Telegatti 2022, cambia tutto: come avverrà la premiazione

I Telegatti ritornano, ma non saranno più come prima. L’ambito premio della televisione italiana cambia pelle, adattando il format al digitale e dimenticando per sempre lo sfarzo e il prestigio di uno degli eventi più attesi e amati dal pubblico.

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I Telegatti ritornano, ma non saranno più come prima. L’ambito premio della televisione italiana cambia pelle, adattando il format al digitale e dimenticando per sempre lo sfarzo e il prestigio di uno degli eventi più attesi e amati dal pubblico.

Telegatti, il ritorno: che cosa cambia dal 2022?

Come per tutte le cose belle finite, la nostalgia rimane e proprio quando meno ce l’aspettiamo torna a farsi sentire.

È quello che è successo proprio quest’anno agli inizi di Aprile. Un post Instagram pubblicato da Tv Sorrisi e Canzoni ha fatto ben pensare ad un ritorno dei Telegatti.

L’immagine utilizzata altro non è che la trasposizione dell’ombra di quello che sembra il fantomatico premio a forma di gatto e la didascalia sottostante dice: “Sto arrivando”.

Essendo che questo post sia stato pubblicato proprio il 1°Aprile, in molti hanno dedotto che fosse solo uno scherzo ma, fortunatamente, la smentita è arrivata pochi giorni dopo. Un altro post sempre con una foto simile (ma di colore diverso) ha riportato la didascalia: “No non stavo scherzando”, ufficializzando il ritorno della manifestazione a ben 14 anni di distanza dall’ultima sua diretta in televisione.

Nelle ultime settimane, quindi, si è fatto un gran vociferare sulla ripresa del Gran Premio dello Spettacolo ma la notizia non ha dato l’effetto sperato. L’entusiasmo del pubblico non si è fatto sentire più di tanto, anzi, è passato quasi in sordina. La reazione sui social è stata piuttosto tiepida e le critiche sono comparse proprio quando è stata specificata la forma del nuovo format.

Come spiega rollingstone.it:

Il format non sarà più come in passato, con tanto di serata dedicata all’evento e diretta televisiva, bensì con un assegnazione che viene ripetuta più volte durante l’anno ad artisti e personaggi di spicco dello spettacolo, della musica e dello sport con un occhio contemporaneo rivolto agli influenzer e ai personaggi che si sono maggiormente distinti sui social.

Invece di essere una vera e propria premiazione, l’evento sarà un’operazione di marketing studiata a tavolino e completamente adattata al digitale dello streaming e alla condivisione sui social network.

Inoltre, la statuetta del Telegatto non sarà affatto come quella di una volta, bensì in stile green completamente rivisitato in chiave ecosostenibile. Il materiale utilizzato non sarà più il bronzo ma la comune plastica riciclata e colorata, con toni accesi quali:

  • blu
  • fucsia
  • giallo

La decisione di editarli graficamente è stata presa dal collettivo Cracking Art, azienda diventata celebre per le sue sculture fluorescenti fatte di materiale di rinnovo, presenti in tutto il mondo.

L’estetica, quindi, fa parlare ancor più della modalità di riconoscimento anche se per alcuni è solo una questione di ammodernamento.

Aldo Vitali, direttore della rivista, si giustifica così a ilfattoquotidiano.it:

La rivoluzione non coincide con il ritorno al passato ma con uno lancio all’insegna della contemporaneità [..] il mondo è mutato, così come il modo di fare intrattenimento , che si è arricchito con i social, il digitale, lo streaming.

Un’evoluzione, questa, che ha l’obiettivo unico e principale di raccontare e celebrare una nuova arte che, purtroppo, il pubblico di una volta faticherà a comprendere.

Quando nascono i Telegatti?

“Signore e signori, Allegria!”

Esordiva così Mike Bongiorno nella prima diretta televisiva del Gran Premio Internazionale dello Spettacolo, andata in onda nel 1985 dal teatro Manzoni di Milano.

Dopo una breve coreografia di eleganti ballerini in frac e ballerine vestite di bianco, si apriva al pubblico una serata di premiazioni e riconoscimenti ufficiali per i programmi e i personaggi migliori della stagione televisiva trascorsa.

Tra i presenti, un allor giovane e slanciato Pippo Baudo, il sorriso meraviglioso di Raffella Carrà, un Maurizio Costanzo con il collo visibile (si fa per scherzare) e un coro di applausi interminabili.

Un momento che il pubblico da casa non vuole dimenticare ma portare gelosamente con sé, in ricordo di una televisione italiana ancora tinta di sobrietà e prestigio. Lo stesso pubblico che, ogni anno, veniva chiamato a scegliere i vincitori del Telegatto, la statuetta che prendeva le sembianze di un gatto domestico come domestica era, infatti, la televisione di quel tempo.

Alta 22 cm in tutto (piedistallo compreso) e dal peso di 1,8 kg, si identificava come un premio di grande merito e per sottolinearne la qualità e l’importanza, era stato scelto di realizzarla in bronzo placcato di oro zecchino.

Indetto dalla rivista TV Sorrisi e Canzoni, già dall’organizzazione e dalla pubblicità si configurava come l’evento più atteso dell’anno. Il momento della premiazione avveniva tra maggio e giugno in una serata di gala anticipata da un vero e proprio red carpet hollywoodiano posto prima dell’entrata a teatro.

I protagonisti della televisione italiana e i volti della scena internazionali sfoggiavano abiti lussuosi e sfilavano illuminati dagli scatti delle fotocamere giornalistiche, alzando timidamente la mano in segno di saluto.

