Il Burj Khalifa non è solo il più alto grattacielo del mondo, con un’altezza di 828 metri, ma è il simbolo che incarna una visone ben precisa. 

Mohamed Alabbar, Presidente di Emaar Properties, società proprietaria dell’opera ingegneristica, lo definisce con queste parole:

“"Il Burj Khalifa va oltre le sue imponenti specifiche fisiche. Nel Burj Khalifa, vediamo il trionfo della visione di Dubai di raggiungere l'apparentemente impossibile e stabilire nuovi parametri di riferimento. È una fonte di ispirazione per ognuno di noi di Emaar. Il progetto è una dichiarazione delle capacità dell'Emirato e della determinazione dei suoi leader e delle sue persone a lavorare fianco a fianco su progetti davvero impressionanti”.

Il costo per realizzazione del più altro grattcielo del mondo è stato di 1,5 miliardi di dollari. La società finanziatrice, costituita da Mashreqbank,’Emirates Bank International e l’Abu Dhabi Commercial Bank hanno firmato il contratto per la costruzione con la coreana Samsung Corporation e i suoi partners Belhasa Six Construct e Arabtec.   

Lo studio di archittetura statunitense Skidmore; Owings & Merrill si è aggiudicato l'onere e l’onore della progettazione della superlativa torre, che vanta la bellezza di 163 piani ospitanti appartamenti, hotel ed uffici.

Il Burj Khalifa è ormai divenuto un’icona riconosciuta a livello globale che ha contribuito ad attrarre milioni di visitatori ed investitori a Dubai ed a incentivare il flusso turistico verso il paese.

Ecco il video di Liam Jeffrey che ci mostra come si vive nel Burj Khalifa.

La costruzione e la progettazione del più alto grattacielo del mondo 

La realizzazione del Burj khalifa, che in arabo significa Torre Del Califfo, ha richiesto oltre 6 anni di lavoro. Gli scavi infatti sono iniziati nel gennaio 2014 e l’inaugurazione del grattacielo più alto del mondo si è tenuta il 4 gennaio 2020. 

Per la costruzione dell’avveniristica struttura sono stati necessari 330.000 metri cubi di cemento, 39.000 tonnellate di barre di acciaio e circa 22 milioni di ore di lavoro, nonché il coinvolgimento di un team tecnico costituito da 380 ingegneri specializzati. 

Sono stati effettuati oltre 40 test nella galleria del vento, per verificare la resistenza della torre. Difatti, in mancanza di una progettazione idonea, il vento a quelle altezze vertiginose, può produrrre effetti devastanti sugli edifici.

A questo proposito, l’architetto Stefano Boeri, ha recentemente commentato sull’Huffington post, l’oscillazione del grattacielo 432 Park Avenue di New York, alto più di 400 metri, definito “matita volante” per via della sua forma, con base estremamente ridotta:

Queste difficoltà nascono da una forma estrema di edifici alti, ma si tratta di problemi su cui è sempre possibile intervenire. L’oscillazione a causa del vento si poteva prevedere, gli impianti possono essere adeguati”. 

 “Esistono città costituite per la maggior parte da grattacieli e nel mondo nascono ogni giorno grattacieli innovativi. La tendenza a costruire edifici alti c’è sempre stata. Ma bisogna farlo seguendo alcuni criteri”.

La sicurezza antincendio e la velocità di evacuazione sono stati altri due fattori oggetto di studio nella fase di progettazione del grattacielo più alto del mondo. Impensabile ovviamente, in caso di emergenza, una via di fuga percorrendo 163 piani a piedi. Dunque, sono stati progettati 57 ascensori, con capacità di 5500 Kg e velocità di 10 metri al secondo, oltre aree di rifugio pressurizzate e climatizzate, predisposte ogni 25 piani.

Infine, per difendersi dalle temperature notoriamente elevate che si registrano a Dubai, le facciate esterne del Burj Khalifa sono state realizzate con speciali vetri riflettenti, in grado di schermare gli ambienti interni dai raggi ultravioletti.

L’idea del Bosco Verticale è nata proprio a Dubai. Ecco cosa racconta Stafano Boeri a openline

«L’idea del Bosco Verticale mi è venuta proprio a Dubai nel 2006. Ero in visita con i miei studenti americani e stavamo studiando quella città che cresceva con più di 200 grattacieli. Erano tutti di vetro. Tutt’intorno il deserto. Il vetro speciale che si usa per queste costruzioni scherma gli interni dell’edificio, ma è riflettente. Per il clima non è il massimo, considerando il sole degli Emirati, alzare torri che riflettano ancora di più i raggi del sole. Mi è venuta per reazione l’idea di immaginare un grattacielo che, invece di essere avvolto nel vetro, fosse avvolto nelle foglie e che avesse proprio il carattere opposto: una natura vivente sulle facciate».

