Siamo appena a metà dell’estate e la corsa galoppante del Covid 19 ha costretto il Governo ha introdurre misure urgenti per il contenimento della pandemia, inserendo l’obbligo del Green Pass in determinare situazioni.

Con l’emanazione di un nuovo decreto legge, lo scorso 22 luglio il Consiglio dei Ministri ha quindi riportato nuove misure di contenimento per l’epidemia da Sars-Cov-19.

Oltre alla proroga dello stato di emergenza, esteso fino al 31 dicembre 2021, sono stati selezionati specifici luoghi e attività a cui si potrà accedere solo se in possesso del Green pass.

Una scelta dettata dal dilagare della temuta variante delta che, in concomitanza con le nuove aperture per la stagione estiva ha provocato l’aumento dei contagi in tutto il Paese.

Stando infatti all’aumento dei contagi, anche i colori delle Regioni rischiano di variare e non si sa più se tutt’Italia rimarrà in zona bianca, com’è stato negli ultimi due mesi circa.

Cambiano quindi i protocolli di sicurezza fondamentali da rispettare all’interno di determinati luoghi, in particolare in quelli al chiuso e particolarmente affollati.

Vediamo le ultime novità sul certificato verde e sull’andamento epidemico nel nostro Paese in questo video di VareseNews, prima di procedere all’approfondimento dell’argomento: Coronavirus, approvato il green pass: ecco come funziona e come richiederlo.

 

Da requisito per viaggiare a requisito per andare a cena fuori: il Green Pass è ormai indispensabile

Introdotto già lo scorso 22 aprile 2021 con il Decreto del Consiglio dei Ministri, con una successiva modifica con il DPCM del 18 maggio 2021, il «certificato verde Covid19» era stato inizialmente introdotto in Italia per consentire gli spostamenti all’estero e per dare nuova vita a tutte quelle attività che per tanto tempo sono state limitate, come ad esempio matrimoni e cerimonie private.

In base alle nuove direttive ministeriali invece il Green Pass sarà obbligatorio per poter avere accesso ad eventi e svolgere attività che fino ad oggi erano liberamente consentite in zona bianca.

A partire dal 6 agosto 2021, infatti, tutti i cittadini al di sopra dei 12 anni dovranno esibire il possesso della certificazione verde per partecipare a:

  • eventi sportivi;
  • fiere e congressi;
  • parchi tematici e parchi divertimento;
  • musei, teatri, cinema e concerti;
  • concorsi pubblici;
  • bar e ristoranti al chiuso;
  • luoghi in cui svolgere attività fisica, come palestre e piscine al chiuso.

A queste situazioni si sommano anche i luoghi in cui fino a questo momento il Green Pass è stato obbligatorio.

In generale comunque il possesso del Green pass sarà obbligatorio per tutte quelle condizioni nelle quali è probabile si creino assembramenti o non vi sia un sufficiente ricambio d’aria.

Vi sono comunque delle categorie che sono esentate dal possesso del Green pass ovvero:

  • i bambini al di sotto dei 12 anni, inquanto esclusi per età dalla campagna vaccinale;
  • come riportato nel decreto legge, i soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

In quali casi è obbligatorio il Green Pass

In base a quanto indicato dal nuovo decreto del Governo Draghi, quindi, la certificazione verde diventa obbligatoria anche in zona bianca in tutta una serie di situazioni della vita comune. 

Nello specifico, come indicato nel decreto, i casi di obbligo del Green Pass sono:

  • oer la ristorazione al tavolo, in bar e ristornati, nel caso di servizio al chiuso;
  • per la partecipazione a spettacoli, eventi e competizioni sportivi pubbliche;
  • per visitare mostre, musei e in generale luoghi di cultura, oltre che centri culturali al chiuso e centri sociali, fatti salvo i centri educativi ed estivi dedicati all’infanzia;
  • per praticare sport, singolarmente o di squadra, in palestre e piscine al chiuso;
  • per prendere parte a convegni, congressi e fiere;
  • all’interno di centri benessere, termali e parchi di divertimento;
  • per entrare nelle sale bingo e nelle sale scommesse;
  • per partecipare ai concorsi pubblici.

Non vi sarà quindi alcuna distinzione di colore delle Regioni, nel caso in cui si voglia prendere parte o accedere ad una delle situazioni sopra indicate.

Rimangono comunque gli obblighi per tutte le situazioni che fino a questo momento hanno visto l’obbligo del Green pass, ovvero:

  • partecipazione a matrimoni e cerimonie in generale;
  • accesso alle strutture sanitarie assistenziali (RSA);
  • spostamenti sul territorio nazionale nel caso di regioni di diverso colore.

Ad oggi infatti tutta Italia si trova in zona bianca, ma l’espandersi dei conteggi potrebbe presto portare al variare delle condizioni e dei colori.

Anche per gli spostamenti nell’UE il Green Pass è obbligatorio

Come avvenuto fino a questo momento, ancora di più la certificazione verde rappresenta l’unico modo per potersi spostare tra gli Stati membri dell’Unione Europea.

