Si torna a scuola in questi giorni in moltissime regioni italiane, non senza qualche timore, soprattutto per la paura legata alla diffusione del virus proprio tra i banchi scolastici. Se da un lato si può esultare per il ritorno delle lezioni in presenza, dall'altro bisognerà comunque tenere conto delle misure di sicurezza che sono ancora applicate per scongiurare il contagio, come spiega un articolo di Fanpage.it:

“Come abbiamo detto, da domani rientreranno a scuola moltissimi studenti e studentesse. Si dovranno rispettare tutti i protocolli di sicurezza in vigore anche lo scorso anno: quindi il rispetto delle distanze di sicurezza e l'obbligo di indossare la mascherina.”

Le misure di sicurezza da conoscere quindi saranno pressoché le stesse dello scorso anno, a livello di dispositivi di protezione individuale e di rispetto nel distanziamento. Ma non sono le uniche misure che verranno applicate proprio a scuola, per studenti, insegnanti, e anche i genitori stessi degli studenti.

Questo a causa dell'introduzione anche a scuola del green pass, che in questi giorni è accompagnato da non poche polemiche. Vediamo in questo articolo quali sono le misure di cui tenere conto per l'inizio della scuola, e quali precauzioni devono obbligatoriamente prendere sia gli insegnanti che gli studenti, che i genitori degli studenti che ricominciano la scuola.

Scuola e didattica in presenza: un ritorno quasi alla normalità

La didattica in presenza confermata per tutta Italia sicuramente comporta un ritorno ad una normalità per tanti studenti che si sono trovati a seguire più volte le lezioni da casa, con la modalità a distanza, anche per diversi mesi.

Normalità vista con positività da moltissime famiglie italiane e anche dai docenti, che possono ricominciare a formare i giovani nelle strutture dedicate, lasciando da parte, almeno secondo le migliori prospettive, computer e smartphone per poter garantire le lezioni.

La didattica a distanza è stata al centro di numerosi dibattiti dallo scoppio della pandemia: c'è chi l'ha vista come una buona possibilità per recuperare il percorso formativo nonostante le chiusure delle strutture, e sono stati riscontrati anche i diversi aspetti negativi.

La didattica a distanza potrebbe finire definitivamente? Questo ancora non è sicuro, perché tutto dipende da come si evolve la situazione relativa al contagio, che per il momento è stabile.

In ogni caso il ritorno alla normalità, ovvero alla didattica in presenza, sarà totale solamente in parte, perché chi entra a scuola deve tenere conto di alcune misure di sicurezza aggiuntive introdotte per la sicurezza degli studenti e di chi lavora nella scuola.

Scuola e green pass: come funziona

Il green pass, ovvero il certificato verde, ha coinvolto moltissime attività, perché è stato introdotto come vero e proprio passaporto per poter entrare per esempio all'interno dei locali al chiuso, e per la frequenza in numerose strutture.

Nonostante le moltissime polemiche che si sono moltiplicate intorno a questa misura, sono aumentate le persone che hanno deciso di vaccinarsi ottenendo così la certificazione per partecipare a diverse attività.

A fine agosto già il numero di vaccinati complessivo era aumentato notevolmente in Italia, inclusi i cittadini che lavorano nella scuola, come conferma Orizzontescuola.it:

“La vaccinazione procede in modo più veloce rispetto alle scorse settimane: “In questi ultimi giorni c’è un forte aumento dei vaccinati“, fra il personale scolastico, ha spiegato confermando quanto già circolato nei giorni scorsi.”

Va ricordato che il green pass prevede l'emissione di una certificazione da parte dell'ente sanitario che conferma l'avvenuta vaccinazione, oppure da parte dello stesso ente che conferma il tampone con esito negativo o la guarigione dal Covid-19.

Ritorno a scuola: cosa aspettarsi

Il ritorno a scuola per alcune regioni è stato previsto per il 6 settembre, mentre per altre bisogna ancora attendere fino al 20 settembre, ma in ogni caso è confermato il ritorno in presenza.

Per la sicurezza nelle scuole è stato comunque deciso di applicare le regole di base per la prevenzione del virus: una corretta aerazione dell'ambiente, l'utilizzo della mascherina e dove è possibile, garantire il distanziamento.

Ma chi è obbligato a presentare il green pass anche a scuola? Tra le misure applicate per limitare la diffusione del virus, quella del green pass è senz'altro quella che ha fatto più notizia, e generato anche diverse polemiche.

Nonostante questo però il personale scolastico, obbligato ad avere con sé il green pass per lavorare, ha scelto in larga misura di procedere con la vaccinazione.

Per gli insegnanti quindi risulta indispensabile essere in possesso del green pass per poter svolgere le lezioni, ma non solo. Anche chi lavora nella scuola, ma non è un docente, deve essere provvisto di certificazione: il personale che si occupa delle pulizie degli ambienti, e anche gli addetti alle mense scolastiche, devono munirsi di certificazione.

L'esenzione da questo obbligo è possibile solamente se si è provvisti di esenzione medica che attesta le cause legate a motivi di salute. Per gli studenti tuttavia non è obbligatorio essere in possesso del green pass per poter accedere alla scuola, ma è obbligatorio rispettare le altre misure di sicurezza previste. 

