Il Concertone del primo maggio quest’anno ha fatto discutere molto più del solito e la colpa, o il merito, è stata senza dubbio del discorso di Fedez. Un intervento quello dell'artista che ha avuto una grandissima risonanza mediatica e che ha generato un autentico polverone, come riportato dalla cronaca del Corriere della sera.

Una forte presa di posizione quella presa da Fedez, che ha posto l'attenzione sulla discussione relativa al DDL Zan e sulle dichiarazioni di alcuni politici della Lega Nord riguardo gli omosessuali, dichiarazioni che hanno costretto anche Matteo Salvini a pronunciarsi sulla questione. Ma tra polemiche e congratulazioni, mentre la Rai deve rispondere della pesanti accuse di censura, spuntano degli scheletri nell'armadio di Federico, i quali potrebbero oscurare il suo messaggio e la sua posizione.

Chi è Fedez?

Nato a Milano nel 1989, Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, è un rapper, avvicinatosi alla musica durante le scuole superiori, quando comincia a frequentare i centri sociali milanesi. 

Dopo i primi progetti nei quali collabora frequentemente anche con Emis Killa, nel 2011 autoproduce il suo primo album: “Penisola che non c’è”. Già dai primi brani si evince la voglia di combattere un sistema e una classe politica nella quale non si sentiva rappresentato.

La prima grande hit dell’artista è stata senza dubbio “Tutto il contrario”, canzone dai forti toni ironici che spopolò nell’ambiente underground, spingendo diverse etichette e realtà indipendenti a puntare su di lui. La scelta di Fedez cadde sulla neonata “Tanta Roba Label” di DJ Harsh e Guè Pequeno.

Fedez cominciò dunque a pubblicare continuamente album e singoli, ottenendo sempre grandi riscontri, ampliando il suo bacino d’utenza in maniera esponenziale.

Una vetrina importante per la sua carriera è stata la partecipazione come giudice all’edizione del 2014 di X-Factor. Durante il programma, al quale ha partecipazione per ben 5 edizioni, il rapper ebbe l’occasione di mettersi in mostra davanti a un pubblico generalista, rimasto affascinato dalla simpatia e dalla parlantina dell’artista. 

La scelta di Fedez di partecipare come giudice ad un talent show non raccolse molti consensi all’interno della scena urban, all’epoca molto chiusa e diffidente nei confronti degli ambienti che un tempo erano riservati alla musica pop.

Dal canto suo, Federico è sempre stata una persona ben consapevole di ciò che voleva e con la pubblicazione di “Pop-Hoolista”, il suo quarto album, decise di recidere il cordone che lo legava alla scena rap.

Come due fidanzati lasciatisi in malo modo però, negli anni piovvero frecciatine da ambo le parti, come accadde ad esempio nel noto dissing che ha visto coinvolti Marracash e Guè Pequeno da una parte e Fedez e J-Ax dall’altra.

L’ex frontman degli Articolo 31 è stato uno dei partner artistici di Fedez per anni e i due insieme hanno raccolto tantissime certificazioni, coronando il sogno di esibirsi a San Siro. I due, con la fondazione della loro etichetta, Newtopia, hanno lanciato diversi personaggi nel mondo dello spettacolo, curando per anni l’esposizione di Fabio Rovazzi e della youtuber Greta Menchi.

Lontano da Ax, la sua carriera da solista ha continuanto ad essere positiva, come dimostrano i risultati di uno dei suoi ultimi singoli: "Bella storia".

Nella vita privata, che tanto privata non è mai stata, Fedez è sposato con l’imprenditrice digitale ed influencer Chiara Ferragni, con la quale ha avuto due figli: Leone e Vittoria.

Al di fuori della musica, Federico lavora come consulente per alcune start up, è attivissimo come influencer e rappresentante di vari brand, è una ddei podcaster di Muschio Selvaggio, ha un canale sulla piattaforma di streaming Twitch e conduce il programma “Lol” in onda su Amazon Prime. 

