La plastica è davvero un problema per l’ambiente?

La risposta è si, per questo esistono migliaia di associazioni in tutto il mondo che lavorano per raccogliere i rifiuti di plastica e anche l’Unione Europea ha emanato una direttiva ben precisa con l’unico obiettivo del plastic free.

Vivere in un società plastic free è uno dei passi importanti verso una società più ecosostenibile che non sfrutti fino allo stremo le risorse terrestri, rischiando anche di mettere in pericolo alla lunga la vita umana stessa.

Nel 2019 venne emanata la direttiva europea chiamata “Single use plastics (SUP)” utile a limitare l’utilizzo della plastica nella pratica di tutti i giorni.

Come d’uso per ogni direttiva europea, gli Stati membri hanno avuto un periodo di tempo per adeguarsi ed emanare le proprie leggi coerenti con la direttiva europea, questo periodo di adeguamento è scaduto il 3 luglio 2021.

In Italia infatti il Consiglio dei Ministri in adeguamento della direttiva europea, ha fatto sì che i supermercati togliessero dagli scaffali per la vendita ogni genere di prodotto monouso di plastica (piatti, bicchieri, posate) sostituendoli con prodotti monouso di carta o di materiale biodegradabile.

La direttiva europea inoltre ricorda che la plastica biodegradabile monouso deve essere considerata alla pari della plastica vera e propria, questo perchè non è ancora possibile definire in maniera certa quali siano le conseguenze ambientali nel breve periodo anche del materiale plastico biodegradabile.

L’obiettivo è quello di ridurre del 50% l’utilizzo della plastica entro il 2025 e dell’80% entro il 2030, fino ad arrivare ad una produzione industriale plastic free.

Cosa significa plastic free?

Porre l’obiettivo del plastic free significa non utilizzare plastica nel proprio stile di vita.

Questo è un obiettivo totalmente utopico soprattutto per le singole persone che non hanno nessun potere decisionale su eventuali imballaggi degli propri acquisti.

Il plastic free è un obiettivo molto ambizioso, forse troppo, che però permette di prendere una serie di decisioni ben precise per ridurre al massimo quello che si definisce “spreco”.

Per evitare gli sprechi è necessario muoversi per togliere dalle mani della massa tutta la plastica sostituibile.

Generalmente quindi sono ancora giustificati gli utilizzi del materiale plastico per tutti quei prodotti per cui questo tipo di imballaggio è ancora insostituibile e può fare la differenza come i medicinali che hanno necessità di essere conservati in un modo particolare per non perdere i loro effetti.

Perchè è importante impegnarsi nella direzione del plastic free?

La plastica non è tutta uguale, non tutta è riciclata e non è tutta è riciclabile.

Per questo motivo diminuire sensibilmente il suo consumo e utilizzo è fondamentale, molto più rispetto ad altri materiali.

Diventa quindi impossibile appoggiarsi e semplificare la questione con una risposta come “basta fare correttamente la raccolta differenziata” perchè non è possibile riciclare tutto.

La plastica per decenni è stata utilizzata in ogni lavorazione, per confezionare il 90% dei prodotti acquistabili e soprattutto è stata sfruttata “per comodità”.

Basti pensare a come sarebbero diversi i supermercati se fossero per la maggior parte plastic free, niente più verdure in sacchetto, niente più bottiglie d’acqua di plastica, niente più prodotti da banco in contenitori utilizzati solo per il trasporto dal negozio a casa.

Ma i punti in cui si può intervenire più in modo più immediato non è nel confezionamento o nella grande distribuzione bensì nella plastica monouso.

Le ultime direttive europee e molte attività per muoversi verso il plastic free stanno limitando (se non vietando) l’utilizzo della plastica monouso.

Qual è il tipo di plastica monouso che è stata vietata per raggiungere il plastic free?

Basti pensare ai piatti, i bicchieri, le posate o le cannucce che abbiamo tutti sempre utilizzato per ogni ricorrenza nel corso degli anni.

La plastica è ovunque e le persone devono iniziare a orientarsi verso il plastic free partendo dalla consapevolezza.

Molti non si rendono conto neanche in quale quantità utilizzano la plastica quindi per muoversi verso il plastic free il primo passo è rendersi conto di quando e quanta plastica si utilizza in una giornata tipo.

Un tipico esempio sono i succhi di frutta con l’involucro e le cannucce di plastica con la punta per bucare il contenitore che diamo ai bambini per fare merenda, oppure ai cocktail nei bar che spesso erano serviti in bicchieri e con cannucce di questo materiale.

Cosa ha spinto l’UE a muoversi verso il plastic free?

Per assurdo il problema principale dell’utilizzo della plastica non è lo spreco smodato (nonostante la possibilità di riciclo), il problema più importante è che la plastica è il materiale che impiega più tempo per decomporsi in natura.

Perchè se la plastica impiegasse un tempo breve per decomporsi oggi non saremmo qui a occuparci di imporre il plastic free a livello europeo.

In base al tipo di lavorazione utilizzata, la plastica più impiegare dai 10 fino anche ai 450 anni per decomporsi completamente.

Questo può significare solo che la prima plastica che è stata prodotta è ancora in circolazione sulla Terra.

