Da diversi mesi assistiamo ad una crescita esponenziale dell'uso del digitale in ogni ambito della nostra vita. Dalla scuola, alla prenotazione di esami medici, fino a ritiro degli esiti, la prenotazione per accedere agevolmente nei negozi o nei ristoranti. Insomma, la nostra vita sta cambiando e cambierà ancora nei prossimi anni, in cui per necessità il digitale dovrà essere il nuovo modo di rapportarsi con il tempo, le scelte, i luoghi. Anche la moda, da sempre sinonimo di fisicità, creatività, esperienza sensoriale diretta, ha dovuto reinventarsi nel mondo del digitale. In realtà già da diversa anni, molte aziende del lusso, hanno il loro shopping digitale, mediante l'ecommerce. Ma si tratta del cosidetto negozio online. Spesso si va, o meglio, si andava, nel negozio fisico, si provava un abito, si indossava un paio di occhiali da sole, o un borsa glamour, e poi lo si acquistava sul sito e-commerce del brand. 

L'effetto Coronarivus-19 ha fatto fare un balzo verso il digitale per le maison di moda. Non c'è più solo l'esperienza dell'acquisto online. Ma tutta la filiera che va dalla realizzazione del prodotto, alla presentazione e vendita passa dal digitale. Nell'articolo "Fashion: la nuova frontiera del digitale nelle sfilate", avevamo affrontato il tema del digitale che si è abbattuto sulle sfilate tra aprile e settembre 2020. In questo articolo invece vogliamo darvi alcuni esempi di come i brand della moda, si stanno attrezzando per far vivere una esperienza completamente nuova al consumatore, tra avatar e Google Glass.

Moda: il digitale nelle sfilate

Nessuna l'avrebbe mai pensato, e forse neanche immaginato che un giorno le sfilate si sarebbe fatte senza pubblico. Un po' come nessuno avrebbe mai profetizzato che la finale di champions league di calcio, si sarebbe giocata senza tifosi. Ebbene, entrambi gli eventi si sono svolti senza pubblico. Nel mondo della moda, il momento cruciale di un intero anno per una maison è la sfilata. Durante quei pochi minuti si snoda sulla passerella la fatica di tante persone che contribuiscono a rendere gli abiti e gli accessori ricchi di emozioni. Ma la pandemia ha stravolto anche questo concetto. Ed anche il mondo del fashion, è diventato digitale. Sin dalle sfilate di inizio estate con la moda maschile, per terminare con la sfilata di settembre della primavera/estate 2021 Donna che poi ha associato anche la sfilata uomo. L'edizione 2020 è stata definita Phygital. 41 show online alternate con 23 sfilate fisiche ma senza pubblico; o nella maggior parte dei casi senza pubblico. Il digitale continua anche nelle fasi successive. In particolare in quella della vendita e customer experience, tra avatar al posto di modelli o occhiali per fare lo shopping.

Hugo Boss: avatar come modelli

Non solo sfilata in digitale, ma anche la compagna wholesale, è tutta in digitale. Questo ormai l'approccio di Hugo Boss. La collezzione pre-fall 2021 Uomo, sviluppata completamente in digitale, comprende 105 pezzi. Arriveranno tutti in negozio a partire da aprile 2021. Ma nel frattempo i buyer della distribuzione potranno fare i loro ordini direttamente in digitale.

Lo sviluppo del prodotto – si legge nella nota del marchio tedesco – è stato completamente digitale: dagli schizzi iniziali, attraverso la selezione di tessuti e colori, fino alla prototipazione e alla collezione finita. Per gettare le basi per la trasformazione digitale dello sviluppo e delle vendite dei suoi prodotti, Hugo Boss aveva già lanciato un progetto intitolato ‘Mission 3D’ nel 2017”. L’obiettivo è quello di sviluppare l’80% delle proprie collezioni su base esclusivamente elettronica entro il 2022.

Con questa pre-fall 21 Boss Men’s Casualwear Collection – ha commentato Ingo Wilts, chief brand officer di Hugo Boss – siamo tra i primi nel settore moda a creare un universo digitale completo, che si estende dallo sviluppo della collezione agli ordini. Gli avatar svolgono il ruolo di modelli, con il lookbook digitale che segna un importante passo avanti nella nostra collaborazione con i partner.

Se la pandemia ha imposto un necessario cambiamento al modo di fare moda, dall'altro lato però questa necessità si è trasformata in opportunità. La maison tedesca infatti afferma che il digitale consente di acquisire

maggiore flessibilità lungo tutta la catena di creazione del valore, accorciando i tempi di go-to-market e fornendo risposte più rapide ai desideri dei consumatori.

Senza dimenticare il beneficio in termini di costi e maggior rispetto per l'ambiente. 

Piquadro: acquistare con una videochiamata

Piquadro, celebre marchio di pelletteria, si affida ad una start up italiana, Bandyer, che ha reso possibile fare una videochiamata con i Google Glass. Questa tecnologia è stata usata per la prima volta per le sfilate che si sono svolte a Milano, nel mese di lugio, per poter vedere in real time la presentazione della collezione Primavera-Estate di Piquadro. 

