Come annunciato circa un mese fa dal presidente della Casa Bianca Joe Biden, l'8 novembre 2021 è giunto, e finalmente sono stati riaperti i confini a stelle e strisce, rimasti chiusi dall'inizio della pandemia fino a questo momento.

Solo ai viaggiatori per motivi lavorativi o ai residenti era consentito atterrare e ripartire dagli USA, ma a oggi possiamo dire con certezza che questo momento sembra superato, almeno per il momento.

Gli stranieri che vogliono entrare negli Stati Uniti per visite ritenute non essenziali, come il turismo o la maggior parte delle riunioni familiari, potranno farlo sia in aereo sia attraverso i confini terrestri di Messico e Canada.

Tuttavia, per l'ingresso nel paese sono previste delle regole specifiche da rispettare, che a ogni modo restringono la possibilità di tornare a volare nel colosso statunitense solo a determinate categorie di persone, in linea di coerenza con quanto previsto per alcuni paesi europei.

Vediamo nel dettaglio quali sono tali categorie di persone e quali sono le regole precise da seguire se si vuole tornare a viaggiare negli Stati Uniti.

Requisiti per l'ingresso in USA

I turisti in arrivo dai ventisei paesi europei dell'area Shengen, Sudafrica, Brasile, Cina, Iran, Regno Unito e India devono aver completato l'intero ciclo vaccinale avvenuto tramite siero approvato dai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, ovvero vaccino Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson.

Aver completato l'intero ciclo vaccinale, e dunque risultare completamente vaccinati e in possesso di green pass, significa aver ricevuto la somministrazione della seconda dose di vaccino (monodose se il siero in questione è Johnson&Johnson) da almeno quattordici giorni.

E' ritenuta "completa" anche la conclusione del ciclo vaccinale di tipo eterologo, ovvero la somministrazione di due sieri differenti tra prima e seconda dose, purché, come sopra riportato, i vaccini rientrino tra quelli ritenuti idonei.

Tra le combinazioni accettate dal governo statunitense rientrano sicuramente Astrazeneca-Pfizer, Astrazeneca-Moderna. La combinazione Sputnik-Sinovac al contrario, non consente il lasciapassare.

In aggiunta, i viaggiatori dovranno esibire un test con esito negativo effettuato nelle settantadue ore precedenti alla data di partenza, così come indicato dal Centro statunitense per il controllo e la prevenzione delle malattie.

Ulteriore punto prefissato dal governo americano, è raccomandato un secondo test molecolare o antigenico previsto per i giorni di permanenza, in particolare tra il terzo e il quinto giorno dall'arrivo nel paese.

Esenzioni dai vaccini

Sicuramente tra le categorie di persone ritenute esenti dai vaccini rientrano i bambini di età compresa tra i due e i diciassette anni, per i quali è prevista altresì la presentazione di un test molecolare negativo effettuato prima della partenza.

Esenti sia dal vaccino che dal tampone invece risultano i bambini di età inferiore ai due anni.

In secondo luogo, altra categoria di persone non obbligate alla presentazione di documentazione di avvenuta vaccinazione sono quegli individui che presentano patologie o problemi di salute, dimostrabili con eventuali attestazioni o certificazioni mediche.

Terza e ultima, vediamo rientrare nella categoria di persone esenti dal vaccino coloro i quali provengono da paesi i quali non possiedono un'elevata quantità di vaccini disponibili per la popolazione.

L'applicazione delle nuove procedure di controllo spetterà alle compagnie aeree interessate, quali British Airways e Virginia Atlantic, per le quali saranno previste multe salatissime, dal valore minimo di trentacinque mila dollari, in caso di non verifica del green pass con la carta d'identità del viaggiatore.

In un breve video YouTube Nick illustra in pillole le principali regole da seguire per entrare negli Stati Uniti.

C'era una volta in America: un anno e otto mesi dopo

Dopo un lungo periodo di tempo in cui gli Stati Uniti hanno dovuto rinunciare al turismo internazionale, la svolta: l'apertura delle frontiere giunge poco dopo che lo stato nordamericano ha raggiunto un tasso d' immunizzazione pari circa al settanta per cento della popolazione adulta.

Il colosso nordamericano sta già somministrando dosi di richiamo agli over sessantacinque e ha iniziato la somministrazione dei vaccini a bambini e bambine di età compresa tra i cinque e gli undici anni.

La decisione sulla riapertura dei confini giunge alla Casa Bianca dopo mesi in cui a moltissimi immigrati era stata di fatto negata la possibilità di rientro in patria anche per periodi brevi, che avrebbe avuto come diretta conseguenza il divieto di rientro negli USA.

E' boom di prenotazioni

Gli aeroporti italiani hanno toccato con mano l'aumento spropositato di prenotazioni e partenze per la data dell'8 novembre, ma anche per i periodi successivi: la riapertura dei confini coincide proprio con l'inizio del periodo delle festività legate al Thanksgiving Day americano.

Il direttore operazioni Aviation di Adr, Ivan Bassato, a Fiumicino, ha dichiarato:

Abbiamo già visto un forte incremento di prenotazioni da quando l'amministrazione USA ha annunciato la riapertura. Nella prima settimana in corso vediamo un load factor di riempimento passeggeri a bordo degli aerei superiore a quota duecento su tutti i voli da e per gli Stati Uniti, che sono quindi quasi pieni.

Già nel settembre 2021 il segretario di Stato USA Anthony Blinken anticipava, in comunicazione telefonica col ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio, la previsione sulle riaperture del mese di novembre, sottolineando l'importanza di rilanciare gli sforzi a livello mondiale a favore della campagna di vaccinazione.

