Forse non tutti sanno che Elon Musk oltre a essere il product architect di Telsa è anche il CEO di Space Exloration Technologies Corporation (SpaceX); l'azienda californiana si è posta l'ambizioso obiettivo di diventare il primo astro-vettore della New Space Economy, con l'intento di portare nello spazio turisti decisamente facoltosi.

Obiettivo che seppur ambizioso è stato centrato con successo, visto che pochi giorni fa un equipaggio interamente composto da privati civili ha effettuato un giro in orbita a bordo della Crew Dragon, la capsula di proprietà di Elon Musk: l'escursione fuori dal pianeta Terra è stata interamente pagata da un miliardario, il Sig. Jared Issacman, uomo d'affari, pilota e astronauta commerciale.

Vediamo nel dettaglio come si è svolto quello che a tutti gli effetti è stato il primo viaggio nello spazio di astronauti non professionisti.

Elon Musk e SpaceX: il signore dello spazio

Se da più parti è stata chiamata la "Missione Issacman", quella che si è conclusa il 18 settembre 2021 in realtà è la parabola di un altro uomo, che solo e unico, ha saputo realizzare qualcosa di eccezionale: Elon Musk è uno di quei nomi destinati a resistere alla Storia, non solo perché in quanto miliardario ha trovato posto nella pagine di Wikipedia, ma anche e soprattutto perché ha avverato i sogni di tutti i bambini del mondo, costruendo un'astronave capace di portare chiunque nello spazio e non solo gli astronauti di professione.

Fra qualche anno essere astronauti non sarà più uno status elitario perché chiunque potrà viaggiare nel Cosmo alla scoperta di nuove e indimenticabili emozioni: Elon Musk è stato il primo a gettare le basi di quella che possiamo definire l'esplorazione spaziale 2.0, finanziata con soldi privati, sganciata da governi e ambiziosa al punto che in molti sostengono si affiancherà alle missioni governative.

Tutti aspettavamo il momento in cui la National Aeronautics and Space Administration (Nasa) compisse un passo di svolta, aprendo la nuova era spaziale, ma ben pochi si immaginavano che a inaugurare un nuovo modo di concepire i viaggi nello spazio giungesse da un privato: con i suoi vettori, le sue navicelle ultra stilose e le tute spaziali minimal (e non più in stile "omino Michelin"), frutto del genio di Jose Fernandez (che ha disegnato anche quelle di Batman vs Superman: Dawn of Justice, I fantastici Quattro, The Avengers e X-Men II), Elon Musk ha definito le linee di quella che si appresta a divenire la strada maestra dei voli sub-orbitali.

Qui di seguito proponiamo un video del canale HDblog che analizza la missione nel dettaglio:

SpaceX: quando il portafoglio di un miliardario è messo a dura prova

La privatizzazione dello spazio è un concetto che si presta a molteplici interpretazioni; c'è chi lo interpreta in accezione negativa, magari a scopo strumentale e propagandistico e c'è invece chi gli riconosce indubbie qualità, come quella di aver aperto le porte del Cosmo anche ai comuni mortali (seppur, per il momento, si parla di comuni miliardari): quest'ultima interpretazione, spesso in contrasto con istanze di carattere anti-capitalistico, paleserebbe invece una visione democratica dello spazio, non più "regno" di pochi eletti.

Ad ogni modo anche per un miliardario non è cosa da poco effettuare una tale impresa perché le risorse economiche da impiegare per farsi un viaggetto nello spazio (ragionando in dollari) sono cifre a otto zeri; parliamo di quaranta milioni di dollari a testa, per un esborso totale a carico del Sig. Jared Issacman pari a 160 milioni, dollaro più dollaro meno: non una spesuccia da poco neppure per gente come Issacman o lo stesso Elon Musk, abituati a potersi permettere qualsiasi cosa gli venga in mente.

Inspiration4: una missione, quattro passeggeri

La gita spaziale ha visto la capsula Crew Dragon compiere un viaggio di tre indimenticabili giorni intorno al nostro pianeta per la gioia dei quattro fortunati membri dell'equipaggio che hanno potuto godere di una vista impareggiabile e straordinaria, avvalendosi di un mega oblò trasparente e semisferico montato per l'occasione sulla navicella modificata: a oltre trecento km dal suolo terrestre, i quattro temerari hanno fluttuato per settantadue ore ammirando le meraviglie dello spazio.

Inspiration4 è stata diretta e coordinata da SpaceX di Elon Musk, che ovviamente ha messo a disposizione il razzo vettore Falcon 9 e la capsula Dragon; il razzo è alto settanta metri e ha già condotto dieci astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) in occasione di tre distinte missioni nello spazio: alla sommità del Falcon si trova la capsula, alta 8 metri e larga 4, che come detto in precedenza ha subito alcune modifiche strutturali per permettere all'equipaggio una visione ottimale.



New Space Economy: sfida (per ora) solo fra miliardari

I quattro cosmonauti sono solo i primi di una serie di viaggiatori dello spazio destinata ad allungarsi nel tempo; abbiamo avuto modo di conoscerli attraverso una sofisticata operazione di marketing consistita in un momento di preparazione pubblicitario di alto livello, in un sito internet di alto profilo e come se non bastasse tanto di documentari Netflix che raccontano tutta la cronistoria della missione, dall'inizio alla fine.