Fedez e il discorso al concertone

Nell’ultimo anno, Fedez ha preso parte per la prima volta a due importanti manifestazioni musicali: il Festival di Sanremo, in coppia con Francesca Michelin, e il Concertone del primo maggio.

Proprio durante quest’ultimo evento, il rapper ha tenuto un discorso inatteso, nel quale è andato a toccare due temi molto caldi: la situazione dei lavoratori dello spettacolo e il blocco delle discussioni sul DDL Zan.

“Sostenevano che in pandemia c’erano altre priorità: come l’etichettatura del vino…”

Proprio quest’ultimo argomento è quello che ha attirato maggiormente l’attenzione, soprattutto grazie alle citazioni delle frasi aberranti di alcuni politici della Lega Nord

Si è aperta dunque la discussione sui social: da una parte migliaia di giovani pronti a decantare le gesta di un eroe che ha sfidato il sistema per far valere i diritti dei più deboli, dall’altra una folta fetta di utenza che ha visto nell’intervento di Fedez un mero escamotage pubblicitario. 

Il DDL Zan è sicuramente un tema caldissimo, ma ci sono molti utenti che non hanno mai approfondito l’argomento a dovere. In pochi, ad esempio, sanno che il decreto non va ad istituire una nuova legge, bensì ad inasprirne una già esistente, aggiungendo delle aggravanti legate all’omofobia, al razzismo e ad altri parametri.

L’obbiettivo del DDL Zan è dunque quello di sensibilizzare il cittadino al rispetto delle altre etnie e delle scelte individuali dei singoli. 

Per Fedez, questo tema è fondamentale per la crescita della civiltà e ha sentito il bisogno di esprimere il suo pensiero sul palco, ma inserendo nel suo discorso un attacco ad uno dei partiti più popolari in Italia, la questione si è presto spostata dal piano morale a quello politico.

Fedez vs politica: una storia infinita

Dopo l’attacco ricevuto al suo partito, Matteo Salvini non si è fatto cogliere impreparato, pubblicando una risposta sui suoi profili social:

“Il diritto alla vita ed all’amore sono sacri, non si discutono. Per me anche il diritto di un bimbo a nascere da una mamma e un papà è sacro, mentre il solo pensiero dell’utero in affitto e della donna pensata come oggetto mi fanno rabbrividire.”

Tralasciando l’inutile sottolineatura della presenza del logo “Nike” sul cappellino indossato da Fedez, la risposta del leader della Lega sembrerebbe cercare un punto di incontro con gli ideali del rapper, pur ribadendo i propri.

La storia di Fedez e la politica però non comincia certo qui: è da anni che il rapper si scontra pubblicamente con vari esponenti dell’élite italiana.

Uno degli scontri più accesi è stato quello con Carlo Giovanardi sul tema della legalizzazione delle droghe leggere. Negli studi della trasmissione “Anno Uno”, i due si sono si sono dati battaglia verbalmente, con Federico che ha tirato fuori alcuni scheletri nell’armadio dell’ex senatore:

“Lei ha dichiarato che Stefano Cucchi è morto disidratato, io muoio disidratato perché certe caz**** non me le bevo”

Storica anche la discussione via Twitter con Maurizio Gasparri, che dopo aver definito l’artista un “Coso dipinto”, se l’è presa perfino con una sua giovane fan, consigliandole in modo decisamente inopportuno di mettersi a dieta.

Insomma, il rapporto di Fedez con il “sistema” non è mai stato idilliaco e in mezzo si è inserito anche il Codacons, organizzazione ossessionata dall’artista, che ha espresso la volontà di denunciare Fedez per pubblicità occulta a causa del logo della “Nike” sopracitato, un logo che, probabilmente, non aveva notato nessuno.

Fedez non è stato il primo

Fra coloro che hanno criticato l’intervento del rapper, c’è chi ha sottolineato che il palco del Concertone non fosse il contesto adatto nel quale formulare quel discorso.

“Ha politicizzato il primo maggio”

Hanno scritto molti, probabilmente ignorando la natura sinistrorsa della manifestazione e i numerosi precedenti. Non è stata la prima volta infatti che un artista decide di sua iniziava di utilizzare il palco del Concertone come vetrina per manifestare i propri ideali.

