La cannabis è sempre stata demonizzata in Europa, a causa di misconcetti e pregiudizi dovuti al suo utilizzo da parte dei giovani e sul mercato nero. Una moda che, al giorno d’oggi, sembra stia voltando pagina. 

Sembra però che i tempi stiano poco a poco cambiando, grazie ad alcune leggi mirate che stanno puntando a cambiare le cose nei diversi stati.  

A cosa è dovuto questo cambio radicale? Semplice, le differenti nazioni stanno realizzando quanto il business della cannabis possa sottrarre denaro al mercato nero e rifocillare le tasse dello stato grazie ad una grossa domanda del prodotto e ad una offerta ancora bassa. 

Varietà di semi e scopi del prodotto 

Alla base di tutto, esiste ovviamente la varietà di semi con cui la cannabis è offerta e lo scopo del prodotto. Lasciando da parte lo scopo ricreativo, la cannabis ed alcune sue varietà come la Maui Waui, Dutch Hawaiann, White Buffalo e Super Silver Hazesono ottime per curare alcune patologie mediche. 

Parliamo un mercato che sta crescendo del 15.4% su base annuale ed i prospetti per i prossimi 5 anni sono ottimi. Per questo motivo la cannabis medica è uno dei mercati che fa gola ai principali stati Europei e mondiali. 

Maggiori protagonisti del cambio 

Sarebbe bello poter iniziare questa lista con l’Italia, ma, come sappiamo, il nostro paese è piuttosto lento per quanto riguarda le innovazioni. Siamo comunque in corsa per aprire il mercato ai prodotti a base di cannabis, ma questo cambio, probabilmente, sarà molto lento. 

Alcuni paesi europei come la Svizzera, stanno rendendo più facile l'accesso alla cannabis medica ai suoi consumatori.  

Il Lussemburgo, invece, si unirà ad altri paesi come il Canada, l'Uruguay, la Giamaica, i Paesi Bassi, il Portogallo, la Spagna, la Repubblica Ceca, e oltre 33 stati americani nel legalizzare l'uso della cannabis medica. 

Come funziona questo mercato 

Questo mercato funziona sfruttando il fenomeno delle cure naturali, delle quali fa parte anche la cannabis medica. 

Questo prodotto è provato curare numerosi sintomi, come l’alzheimer, la perdita di appetito, dolori dovuti a cancro, alla malattia di Crohn e l’epilessia. Insomma, una lunga lista di sintomi che possono essere alleviati grazie a questo prodotto. 

La marijuana ricreativa generalmente contiene alti livelli di THC e bassi livelli di CBD. La marijuana medica è spesso ricca di CBD, con meno o nessuna percentuale di THC. Pertanto, molti utilizzatori di marijuana medica sentiranno gli effetti terapeutici senza uno sballo. 

Questo è il motivo per cui la cannabis medica funziona e questo mercato è in costante crescita. 

Una lezione preziosa dagli Stati Uniti 

Come abbiamo visto, in un numero crescente di stati Americani, i consumatori di cannabis possono semplicemente entrare in un dispensario per comprare varietà di cannabis come Purple Haze e American Pie - l'ultima delle quali è, ironicamente, una varietà ibrida coltivata in Spagna. 

Per quanto riguarda la cannabis medica, gli Stati Uniti hanno iniziato a liberalizzare la cannabis dal lontano 1973, anno in cui lo stato dell’Oregon ha deciso di permettere la vendita del prodotto a scopo medico. 

Sicuramente un record, in quanto, nel 1973, a malapena si conosceva la differenza di questo prodotto a scopo terapeutico e per intrattenimento. 

Anche l’Italia è pronta al cambio 

Nonostante il cambio non sia ancora attivato, anche l’Italia si è lentamente aperta alla cannabis medica. Dal 2006 i medici possono infatti prescriverla a scopo medico, ma solo un ristretto numero di varietà e con CBD piuttosto ridotta rispetto ad altre nazioni. 

Il mercato che si nasconde dietro ad una più completa apertura è comunque molto ricco e l’Italia si sta interessando sempre più al crescere i suoi sforzi economici nell’aprirsi ad un settore nuovo, con le tante opportunità che ne derivano.