L'influencer di moda più importante del mondo come l'ha definita Forbes nel 2017, e la prima in Italia, Chiara Ferragni fa parlare ancora una volta.  Un esempio recente arriva dalla classifica stilata da Sensemakers per Primaonline: nel mese di luglio l’imprenditrice è prima in Italia per interazioni sui social network, con 76 milioni di interazioni (like, commenti e condivisioni su Facebook, Instagram, YouTube e Twitter). Non si tratta più del gesto nobile di raccolta fondi per l'ospedale Covid di Milano, oppure per le pose fotografiche agli Uffizi di Firenze. Questa volta si fa sul serio. Infatti in un'intervista all'Economia del Corriere, spunta la Borsa nelle aspettative di Chiara Ferragni. Così come l’ingresso all’interno di una grande realtà del lusso. 

Ferragni in Borsa

L’influencer, in un’intervista a L’Economia del Corriere, ha infatti raccontato che Chiara Ferragni Collection deve diventare un vero e proprio marchio di lifestyle, “contemporary”, in grado di sopravvivere alla stessa Ferragni e non dedicato esclusivamente ai suoi fan.

E che, oltre a questo, possa, nel medio termine, essere quotato in Borsa o confluire in un grande gruppo del lusso, ha spiegato Ferragni. Questo è il nostro goal, ma prima dobbiamo rendere marchio e azienda appealing: con una buona redditività e un giusto rapporto qualità prezzo, oltre a una diffusione e conoscenza internazionale del marchio perché competa realmente con altri del suo stesso livello, come Chloé o Kenzo.

La piccola galassia Ferragni

L’imprenditrice di Cremona ha un business diviso su tre aziende, tutte in grande crescita negli ultimi anni. Per un fatturato che si aggira sui 18 milioni. Il motore di tutto, però, è la sua immagine, è lei stessa, con i suoi follower e l’uso che fa dei social

La galassia di aziende che gravitano intorno a Chiara Ferragni e alla sua immagine sono tre: la Serendipity, holding della Chiara Ferragni collection, Tbs Crew – la cassaforte che gestisce il marchio The blonde salad, quello che ha lanciato l’influencer agli esordi insieme a Pozzolo – e Sisterhood, una società che si occupa di ideare campagne pubblicitarie.

Tra il 2017 e il 2019 il fatturato di Serendipity è sceso da 1,685 milione di euro (partendo da 1,44 milioni nel 2016) a poco più di 1 milione, mentre gli utili del 2017 (273mila euro) sono diventati una perdita di oltre 500mila euro nel 2019. Anche il patrimonio netto è sceso dal milione e 192mila euro del 2018 a poco più di 670mila euro nel 2019. Nonostante queste flessioni, la notorietà del marchio Chiara Ferragni, valutato vicino ai 40 milioni di euro, era invece in forte ascesa. 

Tbs Crew nel 2019 ha realizzato utili per 450mila euro, che sono stati trasformati in dividendi. Soprattutto, i profitti netti realizzati da Tbs Crew segnano una grande crescita rispetto ai 98mila euro del 2018. Sono aumentati anche i ricavi complessivi, saliti da 5,7 a 6,4 milioni, a fronte di un debito complessivo pari a quasi 1,8 milioni, la maggior parte del quale nei confronti di fornitori.

Nella nota del bilancio 2019 di Tbs Crew, Chiara Ferragni aveva anche spiegato che gli effetti della pandemia sulla società hanno prodotto una contrazione dell’esercizio nei primi mesi del 2020

ma non influirà significativamente sui risultati economici per l’anno perché la società ha continuato a sottoscrivere nuovi accordi commerciali e ha attuato le misure necessarie per il contenimento degli effetti negativi derivanti dalla pandemia, quali ammortizzatori sociali e smart working.

Mentre la terza società, la Sisterhood, ha chiuso il 2019 con un boom nel giro d’affari, cresciuto dai 5,3 del 2018 a 11,3 milioni, raddoppiando gli utili fino a quota 5 milioni. Segnale di apprezzamento per le campagne pubblicitarie ideate dalla Ferragni, in cui sicuramente le sue doti di influencer, contribuiscono al successo.

Il futuro del gruppo Ferragni

Nei giorni scorsi, si è consumata la rottura tra il socio Pasquale Morgese e Ferragni. Pasquale Morgese e famiglia, proprietaria di Mofra, produce calzature e accessori Chiara Ferragni e che, nello stesso tempo, è azionista al 27,5% di Serendipity, la società che gestisce il marchio Chiara Ferragni Collection: in luglio ha approvato a maggioranza — e con l’opposizione dei soci di minoranza — un nuovo piano industriale che prevede la chiusura della licenza con la stessa Mofra (con il pagamento di una penale di 4 milioni di euro per la rescissione dei contratti legati alla produzione di scarpe e altri accessori), il passaggio della licenza a Swinger International, un allargamento della gamma prodotti e la gestione diretta dell’ecommerce. Oltre a un contestuale aumento di capitale a titolo oneroso a 3,5 milioni di euro (dall’attuale paria poco più di 15mila euro)

al fine di reperire le risorse finanziarie per realizzare il nuovo piano industriale della società.

