Il pianeta grida aiuto! Ma lo fa ancora una volta per proteggere i suoi abitanti. Ogni anno, stima un rapporto delle Nazioni Unite, vengono scaricate in mare 13 milioni di tonnellate di plastica: come se giungesse un camion della spazzatura al minuto per versare nell'oceano tutta l'immondizia raccolta. Solo nel Mediterraneo finiscono ogni anno 570mila tonnellate di plastica, l'equivalente di 33.800 bottiglie di plastica al minuto.

L'impatto di così tanto inquinamento di plastica negli oceani è molto dannoso per la fauna marina, per il pianeta e per l'uomo con costi economici ingenti: ogni anno, prosegue il rapporto delle Nazioni Unite, si sprecano oltre 13 miliardi di dollari tra spese di bonifica e perdite finanziarie nella pesca e in altri settori.

Così nascono agenzie, onlus e organizzazione che lavorano sia per proteggere gli oceani, ma anche per trovare soluzioni innovative a ripulire le acque dalla plastica. Fino ad arrivare a produrre occhiali con la plastica riciclata come fa Safilo e Mita.

Oceani: liberi dalla plastica

Come la The Ocean Cleanup che è un'organizzazione senza scopo di lucro che sviluppa tecnologie avanzate per liberare gli oceani dalla plastica. The Ocean Cleanup sta sviluppando un metodo di pulizia passivo, che utilizza le forze oceaniche naturali per ripulire rapidamente ed economicamente la plastica già negli oceani. Con una flotta completa di sistemi di pulizia nel Great Pacific Garbage Patch, questa organizzazione mira a ripulire il 50% della sua plastica ogni cinque anni. Ma la pastica arriva negli oceani trasportati dai fiumi. L'altro intervento che sta sviluppando la The Ocean Cleanup è quello di sorvergliare circa 1000 fiumi, per ripulirli della plastica prima che arrivi agli oceani. L'obiettivo è di impedire all'80% della plastica di entrare negli oceani.

Altro fronte su cui si lavora è quello del riciclo della plastica. Da una stima apparsa di recente sulla rivista Science Advances a oggi pare siano stati prodotti 8.300 milioni di tonnellate di materie plastiche vergini, mentre a partire dal 2015 sono stati generati circa 6.300 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, di cui appena il 9% circa è stato riciclato, il 12% incenerito e il 79% accumulato nelle discariche o disperso nell’ambiente. Riciclare dunque aiuta non solo a smaltire il rifiuto plastica ma anche ad usarla per la produzione di altri oggetti. Il tutto in un ottica di economia circolare. Su questa strada è nata l'iniziativa di Safilo di produrre occhiali con la plastica recuperata dagli oceani dalla The Ocean Cleanup.

Safilo: la plastica diventa glamour per gli occhiali 

Pulire gli oceani dalla plastica e non solo. Questo lo spirito con cui Safilo ha deciso in collaborazione con The Ocean Cleanup, un’organizzazione no-profit olandese nata con lo scopo di sviluppare tecnologie avanzate per la rimozione dei rifiuti plastici dagli oceani, di produrre degli occhiali da sole in plastica riciclata. La The Ocean Cleanup ripulisce i mari dalla plastica, e Safilo la trasforma in occhiali glamour.  La società veneta spiega in una nota, produce questi occhiali in iniettato con plastica proveniente dalla Great Pacific Garbage Patch grazie a un processo di upcycling innovativo in grado di riutilizzare plastiche eterogenee storicamente più difficili da riciclare, trasformandole in materiali sicuri e di alta qualità. 

Safilo: 24 campi da calcio per un occhiale 

L'operazione di riciclo della plastica proveniente dalla Great Pacific Garbage Patch consentirà di pulire un'area grande quanto 500.000 campi da calcio. Per la produzione di un occhiale saranno smaltiti l'equivalente di circa 24 campi da calcio colmi di plastica, La collezione di occhiali che sarà ad edizione limitata potrà essere acquistata sul sito di The Ocean Cleanup e il 100% dei profitti sarà reinvestito per proseguire la missione di clean-up.  

Sono veramente orgoglioso di questo progetto che abbiamo sviluppato insieme a The Ocean Cleanup, sottolinea l'ad di Safilo Angelo Trocchia. È stato per noi un onore diventare parte attiva in questa missione e poter contribuire a dare una seconda vita alla plastica raccolta dall’oceano. Il nostro team di designer ha lavorato duramente per coniugare al meglio la nostra lunga tradizione manifatturiera con l’innovazione tecnologica e di materiali con l’obiettivo di garantire un prodotto finale di alta qualità, distintivo e con un forte contenuto stilistico.

