La variante Omicron sta facendo sentire tutti i suoi effetti, e se i dati ci stanno dimostrando che essa è, almeno per i vaccinati, una variabile meno severa sotto il profilo della gravità dei sintomi manifestati, allo stesso tempo sta dimostrando invece che si tratta di una variabile estremamente più contagiosa.

In poco tempo i contagi nel nostro paese sono cresciuti in modo esponenziale in tutto il mondo, nessuno stato ne è stato risparmiato.

Ieri i dati indicavano tra i paesi con i più alti contagiati, gli Usa con più di 500 mila casi, la Francia, dove i casi hanno raggiunto quasi quota 180 mila, la Gran Bretagna con quasi 130 mila contagi e l’Italia.

Italia che fino a qualche giorno fa si vantava di essere tra i paesi che avevano maggiormente la situazione sotto controllo, ieri ha registrato ben 78.313 nuovi contagiati.  Numeri davvero impressionanti che non si vedano da tantissimo tempo.

Alla luce di questa situazione, il monito lanciato dall’Oms che invita tutti governi ad essere più attenti e prudenti possibili, non può passare inascoltato.

Il rischio reale, dati alla mano, è quello di essere in breve tempo un mondo interamente al collasso a causa dell’alto numero dei ricoveri e questo nonostante le evidenze dimostrino che la nuova variante Omicron per i soggetti che abbiano concluso il ciclo vaccinale anche con la dose booster, si manifesti con minor virulenza.

È proprio in virtù di quest’ultima situazione che in diversi paesi e non solo in Italia, sono in corso riunioni per definire nuove regole di comportamento contro questa nuova variabile che potrebbe di fatto portare alla paralisi le attività di diverse nazioni, questa volta non per effetto di lockdown diretti imposti dall’alto, ma a causa dell’elevato numero dei soggetti in quarantena a seguito dei contagi.

Variante Omicron nuove regole: cosa sta accadendo negli Usa

I pionieri di questo cambiamento in tal senso, sono stati gli Stati Uniti dove oggi il loro Cds, ha cambiato le regole per quel che riguarda i tempi della quarantena.

Ricordiamo che gli Stati Uniti sono stati anche la nazione che proprio nel week end di Natale, ha toccato con mano e in modo pesante gli effetti del moltiplicarsi del numero di contagi.

Migliaia infatti, sono stati il numero di voli cancellati e altrettanti sono stati i viaggiatori lasciati a terra, ma questa volta poco c’entrano le chiusure delle frontiere.

Molti voli non sono riusciti a decollare perché il personale di bordo si è trovato costretto a casa per l’isolamento imposto a causa della quarantena a seguito del contagio.

Alla luce di tutto questo il  Centers for Disease Control and Prevention, l’omologo del nostro Comitato Tecnico Scientifico, ha deciso di ridurre i tempi della quarantena per tutti i soggetti che sebbene positivi, non presentino sintomi.

Nello specifico le indicazioni sono state quelle di portare i giorni ufficiali di isolamento da 10 a 5 con l’obbligo poi di indossare la mascherina almeno per altri 5 giorni.

Unitamente il Cds ha preso un’altra importante decisione con riferimento a questi soggetti che invece sono entrati solo in contatto con un positivo. Il Cds in tal senso è intervenuto prevedendo due differenti possibili situazioni.

Se il soggetto positivo con il quale si è entrati in contatto è vaccinato, allora il periodo di quarantena è stato ridotto a 5 giorni, se il soggetto positivo non solo è vaccinato ma ha fatto anche la dose booster, allora l’obbligo all’isolamento decade completamente.

La decisione, ha affermato il Cdc in una nota, è determinata dal fatto che si è dimostrato

"che la maggior parte dei contagi si verifica presto nel corso della malattia, generalmente in 1-2 giorni precedenti l'insorgenza dei sintomi e nei 2-3 giorni successivi".

Per chi fosse interessato un video tratto dal canale Entropy for Life - YouTube, offre spunti interessanti sul tema.