Come indicato nel portale dedicato dall’UE , le regole di accesso nei vari Paesi variano, anche in base all’andamento dei conteggi.

In generale è comunque bene ricordare che per viaggiare in Europa il Green Pass è valido unicamente a partire dai 15 giorni successivi alla somministrazione della seconda dose del vaccino.

Inoltre è necessario in alcuni casi compilare il modulo dPLF, ovvero un documento che può essere firmato non prima delle 48 ore precedenti al decollo dall’Italia.

Ma cos’è esattamente il Green Pass?

Nato come un vero e proprio passaporto, il Certificato verde Covid 19 è nato per permettere il libero spostamento della popolazione sul territorio nazionale e internazionale, in tutti gli Stati dell’area Schengen.

Inizialmente, il suo possesso è stato indispensabile per transitare tra regioni di colore arancione o rosso, mentre le regioni “bianche” consentivano il libero spostamento e la possibilità di praticare la maggior parte delle attività senza alcuna particolare restrizione.

Con il cambiamento delle regole, però, ottenere la certificazione verde è diventato fondamentale anche nelle regioni di colore bianco, per poter compiere attività della vita comune, come andare a cena in un ristorante al chiuso o andare a bere un caffè al bar, o ancora praticare attività sportiva in palestre.

Come si ottiene quindi il Green pass?

E’ evidente quindi che ottenere il Green pass sia quasi fondamentale per non essere privati di tante possibilità che già lo scorso anno sono state limitate.

Pur essendo cambiare le regole per l’utilizzo della certificazione verde, nulla è variato per quanto riguarda i requisiti per ricevere il Green Pass.

Il particolare, infatti, è possibile ottenerlo in tre modi:

  • sottoporsi a vaccinazione;
  • in seguito alla guarigione dall’infezione da Covid 19;
  • con esito negativo del tampone.

Nel caso in cui si è ricevuta la vaccinazione, sarà sufficiente aver ricevuto almeno una dose di vaccino.

In questo caso, la libertà di circolazione sul territorio nazionale, internazionale e la partecipazione a tutte le attività altrimenti precluse sarà possibile nello specifico a partire da due settimane dopo la ricezione della prima dose e per i 9 mesi successivi alla somministrazione della seconda dose.

Nel caso di guarigione dall’infezione da Covid 19, la validità della certificazione verde ha una durata di 6 mesi dall’attestate guarigione.

Infine, nel caso in cui ci si sia sottoposti a tampone antigienico rapido o molecolare e il risultato sia stato negativo, questo deve essere effettuato entro le 48 ore precedenti alla partecipazione dell’evento ed è valido per  le 48 ore successive al prelievo del materiale biologico necessario per effettuare l’esame.

Al cambiare dei requisiti per i quali si ottiene il Green pass corrisponde anche una variare dell’ente predisposto al suo rilascio.

Chi si occupa dell’erogazione del Green pass?

La certificazione verde che dal 6 agosto consentirà di compiere liberamente tutte le attività, altrimenti limitate, viene rilasciata sia in modo digitale che in forma cartacea.

Come  in tutta Europa, infatti, il mezzo più semplice per attestare il possesso del Green pass è il suo formato digitale.

Nel momento in cui un utente si sottopone al vaccino, effettua il tampone molecolare o antigienico o guarisce dal Covid, questi riceve un messaggio sul proprio numero di telefono o una mail contenente il codice per poter scaricare sul proprio dispositivo il Green Pass.

In particolare il sistema informatico farà il match tra il codice ricevuto dal cittadino e il numero della sua tessera sanitaria.

In questo modo si otterrò quindi il Qr code, da conservare e esporre al momento della richiesta in caso di controlli.

Ad oggi inoltre in Italia la certificazione del Green pass è presente sia sull’app Immuni che sull’app IO.

Nessun problema però anche se non si intende sfruttare cellulari o dispositivi mobile per esibire il documento.

Infatti, nel caso in cui non si possa scaricare su un dispositivo mobile la certificazione, il Green Pass può essere ricevuto anche in modo cartaceo.

E’ sufficiente che ogni cittadino avente i requisiti (somministrazione vaccino, test negativo o guarigione da Covid 19) si rechi presso il proprio medico “di famiglia” o presso il pediatra, nel caso di minorenni: sarà loro compito infatti accedere al fascicolo sanitario e scaricare il Green pass.

Se la certificazione verde è stata ottenuta in seguito a guarigione dall’infezione da Sars-Cov-19, questa può essere rilasciata anche dalla struttura ospedaliera in cui il paziente è stato ricoverato o, in caso di mancato ricovero, dall’ASL di competenza.

Infine, se si è ottenuto il Green Pass in seguito a esito negativo del tampone molecolare o antigenico, chi lo ha effettuato ha anche il diritto ad emettere la certificazione, che si tratti di medico di base, farmacia o struttura sanitaria pubblica o convenzionata.