Finalmente, dopo tanti mesi di attesa, le sale cinematografiche riaprono le loro porte. 

La magia del cinema ritorna, e con essa sia i nuovi film sia quelli che sarebbero dovuti uscire nel 2020. 

Ritornano i film Marvel, ritorna la Disney e ritorna persino James Bond, con il 25esimo capitolo della saga: No Time to Die

Quest'anno sono usciti ben tre film del Marvel Cinematic Universe: Black Widow, Shang-Chi ed infine Venom 2: La Furia di Carnage. Rispettivamente, questi grossi blockbuster hanno incassato 379 milioni, 401 milioni e, al momento, 353 milioni di dollari (Venom 2 è ancora presente nelle sale).

Venom 2 si ripromette essere il film Marvel più redditizio dell'anno, con un incasso all'uscita da record. Secondo Ansa, infatti, si tratta di:

Un risultato che rappresenta un'ancora di salvezza per i cinema in difficoltà e conferma la potenza dei personaggi Marvel al botteghino.

Anche gli altri grandi film hollywoodiani non sono andati male. L'attesissimo Dune di Denis Villeneuve ha incassato oltre 200 milioni ed ha appena debuttato negli USA con 40 milioni di dollari, spianando la strada ad un sicuro sequel. 

No Time to Die, il ritorno di James Bond e le sue avventure, ha incassato 313 milioni di dollari in tutto il mondo. Meno di quanto ci si aspettasse ma comunque moltissimo. Il film, inoltre, è ancora presente nelle sale, quindi l'incasso finale sarà certamente maggiore. 

Tutti questi grandi titoloni di Hollywood, usciti in tutto il mondo e conosciuti anche dai meno appassionati, sono stati tuttavia completamente eclissati da un film cinese. Un film che nessuno ha sentito nominare, un film che probabilmente neanche uscirà in Italia, eppure un film che ha completamente distrutto Hollywood al botteghino.

Sto parlando di Battle at the Lake Changjin (Battaglia al Lago Changjin, in italiano), epopea di oltre tre ore che ha incassato, globalmente, 883 milioni di dollari. Si tratta del film cinese più redditizio di sempre, nonché il film in lingua non inglese che ha incassato di più.

Si tratta di un vero e proprio smacco per Hollywood, una svolta storica che potrebbe avere un significativo impatto sull'industria del cinema. 

Già qualche anno fa, nel 2017, un altro film cinese aveva minacciato i grandi blockbuster di Hollywood. Si tratta di Wolf Warrior 2, che ha incassato oltre 800 milioni di dollari venendo battuto da The Fate of the Furios, film americano dal gigantesco incasso di 1.2 miliardi di dollari

Non era mai successo, però, che un film così chiaramente anti-occidentale e prodotto interamente da un'altra nazione battesse un film di Hollywood. Vista la mancanza di future uscite significative, possiamo affermare con certezza che tale primato rimarrà imbattuto quest'anno. 

Vediamo dunque di che film si tratta e cosa vuol dire tale sorpasso per il cinema americano e mondiale. 

Battle at the Lake Changjin: trama e produzione.

Battle at the Lake Changjin è ambientato durante la Guerra di Corea, per la precisione nel 1950. 

Quel conflitto vide i soldati cinesi ed americani combattere con scontro diretto, e risultò nella separazione della Corea come la conosciamo ancora oggi. 

Il film rappresenta una battaglia pivotale dell'intera guerra, battaglia che secondo il governo cinese segnò la vittoria della Cina (quando in realtà allungò semplicemente il conflitto senza cambiarne le inevitabili sorti). 

Il film, commissionato dal governo cinese, mostra un'eroica vittoria dell'esercito sino-coreano e una grave sconfitta per gli americani. La battaglia si svolge nelle freddissime montagne coreane, ad accentuare ancor più l'eroismo dei soldati contro l'"invasore". 

Uno spettatore cinese ha raccontato alla BBC di:

Sono commosso dal sacrificio dei soldati. Il clima era talmente estremo ma loro hanno vinto comunque. Sono estremamente orgoglioso. 

L'intento propagandistico del film è evidente. Per di più in un periodo storico come questo, quando le tensioni tra Cina e Stati Uniti sono ai massimi storici. Riassumere tale situazione richiederebbe un articolo a se, per cui vi proponiamo un video YouTube di Marco Montemagno che possa farlo per noi.

La produzione di Battle at the Lake Changjin è stata a dir poco colossale

Con un budget di 200 milioni di dollari, il film è stato girato in 200 giorni. Un periodo di tempo impressionante considerando che in media la produzione di un film dura un mese e mezzo. Tra i ritardi dovuti alla pandemia, il film è stato completato a febbraio 2021

La troupe principale consisteva in 3 registi 6 direttori della fotografia. In particolare, i tre registi erano Tsui Hark, Chen Kaige Dante Lam; tutti autori rinomati e riconosciuti ovunque in Cina. Tsui Hark, ad esempio, è forse il regista di arti marziali più popolare del momento, con decine e decine di produzioni all'attivo. Chen Kaige, dal canto suo, ha vinto la Palma d'Oro al Festival di Cannes, uno dei premi cinematografici più prestigiosi del mondo.

Alcune scene sono state girate on location in temperature sotto-zero sulle montagne cinesi. Per una particolare scena di battaglia sono state assunte 70.000 comparse, il secondo numero più alto di sempre dopo le 300.000 comparse per una scena di Ghandi (1982). 

