L’assembramento in Piazza Duomo causato dai tifosi dell’Inter in festa per la vittoria dello scudetto ha fatto molto parlare di sé e diverse persone si sono espresse a riguardo tramite i social. Una di queste è stato il rapper Gemitaiz, che ha colto l’occasione per lanciare un attacco diretto alle forze dell’ordine, non intervenute per disperdere i tifosi.

“Non avete le palle”

Le dure parole dell’artista romano sono state riprese da numerose testate, come Il Giornale, che gli hanno dedicato diversi articoli, condannando le sue parole ed altri atteggiamenti passati. Dal canto suo, il rapper rivendica la sua libertà d’espressione e lo scontro aperto con le forze dell’ordine sembra appena cominciato.

Chi è Gemitaiz?

Davide De Luca, in arte Gemitaiz, è un rapper italiano nato a Roma nel novembre del 1988.

Grande amante del rap americano, comincia a tradurre e a ricantare le canzoni dei suoi artisti preferiti, Eminem su tutti:

“Eminem è Dio”

La scena romana è sempre stata una culla di rapper ed è qui che muove i primi passi partecipando a competizioni di freestyle e formando un duo con il collega Canesecco: l’Xtreme Team.

La coppia si mette in luce per le spiccate doti tecniche e per l’ingente produzione di mixtape destinati a diventare un culto per i futuri fan, come la serie di volumi “Affare Romano”.

È da solista però che Gemitaiz comincia a raccogliere le prime soddisfazioni, come la partecipazione nella traccia “King Supreme” del collettivo Machete, che oggi domina le classifiche. Inoltre, la sua serie di mixtape “Quello che vi consiglio” è tutt’oggi in corso ed ogni anno i suoi fan sperano che esca un nuovo capitolo. 

Un’altra partnership fondamentale nel suo percorso è stata quello con il rapper MadMan, originario della Puglia, ma che ha trascorso gli anni della sua maturazione proprio a Roma. Insieme, oltre a collaborare nei rispettivi album da solisti, realizzano un EP, un mixtape e ben due album ufficiali: “Kepler” e “Scatola Nera”.

Nel 2012, la crescente popolarità della coppia spinge DJ Harsh a puntare su di loro, inserendoli nel roster della neonata Tanta Roba Label, all’epoca Harsh Times, etichetta di cui oggi sono ancora gli artisti principali.

Da solista, Gemitaiz ha pubblicato tre album ufficiali, “L’unico compromesso”, “Nonostante tutto” e “Davide”, nei quali ha sempre cercato di evolvere il proprio stile, prendendo ispirazione dalla tanta amata musica straniera.

All’inizio della sua carriera Davide veniva apprezzato per la sua capacità di eseguire extrabeat, rappare a velocità raddoppiata per i non addetti ai lavori, ma con il tempo la sua maturazione lo ha portato all’invenzione di melodie accattivanti, cha hanno reso molto più vari i suoi progetti. Una dimostrazione è il brano "Mondo di fango", contenuto in QVC 9.

Il cambiamento fondamentale è avvenuto nel 2017, quando Gemitaiz ha cominciato a mostrarsi ai suoi fan con un aspetto diverso: messi da parte i vestiti larghi ed i cappellini da rapper, Davide ha cominciato a mostrare con fierezza il capo calvo, poi rivestito di tatuaggi, e ad indossare vestiti firmati e sgargianti.

Non solo rap: negli ultimi anni Gemitaiz ha cominciato a dedicarsi alla produzione di strumentali, inoltre ha dichiarato in alcune interviste di essere un grande fan della musica techno

Una cosa però non è mai cambiata: i suoi testi. A volte provocatori, a volte romantici, il rapper romano non ha mai avuto paura di cantare i propri ideali all’interno dei suoi brani. Inoltre, ha più volte lanciato messaggi diretti ai suoi oppositori tramite un profilo Instagram da quasi un milione e mezzo di follower.

