Purtroppo anche questo 2022 inizia con un’impennata dei contagi da coronavirus nonostante il lavoro del Governo Draghi dei 2021.

Decreti, restrizioni, vaccinazioni e obblighi anche quest’anno non sono stati sufficienti a ridurre sensibilmente i contagi da coronavirus come invece si sperava.

Le motivazioni sono molteplici, non esiste una causa univoca a cui dare tutta la responsabilità, il Ministero della Salute insieme a tutto il Governo durante il 2021 però ha lavorato duramente per evitare un lockdown generalizzato come durante il 2020.

Il Governo Italiano ha messo a disposizione una sezione dedicata al coronavirus nel proprio sito per far sì che tutti i cittadini potessero rimanere aggiornati sulle normative attuali e non confondere limiti di circolazione e gli obblighi imposti.

Confrontando i dati messi a disposizione sulla pandemia (contagiati positivi, persone in quarantena preventiva, numero di vaccinati, ospedalizzazioni e decessi) nonostante il numero di contagi quasi ai massimi dal 2021, l’andamento dei ricoveri in ospedale rimane ancora gestibile.

Le zone colorate (zona gialla, zona arancione e zona rossa con tutte le loro declinazioni) e tutte le regole e gli obblighi collegati, sono state create appositamente per sostenere il lavoro degli ospedali e far sì che non si ripeta più il collasso totale che abbiamo vissuto a marzo 2020 durante il primo lockdown.

Dalla zona gialla a quella arancione fino alla rossa, le restrizioni si fanno sempre più importanti andando di pari passo con il numero dei ricoverati.

Ricordiamo infatti che il primo problema principale che ha portato al lockdown generalizzato del 2020 è stato il collasso degli ospedali che ben presto avevano finito i posti letto e non potevano più ricoverare (sia in terapia intensiva che nei reparti meno gravi dedicati al covid) ulteriori pazienti nonostante ne avessero bisogno.

I vaccini, la zona gialla, arancione e rossa e l’aumento dei tamponi hanno permesso di tenere relativamente sotto controllo questo aspetto.

Dopo l’estate, complice il caldo e lo stare molto più spesso in zone aperte, i contagi e il numero dei ricoverati avevano permesso di mantenere tutte le regioni italiane in zona bianca.

Le festività di Natale, durante le quali è più frequente incontrare persone come familiari, amici e parenti, però anche quest’anno hanno dato la stoccata finale che ha messo il Governo nelle condizioni di riportare in zona gialla alcune Regioni, oltre a imporre obblighi molto forti nei confronti del vaccino.

Pochi giorni fa infatti è stato imposto l’obbligo vaccinale per tutti gli over 50 per presentarsi sul luogo di lavoro, inoltre già da prima di Natale (dal 6 dicembre) è entrato in vigore il super green pass che si ottiene solo dopo essersi sottoposti al vaccino (prenotabile anche tramite Fascicolo Sanitario Elettronico, FSE).

La diffusione delle vaccinazioni, tutti i nuovi Decreti, insieme al ritorno alla zona gialla di alcune Regioni, dovrebbero mantenere stabile la situazione degli ospedali.

Ecco un breve video del celebre canale Youtube Cartoni Morti che con la caratteristica ironia riesce ad affrontare anche temi seri e importanti, in questo caso spiega la differenza di diffusione del coronavirus e le differenze tra tamponi e vaccini.

Andiamo ora a vedere che cosa significa essere zona gialla e quali modifiche comporta nella vita di tutti giorni per vaccinati e non vaccinati.

Zona gialla da covid: cosa significa?

La zona gialla, poi successivamente la zona arancione e la zona rossa vengono utilizzate per indicare i nuovi obblighi di circolazione e le eventuali restrizioni utili a contenere il virus.

Fino a novembre 2021 tutte le Regioni italiane erano considerate in zona bianca, ovvero fuori pericolo di collasso degli ospedali, poi invece i contagi sono aumentati e alcune Regioni sono dovute passare a zona gialla.

Quando sono state inserite le zone colorate per indicare la situazione di ogni singola Regione sono stati definiti anche i limiti per il passaggio da zona bianca a zona gialla, da zona gialla a zona arancione e infine da zona arancione a zona rossa.