Conoscevamo Bandyer perché aveva sviluppato un’applicazione molto solida e sicura per la comunicazione audiovisiva adottata anche da importati istituzioni finanziarie e assicurative. Abbiamo chiesto di trasferire la loro tecnologia sul mondo occhiale perché ha vari vantaggi: è un accessorio molto stabile che una volta indossato riporta perfettamente il punto di osservazione umano con un effetto molto realistico, ha spiegato a Pambianconews il presidente e AD di Piquadro Marco Palmieri. Durante la prima ondata di emergenza sanitaria legata al Covid-19 le visite in showroom si sono interrotte, grazie ai ragazzi di Bandyer è stato possibile connetterci in modo molto semplice con i buyer in giro per il mondo. Basta inviare un link all’operatore che lo riceve su qualsiasi browser e si connette con i nostri Google Glass, è anche possibile condividere le immagini con più utenti, ha dichiarato il manager.

Grazie a Piquadro siano entrati in contatto con l’ambito fashion, una realtà finora a noi sconosciuta. Attraverso il nostro sistema di videocomunicazione è possibile fare vendite assistite anche a distanza con la massima semplicità. Indossando i Google Glasses il personale di vendita può mostrare i prodotti al cliente che è comodamente seduto sul divano di casa e spiegarne tutte le qualità e le funzioni, ha assicurato Filippo Rocca, CEO di Bandyer.

La videochiamata consente al cliente di Piquadro di poter vivere l'esperienza dell'acquisto come se fosse nel negozio. Al momento è possibile solo in pochi store del brand Piquadro. Il cliente è contattato dagli addetti vendita, che indossano i Google Glass, per permettere al cliente di poter vedere e vivere in realt time l'esposizione in negozio a 360°. In questo modo, il cliente, anche da remoto può  valutare i pellami, le dimensioni e i colori delle collezioni Piquadro.

Finora l’80% delle vendite fatte con i Google Glass si sono trasformate in acquisti e lo scontrino medio di queste vendite è stato del 30% più alto.

Dopo aver introdotto con successo la nuova modalità hi-tech nei canali B2B e B2C aggiungeremo anche l’online attraverso un’agenda digitale per fissare delle video vendita in diretta, ha anticipato Palmieri.

Ferragamo: creare la propria scarpa da remoto

Altro esempio di digitalizzazione nel mondo della moda la offre Salvatore Ferragamo che ha stretto un accordo con Microsoft per lo sviluppo in chiave phygital. Ferragamo non abbandona il fisico, ma lo integra con la tecnologia cloud su cui è appoggiata la piattaforma Augmented Store at Home del partner tecnologico Hevolus. Questa modalità arricchisce la customer experience e soddisfa le aspettative di clienti che sempre più spesso si rivolgono al web.

Grazie alle tecnologie di Cloud Computing e Mixed Reality di Microsoft – spiega il comunicato stampa - sulle quali è basata la piattaforma Augmented Store at Home di Hevolus, il brand offrirà ai propri clienti un innovativo servizio per la scelta e la personalizzazione della collezione di calzature maschili Tramezza, fruibile in store o online tramite un’experience immersiva e ad altissima risoluzione.

Attraverso la realtà digitale, il cliente del programma Tramezza Made-to-Order avraà modo di vedere sul proprio schermo il gemello digitale delle calzature, interagendo con questa fedelissima riproduzione in 3D per personalizzare i materiali, i colori, i dettagli e le finiture, dando vita alla propria Tramezza Made-to-Order. Al momento, si potranno scegliere cinque materiali e nove colori per quattro modelli di Tramezza (Baron, Barclay, Brighton, Ronald). Una combinazione che va ad arricchirsi con la scelta personalizzata della suola, del suo colore, della fibbia. La piattaforma consente, inoltre, di avviare sessioni condivise di interazione durante le quali un client advisor potrà entrare nella stanza virtuale dell’utente indossando il computer olografico HoloLens 2 di Microsoft o dal device di negozio, per supportarlo durante la scelta e la configurazione del modello più adatto alle proprie esigenze e nelle fasi di customizzazione.

Il progetto Tramezza-Future Of Craft si inserisce all’interno del nostro percorso di digital transformation volto a innovare costantemente il servizio ai nostri clienti e sta già offrendo significativi benefici in diversi ambiti: dall’ottimizzazione del customer journey in ottica omnicanale a una migliore gestione degli spazi negli store fisici, dalla semplificazione delle modalità di acquisto a un miglior servizio di assistenza, fino a un aumento dei tassi di conversione. Non vediamo l’ora di presentare il nuovo servizio ai nostri clienti in tutto il mondo, che incontreremo nei prossimi mesi tramite esclusivi eventi nei punti vendita di 24 città, da Milano a Londra e Parigi, da Tokyo a Hong Kong, fino a Città del Messico e San Paolo, ha commentato Micaela le Divelec Lemmi, CEO di Salvatore Ferragamo.

Insomma, prepariamoci ad una moda rivoluzionata che coniugherà tradizione, creatività ed innovazione.