Il 2023 sarà davvero un anno epocale per tutti gli appassionati di crociere.

Il 10 Dicembre 2023 sarà infatti in partenza da Miami quella che, ad oggi, è la crociera più lunga del mondo. 274 notti, 11 Meraviglie del Mondo e più di 60 Paesi fanno sì che questa crociera abbia ricevuto, e a ragione, l'appellativo di Ultimate World Cruise. Porti incredibili verranno toccati in giro per il mondo dalla Serenade of the Seas della Royal Carribbean, che arriverà anche in Italia nel mese di Giugno 2024. Il finale sarà incredibile il 10 Settembre 2024, di nuovo, nel porto di Miami.

Questa crociera è il giro del mondo di tutti i giri del mondo - ha dichiarato in conferenza stampa il presidente e CEO di Royal Carribbean, Michael Bayley - Oggi più che mai le persone vogliono viaggiare e recuperare il tempo perduto.

A quale prezzo, però?

A partire da 60.000 dollari a persona, potrebbe essere la risposta. In realtà, però, molti di più sono i costi nascosti e cercheremo di enuclearli in quest'articolo.

Quando si parla di questi giganti dei mari, in effetti, spesso non riflettiamo appieno sull'impatto delle crociere sulla sostenibilità e, dunque, sull'ambiente.

Gli enormi progressi fatti dalle più grandi compagnie crocieristiche mondiali saranno uno sforzo sufficiente a ridurlo?

Secondo il report T&E, nell'arco del 2017, il più grande gruppo crocieristico al mondo, Carnival Corporation (di cui fa parte anche Costa Crociere), ha emesso da solo, e soltanto sulle coste del continente europeo, una quantità di SOX (ossido di zolfo) 10 volte superiore a quella dell'intero parco auto europeo (260 milioni di auto). Un grande costo ambientale subito dall'Italia e dalla Spagna in primis, con Venezia e Civitavecchia, Barcelona e Palma de Mallorca tra le prime 10 città per inquinamento da zolfo.

Si pensi, riferiscono i dati, che l’inquinamento prodotto dalle milioni di automobili che circolano a Venezia, Mestre e Marghera è inferiore di 20 volte rispetto a quello delle grandi navi ormeggiate sul porto (fonte: T&E).

Fortunatamente dal 2017, molti sono i progetti in corso per migliorare l'impatto delle crociere sull'ambiente e ne vediamo ora uno dei principali. Si intende che, per logiche di spazio, in quest'articolo ci concentreremo soprattutto sull'Europa.

"Locations", il progetto per la sostenibilità delle crociere

Sembra quasi il titolo di un film, eppure "Locations" è il nome di un ambizioso progetto interregionale che mira a promuovere la crescita dell'area del bacino del Mediterraneo, tenendo in considerazione un utilizzo sostenibile delle risorse, siano esse naturali o culturali.

All'interno di questo progetto, finanziato dall'Unione Europea, grande importanza riveste l'impegno al miglioramento dell'impatto che ha il settore delle crociere sulla sostenibilità locale.

Su tratta di una visione di lungo termine che vuole aiutare i luoghi interessati a trasformare, se non rivoluzionare, il settore dei trasporti, introducendo metodi e mezzi a basse emissioni di carbonio (LCTP).

Sette sono le città pilota e, di queste, ben 2 sono italiane: Ravenna e Trieste.

In particolare, è interessante il progetto che è stato immaginato per Ravenna: una rete ciclabile e pedonale messa a sistema con un'opportuna rete di trasporti locali che connettano il terminal crociere al centro cittadino (circa 15 km), ma anche alle diverse attrazioni nelle vicinanze. 

Dal mio punto di vista - ha affermato Nicola Scanferla, Mobility Manager della città di Ravenna - il progetto "Locations" sta rendendo consapevoli le persone del fatto che per ottenere qualità ambientale, trasformazione del territorio e promozione della ripartizione modale sono necessari la partecipazione di tutti e un lavoro comune. Il nostro territorio è in grado di soddisfare i bisogni di tutti con un utilizzo migliore delle sue risorse: percorsi e itinerari che portano le persone a un’esplorazione sostenibile della nostra area.

Si parla di un investimento di più di 3 miliardi di euro con un contributo del Fondo europeo di Sviluppo regionale (ERDF) di più di 2 milioni. Il tutto sarà priorità estrema della commissione "Unione Energia e Clima".

In tutto ciò, qual è la posizione delle compagnie di crociera in tema di sostenibilità?

Le crociere pubblicano il manifesto della sostenibilità

Numerosi sono i progetti in cui le compagnie di crociera si stanno, letteralmente, imbarcando in questi anni.

Tra le principali sfide in campo:

  • il ricorso a combustibili "green" come il gas naturale liquefatto o l’idrogeno;
  • nuove tecnologie per la decarbonizzazione;
  • lo studio di materiali ad alte prestazioni.

Se iniziamo dal nostro Paese, è solo di pochi mesi fa l'annuncio di Costa Crociere del proprio "Manifesto della sostenibilità". Il 2 Luglio, infatti, a bordo di Costa Firenze, sono stati enumerati i 10 pilastri che accompagneranno la compagnia di crociere verso un futuro all'insegna dell'attenzione all'ambiente e all'inclusività.

Ecco che il primo punto è forse quello più importante:

"Le nostre destinazioni non sono solo località, ma insiemi di persone con identità, storia, cultura. Sono comunità. Ci impegniamo a capirne l’essenza, apprezzandone l’unicità e tutelandone il futuro" riporta il Manifesto sostenibile.