La zona gialla è la prima zona colorata che definisce un inizio di stato di allerta per quanto riguarda le occupazioni dei posti letto negli ospedali e il fatto che alcune Regioni siano in poco tempo entrate in zona gialla significa che sono sensibilmente aumentati i ricoveri causa coronavirus.

Ricordiamo inoltre che la zona colorata può non essere generalizzata a tutta la Regione, le singole province o comuni possono inasprire le restrizioni nel caso in cui il colore della Regione non fosse sufficiente a controllare il livello dei contagi e dei ricoveri nella propria area ristretta.

Quali sono i limiti per entrare in zona gialla?

Gli indicatori che fanno slittare una Regione da zona bianca a zona gialla (e successivamente anche alle zone arancione e rossa) sono tre: incidenza, ricoveri ordinari e terapie intensive.

Con incidenza si intende il numero di contagiati per ogni centomila abitanti della Regione (quelli che comunemente vengono chiamati “numero di casi” e sulla base del quale si calcolano le percentuali di contagio).

Con ricoveri ordinari invece si intende la percentuale dei posti letto occupati nell’area medica dedicata al covid, mentre invece con terapie intensive si intende la percentuale dei posti letto occupati nella terapia intensiva dedicata al coronavirus.

I limiti, dei parametri elencati, predisposti dal Governo per entrare in zona gialla sono i seguenti:

  • Incidenza: 50 casi per ogni 100mila abitanti;
  • Ricoveri ordinari: 15% dei posti letto occupati nell’area medica dedicata;
  • Terapie intensive: 10% dei posti letto occupati in terapia intensiva covid.

Molte Regioni italiane da diverse settimane hanno superato di molto il criterio dell’incidenza, ma fino a quando le ospedalizzazioni rimangono dentro i limiti, non occorre il passaggio in zona gialla.

Quali sono le regole da rispettare in zona gialla?

Visto che il passaggio in zona gialla di una Regione dipende dal superamento dei tre criteri che abbiamo appena elencato, il cambio di colore sta a significare che è necessario ridurre la circolazione delle persone in maniera più stringente per evitare ulteriori contagi.

Rispetto al 2020 però ci sono delle differenze di obblighi e divieti per chi è vaccinato e per chi invece non lo è.

La decisione di imporre regole differenti per i vaccinati e per i non vaccinati si basa sul presupposto che si presume che chi si è sottoposto alla vaccinazione sia immunizzato sia più resistente al coronavirus rispetto a chi non ha ricevuto le dosi di vaccino.

Come abbiamo visto, il passaggio in zona gialla punta la propria attenzione non solo sull’incidenza del contagio ma soprattutto alla situazione ospedaliera: secondo i dati ufficiali i vaccinati (essendo immunizzati al coronavirus) hanno meno possibilità di contrarre sintomi tanto gravi da dover essere ricoverati in ospedale.

Il sito del Governo ha messo a disposizione una tabella aggiornata con tutte le regole e gli obblighi da rispettare in zona gialla, ma andiamo ad esaminarli uno per uno.

In zona gialla tutti i cittadini vaccinati e non vaccinati hanno l’obbligo di portare la mascherina sia al chiuso che all’aperto.

Per quanto riguarda l’attività lavorativa, in zona gialla, arancione e rossa è consentito lo spostamento per recarsi presso il proprio luogo di lavoro possedendo solo il green pass “base” (che si riceve con vaccino, certificato di guarigione o tampone negativo) eccetto per tutti i lavoratori per cui è prevista la vaccinazione obbligatoria (dal 10 gennaio per esempio è stata inserita la vaccinazione obbligatoria per tutti gli over 50), anche per recarsi alle mense è richiesto il green pass anche nel suo formato “base”.

In zona gialla è anche consentito recarsi presso gli esercizi commerciali rispettando le regole richieste per il green pass in base al tipo di attività commerciale presso cui recarsi (come nel caso dei ristoranti).