È stato il caso della band “Elio e le storie tese”, che nel 1991 decise di cambiare in corsa la canzone che stava eseguendo, proponendo una versione rivisitata del loro brano “Ti amo”, all’interno della quale vengono citati Cossiga, Andreotti e persino il presidente della Rai.

Due anni dopo è il turno di Piero Pelù, frontman dei "Litfiba" che attaccò frontalmente Papa Benedetto XVI per le sue dichiarazioni sul sesso, sui preservativi e sull’aborto.

Ultimo, ma non per importanza, l’attacco di Daniele Silvestri ai danni di Silvio Berlusconi e del suo partito.

Insomma, sembra che alcuni artisti, ispirati dal significato ideologico del primo maggio, intesa come “Festa dei lavoratori” e come celebrazione della gente comune contro i potenti, abbiano sentito il bisogno di esprimere le proprie idee. 

Fedez vs Rai: la telefonata

Uno dei punti grigi della vicenda è quello legato alla questione della censura:

“Dai vertici di Rai 3 mi hanno chiesto di omettere dei nomi”

Fedez ha dichiarato sul palco la volontà dei dirigenti Rai di censurare l’artista, ma la rete televisiva si è subito difesa, accusando Fedez di essersi inventato tutto.

Prontamente è arrivata la risposta del rapper che ha pubblicato sul suo profilo Instagram una versione tagliata della telefonata con la Rai, nella quale l’artista ha rivendicato la sua libertà d’espressione. La telefonata integrale è stata invece pubblicata dalla Rai nel tentativo di difendersi dalle accuse di aver provato a censurare Fedez.

Dalla versione integrale si può cogliere la volontà da parte della rete televisiva di trovare una mediazione, ma confermando la richiesta della di evitare che venissero pronunciati i nomi dei politici della Lega.

Cosa rischia ora Fedez?

Instagram non è un tribunale e pubblicare pubblicamente una corrispondenza privata è un reato. Registrare una telefonata è consentito e consigliato affinché possa essere utilizzata come prova nel corso di un processo, ma diffonderla pubblicamente è illegale, come spiega professionalmente l’avvocato Angelo Greco sul suo canale YouTube nel video: "FEDEZ vs RAI: la TELEFONATA è illegittima?".

Fedez ora rischia una condanna fino a 4 anni di reclusione, ma è alquanto improbabile che la Rai decida di querelare l’artista in quanto il gesto li farebbe passare sicuramente dalla parte del torto, almeno secondo l’opinione pubblica. 

Fedez è un ipocrita?

“Scriveva testi omofobi”

Si legge sui titoli di qualche giornale. Tornano dunque in auge alcuni vecchi brani del rapper, all’interno dei quali veniva usata la “F-word” in tono ironico e canzonatorio. Pezzi come “Ti porto con me”, dove nel video ufficiale compare anche un attore nei panni di Gesù che cammina per Milano e che forse non dovrebbe essere preso molto sul serio.

Fedez viene quindi accusato di supportare i diritti della comunità LGBT+ per mero interesse e non per un reale attaccamento alla causa. È giusto però sottolineare come la canzone incriminata sia stata pubblicata nel 2012 e che il dibattito sull’omofobia, così come su altri temi, si sia sensibilizzato relativamente da pochi anni. Inoltre, 9 anni di vissuto, un matrimonio e la nascita di due figli hanno sicurato portato l’artista a maturare sotto ogni punto di vista.

Più spinosa invece la questione relativa alla censura: nel 2017 infatti, Fedez ha denunciato il rapper Mike Highsnob. Motivo della contesa? Highsnob, precedentemente sotto contratto con Newtopia, aveva scritto una canzone nella quale insultava i suoi vecchi capi e Fabio Rovazzi. 

La questione rimane aperta, ma in ogni caso Fedez ha raggiunto il suo obbiettivo: ora tutti stanno parlando dell’artista, ma almeno anche il DDL Zan è sulla bocca di tutti.