Il sottofondo musicale, che dall’inizio ha sempre accompagnato lo sviluppo della diretta su Canale 5, era una canzone scritta dai La Bionda ed eseguita da Luca Jurman, decisamente ricca di entusiasmo, con campanelli che davano ancor più tono ad una voce dal timbro profondo.

L’atmosfera che si poteva percepire anche solo guardando l’evento da casa era qualcosa di indescrivibile. Si cenava presto e poi si accendeva la tv, ci si sedeva sul divano e sembrava di essere lì tra il pubblico a ridere e ad applaudire ad ogni riconoscimento.

Il senso di affezione e sorpresa davano quel tocco in più e lo rendevano davvero uno dei programmi televisivi più seguiti, almeno tanto quanto il Festival di Sanremo .. quando a presentarlo erano conduttori di un certo livello e il palco era adornato di composizioni floreali degne di nota.

Perché la premiazione é stata sospesa?

Sebbene il Gran Premio Internazionale dello Spettacolo fosse a tutti gli effetti un momento irrinunciabile  per la televisione italiana e i volti che la abitavano, a un certo punto della storia conobbe un’improvvisa e disastrosa battuta d’arresto.

C’è chi dice che l’arrivo di questo brutto momento si respirasse già nell’aria, dopo che nell’edizione del 1986 venne assegnato un Telegatto ad uno dei lettori di TV Sorrisi e Canzoni ( scelto mediante estrazione), riconosciuto come rappresentate di coloro che avevano preso parte alla votazione.

Le polemiche ovviamente non sono venute a mancare, arrivando ad accusare la produzione di favoreggiamento verso i programmi Mediaset. Addirittura arrivarono voci che puntavano il dito contro l’invenzione di premi e categorie pensate per consolare qualche personaggio escluso dalla premiazione o per giustificare la presenza di qualche ospite straniero.

Come se non bastasse, dopo una momentanea sospensione, l’edizione del 2006 si inventò di cambiare la tradizione dei Telegatti, aggiungendo al ramo della televisione anche la musica, il cinema e lo sport.

Questa nazionalizzazione dell’evento, lo trasformò a poco a poco in un premio qualunque e gli fece perdere quel fascino che contribuiva a far salire l’audience.

Con la decisione di trasferire la manifestazione nell’Auditorio Conciliazione di Roma e anticiparla al mese di gennaio, il colpo di grazia diventò fatale e gli spettatori, mossi da delusione e palese allontanamento, scelsero di cambiare canale.

Fu proprio a causa di questo crollo degli ascolti che nel 2009 Pier Silvio Berlusconi decise di non realizzare più alcuna serata di premiazione ponendo fine ai Telegatti una volta per tutte.

Chi ha vinto il primo premio 2022?

I Telegatti ritornano dopo anni e anni di arresto ed è già avvenuta la prima “medaglia al merito”. A vincere il premio come miglior protagonista della musica italiana nel 2022 é l’acclamatissimo Vasco Rossi di “Albachiara” e “Vita Spericolata”.

Scelto come simbolo della rivoluzione e ponte tra generazioni e generazioni di fan, dopo 16 anni porta a casa un altro premio, stavolta giallo sole. In passato, lo ricordiamo, ne aveva vinti altri e quest’ultimo non può che far loro compagnia:

  • 1991- miglior tournée
  • 1993 - miglior tournée + disco dell’anno
  • 1995 - artista dell’anno + concerto dell’anno per “Rock sotto l’assedio”
  • 2004/2005 - miglior tour dell’anno
  • 2005 - Telegatto d’oro come personaggio musicale dell’anno

Insomma, è proprio il caso di dirlo. Il Blasco torna ad infiammare il palco, la copertina delle riviste e i social media diventando ancora una volta il volto del futuro.

Telegatti 2022: addio alla televisione del passato?

Il ritorno dei Telegatti ha segnato l’inizio di un nuovo modo di fare televisione ma, ancor prima di lui, il Festival di Sanremo ha sancito l’arrivo di un’evoluzione mediatica sconosciuta.

I grandi conduttori di una volta come Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Corrado e Gerry Scotti non compaiono più vestiti di tutto punto a presentare i concorrenti.

Non esiste più quel modo di fare televisione ancorato all’eleganza, al garbo e alla professionalità che hanno fatto di loro stessi grandi figure dello schermo.

È un peccato mortale non poter più vedere la scioltezza con cui si destreggiano sul palco, ridono e scherzano con il pubblico senza fare riferimento a fatti esterni o semplicemente si rivolgono a chi li segue da casa come se fossero i veri protagonisti della scena.

È una delusione vedere l’estetica del palco morire lentamente, diventare minimalista e abbracciare solo l’utilizzo della tecnologia dimenticando le composizioni floreali e le strette di mano non previste dal copione.

Ed è ancor più fastidiosa (a parer mio) la presenza di artisti e personaggi televisivi che pur di farsi notare indossano abiti succinti, fanno battute scadenti e parlano di cose di una certa importanza in meno di 10 minuti.

Gli eventi televisivi di oggi non sono come quelli del passato, non hanno la stessa gioia e la stessa leggerezza che rendono le serate davvero piacevoli.

Bene che si scelga di essere all’avanguardia e bene che si stia al passo con i tempi, ma tutto ciò che è televisione e che ha fatto la storia non dovrebbe essere messo da parte.

È così sbagliato desiderare di tornare, anche solo per una sera, al 1985 e rispondere all’Allegria! di Mike Bongiorno con un applauso sentito? Io vi ci voglio portare. 

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