L'obbligo agli studenti è stabilito unicamente per chi frequenta le università, non viene applicato sulle scuole dell'obbligo.

Green pass per i genitori: la polemica nella scuola

Intorno alla scuola la polemica non si è diffusa unicamente per l'introduzione del green pass per i docenti tra le misure necessarie a limitare il contagio, ma anche lo stesso obbligo per i genitori.

Secondo le misure previste infatti, mentre da un lato gli studenti sono esonerati alla presentazione della certificazione, ad esclusione degli universitari, non si può dire lo stesso per i genitori che li accompagnano a scuola.

Come conferma un articolo recente di Quifinanza.it la misura è estesa a tutti coloro che hanno accesso alla scuola:

“Per “chiunque acceda” a scuola si intendono anche i genitori o i nonni o altri parenti degli alunni che vadano a scuola. Deve cioè possedere il green pass chiunque accompagni o vada a prendere i bambini all’interno della scuola.”

Per molti versi questa decisione è stata inaspettata, perché in un primo momento si pensava che l'applicazione del green pass fosse stabilita unicamente per gli insegnanti. Ma così non è stato, perché secondo le disposizioni, anche chi accompagna i figli a scuola, recandosi all'interno delle strutture, è obbligato ad essere in possesso del green pass.

Decisione che ha scaturito numerose critiche, soprattutto perché per chi lavora nella scuola si tratta di una nuova incombenza: effettuare i controlli su tutte le persone che si recano a scuola.

Molti contestano questa misura proprio perché per la scuola si tratta di un vero e proprio lavoro aggiuntivo, a cui adibire personale specifico, che richiede tempo e può tardare anche il normale ingresso a scuola degli studenti.

Misure di prevenzione nella scuola: fino a quando?

Ma fino a quando verranno applicate queste misure di gestione dell'emergenza? Almeno fino alla fine dell'anno, perché è a fine dicembre che si uscirà dalla situazione di emergenza, almeno fino a nuovo aggiornamento.

Le misure per prevenire il contagio nella scuola sono state introdotte per le lezioni in presenza, anche se non è del tutto esclusa la possibilità di nuove lezioni tramite didattica a distanza, solamente se si renderà necessaria.

Molti si chiedono cosa può accadere a chi si reca a scuola senza il green pass, ovvero la certificazione dello stato di salute, disponibile tramite applicazioni dedicate direttamente sullo smartphone. In questi casi i docenti possono anche rischiare molto, perché un docente sprovvisto di green pass è equiparato ad un docente di fatto assente.

Un articolo di Ladige.it per esempio mostra cosa sta accadendo nella regione di Trento proprio a proposito degli insegnanti:

“Che cosa succederà agli insegnanti non vaccinati? «Semplicemente chi non ha il green pass non entra in classe», risponde sereno, ma lapidario Paolo Pendenza, presidente dell'Associazione dei dirigenti scolastici trentini.”

I docenti rischiano quindi la sospensione, ma non solo. Chi entra a scuola senza green pass può anche andare incontro a pesanti multe in termini di denaro, che possono arrivare anche alla cifra di mille euro.

Scuola all'estero: come funzionano le misure

Molte misure di prevenzione sono state applicate anche nelle scuole all'estero, non solamente in Italia. Nonostante questo arrivano alcune notizie su scuole che al momento sono state chiuse, proprio a causa di una ulteriore diffusione del virus all'interno di queste strutture.

In particolare, come spiega Corriere.it in Francia è stato deciso di chiudere alcuni istituti scolastici proprio a causa della diffusione del contagio:

“In totale, «poco più di 3.000» classi scolastiche sono state chiuse in Francia a causa dell’epidemia da Covid-19, un dato che rappresenta appena lo 0,5% delle 540.000 classi del Paese.”

Sono moltissimi i casi di diffusione del virus a scuola in alcune aree dell'Europa in cui le scuole sono già state aperte negli scorsi giorni, in particolare risulta sotto osservazione la nuova variante del virus.

Le misure di sicurezza applicate nelle scuole italiane sono volte a limitare il contagio, ma in questo mese sono alte le preoccupazioni soprattutto per il ritorno a scuola, luogo di maggiore affluenza di persone.

Proteste a scuola nella notte: cosa è accaduto

Se da un lato con la ripartenza della scuola sono stati già applicati numerosi controlli per la corretta applicazione delle misure di prevenzione del contagio, dall'altro si sono tenute delle proteste proprio in queste ore per l'adozione di misure così severe di controllo, ma non solo. 

Ha fatto scalpore la protesta, segnalata da Ansa.it che si è tenuta nella notte a Roma e ha coinvolto numerosi studenti che chiedono strutture scolastiche più sicure, sottolineando la necessità di svolgere lezioni in presenza in sicurezza, dopo mesi di didattica a distanza. 

Con queste proteste si richiedono nuovi investimenti per migliorare la condizione di molte strutture scolastiche italiane, misure non solo quindi a favore della limitazione del contagio da Covid-19, ma misure anche volte a rendere più agibili numerose strutture costruite in anni passati.