L'eyewear green: esperienze a confronto

Ma Safilo non è la prima realtà a coniugare moda con sostenibilità. Se stai pensando di cambiare i tuoi occhiali sappi che c’è una vasta scelta di occhiali realizzati in modo sostenibile e rispettando l’ambiente da aziende che prediligono materiali riciclati o completamente naturali. In più, donano una parte del ricavato ad associazioni che offrono cure e prevenzioni nei paesi in via di sviluppo. Ne sono un esempio Dizm Eyewear e Woodwear della California. Dizm Eyewear offre lenti che proteggono al 100% dai raggi UV e nello stesso tempo usa plastica a base vegetale chiamata BioSan, che è biodegradabile e riciclabile, abbandonando così il petrolio. 

Woodwear invece vende occhiali da sole fatti a mano con materiali sostenibili come il bambù, in grado di crescere otto volte più veloce del legno, resistere all’umidità ed essere durevole nel tempo.

L'azienda Proof Eyewear, dall’Idaho, invece sfrutta anche altri legni come quello del pero e dell'ebano. Ma la sua caratteristica è il riciclo dei legni degli skateboard che diventano i telai in legno dei nuovi occhiali. L'uso o meglio il ri-uso del legno degli skateboards è stata premiato con l'ottenimento da parte della società della certificazione ECO (Environmentally Conscious Optics) ovvero ‘ottica coscienziosa dell’ambiente’. Il tocco in più è dato dalle citazioni incise con il laser sulla parte interna di ogni astina.

Per gli occhiali made in Europe, c’è invece Waiting for the Sun, dalla celebre canzone del gruppo The Doors, fondata da due giovani con il sogno di realizzare occhiali in legno a un prezzo accessibile a tutti (sotto i 140€). Ci sono riusciti e la loro collezione oggi vanta pezzi realizzati in bambù e legno di quercia.

Occhiali Mita: plastica per gli occhiali

Mita è un nuovo brand green che propone una collezione di montature da vista e occhiali da sole fatte totalmente con materiale ricavato da bottiglie di plastica Pet raccolte in mare e allumino riciclato. Mita è la fusione di Miami e Italia, ed i suoi fondatori sono stati Fabio Ferracane e Nora Cabrera.

Dopo oltre vent’anni di esperienza internazionale nel settore dell’eyewear io e Nora Cabrera abbiamo costituito Vision of Tomorrow che realizza anche produzioni per conto terzi. A quel punto abbiamo pensato che anche noi potevamo approcciarci direttamente sul mercato con un nostro marchio, ma volevamo che fosse ecologicamente sostenibile perché ci è sembrato d’obbligo che anche il nostro settore si adegui il più velocemente possibile all’orientamento di molte multinazionali globali, spiega a Wisesociety Fabio Ferracane.

5 bottiglie di plastica: 1 occhiale

La realizzazione di una montatura in plastica riciclata prevede l’utilizzo di 5 bottiglie in plastica PET. E non è tutto.

La maggior parte delle bottiglie utilizzate per le montature viene recuperato dal mare, aggiunge Ferracane. Il fornitore è un’azienda all’avanguardia in materia di sviluppo e ricerca di materiale eyewear e collabora anche con associazioni ambientaliste con l’obiettivo di supportare una politica di “green eyewear”. Anche i modelli in metallo sono realizzati con alluminio riciclato perché abbiamo cercato di creare un prodotto in grado di far dialogare moda e sostenibilità.

Il costo di produzione è superiore rispetto al classico processo produttivo in acetato iniettato perché il numero di passaggi produttivi è maggiore e differente: basti pensare alla raccolta delle bottiglie, al lavaggio, al processo di distruzione e creazione del nuovo materiale.

Questo, però, non significa che gli occhiali, prodotti in Cina da aziende di alto livello e certificate, avranno un prezzo inaccessibile, anche in Europa il range sarà parametrato a quello americano che va di 95 ai 135 dollari in modo da poter essere alla portata di un ampio target di consumatori, continua Ferracane.

 

Se vuoi proteggere l'ambiente ma anche te stesso, e vuoi contribuire alla sostenibilità non ti resta che acquistare i tuoi prossimi occhiali completamente green. Ti ringrazieranno gli oceani, le generazioni future ma anche il tuo portafoglio, perchè potrai vantare di avere comunque un occhiale glamour ma rispettoso dell'ambiente. E chissà che il settore eyewear non si trasformerà tutto puntando al green ed assisteremo in un prossimo futuro ad occhiali dei brand iconici fatti con bambu, plastica e alluminio riciclato, offrendo non solo prodotti sostenibili ma anche di alta qualità. Perchè si sa, il riciclo richiede processi più sofisticati e quindi qualitativamente dagli standard più alti.