La struttura e gli interni del grattacielo più alto del mondo 

La pianta del Burj Khalifa ha una forma ad Y, ovvero è composta da tre elementi di sostegno disposti intorno ad un nucleo centrale esagonale. Questa geometria, che ricorda il fiore del deserto chiamato Hymenocallis, si è rivelata efficace anche per la riduzione della forza del vento sulla torre.

Il grattacielo più alto del mondo, raggiunge questo record, grazie alla guglia costituita da 4.000 tonnellate di acciaio, che sormonta l’edificio.  Interamente costruita all’interno del grattacielo, ai piani inferiori, è stata innalzata per più di 200 metri tramite un sistema di sollevamento a pompe idrauliche 

Gli accessi alla torre, totalmente vetrati, avvengono tramite ingressi differenti su tre livelli. Da qui si raggiungono le suites dell’Armani Hotel Dubai, situato al piano 38 e 39, mentre dal 9° al 16° ci sono esclusivamente i 144 appartamenti di lusso Armani Residence.

I restanti piani ospitano residenze private, uffici, ristoranti, palestre, piscine e locali ricreativi. Le due piattaforme di osservazione, le terrazze panoramiche At The Top e At the Top Sky, situate rispettivamente al 124° e 148° piano, garantiscono vedute mozzafiato su Dubai.

Mohamed Ali Alabbar, il CEO di Emaar Properties,  ha pubblicamente dichiarato che il prezzo per gli uffici al Burj Khalifa ha raggiunto i 43.000 dollari/m² e che le Armani Residences sono state vendute per circa 37.500 dollari/m².

Vetro, acciao, pietre scure lucidate, pavimenti in travertino argento, tappeti fatti a mano, pareti in stucco veneziano sono gli elementi che contraddistinguono il design degli interni dele aree pubbliche del grattacielo più alto del mondo. Pur ispirandosi alla cultura locale, l’atmosfera che si respira manitiene une allure residenziale. 

Infine, il Burj Khalifa è adornato da oltre 1000 opere d’arte, firmate da artisti internazionali e mediorientali. Alcune di queste sono state commissionate per l’occasione direttamente dalla società proprietaria Emaar. 

Il Lusso di Armani nel grattacielo più alto del mondo 

Incastonato nel Burj Khalifa, Armani Hotel Dubai garantisce un soggiorno di lusso unico. Collocato in una posizione ideale per esplorare le attrazioni di Dubai, offre camere e ambienti eleganti e sofisticati, curati in ogni minimo dettaglio, per immergersi in un’atmosfera esclusiva. Servzio impeccabile, senso dell’ospitalità, comfort per una vacanza da sogno. 160 Camere e suite, da 45 a 390 metri quadrati, per soddisfare qualunque esigenza. 

Nell’Armani Hotel Dubai non ci sono specchi, quadri e neppure una reception, sostituita da un lifestyle manager che segue il cliente per tutta la sua permanenza.

Come è nata la collaborazione tra Giorgio Armani e Mohamed Arabbar? Corriere.it riporta le parole dello stilista:

"Non saremmo qui se Mohamed Alabbar, Ceo di Emaar Properties, non fosse volato da me a Milano cinque anni fa dandomi carta bianca: ero perplesso, perché in Medio Oriente fa tendenza uno stile ridondante alla Las Vegas, l'esatto opposto del mio che punta alla sottrazione. Il progetto è stato impegnativo, perché volevamo qualcosa da ricordare: una giacca, secondo la stampa, dopo sei mesi è out, ma non può essere così per un hotel. L'impegno è maggiore, e pure il rischio: per questo mi piace». 

"Gli chiesi subito cosa c'entrassi io con Dubai, con questa Las Vegas del mondo arabo, io che sono l'opposto del lusso esasperato. Lui ha risposto che voleva proprio me, perché facessi quello che mi piaceva. E così ho fatto anche qui quello che avevo già fatto nella moda, ho 'tolto'". 

Le 144 suite con una o due camere da letto dell’Armani Residence Dubai, sono state interamente progettate da Giorgio Armani e riflettono nello stile la sua proverbiale eleganza. Oltre ad usufruire dei servizi dell’Hotel, tra cui Spa, ristoranti, biblioteca, idromassaggio, piscina e palestra, i residenti hanno accesso a tutte le strutture ed eventi programmati nel Burj Khalifa. 

La collezione Armani Casa dona semplicità, essenzialità e linearità all’ambiente, in perfetta armonia con i materiali e le finiture selezionate, che includono pietra, stucco veneziano, pareti e tessuti rivestiti in pelle. La domotica caratterizza le proprietà, che possiede sistemi automatizzati per l’illuminazione, il controllo della temperatura, dei tendaggi e dell’impianto di condizionamento. Per garantire privacy, ogni piano è dotato di ascensore e hall di ingresso.