Tale decalogo pare incontrare appieno anche i principi incarnati da "Locations", presuppondendo un'attenzione all'ambiente ed alla comunità.

Anche l'altra compagnia di crociere italiana, la MSC Cruises, racconta del proprio progetto di sostenibilità, con l'obiettivo di diventare una compagnia a zero emissioni nette entro il 2050, in linea con l'obiettivo del Green Deal che mira a rendere l'Europa il primo continente ad impatto climatico zero esattamente entro il 2050.

13 delle loro 19 navi sono, ad esempio, già dotate del sistema EGCS per la riduzione delle emissioni di ossido di zolfo nell'aria del 97%. Tutto ciò in ottemperanza alla nuova normativo ISO in vigore dal 1 gennaio 2020, che impone una quantità di zolfo nel combustibile navale pari allo 0,5%, rispetto ai 3,5% del passato.

Naturalmente sappiamo, però, che le crociere non sono causa di inquinamento solo quando si trovino in movimento da un porto all'altro, ma anche quando ivi siano ormeggiate.

È proprio a tal proposito che ora parliamo di "cold ironing".

Crociere sostenibili: cos'è il "cold ironing"

Per spiegare il "cold ironing" si parte dal presupposto che mentre le navi sono ancorate nei porti causino un enorme dispendio di risorse (e, dunque, inquinamento).

Sebbene la nave non sia in movimento, il motore resta sempre acceso per alimentare, ad esempio, le cucine, il sistema di circolazione dell'aria e fornire energia ad ascensori e scale mobili, saloni e cabine. Resta acceso anche quando la nave è attraccata per manutenzione.

Il processo di transizione a combustili più ecologici, cui accennavano nel precedente paragrafo, richiederà ancora diversi decenni, un tempo davvero troppo lungo da attendere. Ecco perché la strategia che si sta cercando di mettere in campo è un'altra.

Per "cold ironing" si intende la possibilità di alimentare le navi da crociera ormeggiate attraverso la corrente elettrica fornita da terra.

Per facilitare il passaggio, in questi giorni in Italia, largo spazio è stato dato, all'interno della sezione "Porti Verdi" del PNRR, all'elettrificazione dei porti italiani. Secondo quanto riportato dal Sole24Ore700 milioni di euro verranno attinti a questo scopo dal Fondo Complementare, come stabilito dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile.



35 porti italiani saranno interessati dal provvedimento con una distribizione delle risorse al 51% tra regioni del Centro-Nord e del 48% a quelle del Sud.

Non si tratta certo di una novità la pratica del "cold ironing". Già nel 2015, infatti, il porto di Livorno fu all'avanguardia, riuscendo ad alimentare una nave ormeggiata nel proprio porto. L'impianto, si sostiene nell'articolo, è stato il primo in Europa, con una potenza così elevata (12 MW), ad essere dedicato alle navi passeggeri.

L'elettrificazione dei porti, inoltre, permette di alleggerire l'impatto sulla sostenibilità locale da parte delle crociere anche dal punto di vista acustico. Grazie allo spegnimento dei motori, infatti, si prevede che le aree portuali possano essere finalmente più silenziose.

Pur sembrando il "cold ironing" una soluzione innovativa per un futuro "green" delle crociere, molte sono in realtà le questioni che emergono. Tra le varie:

  • gli alti costi di installazione, non solo sui porti, ma anche sulle navi (se queste sono già costruite o sono in fase di costruzione);
  • le diverse quantità di energia richieste dalle navi di differenze stazza; le differenze di voltaggio e/o frequenza;
  • la modalità di produzione dell'energia elettrica a terra: se non si utilizza energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, infatti, la quantità di CO2 immessa nell'aria potrebbe essere pari, se non superiore, a quella con il combustile tradizionale (fonte: Energy Cue).

Il futuro delle crociere è dunque green?

Le politiche sostenibili lanciate dall'Unione Europea lasciano presagire di sì.

Molta strada, però, deve essere ancora fatta a tal proposito. Solo di giugno 2019 è la notizia proveniente dagli Stati Uniti della condanna di Princess Cruise (gruppo Carnival) al pagamento della cifra di 20 milioni di dollari (a seguito di patteggiamento) per scarichi illegali e ripetuti di petrolio in mare. Numerosi sono ancora gli esempi che si potrebbero ancora citare ma, fortunatamente, sono anche sempre più rari.

Nonostante questo, e nonostante gli ingenti danni subiti dal settore turistico in questi anni di pandemia, interessanti sono le prospettive. Ai microfoni di Italian Cruise Day, il presidente di Risposte Turismo, Francesco di Cesare, ha infatti sottolineato:

"Tra il 2021 e il 2023, si conteranno 77 nuove navi e il 60% saranno di taglia small-mid, con capienza per meno di 1000 passeggeri" ha annunciato, specificando che in futuro la nave da crociera sarà sempre più "tecnologica, attenta all’ambiente, con spazi multimodali che cambiano e si adattano per offrire una spiccata personalizzazione verso il passeggero".

Le navi più piccole, annunciate da di Cesare, naturalmente permetteranno di entrare in porti più piccoli, in modo da diversificare le mete turistiche e, forse, lasciare più ossigeno ai porti da sempre più gettonati. Avere meno passeggeri a bordo sarà anche l'occasione per gestire al meglio gli arrivi nei porti, utilizzare di più la rete di trasporti ed entrare maggiormente in contatto con le realtà e le comunità locali, come da obiettivo, tra gli altri progetti, di Locations.

E, dunque, per tornare al nostro giro del mondo in partenza nel 2022, qual è, davvero, il valore di una crociera?