Ma forse la cosa più impressionante del film, considerato il suo ritorno al box office, è la durata. Oltre 3 ore di film è molto anche per un'epopea. Certo, Avengers: Endgame è diventato il secondo film più redditizio di sempre pur avendo una simile durata, ma si tratta del capitolo finale di una saga amata e seguita da centinaia di milioni di persone. Che un film stand-alone potesse raggiungere un simile incasso con una simile lunghezza era impensabile.

Per la verità, il governo cinese ha spinto molto affinchè il pubblico vedesse il film. La sua visione, infatti, era obbligatoria per i quadri del Partito Comunista, e con 95 milioni di tessere distribuite già questo è un enorme boost per il botteghino. 

Le recensioni del film, però, confermano anche l'ottima qualità del prodotto. Sul sito di recensioni cinese Maoyan il film ha ricevuto una media del pubblico di 9.5, mentre su Douban si attesta a 7.6.

Molte testate giornalistiche occidentali hanno criticato il film per la sua spudorata azione di propaganda, e per quanto possa essere vero bisogna ammettere che ha avuto un grande successo.

Marvel: un'industria in declino?

Ma come è possibile che i film Marvel siano stati battuti così duramente da un outsider cinese?

Solamente nel 2019, Avengers: Endgame incassò 2.7 miliardi di dollari al botteghino, diventando il secondo film più redditizio di sempre. 

Ma allora cosa è successo?

Sulla risposta si può solo speculare. Innanzitutto bisogna considerare che i film Marvel ancora guadagnano milioni, come abbiamo visto all'inizio. Eppure sembra essere un mercato più stabilizzato, non più in crescita.

Sembra, in sostanza, che il Marvel Cinematic Universe abbia raccolto tutti i fan possibili negli ultimi 10 anni ed ora si sia fermato a consolidarli

Avengers: Endgame, d'altronde, era la fine del primo ciclo di film Marvel. I dirigenti Disney sanno benissimo che non possono continuare a crescere per sempre, per cui forse la loro strategia è passata da una di crescita ad una di stabilità.

Sta di fatto, però, che Venom 2 è stato distrutto dalla critica. In molti l'hanno definito banale, deludente e noioso.

Bisogna anche considerare che la Disney sembra voler puntare più sull'on-demand che sulla sala cinematografica.

Il recente Black Widow ha visto un'aspra battaglia tra l'attrice protagonista Scarlett Johansson e la Disney proprio sulla mancata distribuzione al cinema del film. 

Insomma, un'attenzione sullo streaming piuttosto che sulla sala potrebbe significare la fine dei film Marvel per come li conosciamo

Che la formula Marvel abbia fatto il suo tempo? Che il pubblico voglia aspettarsi qualcosa di più da un film dopo decine di volte in cui i buoni vincono alla fine sempre nello stesso modo?

Se la Marvel sia veramente in declino o meno è difficile dirlo. Gli incassi sono alti e continuano ad essere prodotti senza sosta. 

La formula, tuttavia, rimane sempre la stessa; e i successi di altri tipi di film mostrano forse una certa stanchezza nel pubblico.

Si sa, d'altronde, che gli imperi ci mettono moltissimo tempo a cadere. Anche se sono imperi mediatici e non fisici. 

Un grande mal di testa per Hollywood

Lo smacco di Battle at the Lake Changjin arriva proprio quando Hollywood cerca di riprendersi dopo la pandemia. 

Nel 2020, tantissimi cinema in America hanno chiuso, con una quantità di perdite difficile da calcolare ma certamente nell'ordine di centinaia di milioni

Black Widow, Venom 2, No Time to Die... dovevano tutti essere la speranza di ricrescita per Hollywood, ed in parte lo sono stati. Ma si sono trovati davanti un ostacolo inaspettato. 

Per tutta la sua storia è stata Hollywood ad inseguire il mercato cinese per gli enormi profitti che promette. La Disney, famosamente, taglia ed edita le sue pellicole apposta per superare la censura cinese. E come lei tantissime altre case di produzione hollywoodiane.

Quest'anno, invece, tutto si è capovolto. Il pubblico ha preferito, per la prima volta, un film cinese ad uno americano. Per la prima volta, è stato il film cinese ad inseguire il mercato americano e non viceversa. 

Lo snobismo del pubblico, e lo shift verso il mercato cinese ha attirato anche l'attenzione degli investitori

In effetti, il mercato cinese si è rivelato essere tanto proficuo quanto quello statunitense, se non di più. Molti produttori, quindi, vorranno inserire ingenti fondi nelle produzioni cinesi finché c'è ancora tempo e sono ancora economiche.

E le case di produzioni cinesi invitano i ricchi produttori americani con moltissimi incentivi, dimostrando di essere la scelta più conveniente per loro. 

Ma finché i produttori americani saranno più ricchi di quelli cinesi, la Cina ha bisogno di Hollywood per aspirare alla grandezza. 

Dr. Rosen, un professore di Scienze Politiche dell'Università della California del Sud, ha detto alla BBC

La Cina vuole diventare il primo mercato cinematografico al mondo dopo il Covid, ed ha ancora bisogno dei blockbuster di Hollywood per farlo -specialmente quelli in Imax o in 3D, i cui biglietti sono più costosi- 

La qualità delle produzioni cinesi sta aumentando, ed Hollywood potrebbe diventare meno rilevante. Hollywood, però, racconta storie universali che la Cina non può o non vuole raccontare.