Dove si vive meglio in Italia, ecco l'ultima classifica: male Roma e le città del sud

È stata pubblicata la nuova classifica delle province italiane in cui la qualità della vita è superiore al resto d'Italia. Ecco dove si vive meglio e dove, invece, c'è ancora tanto da lavorare.

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In quale città si vive meglio in Italia? Se lo chiedono ogni giorni tantissimi cittadini; per fortuna ogni anno viene pubblicata la classifica della qualità della vita, mettendo a confronto le province da nord a sud. Quest'anno, come nei precedenti, sono le città del nord a confermarsi tra quelle con la qualità di vita più alta, male il sud.

Tra i fattori analizzati ci sono: qualità dell'aria, mezzi pubblici, servizi offerti ai cittadini, traffico, caro vita e molto altro ancora. Ecco la classifica aggiornata sulla qualità delle vita, chi scende e chi sale rispetto alla classifica dello scorso anno.

Qualità della vita, la classifica delle città nella top 10

Ogni anno a dicembre il Sole24Ore pubblica la classifica ufficiale da cui si evince la lista delle città italiane in cui si vive meglio. È Udine che nella 34ª indagine del Sole 24 Ore si aggiudica il podio come provincia italiana in cui si vive meglio, seguita da Bologna e Tento. Ultima classificata risulta essere Foggia.

Ecco le province che hanno conquistato le prime 10 posizioni:

  • Udine, che conquista il podio scalando 11 posizioni rispetto all'anno scorso, ottenendo il primo posto nell’indice sintetico della "Qualità della vita delle donne" e l’ottavo nella "Qualità della vita dei bambini"

  • Bologna

  • Trento

  • Aosta

  • Bergamo, che solo nel 1990 era stata in top 10, aggiudicandosi l'ottavo posto

  • Firenze, che perde tre posizioni rispetto all'anno scorso, appesantito da dati relative a denunce di furti e rapine e dal canone di locazione

  • Modena

  • Milano, che rimane stabile rispetto all'anno precedente e rimane prima nella categoria "Affari e lavoro"

  • Monza - Brianza, novità di questa classifica 2023: la provincia conquista 14 posizioni e il primato nella categoria "Ricchezza e consumi"

  • Verona, presente in Top 10 già nel 2020 e nel 2021

Quella di Udine non è l'unica prima volta all'interno della top 10: Bergamo, la storica città che è quest'anno capitale della cultura assieme a Brescia, sale nella classifica dei territori più vivibili e conquista il primato in quella tematica di "Ambiente e servizi".

Mancano in top 10 Trieste e Bolzano, che sono passate rispettivamente in 12ª e 13ª posizione.

Come si posizionano le grandi città nella classifica sulla qualità della vita

Le aree metropolitane rimangono sostanzialmente immobili rispetto alla classifica dell'anno precedente.

Nonostante questo Milano, Bologna e Firenze riescono a mantenere una posizione all'interno della top 10 e conservano alcuni primati nelle classifiche tematiche.

Diversa situazione per le grandi città di Roma, che si colloca in 35ªposizione (-4 gradini), seguita da Torino e Genova, che si aggiudica la 47ª posizione, risultando in calo di 20 punti rispetto allo scorso anno.

I fattori analizzati dallo studio

L’indagine della "Qualità della vita" del Sole 24 Ore prende in esame 90 indicatori, suddivisi nelle sei macrocategorie tematiche, ciascuna composta da 15 indicatori:

  • ricchezza e consumi

  • affari e lavoro

  • ambiente e servizi

  • demografia, società e salute

  • giustizia e sicurezza

  • cultura e tempo libero

Ciascuna categoria tematica mantiene i suoi primati: alcune città escono da questa edizione dell'indagine con un ampio bottino, in termini di piazzamenti sul podio.

Un esempio è Bologna, città che si posiziona sul podio in quattro classifiche tematiche, o Milano che fa razzia di primati: sei su 90 indicatori.

L'indagine, inoltre, permette di evidenziare la vittoria di Milano su Roma nell'eterna lotta tra capitale finanziaria del Paese e capitale istituzionale. Milano infatti ha un posizionamento maggiore su Roma, ma non solo nella classifica generale: la capitale lombarda si posiziona in posizione migliore in 62 parametri su 90.

Gli ultimi posizionamenti in classifica

Nonostante quello che si possa pensare meritano attenzione anche i record negativi: possono infatti essere dei possibili punti di partenza per una ripresa dei territori.

Le province che si trovano in fondo alla classifica sono spesso (ma non sempre) quelle del Mezzogiorno: anche quest'anno nelle ultime 40 posizioni si trovano 31 province del Sud e delle Isole. L'ultima classificata risulta infatti essere Foggia, posizione che aveva già mantenuto nel 2002 e nel 2011.

Tra le ultime cinque classificate arrivano anche Siracusa (104ª, -14 posizioni), penalizzata dalla bassa speranza di vita e le imprese in fallimento, e Napoli (105ª, -7 posizioni), sfavorita dall'alta densità abitativa, dalla criminalità predatoria in ripresa e dagli scarsi dati occupazionali .

Sebbene a un primo sguardo emerge una profonda spaccatura del Paese tra Nord e Sud, alcune città del Mezzogiorno stanno lentamente salendo la classifica: Isernia dalla 106ª posizione guadagna 24 punti, collocandosi come 82ª; Potenza passa da 94ª a 83ª (+11), mentre Enna è salita di 10 punti.

Questi sono miglioramenti che, abbinati a buoni posizionamenti di alcune città del Sud nel 90 indicatori, come quello di Isernia nei progetti finanziati dal Pnrr, raccontano un Paese in cui si dimostra vi è in atto anche un qualche rimescolamento.

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