Con l’ordinanza della scorsa settimana, il ministro della salute Roberto Speranza ha segnato l’ingresso ufficiale di Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Valle D’Aosta in zona gialla. Rimangono quindi solo più sei regioni in zona bianca, anche se l’Umbria e la Campania sono sorvegliate speciali fino al 17 Gennaio.

In realtà, ad oggi le differenze tra zona bianca e zona gialla sono davvero minime, tuttavia il sistema di classificazione è più che altro utile a definire la situazione negli ospedali. Nelle prossime sezioni dell’articolo, la situazione aggiornata, il dettaglio delle nuove e vecchie regole tramite le risposte alle domande più frequenti. 

Zona arancione: le regioni che la rischiano la prossima settimana

Sebbene in molti abbiano tirato un sospiro di sollievo quando nessuna regione è passata in arancione lunedì 10 Gennaio, la situazione viene comunque costantemente monitorata e potrebbe cambiare da una settimana all’altra.

Così è successo per le diverse regioni che dal 10 Gennaio sono entrate in zona gialla. Il criterio è sempre lo stesso: si tiene conto delle ospedalizzazioni e delle terapie intensive occupate dai malati COVID.

L’Emilia Romagna, in zona bianca fino alla scorsa settimana, ha presentato una situazione preoccupante, con quasi il 20% di malati COVID ricoverati di cui il 15,7% in terapia intensiva. Dati simili anche per la Toscana (rispettivamente il 17,9% e il 17,2%), l’Abruzzo (18,7% e 13,3%).

La Valle D’Aosta ha addirittura mostrato dati che garantirebbero l’ingresso immediato in zona rossa: il 42,4% dei malati COVID sono ricoverati. La regione è stata salvata in corner dalla percentuale di terapie intensive, stabile al 15,1%.

Rischiano invece l’arancione in primis la Liguria, grande miracolata di questa settimana, salvata grazie ad un 0,1% di terapie intensive in meno rispetto alla soglia critica. Anche la Calabria presenta statistiche preoccupanti ma ancora sotto soglia, e viene osservata con attenzione insieme alle Marche.

Questo va a dimostrazione che la situazione ad oggi è tutt’altro che stabile, ed alcune regioni sono a un passo dall’entrare in zone di rischio più alte la prossima settimana. La mutabilità della situazione pandemica spinge gli amministratori locali a ponderare su misure ad hoc, con non poche polemiche, com’è successo in Campania.

Per chi volesse tenere sott’occhio la propria regione, le soglie per la zona arancione sono sempre le stesse: numero di malati COVID ricoverati maggiore del 30% e terapie intensive occupate maggiori del 20%.

Zona arancione: le domande frequenti

Con il concretizzarsi della possibilità che alcune regioni entrino in zona arancione la prossima settimana, in molti si chiedono cosa potrebbe cambiare – e soprattutto come comportarsi per evitare le salatissime multe riservate a chi trasgredisce alle restrizioni. Di seguito le domande più frequenti.

Come funzioneranno gli spostamenti in zona arancione?

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, già in zona bianca non è possibile utilizzare mezzi di trasporto pubblico o privato di linea senza il green pass rafforzato.

Nel caso di taxi e veicoli a noleggio, tuttavia, sarà possibile l’utilizzo anche senza green pass.

Per gli spostamenti con mezzo proprio, in zona arancione sarà possibile spostarsi all’interno del proprio comune, mentre per gli spostamenti all’interno della regione sarà necessario essere in possesso almeno del green pass base, salvo si tratti di necessità, salute e servizi essenziali.

Stesso discorso vale anche per gli spostamenti tra regioni.

Cosa cambia nei posti di lavoro?

Le regole in zona arancione e zona gialla saranno le stesse: si potrà accedere ai luoghi di lavoro – pubblici o privati – solo se muniti di green pass, anche base. Fanno eccezione i luoghi di lavoro pubblici o privati che richiedono l’obbligo vaccinale.

Chi potrà andare al bar o al ristorante?

In zona arancione le regole si inaspriscono per i servizi di ristorazione: senza green pass rafforzato, non sarà più possibile neanche prendere il caffè al banco, né al chiuso né all’aperto. Lo stesso vale per i soggiorni in albergo.

Quali sono le nuove regole per lo shopping?

In generale, si potrà accedere a tutti i negozi ed uffici anche senza green pass, ma attenzione ai centri commerciali: per accedere agli esercizi al loro interno nei giorni festivi e pre festivi bisognerà essere muniti di certificazione rafforzata.

A quali attività ricreative si potrà accedere?

Senza il green pass rafforzato, in zona arancione, l’unica attività sportiva a cui si potrà avere accesso saranno le palestre all’aperto ed i parchi pubblici. Rimangono comunque attive le abilità riabilitative e terapeutiche per tutti.

In zona arancione, musei, concerti, mostre ed in generale tutte le attività culturali saranno riservate solo ai possessori di green pass rafforzato.

Zona arancione: vaccino obbligatorio per gli over 50?

Sebbene la campagna vaccinale stia procedendo in maniera lenta ma costante, c’è ancora una larga fetta di popolazione che non si è sottoposta neanche alla prima dose. Per questo motivo, dall’8 Gennaio la vaccinazione è diventata obbligatoria per le persone di età superiore ai 50 anni.

