Il Ramadan per l’anno lunare 2024 è iniziato: quali sono le eccezioni e le regole

Nonostante la severità di questa tradizione religiosa, alcune persone possono evitare di osservare le regole. Ecco quali sono le eccezioni al Ramadan.

Esistono delle eccezioni al Ramadan? La risposta è affermativa ma non valida per tutti. Il Ramadan è una delle ricorrenze più importanti per i fedeli musulmani e prevede regole molto rigide, tra cui il digiuno. È chiaro però che in determinate condizioni fisiche o biologiche si può fare anche uno strappo alla norma. Scopriamo quali sono i casi in cui si può evitare il digiuno.

Il Ramadan per l’anno lunare 2024 è iniziato: quali sono le eccezioni e le regole

Prima di tutto, è necessario un po’ di contesto. Il Ramadan, nel calendario islamico, è il nono mese dell’anno in base all’osservazione della luna crescente. I musulmani sono soliti seguire il calendario lunare e per tale motivo la data del Ramadan cambia ogni anno. A stabilire il mese di Ramadan è un comitato religioso che seguirà i calcoli lunari o dovrà avvistare la nuova luna crescente ad occhio nudo.

L’arco temporale del Ramadan è di 29 o 30 giorni durante i quali si dovranno osservare delle regole molto severe tra cui un rigoroso digiuno. L’obiettivo dei musulmani nel mese di Ramadan è quello di crescere spiritualmente ed avvicinarsi al proprio Dio: Allah. Oltre al digiuno è importante anche:

  • pregare più volte al giorno;

  • essere altruisti;

  • eliminare dalla propria vita atteggiamenti e sentimenti futili ed egoisti.

Chiarito in poche parole cos’è il Ramadan, scopriamo adesso quali sono le eccezioni al digiuno, considerato un pilastro di questa ricorrenza musulmana. Il digiuno non è obbligatorio per:

  • persone malate;

  • donne incinte;

  • persone che si trovano in viaggio;

  • anziani;

  • donne durante il ciclo mestruale.

Tali soggetti potranno poi recuperare i giorni di digiuno durante l’anno a seconda delle loro esigenze.

Cosa succede se non si rispetta il Ramadan

Il digiuno nel mese di Ramadan, come già detto, è un pilastro dell’Islam e va rispettato senza porre veti, fatta eccezione per i casi visti in precedenza. Qualora non si dovesse rispettare il digiuno in maniera involontaria o perché insorgono condizioni patologiche durante il mese di Ramadan non succede nulla di grave in quanto si può recuperare il digiuno durante l’anno o può scegliere di donare un pasto ad una persona bisognosa per ogni giorni di digiuno mancato.

Nel caso in cui il mancato rispetto del digiuno sia volontario, viene considerato una vera e propria offesa nei confronti della religione musulmana e le pene possono essere molto più severe.

Cosa si può fare dopo il tramonto nel mese di Ramadan

Subito dopo il tramonto il digiuno si può momentaneamente interrompere e si può consumare il pasto serale chiamato iftar che tradizionalmente inizia dopo le 19.30, al termine della preghiera del tramonto. Il pasto serale di solito è molto leggero ed equilibrato e non ci si concede comunque a grandi abbuffate, ma è un momento di convivialità e di condivisione.

Cosa succede al corpo durante il Ramadan

In condizioni di digiuno il corpo umano, per mantenere le funzioni vitali, inizia a consumare le riserve di glucosio. Una volta esaurite tali riserve passerà al consumo delle riserve di grassi e proteine. Utilizzare le riserve energetiche implica anche una riduzione di due tessuti: quello muscolare e quello adiposo. Ciò porta, ovviamente, ad un dimagrimento immediato in quanto si è in condizioni di digiuno quasi totale per un mese.

Per evitare gli effetti negativi del cambiamento corporeo e metabolico, i musulmani, oltre a mantenersi costantemente idratati, sono soliti mangiare, durante il pasto serale, alimenti ricchi di tutti i micro e macro nutrienti essenziali all’organismo.

Leggi anche: Cosa non si mangia durante il Ramadan? Ecco 8 cibi vietati per la religione musulmana

Felice Emmanuele Paolo de Chiara
Felice Emmanuele Paolo de Chiara
Redattore, classe 1994. Sono nato a Napoli ma ho vissuto un po’ in Toscana dove mi sono laureato in Scienze politiche e relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Siena e un po’ a Milano dove mi sono specializzato in Cooperazione Internazionale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Sono appassionato di politica, attualità, sport (grande tifoso del Napoli), cinema e libri. Nel tempo libero mi dedico alla scrittura di racconti e quando ho tempo viaggio.
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