Ma i veri protagonisti della New Space Economy (argomento che ho trattato in uno dei miei articoli che trovate a questo link) sono i miliardari interessati a questo tipo di esperienza: il fondatore del Virgin Group, Richard Branson e il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, hanno infatti avuto modo di sperimentare qualcosa di simile a quanto fatto da Issacman, anche se il primo non ha raggiunto nemmeno le soglie dello spazio (100 km da terra) e il secondo poco più in là.

Rispetto ai suoi "colleghi" miliardari, quella di Issacman è stata un'esperienza decisamente diversa perché se i primi due hanno semplicemente dato vita ad azioni dimostrative, Branson grazie alla sua Virgin Galactic e Bezos con Blue Origin, quest'ultimo invece ha orbitato per tre giorni attorno alla Terra in una capsula spaziale: potremmo dire che per ora il "Re" è in mano all'imprenditore e pilota professionista, che per primo è riuscito a mettere insieme i fondi necessari al compimento dell'impresa.

Missione Inspiration4: i protagonisti

Oltre a Elon Musk, senza la cui visione non sarebbe stato possibile relaizzare un sogno di questa portata, i protagonisti della missione sono quattro personaggi accumunati solamente da una cosa: l'audacia.

Abbiamo già parlato di Jared Issacman, il "motore" della missione, senza i cui fondi non saremmo qui a scrivere dell'evento; ma c'è anche Hayley Arceneaux, la ventinovenne dotata di protesi, prima donna ad andare nello spazio con questo tipo di "handycap" e che con i proventi pubblicitari e di marketing derivanti da questa missione, vuole raccogliere fondi da destinare all'ospedale in cui era ricoverata a causa del cancro.

Chris Sembroski, di 42 anni, ingegnere con molta esperienza, Air Force veteran e Commercial Astronaut, nonché vincitore della lotteria per la raccolta fondi per l'ospedale e Sian Proctor (51 anni), che ha vinto la gara bandita proprio da Issacman consistente nel riuscire a realizzare un sito web basato sul sistema Shift4 (un sistema di pagamenti elettronici); la Proctor è riuscita nell'intento e vende cartoline e poster di african art dedicati al Cosmo: in definitiva, se il finanziatore del viaggio spaziale rappresenta a buon diritto la virtù della leadership, gli altri tre impersonano quelle di hope, generosity e prosperity.

Missione Inspiration4: iter e programma di volo

L'azienda di stanza ad Hawthorne ha programmato nei minimi dettagli quella che è una missione destinata ad entrare nella storia; durante la permanenza nello spazio i viaggiatori hanno condotto anche una serie di osservazioni sulle reazioni che il nostro corpo sperimenta nel volo cosmico, anche se a dire il vero questo tipo di esperimenti sono stati condotti per vent'anni e sono tutt'ora in corso a bordo della Iss.

Il vettore, partito dallo spazioporto John F. Kennedy Space Center, celeberrima base di lancio 39A a Cape Canaveral (Florida) che nel 1969 lanciò la missione Apollo 11 alla conquista della Luna, ha separato il primo stadio dal resto del veicolo spaziale ad un'altitudine di ottanta chilometri dal suolo ed è tornato sulla terra per un suo riutilizzo nelle prossime missioni.

Il secondo stadio si è separato 10 minuti dopo il decollo e la Dragon ha orbitato per tre giorni ad un'altitudine maggiore di quella della Iss: la capsula è tornata sulla Terra atterrando in mare, sulla costa della Florida, sospesa ai paracaduti.

L'addestramento dei "magnifici" 4 è durato 6 mesi, che se paragonati agli anni necessari a preparare gli astronauti di professione sono davvero pochi; l'equipaggio ha testato i limiti della propria resistenza alle forze G attraverso una macchina che simula la rotazione di una centrifuga: dopo aver subito l'assenza di peso nello spazio, replicando quelle che sono le sensazioni cinetiche a bordo della capsula, si è passati allo studio degli strumenti di bordo per mettere gli astronauti nelle condizioni di saper pilotare la navicella qualora il sistema totalmente autonomo avesse subito malfunzionamenti di qualche tipo.

Infine, durante lo svolgimento della missione, sono stati monitorati e analizzati la frequenza cardiaca, le funzioni cognitive, il sonno e il sangue di ogni singolo membro dell'equipaggio con l'obiettivo di studiare le reazioni di persone normali a bordo di una capsula spaziale.

SpaceX di Elon Musk e Inspiration4: conclusioni

Abbiamo visto come grazie alla lungimiranza e allo spirito visionario di Elon Musk è stato possibile approdare finalmente alla New Space Economy; se Jared Issacman ha potuto realizzare il suo sogno lo deve in gran parte proprio al patron di Tesla: lo scopo però cela una finalità ben più nobile, ossia quella di raccogliere i fondi per l'ospedale americano di ricerca pediatrica St. Jude, a Memphis, attraverso una lotteria per l'assegnazione di un posto a bordo, iniziativa che ha incamerato più di venti milioni di dollari e ha dato il via anche ad altri tipi di progetti.

La sensazione è che se lo hanno fatto loro quattro, allora tutti lo possono fare, prima o poi: la missione apri-pista di un'avventura civile nello spazio, unica nel suo genere, apre ufficialmente la stagione e l'era del turismo spaziale, lasciando intravedere nuovi e sorprendenti scenari per l'intera umanità.