Inoltre la scorsa settimana il dipartimento della Sicurezza Nazionale avrebbe dichiarato che:

A causa dell'elevato volume di viaggiatori previsti e accertati, i tempi di attesa alla dogana saranno prolungati.

Pertanto si sarebbe raccomandato ai passeggeri il possesso dei documenti di viaggio a portata di mano, per velocizzare i protocolli di controllo delle dovute certificazioni.

Messico e Canada: quali regole da seguire

Per poter prendere decisioni sull'apertura dei confini, le autorità americane hanno valutato a lungo gli indici di vaccinazione di canadesi e messicani, aumentate sempre di più nel corso dei mesi.

Secondo Kirsten Gillibrand, senatrice del Partito Democratico americano, le limitazioni di viaggio sono costate alla sola contea di Erie nello stato della Pennsylvania almeno seicentosessanta milioni di dollari.

Le spese per i viaggi si sono ridotte del cinquanta per cento secondo l'Associazione di viaggi degli USA, arrivando a circa seicento mila milioni di dollari. La senatrice circa un mese fa dichiarava:

La riapertura sarà una buona notizia per molti business, fornitori, medici e famiglie che dipendono dai viaggi nella frontiera del nord.

Tuttavia, le regole d'ingresso nel paese per i viaggiatori che provengono da Messico e Canada prevedono solamente la prova di avvenuta vaccinazione, per cui non è richiesto un ulteriore test molecolare.

Nonostante gran parte della popolazione messicana abbia ricevuto la somministrazione di sieri quali il vaccino russo Sputnik V e il vaccino cinese Sinovac, motivo per cui il presidente messicano Andrés Manuel Lopez Obrador ha fatto pressioni sull'Organizzazione Mondiale della Sanità affinché si pronunciasse in merito a questi ultimi, l'affluenza al confine tra Messico e Stati Uniti è stata elevata.

Lunghe code automobilistiche si sono infatti formate dal Messico e dal Canada per entrare negli Stati Uniti all'apertura delle frontiere, rimaste chiuse da marzo 2020 a causa della pandemia di Covid-19, nel giorno 8 novembre 2021.

Secondo quanto riportato dai media americani, le code più consistenti e significative per l'attraversamento del confine, specie dal Messico, hanno avuto durata di circa quattro ore.

Nonostante le attese estenuanti e le ore interminabili dovute ai controlli, tante sono state le scene emozionanti di persone care riunite dopo un lasso temporale così lungo.

Storie di affetti separati dalla pandemia

La giornata dell'8 novembre è stata gioiosa e ricca di emozioni negli aeroporti statunitensi, protagonisti di ricongiungimenti tra persone vaccinate provenienti da dozzine di paesi, di cui il New York Times riporta alcune storie toccanti.

Tra queste, la storia di Jolly Dave, una donna indiana di trent'anni proveniente dallo stato del Gujarat, che all'apertura dei confini statunitensi si è messa in viaggio prima verso Mumbai, poi in direzione Nuova Delhi e infine in direzione New York.

Il motivo del viaggio: riabbracciare il suo fidanzato, Nirmit Shelat, di trentun'anni, da cui si era fisicamente separata l'inverno precedente per tornare nel loro paese d'origine, sottoposto qualche mese dopo a delle limitazioni causate dal picco di contagi raggiunto dall'India, e rendendo di fatto impossibile la pianificazione di rientro in America.

My Lady Luck è tornata. Puoi effettuare chiamate quotidiane, restare connesso da FaceTime, ma hai bisogno di sperimentare il tocco della sua pelle, delle sue dita, dei suoi baci.

Queste le parole del signor Nirmit mentre aspettava la sua compagna, alla quale si è ricongiunto in un lungo abbraccio mentre portava tre valigie a rotelle e quattro borse.

Il muro di Apple si è rotto.

Ancora, la storia di Natalia Vitorini, una studentessa brasiliana di ventotto anni e che vive a Miami, con un bimbo di tre settimane appena nel passeggino. L'ultima volta che ha visto i suoi genitori risale al marzo 2020.

Attendeva l'apertura del confine per permettere al suo piccolo di conoscere i nonni, giunti alle sei di mattina circa in aeroporto da San Paolo, in Brasile.

Anche Natalia Abrahao, di quarant'anni, ha riabbracciato nel Terminal B di New York il suo compagno, Mark Ogertschnig, appena giunto nel continente nordamericano e proveniente da Amsterdam. Il signor Ogertschnig, residente negli Stati Uniti, per i primi cinque mesi della pandemia ha vissuto con la donna, ma è stato costretto a fare ritorno nei Paesi Bassi a causa del visto scaduto.

Nel primo pomeriggio dell'8 novembre l'area arrivi del Terminal 1 dell'aeroporto John F. Kennedy si è riempito di persone che attendevano i loro cari, molti di essi con palloncini alla mano.

Tra quei palloncini anche l'ululato del cagnolino della signora Ye Jin di trentasei anni, che attendeva la mamma di sessantaquattro anni, la signora Ni Fu Ying, in arrivo dall'aeroporto di Berlino e che non vedeva dall'inizio della pandemia.

Queste sono soltanto alcune delle innumerevoli storie di persone che la pandemia ha segnato e continua a segnare, portando con sé i suoi effetti di lungo periodo, dai quali nasce però sempre la speranza di ricominciare a credere in un futuro migliore.

Storie di persone che in ogni punto del pianeta hanno sofferto e continuano a soffrire per le distanze fisiche imposte dai divieti dei paesi, e storie di persone che hanno perso i propri cari a causa della pandemia di Covid-19.

Tornare a viaggiare darà alle persone la possibilità di toccare con mano un ritorno graduale alla normalità, alla vita di tutti i giorni, e di tornare ad assaporare quel senso di libertà che ci era stato sottratto ormai da troppo tempo.