L’Italia è stato uno dei pochissimi paesi europei ad adottare misure simili, nel tentativo di allentare la pressione sul proprio servizio sanitario e ridurre i decessi. Il provvedimento durerà fino al 15 giugno.

Il nostro paese ha registrato oltre 138.000 decessi per coronavirus da inizio pandemia, il secondo bilancio più alto in Europa dopo la Gran Bretagna.

Il governo del presidente del Consiglio Mario Draghi aveva già reso obbligatoria la vaccinazione per insegnanti e operatori sanitari, e dall'ottobre dello scorso anno tutti i dipendenti dovranno essere vaccinati o mostrare un test negativo prima di entrare nel posto di lavoro.

Il rifiuto comporta la sospensione dal lavoro senza retribuzione, ma non il licenziamento.

Il decreto dell’8 Gennaio rafforza questo aspetto per i lavoratori di età superiore ai 50 anni, eliminando l'opzione sottoporsi a tampone piuttosto che alla vaccinazione. La pena è una sanzione che parte dai 100€.

Il decreto sull’obbligo vaccinale per gli over 50 è stato approvato dopo un incontro di governo lungo due ore e mezza che ha visto forti attriti all'interno della coalizione multipartitica di Draghi.

"Le misure odierne mirano a mantenere il buon funzionamento dei nostri ospedali e allo stesso tempo a mantenere aperte le scuole e le attività commerciali", ha detto Draghi al governo, secondo il suo portavoce.

I ministri della Lega hanno rilasciato un comunicato prendendo le distanze dal provvedimento, definendolo “senza alcun fondamento scientifico, considerando che la maggioranza assoluta dei ricoverati con Covid sono ben oltre i 60”.

La Lega è riuscita ad ammorbidire una precedente bozza del decreto che prevedeva che solo le persone con un certificato di vaccinazione o di recente infezione potessero entrare negli uffici pubblici, nei negozi non essenziali, nelle banche, negli uffici postali e nei parrucchieri.

Il decreto finale ha stabilito che questi locali rimarranno aperti ai non vaccinati fintanto che possano mostrare un test negativo.

L’elenco delle restrizioni è comunque disponibile sul sito web del governo, e spiega nel dettaglio quali sono le attività consentite nelle varie zone a seconda del tipo di certificazione posseduta.

Zona arancione: il COVID in Italia e nel mondo

L’emergenza portata dalla variante Omicron – che presenta un grado di trasmissibilità mai visto prima – ha portato ad un aumento significativo dei casi in tutto il mondo.

Nell’ultimo mese, sono gli Stati Uniti ed il Regno Unito a mostrare il più alto numero di casi registrati nel mondo, seguiti dall’Irlanda, la Grecia e la Danimarca, che stanno adottando misure sempre più stringenti per quanto riguarda il monitoraggio e la campagna vaccinale.

L’Austria – considerato da molti il paese con il pugno più duro in Europa – ha annunciato l'intenzione di rendere obbligatoria la vaccinazione per gli over 14 a partire dal prossimo mese, mentre in Grecia sarà obbligatoria per gli over 60 dal 16 gennaio.

L'Italia è stata colpita più tardi di diversi paesi del nord Europa dalla variante altamente contagiosa dell'Omicron, ma il numero di casi è aumentato costantemente nelle ultime settimane, con una pressione crescente sugli ospedali e sui reparti di terapia intensiva.

Il nostro paese ha registrato una media di oltre 150 morti al giorno nelle ultime due settimane, con 231 decessi mercoledì e 259 martedì. Il conteggio di 189.109 nuove infezioni mercoledì è stato il più alto dall'inizio della pandemia.

Secondo i dati, circa il 74% degli italiani ha ricevuto almeno due vaccinazioni e il 6% ha avuto solo una vaccinazione. Circa il 35% si è invece sottoposto al booster.

Zona arancione: lo stato di emergenza fino a Marzo 

Per quanto riguarda lo stato di emergenza, si prevede il termine al 31 Marzo 2022, anche se vista la situazione attuale la data non è definitiva.

Lo stato di emergenza è infatti un provvedimento da titolo apparentemente catastrofico, che in realtà serve solo a snellire la burocrazia in modo da consentire al governo di attuare in maniera rapida e puntuale provvedimenti utili al contenimento dell’emergenza.

 La dichiarazione di stato di emergenza dà più potere al governo e alle autorità regionali per apportare cambiamenti rapidi in risposta a una situazione sanitaria in continua evoluzione. Naturalmente, tutti i provvedimenti sono adottati secondo le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico.

Ad oggi, non è chiaro cosa la pandemia riserverà all’Italia e all’Europa nel 2022 vista la volatilità della situazione e l’andamento della campagna vaccinale: alcuni esperti parlano di nuove varianti in arrivo, mentre altri affermano che Omicron potrebbe essere la soluzione alla pandemia.

Per ora, l’unica certezza è che il COVID sta continuando ad impattare in misura spropositata sul sistema economico e sociale dell’Italia, dell’Europa e del mondo, e se la necessità di adottare misure per il contenimento dell’emergenza è fondamentale, i governi si devono preparare ad affrontare anche le conseguenze di un periodo così prolungato in cui l’instabilità – sia economica che relazionale – è diventata la quotidianità.