Quando si tratta infatti di ristoranti o bar, dal 30 dicembre è consentito l’accesso e la consumazione al tavolo (sia all’aperto che al chiuso) e al bancone del bar solo per chi possiede il green pass rafforzato.

La zona gialla nei settori del https://www.governo.it/sites/governo.it/files/documenti/documenti/Notizie-allegati/tabella_attivita_consentite.pdf (ossia quello che si riceve dopo la vaccinazione o dopo aver contratto il virus) e inoltre è obbligatorio indossare una mascherina di tipo ffp2 (il cui prezzo è stato calmierato proprio per l’aumento di richiesta di questo tipo di mascherina).

In zona gialla le lezioni a scuola degli studenti sono previste in presenza senza obbligo di green pass (tranne per gli studenti universitari), per il passaggio in dad è necessario controllare le diverse regole per ogni singolo livello di studio.

L’accesso ai centri termali all’aperto e al chiuso, ai parchi tematici e alle sale gioco, sale scommesse, centri sociali e ricreativi in zona gialla è consentito solo a chi è in possesso del super green pass.

Per quanto riguarda il settore dello sport, quindi piscine, palestre, zone sciistiche, sport di squadra spogliatoi e docce, in zona gialla e più in generale dal 30 dicembre 2021 l’accesso è consentito solo a chi è in possesso del super green pass.

Infine in zona gialla sono consentiti gli spostamenti tra comuni diversi e anche tra regioni diverse senza l’autocertificazione ma con l’obbligo dei indossare la mascherina ove richiesto e mostrando il green pass rafforzato (soprattutto per prendere i mezzi pubblici per cui è richiesto).

Quali regioni sono in zona gialla?

Le Regioni italiane che sono già in zona gialla sono la Lombardia, il Veneto, il Piemonte, la Liguria, il Friuli Venezia Giulia, la p.a. di Trento e Bolzano, le Marche, il Lazio, la Calabria e la Sicilia.

Ma il Ministro della Salute Roberto Speranza lo scorso venerdì 7 gennaio ha firmato un decreto con cui inserisce altre quattro nuove Regioni in zona gialla dopo aver superato i limiti dei tre criteri utilizzati per valutare la situazione delle Regioni.

Le Regioni che da lunedì 10 gennaio entreranno in zona gialla sono l’Emilia Romagna, l’Abruzzo, la Toscana e la Valle d’Aosta.

Come funziona la zona gialla per chi è vaccinato e per chi non lo è?

Come abbiamo potuto notare dagli obblighi e dalle regole imposte per la zona gialla, le restrizioni sono ben diverse per chi si è sottoposto alla vaccinazione e chi invece ha preferito non fare il vaccino.

A parte la chiusura delle discoteche per tutti i cittadini, la vita per i vaccinati e per i guariti resta sostanzialmente uguale sia in zona gialla che in zona bianca.

Chi possiede il super green pass non ha limitazioni particolari alla circolazione se non l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e indossare la mascherina ffp2 per partecipare agli eventi in cinema, teatri o visitare i musei.

Per i non vaccinati che non hanno contratto il coronavirus (e che quindi non sono in possesso di super green pass) è tutta un’altra storia: non potranno recarsi nei bar e nei ristoranti, non potranno entrare nelle palestre o fare sport di squadra neanche all’aperto, non potranno prendere i mezzi pubblici e non potranno recarsi presso centri termali o centri benessere.

Il Governo e gli scienziati specialisti hanno sempre dichiarato che la motivazione che impone di limitare in maniera così importante la circolazione di chi non possiede il super green pass va ricercata nella mancata immunizzazione del corpo al coronavirus.

La mancata immunizzazione è quella che potrebbe portare il cittadino a dover ricorrere a cure ospedaliere.

Il passaggio in zona gialla sta già a significare che i posti in ospedale stanno superando i normali limiti quindi si rende necessario evitare che chi non è immunizzato contragga il virus e che possa essere ricoverato in un ospedale che ha già superato i limiti normali di occupazione.

Gli scienziati prevedono la fine di gennaio come il periodo di picco dei contagi e quindi si rende sempre più concreta la possibilità che altre Regioni italiane entrino in zona gialla entro la fine del mese.