficiente per chiudere il cerchio, infatti il nomadismo non può essere solo potenziale ma dev'essere praticato in modo attivo per potersi definire tale.

I nomadi digitali sono quindi quelle persone che, potendo lavorare dove desiderano grazie a una connessione alla rete, decidono di cambiare residenza e spostarsi ovunque li portino vento e ambizioni di vita.

Esistono persone che passano un mese a Bali, quello successivo in Thailandia e dopo chissà dove, mantenendo un ritmo costante.

Altri ancora si trasferiscono a vivere 24/7 in un camper, mettendosi in marcia ogni qualvolta un vicino troppo caciarone infastidisce la loro quiete.

C'è poi anche chi opta per il semi-nomadismo, cambiando la propria residenza di tanto in tanto ma senza trasformare ogni istante della propria vita in un tour mondiale.

Sicuramente a quest'elenco si potrebbero aggiungere altre mille piccole o grandi sfaccettature, ma non aggiungerebbero nulla alla definizione della figura professionale

Cosa fa un nomade digitale

Una volta sviscerato cosa sia un nomade digitale, è giusto cercare anche di capire di cosa si possa occupare una persona che lavora unicamente attraverso il proprio computer.

La verità è che, in un mondo popolato di persone che passano più tempo su internet piuttosto che nella vita reale, le professioni da remoto abbondano e si finisce col perdere il conto di quelle esistenti.

Per aiutare a creare un'immagine mentale però, si possono fare alcuni esempi di figure lavorative che non necessitano di un ufficio fisico e possono essere svolte in remoto.

Il settore più richiesto è quello legato alla realizzazione di siti internet, app, web app e più in generale tutto ciò che andrà a creare un'esperienza d'uso nel quale rientrano professioni come programmatore o web designer.

Entrambe realizzano prodotti che nascono, crescono e passeranno tutta la loro esistenza sulla rete, quindi sono perfettamente gestibili a distanza.

Quello del programmatore su tutti è certamente il lavoro che più facilmente permette di darsi al nomadismo digitale, anche in una realtà lavorativa che vive ancora di pregiudizi come quella italiana.

Altre mansioni che si sposano bene con questa tipologia di vita sono quelle del grafico, copywriter, marketer, insegnate di lingue e moltissimi altri ancora.

Va poi aggiunto che non occorre necessariamente essere dipendente o freelance per diventare nomade digitale, ma è possibile farlo anche aprendo il proprio business e gestendolo in toto da remoto.

Vi sono realtà che sono completamente circoscritte al mondo virtuale e altre che possono avere una sede fisica ma, se ci si organizza bene e si struttura nel modo giusto l'azienda, gestirla a distanza diventa un'opportunità e non solo una possibilità.

Una piccola nota finale va poi dedicata ai "nomadi analogici", coloro che decidono di spostarsi spesso per vedere il mondo ma ricoprono mansioni che vanno svolte di persona.

A questa categoria possono appartenere i cuochi italiani, i quali sono certamente i più richiesti praticamente ogni angolo del mondo.

Anche qui la lista però potrebbe davvero essere sconfinata, dipende dal singolo caso e dalle necessità che l'azienda in questione ha bisogno di soddisfare.

Nomade digitale, come iniziare

Per tutte le persone che ancora non sanno cosa vogliono fare della propria vita e vedono nel nomadismo digitale la risposta, qualche consiglio sul come iniziare potrebbe certamente tornare utile.

Fermo restando che non è mai troppo tardi per cambiare radicalmente la propria professione nonché lo stile di vita, non è certo un mistero che partire per tempo possa semplificare il percorso.

Il primo passo è sicuramente quello di scegliere un percorso di studi che indirizzi verso un settore che permetta il lavoro a distanza, con il programmatore che guida il gruppo ma seguito da una nutrita schiera di altre opzioni a fargli compagnia.

Siccome però molte persone scoprono di voler percorrere questa strada solo dopo essere entrate nel mondo lavorativo, è bene sapere che esistono molte soluzioni per cambiare le carte in tavola a partita in corso.

