Curata da Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria l'esposizione fa parte del progetto Espressioni, un ciclo di opere storiche provenienti da collezioni italiane che saranno presentate in concomitanza con i lavori di Anne Imhof.

Le date della mostra sono attualmente fissate per il 25 e 26 settembre 2021 e la grande performance dell'artista vinvitrice del Leone d'oro alla Biennale di Venezia del 2017, si svilupperà in una sorta di continuum all'esposizione del Narciso di Caravaggio (1597-1599) proveniente dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica.

Come parte integrante della mostra, ci sarà una performance di chiusura a Roma il 2 ottobre 2021, che si terrà compatibilmente con i provvedimenti in merito all'emergenza sanitaria, ovvero se le circostanze relative alla salute pubblica permetteranno la realizzazione delle performance in totale sicurezza.

Anne Imhof. Sex

La personale di Anne Imhof insieme all'ultimo capitolo di Sex, una serie performativa non statica, in continua evoluzione e trasformazione, che è stata presentata per la prima volta nel 2019 alla Tate Modern di Londra e all'Art Institute di Chicago, era stata fissata per il 5 novembre 2020, ma apre adesso al pubblico e chiuderà il 7 novembre 2021.

Include opere inedite, dipinti, disegni, sculture e un'installazione sonora, oltre ad incorporare alcune opere d'arte storiche appartenenti alla collettiva Espressioni e si sviluppa lungo un muro in vetro e acciaio che percorre i quasi 150 metri di Manica Lunga del Castello.

Anne Imhof è un'artista affermata e riconosciuta a livello internazionale come una delle personalità creative più dirompenti e innovative della sua generazione, al contempo passionale e glaciale, con un'estetica visuale che combina diversi stili e voci, suggerendo un'interpretazione critica del mondo contemporaneo partendo da considerazioni storiche, politiche e sociali del passato.

Arti visive, danza, musica, teatro, letteratura, Imhof è in grado di utilizzare una varietà di media perfettamente combinati per rappresentare universi distopici, generare forza e consapevolezza, sensazioni di ansia e inquietudine, indagando i limiti umani e le trappole costituite da gabbie materiali e morali, tecnologiche, politiche, farmaceutiche, storiche e sociali.  

Attraverso i suoi lavori multidisciplinari e multimediali, l'artista offre una molteplicità di espressioni e considerazioni visionarie sul mondo presente e futuro, sempre più digitalizzato.

Esplora le varie forme di narcisismo personale e collettivo e il loro evolversi grazie ai nuovi sistemi di media e comunicazione e l'utilizzo sfrenato dei social network.

Alienazione, distacco dalla realtà e dagli affetti reali, ansia per il futuro e senso di inadeguatezza, sono alcuni dei temi centrali sui quali l'artista si concentra nel suo percorso di esplorazione di nuovi costumi, usi e abusi dettati dalla diffusione dei canali social.

La sua ricerca mette in rilievo le nuove fisicità e i volti della nostra generazione; spesso insiste sul contrasto tra la bellezza dei protagonisti, simbolo di giovinezza, libertà, ingenuità e le loro azioni invece rabbiose, sgradevoli alla vista, apparentemente senza senso, nel tentativo di indagare le contraddizioni del mondo contemporaneo, per suggerire allo spettatore uno spettro di riflessioni essenziali alla comprensione tanto dell'opera, quanto del sistema in cui viviamo.

"L’idea della posa nel mio lavoro è cruciale, intesa come il modo di stare nell’opera in quanto performer: come essere e come muoversi prima di essere raggiunti dallo sguardo degli altri, prima di poter essere catturati e bloccati da un’identificazione"

ha spiegato l'artista in occasione di un sopralluogo al Castello di Rivoli per riadattare la performance.

L'assembramento sociale è il principale materiale che compone l'universo immaginario e le azioni performative di Imhof, ecco perchè sono stati numerosi i sopralluoghi dell'artista al Castello di Rivoli per riadattare e riconfigurare completamente la performance, sulla base delle norme sanitarie vigenti.

