“Basta. Lascio tutto, cambio città, me ne vado all’estero. Cambio vita.”

Quante volte lo abbiamo sentito dire? E quante volte lo abbiamo detto, o quantomeno pensato? Che sia per un’esperienza di breve o lunga durata, sono sempre di più le persone che, ogni anno, decidono di uscire dalla propria “comfort zone” e trasferirsi in un’altra città. O meglio, in un altro Paese.

E’ vero, la pandemia ha stravolto i piani di tante persone, costringendole a riprogrammare la partenza, o addirittura ad abbandonare l’idea di cambiare città e andare a vivere all’estero. Qualcosa, però, sta cominciando a smuoversi. L’Italia - e tanti altri Paesi europei e non - hanno iniziato a dare i primi segnali di una ripartenza e, con la campagna di vaccinazione che sembra procedere a ritmo serrato e le graduali riaperture, pare proprio che molte città stiano progressivamente raggiungendo una sorta di normalità.

Volendo condividere qualche dato positivo e incoraggiante, facciamo riferimento a quanto previsto dagli analisti del Wall Street Italia, secondo i quali gli Stati Uniti - che ancora oggi rappresentano la locomotiva dell’economia mondiale - potrebbero raggiungere la fascia di normalità entro il mese di agosto, dove con “Indice del ritorno alla normalità” si intende l’insieme di una serie di parametri volti a misurare i dati relativi alle attività umane rispetto ai livelli pre-crisi e tengono conto, per esempio, dei viaggi, del rientro al lavoro e a scuola, dello shopping nei negozi fisici e del consumo di pasti fuori casa.

Così come riportato dagli analisti del Wall Street Italia sull’ultimo aggiornamento dei dati avvenuto nel mese di aprile:

L’Indice del ritorno alla normalità è salito ulteriormente, al 72%, alimentato dai guadagni conseguiti da viaggi, intrattenimento e ritorno all’insegnamento in presenza. Ora che i livelli di immunità sono in aumento, grazie all’effetto combinato di vaccinazioni e infezioni contratte in precedenza, ci aspettiamo un calo continuo dei casi attivi nelle prossime due settimane.

Come scenario di riferimento, l’indice dovrebbe evidenziare progressi a maggio, in quanto una maggiore immunità e fattori stagionali contribuiscono ad accrescere i livelli di attività. In assenza di battute d’arresto significative, gli Stati Uniti potrebbero raggiungere la fascia di normalità entro agosto.” 

Che sia giunto il momento di tornare a pianificare partenze e traslochi? Non lo sappiamo, ma se è vero che “la speranza è l’ultima a morire”, allora non ci resta altro che stringere i denti e continuare a sperare. 

E proprio nella speranza che in un futuro non poi così lontano il mondo riconquisti la sua normalità, condividiamo con voi la classifica delle migliori cento città in cui trovare lavoro.

La classifica è stata realizzata da HousingAnywhere, la più grande piattaforma di alloggi al mondo per studenti internazionali e giovani professionisti con oltre cinquantamila annunci attivi e oltre cinque milioni di utenti in oltre sessanta paesi. La piattaforma consente agli inquilini di interagire direttamente con i proprietari e stipulare contratti di locazione a medio termine. Riprendendo le stesse parole del sito:

“La nostra missione è rendere quanto più semplice possibile il trasferimento all'estero, cambiando il modo in cui le persone trovano alloggio. Ogni esperienza internazionale inizia con una stanza!”

Come è stata realizzata la classifica delle migliori città in cui trovare lavoro?

La classifica delle migliori città in cui trovare lavoro è stata realizzata da HousingEnywhere sulla base di una serie di dati pubblici relativi a ciascuna città. I punteggi sono stati assegnati tenendo in considerazione sei diversi parametri: la disponibilità di lavoro, gli stipendi medi, il costo della vita, l’importanza e la qualità delle startup, la qualità della vita in generale e l’apertura mentale degli abitanti.