Messaggi che in passato gli hanno causato diversi problemi.

Gemitaiz vs Salvini

“Se muori facciamo festa”

Questa la provocazione lanciata dal rapper nel 2018 in occasione della scelta di Matteo Salvini di non far approdare in Italia la nave Aquarius, guidata da Carola Rackete. Il rapper definì “razzista” la decisione, in quanto sulla nave erano presenti oltre 600 migranti in cerca di asilo.

Salvini reagì cercando di sminuire il suo avversario, commentando il tutto sul suo profilo Twitter.

“Chi è ‘sto fenomeno?”

Ma Gemitaiz non aveva la minima voglia di scherzare e continuò la sua battaglia negli anni a venire. Il duello mediatico si riaccese nel 2020, quando Salvini lanciò una frecciatina al rapper durante un’intervista, allontanandosi dalle accuse di razzismo rivoltegli:

“Secondo Gemitaiz, se non la pensi come lui sei razzista”

L’episodio più curioso della rivalità è datato dicembre 2018, quando il leader della Lega Nord, in occasione di un evento politico, fece disegnare dei cartelli molto particolari rappresentanti le foto di alcuni dei critici di Salvini, fra cui Gemitaiz e Salmo, accompagnati dalla scritta: “Io non ci sarò!”

La diatriba sembra essersi riaperta negli utlimi giiorni, con Gemitaiz che si è schierato dalla parte di Fedez sulla questione relativa al DDL Zan, come riassunto dallo youtuber Yodis in uno dei suoi ultimi video.

La polemica sull’assembramento in Piazza Duomo

Con il pareggio per 1-1 fra Sassuolo e Atalanta, l’Inter si è laureata per la diciannovesima volta campione d’Italia. Un successo che mancava da ben 11 anni e che ha generato un grande entusiasmo all’interno della tifoseria nerazzurra.

In barba alle norme anti-covid, migliaia di tifosi si sono riversati per le strade per cantare la propria felicità e a Milano circa 30000 interisti hanno letteralmente invaso Piazza Duomo.

Un gesto condannato all’unanimità e che ha messo nei guai il sindaco di Milano Giuseppe Sala, colpevole di non aver fatto nulla per impedire l’accaduto.

Pur non sostenendo l’episodio, è comprensibile che un gruppo di tifosi abbia trovato nella vittoria dello scudetto una motivazione per sfogare la frustrazione legata alle norme imposte dallo stato per sconfiggere la pandemia, quello che invece non è comprensibile è l’estrema libertà concessa a questi tifosi.

“Chiudere Piazza Duomo sarebbe stato peggio”

Sottolinea Sala, ma ciò non toglie che fossero più di due mesi che la squadra milanese si trovava indisturbata in vetta alla classifica e in tutto questo tempo nessuno ha comunque provveduto a prendere precauzioni verso la festa-scudetto.

Sulla questione si è espresso anche Gemitaiz, concentrandosi sul mancato intervento tempestivo delle forze dell’ordine.

Gemitaiz contro gli abusi di potere

“Fate schifo”

Commenta il rapper rivolto alle forze di polizia.

Secondo Gemitaiz, le forze dell’ordine non sarebbero intervenute in Piazza Duomo perché spaventate dalla presenza di numerosi “tifosi arrabbiati”. Gli stessi poliziotti però, a detta sua, non si farebbero problemi nel “prendersela” con i normali cittadini sorpresi a compiere piccole infrazioni.

“Forte con i deboli e deboli con i forti”

Questo sentimento è cresciuto anche a causa delle restrizioni imposte dallo stato e delle relative conseguenze, come, ad esempio, ricevere una sanzione poiché sorpresi a passeggiare in compagnia o in solitaria oltre l’orario delineato dal coprifuoco.

Effettivamente, sono stati molti gli episodi in cui diversi cittadini sono stati multati per situazioni borden line ed anche il rapper Inoki si era detto preoccupato in passato riguardo ai possibili abusi di potere da parte delle forze dell’ordine.