La mostra costituisce quindi il primo esperimento di Imhof di guesto genere e ha l'obiettivo di manifestare le contraddizioni di un narcisismo sempre più diffuso e la devastante solitudine di massa che caratterizza questa nuova era

La mostra lungo la Manica Lunga del Castello di Rivoli

Sex comprende opere pittoriche di grandi dimensioni, in particolare ritratti femminili serigrafati realizzati in ripetizione, lontani dai classici canoni estetici della moda, una serie di immagini di esplosioni nucleari (Sunset, 2019) e una serie di immagini trafitte da ampi graffi e abrasioni (Untitled, 2017-2019).

Presenti inoltre numerosi disegni inediti realizzati dall'artista nel 2020 nel periodo di lockdown a Berlino, dai quali emerge l'attenzione nei confonti del linguaggio del corpo e dello spazio, insieme alla continua tensione nei confronti dell'immagine stessa e la sua possibile distruzione.

L'elemento scultoreo centrale in Sex è un'installazione composta da un lungo muro di vetro e acciaio, un'opera architettonica e scultorea che Imhof mette in scena per definire lo spazio in modo ambivalente; da una parte rievoca le barriere e le transenne posizionate per gestire e allontanare le folle, dall'altra la composizione in vetro ne nega di fatto la funzione, proponendosi come una struttura attraversabile, trasparente.

L'installazione attraversa l'intero spazio espositivo dividendolo in due corridoi simmetrici nei quali sono allestite opere secondo i concetti di specchio e doppio.

Il Narciso di Cravaggio e capolavori storici di collezioni italiane

Sex si focalizza intorno ad un nucleo di opere storiche provenienti da importanti collezioni italiane che contribuiscono ad approfondire alcune delle tematiche trattate dall'artista.

In particolare il Narciso di Caravaggio, che suggerisce una riflessione contemporanea su immagine e identità e sul desiderio esibizionistico che caratterizza il ritratto di sé attraverso le tecnologie digitali.

Altre opere in mostra che fanno parte della collettiva Espressioni includono il San Lorenzo (c. 1640-1649) di Jusepe de Ribera dalla Collezione Cerruti, Scena Allegorica (c. 1521-1522) di Dosso Dossi, della Fondazione Giorgio Cini, Venezia, le opere La Maddalena penitente (c. 1645) del pittore barocco Andrea Vaccaro e Sansone e Dalila (c. 1630-1638) di Artemisia Gentileschi, concesse dalle Gallerie D'Italia, Napoli.

Sex. Estetica del performativo

Un contributo fondamentale per lo sviluppo estetico e concettuale della performance Sex è stato dato da Eliza Douglas e Billy Bultheel, che insieme hanno composto le tracce sonore che in sottofondo combinano musica classica e techno, punk rock, elettro, grunge, in una molteplicità di riferimenti che scorrono secondo logiche indipendenti dalle tendenze esterne.

Sex è caotica e i look dei performer mescolano normcore e sportswear, vintage e grunge e gli oggetti disseminati sulla scena sono ruvidi e romantici, accendini, fruste, carte, candele, rose rosse, bottiglie.

Le caratteristiche fisiche del gruppo di artisti, collaboratori di Imhof dal 2012 contribuiscono alla visione finale dell'opera in tutte le sue forme; lo stile androgino e delicato, le voci incredibili, la bellezza di corpi e volti che sfidano i limiti dell'eteronormatività, insieme alle coreografie e le dinamiche di scena, hanno permesso ai critici di conferire una connotazione queer ai lavori dell'artista.

