Il lavoro in smart working è diventato una realtà per moltissimi cittadini italiani: si tratta della possibilità di lavorare da remoto, da casa, utilizzando alcuni strumenti di tecnologia, come computer portatili, tablet, smartphone. Recentemente è stata presa in considerazione l'opportunità dello smart working anche dalle nuove misure per i primi mesi del 2022 per la tutela degli italiani dalla nuova diffusione del virus.

E con l'emergenza sanitaria, è stata estesa per molti lavoratori nel settore privato e nel pubblico l'indicazione di lavorare il più possibile in smart working, dove questo è possibile. Come riporta Tg24.sky.it, il governo ha deciso di introdurre nuove raccomandazioni per questa modalità di lavoro:

"A fronte dell'aumento dei contagi Covid, i ministri per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e del Lavoro, Andrea Orlando, hanno firmato una circolare per raccomandare il massimo utilizzo della flessibilità prevista dagli accordi contrattuali in tema di smart working."

Lo smart working garantisce ai lavoratori un distanziamento necessario a limitare il contagio, e per alcune professioni si tratta di spostare il lavoro che avviene all'interno degli uffici, nelle case. Il lavoro agile è stato ampiamente impiegato già nel 2020 e nel 2021, con l'arrivo della pandemia, fino a diventare regolamentato da appositi contratti specialmente nel lavoro pubblico.

Il lavoro nelle Amministrazioni Pubbliche al momento continua in presenza, anche se viene indicata l'importanza del rispetto delle misure per prevenire il contagio, e allo stesso tempo si propone lo smart working dove è possibile. Il lavoro agile può essere applicato ancora per diversi mesi in modo flessibile, ovvero adattandolo alle necessità, quando queste sorgono.

Un esempio è la situazione di quarantena, che può automaticamente portare i lavoratori a dover rimanere a casa per un certo periodo di tempo. In questo caso lo smart working diventa uno strumento necessario per poter continuare il lavoro da remoto.

Smart working e salute: è davvero tutelata?

Lo smart working si propone come soluzione per tutelare la salute dei cittadini, in particolare per prevenire la diffusione del virus Covid-19. Tuttavia questo metodo di lavoro applicato per un lungo periodo di tempo, può effettivamente garantire una migliore salute per i lavoratori?

Andando ad analizzare lo svolgimento del lavoro da remoto, bisogna sottolineare come in certe eventualità la salute fisica può essere messa a dura prova: postazioni di lavoro scorrette, sedie non consone per essere utilizzate per lavorare al computer, troppe ore davanti allo schermo.

Questi sono i rischi insiti di questa modalità di lavoro, per cui esistono importanti raccomandazioni da seguire per evitare spiacevoli conseguenze a livello di salute. Se da un lato lavorare da casa può aumentare la produttività e semplificare molte procedure, che possono essere svolte comodamente dalla propria abitazione, dall'altro lato essere costantemente collegati alla rete può portare ad uno stress mentale non indifferente.

E in molti casi non si tratta solamente di problemi legati alla psiche, ma anche di natura fisica, specialmente quando la postura davanti al computer è sbagliata, o quando non è presente in casa una poltrona ergonomica specifica per questo tipo di lavoro.

In molti casi lavorare in smart working potrebbe portare a conseguenze sulla salute poco piacevoli, che vanno limitate il più possibile prendendo alcuni accorgimenti. La tutela della salute e della sicurezza lavorando da casa è un argomento più che mai attuale, dato che in questo periodo sono in aumento esponenziale i cittadini che lavorano con questa modalità.

Si tratta sia di lavoratori dipendenti che lavorano almeno una parte della settimana da casa, sia di professionisti autonomi che scelgono di lavorare da casa per organizzare più facilmente il lavoro insieme alle incombenze domestiche. In entrambi i casi è opportuno prendere alcune importanti precauzioni per limitare i problemi alla salute correlati da posture erronee, troppe ore trascorse al pc, e situazioni similari.

Smart working per il settore privato

Per il settore privato lo smart working può essere applicato anche senza che si verifichino precisi accordi individuali, come accaduto invece negli scorsi mesi. Come spiega la circolare ministeriale infatti, anche per il settore privato è consigliata l'applicazione del lavoro agile, anche se mancano accordi individuali.

Non solo la Pubblica Amministrazione, ma tutto il settore privato del lavoro è coinvolto in questa indicazione precauzionale per limitare la diffusione del contagio. Molti lavoratori continueranno quindi a lavorare in questa modalità come fatto in precedenza, altri vedranno limitate ulteriormente le giornate di lavoro in presenza.

Questo tipo di lavoro agile verrà applicato in base alle necessità, questo vuol dire che si attendono evoluzioni dell'andamento epidemiologico prima di conoscere il futuro del lavoro in questo senso per i mesi successivi allo stato di emergenza. Emergenza che al momento viene estesa fino alla fine di marzo 2022.

Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, alcune normative regolamentano anche il lavoro agile, per cui i datori di lavoro sono tenuti a comunicare per tempo tramite sito ufficiale del Ministero del Lavoro i nominativi di chi sta lavorando con questa modalità.

La sicurezza sul lavoro in casa è tema dibattuto nell'ultimo anno, per cui le normative italiane prevedono che gli stessi standard di sicurezza che sono tenuti presso uffici e luoghi in presenza devono essere anche applicati nelle abitazioni. I rischi per chi lavora da casa possono essere i più disparati, se non si interviene preventivamente per tutelare la salute, mentale e fisica, di chi lavora in questa modalità.

Rischi di natura psichica: l'isolamento sociale

Uno dei maggiori rischi per chi lavora da casa, e inevitabile, dato il tipo di lavoro, è quello di incorrere in un forte isolamento sociale, specialmente per chi vive da solo. Il lavoro è una occasione di socializzazione importante, se svolto in presenza, ma questo può venire meno se si lavora da casa.

Nonostante i lavoratori possono essere costantemente collegati tramite apparecchiature tecnologiche, come computer, smartphone e tablet, non sempre l'isolamento sociale viene evitato.

Il consiglio degli esperti a questo proposito è quello di dedicarsi ad attività all'aperto quando è possibile, rimanere collegati con i propri colleghi di lavoro anche tramite videochiamate, e avere accesso ad un momento di disconnessione dal web, per non essere sopraffatti dalla tecnologia.

Oltre all'isolamento sociale, tra i maggiori rischi di natura psichica vi sono quelli legati infatti all'uso eccessivo di apparecchi tecnologici, e la mancata disconnessione. A questo proposito è nato il diritto alla disconnessione, ovvero il diritto di non essere reperibili per tutto l'arco della giornata.

Per questo motivo è importante per chi lavora come dipendente, ma anche per chi è autonomo, limitare l'orario di lavoro e stabilire precisi confini temporali per lo svolgimento di una mansione al computer. Inoltre è opportuno per lo stesso motivo fare delle pause tra un'ora e l'altra di lavoro.

Lavorare da casa può essere molto vantaggioso perché talvolta permette di avere del tempo in più per svolgere anche altri tipi di attività, tuttavia è necessario dare un luogo e un tempo per ogni cosa, in modo da non rischiare quello che è definito come burn out da lavoro o tecnologia.

Nei casi più estremi in cui si manifestano episodi di questo tipo, si può chiedere anche l'aiuto ad un professionista, come uno psicologo, che possa essere di sostegno per chi deve rimanere in casa per un lungo periodo di tempo, anche a causa della quarantena.

Rischi di natura fisica: come prevenirli

Oltre ai rischi visti sopra legati strettamente alla psiche del lavoratore, alcuni rischi che si possono manifestare sono di natura fisica, se la postazione in cui si lavora non è correttamente organizzata. Utilizzare una sedia e una scrivania di casa spesso crea problemi non indifferenti alla schiena, per cui è consigliato acquistare strumenti appositi per il lavoro al computer.

Le aziende inoltre devono assicurarsi che gli standard di sicurezza siano rispettati anche nel lavoro in smart working: il computer deve essere posizionato ad una certa altezza rispetto a chi vi lavora, la superficie su cui è posato il computer deve essere comoda e spaziosa, la sedia il più possibile ergonomica.

Come spiega anche l'INAIL, i rischi maggiori per la salute fisica dei lavoratori riguardano problemi alla vista, causati dalle molte ore trascorse davanti agli schermi, oppure problemi di natura posturale, all'apparato muscolo-scheletrico.

Risultano quindi fondamentali le precauzioni di natura posturale, stabilendo la giusta altezza del computer, rialzandolo anche con appositi strumenti se necessario, impostare la luminosità dello schermo adeguata, o lavorare con il così detto "black screen", ovvero con lo sfondo nero per leggere e scrivere documenti.

Un altro accorgimento importantissimo è quello che riguarda l'attività fisica: stare molte ore davanti ad un computer può comportare problemi di varia natura, soprattutto in termini di sedentarietà. Per prevenirli è consigliato allontanarsi dagli schermi per una passeggiata quando possibile, seguire un corso in palestra, oppure recarsi a svolgere attività all'aperto o uno sport.

Abbinare il movimento al lavoro in smart working è importantissimo per prevenire problemi alla salute di diverso genere. Separare il lavoro dal resto è importante per avere un'organizzazione che garantisce tempo libero al lavoratore, e disconnessione dalla tecnologia.

Un altro consiglio importante da seguire riguarda la vista: come è importante muoversi, è altrettanto importante allontanare la vista dagli schermi dopo un'ora o due che si lavora al computer. In questo modo si limitano i problemi alla vista. Utilizzare lenti che riflettono le luci blu degli schermi è un consiglio aggiuntivo per chi utilizza gli occhiali da vista.