Variante Omicron nuove regole: cosa sta accadendo in Italia

E decisioni importanti di cambiamento si stanno prendendo non solo in America ma anche in altri paesi. Restando all’interno dei nostri confini, proprio per oggi, mercoledì 29 dicembre, si aspetta la riunione del nostro Comitato tecnico scientifico per fare il punto sulla situazione contagiati e tempi di quarantena.

Il fine è quello di riuscire a capire se anche da noi possono essere giusti i tempi per un possibile cambiamento delle regole riguardo la durata del tempo da trascorrere in isolamento una volta che si è entrati in contatto con un soggetto positivo.

Un tema su cui il confronto risulta essere tutt’altro che tranquillo proprio alla luce delle diverse posizioni di cui sono portatrici le diverse parti coinvolte nella scena.

Da un lato infatti ci sono alcuni virologi che affermano che sia troppo presto allentare queste misure e invitano a mantenere la calma e ad adottare ancora un atteggiamento di estrema cautela.

Dall’altro lato invece, ci sono le regioni che attraverso i loro governatori, mordono il freno affinché queste misure vengano allentate, addirittura annullate per tutti coloro che abbiamo concluso il loro ciclo vaccinale con tutte e tre le dosi quindi anche con la dose booster.

Sono poi sempre le regioni che chiedono a gran voce di introdurre l’obbligo del super green pass all’interno dei luoghi di lavoro.

Come si vede quindi, sono tanti gli argomenti che oggi il Cts si troverà ad affrontare e in base poi alle decisioni che verranno prese, sempre sulla base dei dati come da tempo ci continuano a ripetere, ci sarà la riunione del Consiglio dei Ministri che valuterà o meno l’adozione di nuove misure di contenimento per la variante Omicron.

Variante Omicron la situazione attuale e cosa invece può cambiare

Alla luce di quanto detto, si vede che sono senza dubbio le regioni le principali protagoniste della scena in questo momento. Sono infatti loro, che attraverso i loro governatori chiedono il cambiamento e la revisione delle attuali regole.

Il rischio più grande che vogliono scongiurare è che continuando salire il numero dei contagiati e con essi anche le relative quarantene, il paese possa arrivare al collasso e bloccarsi in maniera completamente analoga ad un effetto lockdown senza però che questa volta nessun lockdown generalizzato sia stato ufficialmente imposto.

Del resto con 2,5 milioni di italiani che al momento sono in isolamento non sembra certo uno scenario catastrofico o irrealizzabile quello stanno ipotizzando.

La loro richiesta urgente al Cts è che si rivedano le regole della quarantena perché se è vero che la severità del virus risulta essere modificata, di conseguenza anche le relative misure di contenimento devono essere parimenti adeguate.

Questo soprattutto per quei cittadini che hanno completato il ciclo vaccinale, facendo anche la dose booster, per i quali si è dimostrato che la gravità dei sintomi del virus risulta essere notevolmente ridotta, tanto da portare le regioni a richiedere per questi soggetti la riduzione o l’azzeramento dell’isolamento e dunque della quarantena.

Variante Omicron quali sono le richieste per le regioni

Questa è solo una delle differenti richieste che le regioni chiederanno al Cts di valutare nell’odierna riunione.

Oltre alla revisione totale dei termini della quarantena per tutti i soggetti che hanno la dose booster, intesa come azzeramento della stessa, sul tavolo del confronto anche altre proposte sostitutive che comunque consentano sempre di non abbassare la guardia ma di adeguare la rigidità della misura di contenimento alla severità dei sintomi della malattia.

Quindi anziché quarantena per i soggetti che hanno ricevuto anche la terza dose, l’adozione di un sistema di auto sorveglianza unitamente all’obbligo di indossare la mascherina Ffp2. Per quelli che invece hanno avuto la seconda dose di vaccino, la proposta è quella di portare i giorni di quarantena a 5.