“Alla polizia è stato dato tantissimo potere e siamo al punto che un carabiniere, che non sa poverino come comportarsi, fa multe da € 400 a uno perché sta seduto in mezzo alla strada: secondo me è molto grave.”

Differente è il trattamento nei confronti dei manifestanti, continua Davide, contro i quali verrebbero schierati poliziotti armati di manganelli.

Dando anche un leggero credito alla dichiarazione di Gemitaiz, va però fatto notare come le forze dell’ordine spesso non agiscano per un proprio volere, quanto per una chiamata da parte di un superiore, di qualcuno che, ripetiamo, non è stato in grado di gestire la situazione, come sottolineato successivamente su Instagram dallo stesso artista. 

Un rapporto burrascoso quello fra l’Hip-hop e la polizia, che però trova un inaspettato alleato nel rapper Claver Gold, che ha commentato l’uscita del collega romano:

“È più populista attaccare la polizia che difenderla”

Gemitaiz vs Giornalisti

Le dichiarazioni di Gemitaiz sono state oggetti di numerosi articoli da parte di colleghi che hanno fortemente criticato la posizione del rapper. D’altro canto, quest’ultimo rivendica fortemente la sua libertà d’espressione.

Davide si è lanciato in un lungo monologo sul suo profilo Instagram nel quale ha fatto notare alcune “scorrettezze” attuate dai giornalisti nei suoi confronti, come la scelta di affiancare alle sue parole delle fotografie che lo ritraggono in abiti sgargianti intento a fumare marijuana. 

Il rapper si è sentito attaccato per il suo modo di vestire: una strategia, a detta sua, per far passare le sue parole come il delirio di un folle tossicodipendente

Incommentabili poi le parentesi dedicate ai suoi tatuaggi, come se la presenza di questi sulla pelle di un uomo possa screditarne il pensiero e le affermazioni.

Gemitaiz rivendica dunque la sua libertà di vestire i capi che più lo aggradano e soprattutto di esprimere il proprio pensiero, portando a favore della sua tesi alcuni interessanti dati sulla libertà d’espressione nel mondo.

La non libertà d’espressione in Italia

“Italia ultima in Europa”

Il 3 maggio si è celebrato la Giornata internazionale della libertà di stampa e sono emersi alcuni dati piuttosto spiacevoli riguardanti il bel paese: l’Italia si trova infatti al 41° posto nella classifica mondiale, ultima in quella europea.

Un dato che dovrebbe far riflettere e che, secondo il rapper, è la dimostrazione che i giornalisti nel bel paese non possano scrivere effettivamente ciò che vogliano, a differenza sua.

Gemitaiz si fa dunque portavoce di un cambiamento, rivendicando a grande voce la propria libertà d’espressione ed è giusto che sia così, come è anche giusto prendersi le responsabilità di ciò che si dice.

Quali conseguenze per Gemitaiz?

Il Sindacato Autonomo di Polizia ha prontamente risposto all’artista con un comunicato ufficiale:

“Il rapper ha perso una buona occasione per stare zitto. Lo denunciamo!”

Gemitaiz viene accusato di aver mancato di rispetto a tutte le forze dell’ordine che scendono in prima linea ogni giorno per la tutela dei cittadini. La responsabilità del mancato intervento viene scaricata sulla classe politica che non ha saputo gestire la situazione, ma questo, secondo il Segretario Generale del SAP Stefano Paoloni, non dà diritto a nessuno di insultare gli agenti.

Dopo aver accusato il rapper di aver commentato la vicenda solo per ottenere visibilità, il SAP promette di denunciarlo.

Gemitaiz risponde per le rime, segnalando una disparità di trattamento:

“Con i fasci state zitti?”

La situazione è ancora bollente e sembra non aver intenzione di spegnersi in tempi brevi.