La variante Omicron continua a turbare il sonno del mondo intero. I contagi sono in costante ascesa e c'è preoccupazione non solo in vista del fine anno ma anche, e soprattutto, per l'impatto che nuove restrizioni e chiusure potrebbero avere sulla ripresa economica.

A tal proposito, nel nostro Paese, si stanno discutendo in queste ore, i provvedimenti al fine di salvare capra e cavoli.

Titola così tg24.sky.it:

"Covid, verso azzeramento quarantena per i vaccinati con 3 dosi: il Cts sulle nuove misure".

Il Comitato tecnico scientifico è dunque l'organo di riferimento cui spetta un parere, dal punto di vista scientifico, in merito alle possibili misure da adottare per evitare un nuovo lockdown generale.

Nuove regole quarantena: le ipotesi al vaglio 

Quali sono le ipotesi che il Cts si è trovato a vagliare? Innanzitutto le pressanti richieste delle Regioni per ridurre i tempi della quarantena per i vaccinati.

I Presidenti della varie regioni hanno spinto molto su questo aspetto. Il rischio è quello di cadere in una nuova paralisi economica oltre al pericolo di ritrovarsi col sistema sanitario nuovamente al collasso.

Emergono, nel frattempo le prime indiscrezioni in merito a quanto potrebbe accadere a partire dai prossimi giorni. In particolare, come riporta Avvenire.it:

"L'ipotesi che sembra emergere è quella di abbreviare i tempi dell'isolamento per evitare la paralisi delle attività: si pensa a una riduzione o a un azzeramento della quarantena, se entrati in contatto con un positivo, per chi ha già ricevuto la terza dose di vaccino."

Questo per chi è occupato nei cosiddetti servizi essenziali.

Sembrerebbe inoltre che, anche con l'eventuale azzeramento della quarantena, non sarebbe nemmeno necessario un tampone al fine di provare la propria negatività al virus. Il tutto, ovviamente, in assenza di sintomi. L'unica misura da adottare, sarebbe quella di indossare per circa una settimana la mascherina Ffp2.

Nel caso in cui sorgessero invece sintomi riconducubili al Covid, verrebbe invece attivato il normale protocollo che prevede l'isolamento fiduciario e tampone. La raccomandazione per coloro che sono entrati in contatto con un soggetto positivo, in ogni caso, sarebbe quella di evitare occasioni di contatto, quali eventi, feste, etc.

Nuove regole quarantena: per chi è occupato in servizi non essenziali?

Come abbiamo visto, per chi è occupato nei cosiddetti servizi essenziali, proprio al fine di impedire un nuovo collasso a livello economico, si va verso l'abolizione della quarantena per chi è entrato in contatto con persone positive ma non presenta sintomi.

Quali regole invece si stanno pensando per coloro che ricoprono incarichi nei cosiddetti servizi non considerati primari o comunque di importanza vitale?

Ci viene incontro il sito Fanpage.it:

"Riduzione della quarantena a 5 giorni e tampone per i vaccinati con dose booster – non impiegati nei servizi essenziali – che vengono a contatto con una persona poi risultata positiva."

I contatti dei soggetti positivi, a patto che siano vaccinati con la seconda dose da almeno quattro mesi, dovrebbero stare in quarantena per cinque giorni ed avrebbero l'obbligo di tampone alla fine del periodo.

Si sta andando quindi verso una forma di auto-isolamento di durata limitata con l'indicazione di rivolgersi al proprio medico in caso di onsorgenza di sintomi.

L'eventuale discriminante sta nel verificare esattamente quali siano o meno i servizi essenziali, soprattutto perchè, per il comune padre o madre di famiglia, qualsiasi lavoro svolto è essenziale se serve a portare a casa il pane per la famiglia. Quindi, questo aspetto sarà da valutare con molta cura.

Nuove regole quarantena: quale sorte per i positivi e non vaccinati?

Quale sorte dovrebbe toccare a coloro che, pur se vaccinati, risultano positivi al Covid e che attualmente, devono stare in isolamento per dieci giorni?

Secondo le indiscrezioni che filtrano, si starebbe pensando di ridurre a sette i giorni di isolamente fiduciario e un tampone negativo (al termine del periodo), consentirebbe di tornare alla normale quotidianità.