Più probabile che a fronte di queste proposte quello che si riterrà più plausibile anche da parte del Cts sarà di portare da sette a cinque giorni la durata della quarantena per coloro che hanno completato il ciclo vaccinale con terza dose, e di lasciare invariato a 10 giorni il periodo di quarantena invece per tutti quelli che non si sono vaccinati.

Variante Omicron e contatti stretti

In effetti perché diciamo che questo possa essere la possibile soluzione, perché anche al Ministero della Salute si tende a convergere su quest’ultima proposta di accordo.

Quindi per un soggetto che sia entrato in contatto con un positivo, si ipotizzano non più sette giorni di isolamento ma cinque se sono “vaccinati booster”, lasciando invece a dieci i giorni di isolamento quando ad essere entrato in contatto con un soggetto positivo sia stato un non vaccinato.

Sul tavolo del confronto però non solo la revisione dei termini della quarantena ma anche una nuova ridefinizione del concetto di “contatto stretto”, la cui connotazione era stata data nell’agosto scorso dal Ministero della Salute stesso.

Perché proprio in questa circolare lo stesso Ministero introduceva la possibilità di togliere la quarantena quando ci si trovi in presenza di un cosiddetto basso rischio, sempre che ci sia la totale mancanza di sintomi e l’esistenza di un test o antigenico o molecolare che attesti la negatività del soggetto stesso.

Variante Omicron, mezzi di trasporto e scuole

Altri due saranno anche i temi caldi del confronto e riguardano mascherine e scuola.

Con riferimento alla prima, ricordiamo che il dl festività ha introdotto l’obbligo delle mascherine Ffp2 sia per i mezzi pubblici che per entrare nei cinema, nei teatri, nei musei, stadi, palestre, e in tanti altri locali.

Sono di questi giorni le scene viste in tv di farmacie letteralmente prese d’assalto per l’acquisto di queste mascherine con le scorte che sono andate esaurite nel giro di pochissimi gironi.

Alla luce di tutto questo, in discussione proprio l’intervento del governo che fissi l’obbligo per tutti di vendere queste mascherine ad un prezzo calmierato di circa un euro.

Sul fronte scuola ancora più difficile la battaglia, con tante voci in disaccordo che al momento sembra davvero difficile trovare una quadra. Se inizialmente si escludeva categoricamente l’allungamento delle vacanze natalizie e si prevedeva una forte attività di screening al momento della ripresa delle lezioni, oggi l’alto numeri dei contagi, forse spinge a qualche riflessione aggiuntiva.

Riflessione soprattutto per quel che riguarda anche qui le regole della gestione della quarantena nel momento in cui si attesti la presenza di positivi in classe.

Allo stato attuale delle cose, è previsto che una classe venga messa in quarantena ci siano almeno tre studenti postivi, la proposta che si discute oggi è che da gennaio possa scattare invece la quarantena per l’intera classe quando ci sia la presenza anche di un solo contagiato.

Variante Omicron, vaccino, e lockdown per non vaccinati

L’ultimo punto sul tavolo del confronto per la decisione di nuove regole, sono relative all’obbligo vaccinale, al lockdown per i non vaccinati.

Con riferimento al primo aspetto si parla di voler allagare la platea dei lavoratori per i quali sarà obbligatorio fare il vaccino. Ricordiamo che ad oggi risulta essere obbligatorio solo per gli insegnanti, per tutto il personale sanitario e per le forze dell’ordine.

Mentre con riferimento al secondo aspetto, cominciano ad essere sempre più numerosi coloro che invocano misure più restrittive per tutti quelli che ancora ad oggi non hanno voluto fare il vaccino.

Non ultime le parole del ministro del lavoro Orlando che vuole misure più severe che in qualche maniera vadano a “ridurre la libertà di circolazione di queste persone” e pertanto parla espressamente di lockdown per i non vaccinati come una misura da perseguire in mancanza di un vero e proprio obbligo vaccinale .