Volendo contestualizzare quanto appena detto, la metrica quantitativa relativa alla disponibilità del lavoro è stata sviluppata ricercando il numero di offerte di lavoro su LinkedIn, mentre quella relativa allo stipendio medio è stata sviluppata sulla base dello stipendio netto mensile medio

La metrica relativa al costo della vita, invece, tiene conto della stima dei prezzi dei beni di consumo e dell’affitto mensile (in altre parole, quanto costa vivere e mangiare in una determinata città), mentre la metrica relativa alla qualità delle startup tiene conto di una serie di classifiche basate sulle migliori città per startup, le migliori città per espatriati e le città più influenti del mondo.

La metrica relativa alla qualità della vita tiene conto di tre variabili: sicurezza, e dunque il livello di reato denunciato e il senso di sicurezza dei cittadini; salute, e dunque la qualità dell'assistenza e la soddisfazione (complessiva) delle istituzioni mediche; ambiente, ovvero il livello di inquinamento. 

Infine, la metrica relativa all’apertura mentale indica quanto sia aperta e accettata la popolazione di una particolare città e si basa sulle capacità linguistiche della popolazione locale (inglese), la cordialità con gli stranieri, la tolleranza razziale, la cordialità nei confronti delle donne e della comunità LGBTQI.

La classifica delle migliori cento città in cui trovare lavoro

La classifica è data dalla somma dei punteggi ottenuti per ciascun parametro. Non riportiamo la classifica completa (per quella, si rimanda al sito ufficiale in cui sarà possibile consultarla liberamente), piuttosto solamente le prima venti migliori città in cui trovare lavoro. Queste sono, in ordine:

  • Monaco (Germania)
  • San Francisco (Stati Uniti)
  • Zurigo (Svizzera)
  • Boston (Stati Uniti)
  • Londra (Regno Unito)
  • Berlino (Germania)
  • Francoforte (Germania)
  • Toronto (Canada)
  • Seattle (Stati Uniti)
  • Copenhagen (Danimarca)
  • Amsterdam (Paesi Bassi)
  • Montreal (Canada)
  • Sydney (Australia)
  • Los Angeles (Stati Uniti)
  • Vancouver (Canada)
  • Melbourne (Australia)
  • Mosca (Russia)
  • Colonia (Germania)
  • Parigi (Francia)
  • Stuttgart (Germania)

Purtroppo, nessuna città italiana appare nelle prime venti posizioni delle migliori città in cui trovare lavoro. E neppure nelle prime cinquanta.

Milano, infatti, che è la prima città italiana ad apparire nella classifica, occupa la sessantesima posizione con un punteggio totale pari a 18,03, seguita dalla sola Roma in ottantasettesima posizione (15,11).

Volendo integrare queste informazioni con alcuni dati condivisi dal Lab24 de Il Sole 24 Ore relativi alla qualità della vita delle città italiane nell’anno della pandemia, Milano si è classificata al terzo posto per “affari e lavoro”, mentre Roma all’ottava posizione. E’, però, Bologna la migliore città italiana per qualità della vita.

Classifica delle migliori città per singole categorie

Abbiamo già detto che la classifica delle migliori città in cui trovare lavoro risulta dalla somma dei punteggi assegnati a ciascun parametro preso in considerazione. Ma cosa succede se si considera un solo parametro alla volta? La classifica che ne fuoriesce cambia.

Per quanto riguarda i posti di lavoro disponibili, le prime cinque posizioni della classifica (qui quella completa) sono occupate da Mosca, San Francisco, Los Angeles, Boston e Parigi.

Lo stipendio netto medio più alto, invece, è stato registrato nelle città di San Francisco, Zurigo, Geneva, Basel e Lausanne (qui la classifica completa). Fatta eccezione per la città di San Francisco, tutte le altre appartengono alla Svizzera.

Per quanto riguarda, invece, i costi della vita, questi sono più bassi nelle città di Mangalore, Hyderabad, Monterrey, Instanbul e Buenos Aires. Mentre la più cara sarebbe proprio San Francisco (qui la classifica completa). 

Passando alla qualità delle startup, le migliori cinque città sono Monaco, Berlino, Copenhagen, Vancouver e Francoforte (qui la classifica completa), mentre quella con una migliore qualità della vita sono Arhus, Trondheim, Monaco, Eindhoven e Zurigo (qui la classifica completa).

Infine, per quanto riguarda l’apertura mentale, le migliori cinque città sono Wellington, Monaco, Glasgow, Berlino e Bern (qui la classifica completa).