Vi sono moltissimi corsi (online e offline) che permettono di specializzarsi anche una volta che si ha terminato il ciclo scolastico, i quali forniranno poi sbocchi lavorativi più o meno importanti.

Una volta aggiornate le proprie conoscenze su una materia specifica, si possono cercare i primi lavoretti da freelance da svolgere nel tempo libero, mantenendo anche una seconda fonte di reddito analogica per potersi sostenere.

Una volta creato un discreto portfolio e un curriculum che non passi completamente inosservato, sarà possibile ambire a posizioni remote migliori e completare la propria trasformazione in nomade digitale.

Un'altra opzione è quella di aderire a un programma di scambi europei chiamato Erasmus per Imprenditori, il quale fornisce ai partecipanti la possibilità di apprendere a gestire un business direttamente sul campo e a contatto con persone già affermate.

Per un periodo che va dai tre ai sei mesi si verrà inviati a lavorare per un'azienda la quale avrà il compito d'insegnare al novizio le basi di una determinata professione o i fondamenti per gestire un'impresa.

Questo scambio è una simbiosi in cui entrambe le parti guadagnano qualcosa e, gli aspiranti imprenditori, vengono retribuiti direttamente dall'Unione Europea.

Il programma è aperto a tutti senza limiti d'età, con l'unico vincolo del poter aderire a quest'iniziativa una sola volta nella vita, quindi meglio scegliere con cura.

Dove vivere da nomade digitale

Tendenzialmente la risposta giusta a questa domanda sarebbe letteralmente ovunque o quasi dato che l'unica vera condizione necessaria per vivere è quella di una buona connessione internet.

Dall'elenco sarebbero quindi escluse le zone centrali del deserto, le vette più alte dell'Himalaya e le zone rurali dell'Italia dove la fibra ottica è una leggenda di cui parlano i forestieri provenienti dalle grandi città.

A parte questo non esisterebbero barriere che potrebbero ostacolare il nomade digitale dal passare del tempo in zona, ma la realtà dipinge un quadro abbastanza differente.

Sebbene sia vero che molti abbiano deciso di girare il mondo intero un po' alla volta, va anche detto che si sono formati dei veri e propri poli del nomadismo digitale attorno ai quali moltissime persone gravitano.

Uno degli esempi principali sono le isole Canarie, dove migliaia di lavoratori da tutto il mondo s'incontrano e condividono le loro esperienze di vita o... Anche solo una birra.

Bali è un altro luogo dove i nomadi digitali tendono a finire prima o poi durante la loro carriera, grazie a un costo della vita molto basso e una comunità ben strutturata e coltivata nel tempo.

Anche in Portogallo si può trovare un nutrito gruppo di persone che rifiuta la sedentarietà, abbracciando una vita fatta di continui cambiamenti e novità.

I posti più famosi non finiscono certo qui, ma non vuol dire che debbano essere prioritari per tutti coloro che vogliono sperimentare questo stile.

Il punto sta tutto nel capire quale siano le ambizioni personali, cercando di adattare il percorso in base a quello che si sente proprio e non alle mode lanciate da altre persone arrivate prima.

Le mete più popolari offrono certamente un ambiente lavorativamente più stimolante, festaiolo e comunitario, dove persone sconosciute s'interfacciano per instaurare nuove collaborazioni e scambiare idee innovative.

Di contro però hanno un sentore molto meno autentico, dove si può facilmente scivolare in una bolla che isola dall'ambiente e la cultura circostante, trasformando l'intera esperienza in qualcosa di diverso e poco relazionato con il viaggio.

Se invece si cercano i sentieri meno battuti e si punta su un'esperienza che predilige la scoperta, allora il mondo non ha davvero limiti e si può godere di tutto ciò che ha da offrire.

Non importa quale sia la scelta che guiderà le proprie azioni, ogni modo di vivere il nomadismo digitale è giusto se rispecchia i desideri personali.

In un mondo che vira sempre più verso il virtuale, approfittare di questa tendenza per realizzare i propri sogni non è solo una possibilità ma una vera e propria opportunità da cogliere al volo.