Swinger International, società veneta di Mathias Facchini e Sara Cavazza, è titolare del marchio Genny e licenziataria di Versace Jeans Couture e Cavalli Class (notizia di alcuni giorni e la partenza del CEO di Cavalli, Gian Giacomo Ferraris).

Volevo che il marchio non fosse solo un logo che si poteva mettere ovunque perché forte, ha continuato l’imprenditrice. Pensavo a un brand non legato unicamente al mio personaggio e indirizzato solo ai miei fan. Ma un vero life style senza uno specifico target di età, sempre giocoso come sono io, ma che potesse piacere alla ragazzina come alla mamma. Il tutto con grande attenzione ai numeri, soprattutto alla redditività di medio lungo periodo. Per questo abbiamo scelto Swinger e stiamo cercando i partner migliori su tutte le categorie merceologiche, dalle fragranze al beauty, dal ready to wear all’underwear, al bambino. O al food, dove abbiamo realizzato partnership con marchi come Oreo. Nel food abbiamo un progetto rivoluzionario, ma non posso ancora parlarne.

Insomma, sembra che Chiara Ferragni voglia proseguire su altre direttrici, allargando ancor di più il suo “mini-impero” economico (le cifre non sono quelle di una grande multinazionale).

I retroscena dell'estate della Ferragni business

Leggendo i verbali del consiglio di amministrazione e dell’assemblea svoltisi in estate si percepisce il livello dello scontro che i soci di minoranza hanno preannunciato di voler portare in Tribunale. Si rafforza invece il rapporto di Ferragni con Paolo Barletta, presidente della società, tra i primi a credere nell’imprenditrice avendo investito nel marchio fin dal 2013. Barletta possiede, tramite la società Alchimia il 40% di Serendipity, mentre il 32,5% è nella mani di Chiara Ferragni. L'altro 27,5% probabilmente, dopo la rottura con Mofra, passerà di mani, anche se i piani di aumento del capitale porteranno nell'azionariato di Serendipity altri investitori. Alchimia un anno fa ha accolto tra i propri soci anche Nicola Bulgari dell’omonima famiglia di gioiellieri, e che tra gli investimenti ha uFirst, una delle app più scaricate durante il lockdown (un app intelligente che tramite messaggistica consente di mettersi in coda e di arrivare al punto vendita quando è il proprio turno). Da sottilineare che Ferragni è azionista diretta delle diverse società, non ci sono interposizioni di altre società tra lei e le diverse aziende. Possiede, oltre al 33% in Serendipity, anche il 99% d Sisterhood, il 55% di Tbs Crew.

L’aumento di capitale deliberato ed eseguibile entro fine ottobre potrà modificare gli equilibri di Serendipity, in cui la famiglia Morgese ha il 27,5% attraverso le due società N1 e Euriens. Euriens è anche socia di Ferragni in in Tbs Crew (ha il restante 45%). In Sisterhood Chiara Ferragni è, invece, affiancata dalla sorella Valentina Ferragni (0,5%) e dal manager Fabio Damato (0,5%). Dai verbali emerge il tema del socio-licenziatario. Al rappresentante dei Morgese che chiede come mai non sia dato un posto in consiglio al socio di minoranza, il presidente Barletta risponde che, se questo fosse avvenuto, si sarebbero portati in Cda gli interessi dei licenziatari in conflitto con gli interessi degli azionisti. 

Obiettivi della Ferragni

Per quanto riguarda gli obiettivi economici, Ferragni racconta che

per Serendipity partiamo da un 2019 che si è chiuso con ricavi in discesa a 1 milione e 48 mila euro, dai precedenti 1,6 milioni, con una perdita di 520 mila euro, rispetto al precedente utile netto di 193 mila. Essendo una società industriale, e non di servizi, richiede più tempo per tornare a break even. Abbiamo, dunque, approvato un piano per il quale arriveremo nel 2025 a 15,4 milioni di ricavi, un ebitda del 44% e un utile netto di 4,4 milioni nel 2025. Lo abbiamo predisposto prima del Covid ma è molto prudente e posso dire che già nel 2020, nonostante la pandemia, siamo in crescita. Non solo, a sostegno del piano, abbiamo approvato un aumento di capitale da 3,5 milioni che è già stato sottoscritto.

Inoltre,

abbiamo intanto completato la ristrutturazione di Tbs, iniziata nel 2017 con un esercizio 2016 a 3,3 milioni di euro e un utile di 6 mila euro: nel 2019 i ricavi sono stati 6,4 milioni, in crescita del 10% sull’anno precedente, con un utile netto di 450mila euro (+359%). Anche in questo caso, nel 2020 il trend è positivo, nonostante il Covid.

La forza mediatica della Ferragni, coniugata con i forti rapportin con Barletta, e la lucidità su futuro, fanno pensare che il marchio Chiara Ferragni , valutato 40 milioni di euro, è ancora una calamita per gli affari.

Numeri possibili grazie ai suoi 20 milioni e rotti di follower, che le permettono di guadagnare circa 59.700 dollari per ogni post pubblicato (65esima al mondo in questo ranking). Per avere un termine di paragone, il marito, Fedez, guadagna poco più della metà: circa 31.200 dollari a post.