Durante tutto il tempo che il prodotto di plastica rimane in circolo provoca danni permanenti alla natura, sia in terra che (e soprattutto) in mare.

Chi beneficia del plastic free?

La risposta più breve, più vera e più semplice è che ne beneficiano tutti.

Il plastic free porta benefici alle piante, agli animali e agli uomini come diretta conseguenza.

Ormai chiunque ha potuto vedere con i suoi occhi (anche solo in televisione) quali sono le conseguenze di un mondo sommerso dalla plastica.

Creature marine letteralmente intrappolate in rifiuti di plastica abbandonati in mare, uccelli che muoiono perchè impigliati in rifiuti presenti nella loro zona di caccia, le isole di plastica galleggiante nei mari artici e antartici e molti altri esempi.

Ma i risvolti negativi non si fermano qui.

Non solo l’obiettivo del plastic free permette di salvaguardare la natura e molti ecosistemi naturali esistenti già da molto prima degli uomini (che si stanno distruggendo a causa dell’agire dell’essere umano), ma anche la vita umana stessa ne risente.

Gli stessi uomini stanno pagando a caro prezzo l’utilizzo smodato di plastica.

Nel 2020 uno studio ha rilevato per la prima volta la presenza di microplastiche (minuscoli pezzi di plastica della grandezza infinitesimale) anche all’interno della placenta durante la gravidanza.

Lo studio dimostra che il feto è in pericolo ancora prima di essere a contatto con il pianeta.

I residui di microplastiche della placenta, in base alla composizione, derivano principalmente dall’alimentazione (soprattutto dall'alimentazione degli animali che mangiamo) e dai prodotti cosmetici.

Dirigersi verso il plastic free non è importante solo nei confronti del pianeta Terra e le sue forme di vita, ma anche per proteggere la salute di noi esseri umani in modo da evitare di ingerire, respirare e assorbire nel nostro corpo materiali non organici.

I materiali non organici infinitesimamente piccoli (come le microplastiche) all’interno del nostro corpo sono nocivi al pari di uno strumento utilizzato durante un’intervento chirurgico e dimenticato lì: possono provocare rigetti e gravi infezioni.

Quali sono state le conseguenze del plastic free dopo il 3 luglio 2021?

Nella pratica quotidiana, il divieto di vendere oggetti monouso di plastica (biodegradabile e non) si è concretizzato nel divieto per bar e ristoranti di servire i piatti o i drink in contenitori di plastica.

Tutti hanno notato che molti locali in giro per l’Italia si sono inventati (anche con soluzioni particolarmente fantasiose) come sostituire cannucce o bicchieri non di plastica senza però modificare il sapore della pietanza servita.

Se per i ristoranti il cibo d’asporto (trasportato prevalentemente in contenitori di plastica) è stato facilmente sostituito con contenitori di cartone e con posate di legno, tutt’altro argomento è stato per i bar.

Le bevande infatti sono l’alimento che subisce di più la rimozione della plastica, perchè?

Perchè in genere le bevande, a partire dal caffè fino ad arrivare ai cocktail) assorbono molto velocemente il sapore o retrogusto del bicchiere che le contiene.

Se la plastica non modificava nessun sapore nelle bevande, il cartone o il legno invece rilasciano un retrogusto che potrebbe risultare sgradevole ai clienti.

Per questo motivo, in particolare per le cannucce, molti imprenditori hanno pensato a soluzioni alternative alla carta come cannucce di bambù, cannucce lavabili in acciaio oppure altri hanno ripiegato sulla pasta cruda di qualche tipo che fosse bucata. 

Come diventare plastic free?

Come abbiamo già preventivato, il plastic free è un obiettivo veramente utopico, ma ci sono molte opzioni possibili per ridurre l’utilizzo della plastica.

Questo video del canale Youtube di Silvia Fascianas è utile per capire meglio come classificare la plastica, come è meglio smaltirla e soprattutto su come si potrebbe ridurre l'uitlizzo di questo materiale nella vita di tutti i giorni.

I tutorial sui social network sono infiniti e non è difficile trovare pagine che danno consigli per la vita di tutti i giorni.

Una delle prime differenze che già da qualche anno (da quando l’inquinamento da plastica ha raggiunto livelli innegabili) sono le classiche bottiglie riciclabili.

L’utilizzo di una bottiglia di acciaio (che spesso ha anche capacità termica) è entrato nell’abitudine quotidiana di molte persone come soluzione alternativa all’acquisto delle bottigliette di plastica nei bar.

Anche l’impianto di depurazione dell’acqua nei rubinetti di casa ha subito uno botta di richieste, così da evitare l’acquisto delle casse d’acqua in plastica nei supermercati.

In molti hanno trovato anche metodi alternativi per riutilizzare la plastica che ormai è già stata acquistata per non dover essere costretti a buttarla producendo fantasiosi oggetti di riuso.

L’obiettivo del plastic free si raggiunge attraverso molte pratiche su cui lavorare contemporaneamente, evitando di acquistare oggetti confezionati in plastica per quanto possibile, differenziando la spazzatura con maggiore attenzione e riutilizzando gli oggetti di plastica che ormai si sono già acquistati.

Il plastic free è un impegno importante nei confronti del pianeta, degli esseri viventi che ci vivono e gli ecosistemi che permettono la vita stessa.