Imhof racconta due aspetti importanti che influenzano le sue creazioni, uno è il fatto di realizzare un lavoro essendo una persona queer che rappresenta quindi la crescita di un'artista queer. Dall'altro c'è il senso di instabilità, 

"l’idea di non lasciarsi mai afferrare completamente, e abbandonare o cambiare la propria posizione molte volte, lasciare una specie di vuoto che non permette un’identificazione stabile"

ovvero il modo che un performer ha di stare all'interno dell'opera, così come nella vita, che sfugge all'essere bloccati dentro un'identificazione affibbiata dal giudizio e dallo sguardo degli altri.  

Faust, Leone d'Oro alla Biennale di Venezia nel 2017

Nel 2017 Anne Imhof ha rappresentato la Germania alla 57. Mostra Internazionale d'Arte di Venezia, vincendo il premio Leone d'Oro grazie alla sua spettacolare quanto lirica performance Faust che ha destabilizzato, incandandolo, il pubblico della Biennale.

Il Padiglione Germania è stato scenario di una durational performance molto intensa, durata diverse ore, che ha lasciato i visitatori immersi in uno stato di profonda inquietudine.

Gli spazi espositivi e le scenografie di Faust erano di un realismo brutale, i performer che si muovevano e cantavano tra vetri e acciaio estremamente drammatici, l'atmosfera rigorosa e distopica, il vapore elettronico soffocante, l'insieme di corpi, suoni e immagini generava ansia e suggestioni in merito al sistema asettico del mondo contemporaneo.

Una performance incredibile che ha conquistato i visitatori così come gli addetti ai lavori, che ha portato Anne Imhof e la sua opera ideata per il Padiglione tedesco in Laguna, ad essere premiata con il Leone d'Oro.

Faust diventa un album 

Nel 2019 è uscito Faust, un album che contiene 18 tracce per un totale di un'ora e mezza di colonna sonora, che Imhof ha estratto proprio dalla performance per realizzare il disco.

Le musiche sono state composte da musicisti e performer che da anni fanno parte del team di lavoro dell'artista, tra cui la compagna Eliza Douglas, Billy Bultheel e Franziska Aigner.

Nell'album sono presenti registrazioni fatte dal vivo della performance a Venezia con l'aggiunta di nuovi arrangiamenti, voci, cigolii, strilli, lamenti profondi, suoni e rumori ambientali e industriali si fondono a musica classica, elettronica, shoegaze, punk rock.

L'opera discografica è disponibile in vinile, CD e su Spotify, contiene immagini dei performer e estratti della performance, co-pubblicato da Entopia etichetta discografica, Padiglione Germania e Galerie Buchholz.

Arte e moda: Anne Imhof per Burberry SS 2021

Soggetto centrale in Sex, così come in Faust, è Eliza Douglas, compagna di lunga data di Anne Imhof, performer, pittrice, musicista e musa-modella di Demna Gvasalia, direttore creativo di Balenciaga.

Protagonista dell'avvicinamento di Imhof al linguaggio visivo della moda, è incentrato intorno alla figura di Douglas il videoclip realizzato in collaborazione con Riccardo Tisci per Burberry.

Nel video Douglas suona e canta immersa in un paesaggio naturale tipicamente british, a preannunciare la connessione tra uomo e natura al centro della collezione Burberry spring summer 2021, cui processo creativo si sviluppa intorno ad una sfilata in una foresta in un mix tra moda e performance, orchestrata da Imhof, Douglas e Riccardo Tisci.

Torna a casa, Narciso

La mostra-performance Sex si inserisce nel contesto di una politica culturale condivisa dal Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea e dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica che promuove l'atto performativo come parte integrante delle mostre espositive.

Una concezione dell'arte sempre più fluida e inclusiva di molteplici discipline e strumenti multimediali.

Inoltre, in occasione della restituzione del Narciso di Caravaggio a Palazzo Barberini di Roma, Anne Imhof presenterà un tributo all'opera stessa, attraverso House of Narcissus, una sua performance inedita.

Nell’immaginario dell’artista, il ritorno a Roma del Narciso coincide con il ritorno alla propria casa.