Discorso diverso invece per coloro che non sono vaccinati. Per questa categoria di persone, nulla dovrebbe cambiare. Dovrebbe infatti rimanere in vigore l'attuale protocollo che prevede l'isolamente fiduciario per dieci giorni più tampone negativo al termine del periodo oppure quattordici giorni in assenza di tampone.

Il tutto ha sempre una tripla finalità: ridurre le occasioni di contagio, favorire la campagna vaccinale ed evitare che la ripresa economica subisca nuovi rallentamenti a causa della pandemia.

Oltre a questi aspetti, si ipotizza anche una possibile introduzione del Super Green Pass per qualsiasi tipologia di lavoro, o comunque, almeno (in prima battuta) relativamente ai dipendenti pubblici. Cosa significherebbe?

Nell'eventualità che passasse la linea "dura", qualunque lavoratore, sia pubblico che privato, dipedente o autonomo, per poter lavorare, dovrebbe essere vaccinato. Non sarebbe quindi più sufficiente il cosiddetto Green Pass da tampone per accedere al luogo di lavoro. In caso di mancata vaccinazione scatterebbe la sospensione o l'impossibilità di esercitare la propria professione.

Nuove regole quarantena: quali misure per la scuola?

Uno degli ambiti più dibattuti e controversi riguarda la scuola. Ormai da due anni i ragazzi e gli insegnanti vivono una situazione di precarietà che si è tramutata in disagio didattico ma anche e soprattutto psicologico. Da più parti è stato messo in risalto come, negli ultimi ventiquattro mesi, la qualità dell'istruzione abbia subito una brusca frenata.

La presenza fisica, nella classe, insieme ai propri compagni e agli insegnanti è tutt'altra cosa rispetto a ciò che possono offrire le lezioni a distanza. Mancano il contatto visivo e fisico, l'interazione con i compagni e gli insegnanti, lo scambio anche di energie che solo la vicinanza può offrire. Per i ragazzi, inoltre, socializzare è importante. Stare a casa, chiusi in se stessi e nella propria cameretta (quando è possibile), non aiuta di certo, specie quelli di per sè già più fragili.

Ecco perchè l'attenzione sulla scuola è e deve essere massima, in un Paese come l'Italia che si pone come obiettivo quello di investire sui giovani e sul loro futuro. L'istruzione è sicuramente uno dei pilastri di questo futuro.

L'obiettivo fondamentale è quello di garantire, per quanto e ove possibile, la frequentazione in aula delle lezioni con la conseguente riduzione al minimo della didattica a distanza (dad).

Si pensa quindi di abolire la quarantena per chi risulta vaccinato, in modo comunque da garantire la regolarità delle lezioni anche in presenza di alunni positivi all'interno delle varie classi.

Nuove regole quarantena: tutti d'accordo?

Non mancano, ovviamente, le voci fuori dal coro. In particolar modo, il direttore sanitario dell'Ircss Istituto ortopedico Galeazzi di Milano Fabrizio Pregliasco, ha più volte ribadito la necessità di un lockdown per non vaccinati.

In particolare, in occasione di una intervista rilasciata recentemente al Corriere della Sera, Corriere del Mezzogiorno, ha ribadito come:

"La somministrazione della dose booster fornisce sufficienti garanzie rispetto al rischio di malattia grave. E riduce anche le possibilità di contagio dalla variante Omicron. Quindi è giusto effettuare il richiamo. Ma ora occorre un lockdown di due o tre settimane per i soggetti non vaccinati."

Secondo Pregliasco, alle persone non vaccinate, dovrebbe anche essere inibita la possibilità di andare al lavoro, sempre per un periodo limitato alle due o tre settimane. Il tutto per vedere dei risultati significativi a livello di contagi in un periodo di tempo comunque ristretto.

Ci sono comunque delle perplessità rispetto a questa posizione anche perchè, come ribadito da più parti, la trasmissione del virus può essere effettuata da qualsiasi soggetto,indipendentemente dall'essere o meno vaccinato. Chiaramente il vaccino garantisce una protezione (limitata nel tempo, visto il periodico richiamo delle varie dosi) in termini di minori e meno gravi sintomi (nel caso in cui ci si infetti).