Come ogni regno che si rispetti, anche quello della moda ha il suo imperatoreValentino, stilista di fama internazionale e creatore di abiti e accessori di lusso indimenticabili, rimane tutt’oggi una figura di spicco nel settore del fashion che ha saputo fare dello stile una virtù.

Un uomo e una leggenda che, negli anni, ha costruito un patrimonio ben sopra i sei zeri.

Valentino: a quanto ammonta il suo patrimonio?

A 90 anni compiuti, Valentino rimane lo stilista visionario più ricco e famoso di tutta la storia dell’haute couture. Fondatore dell’omonima casa che ha visto sfornare abiti iconici sin dal 1957, è diventato una vera leggenda nel settore della moda tanto da surclassare i grandi come Dior, Vera Wang, Calvin Klein e Pierre Cardin.

Il suo stile essenziale, elegante e fortemente legato al colore rosso (il cui significato diventa ancor più profondo) ha quel qualcosa in più che gli altri non riescono ancora a comprendere ma che, negli anni, gli ha permesso di guadagnare cifre astronomiche.

La passione che lega lo stilista alla sua arte è il segreto che sta alla base di tanta gloria e notorietà anche nei mesi successivi alla cessione dell’attività alla holding di Gianni Agnelli, nel 1998.

Il suo spirito inarrestabile e l’inesauribile voglia di mettersi in gioco, gli consentono di continuare a creare capi di grande qualità e bellezza per i personaggi più influenti del mondo dello spettacolo, e non solo.

Nel 2007, in occasione del 45° anniversario della maison, Valentino comunica il suo addio al lavoro che gli ha sempre fruttato un bel guadagno e tantissima soddisfazione, ma ancora non abbandona del tutto il palco delle sfilate. Gli applausi e le interviste dietro alle quinte lo rendono orgoglioso del suo operato e il via vai frenetico delle modelle, delle truccatrici e di tutte le figure che si occupano del cambio d’abiti è una quotidianità difficile da abbandonare. Il momento che lo vede sotto i riflettori è quello che preferisce di più non solo perché lo ripaga di tutta la fatica fatta, bensì perché lo fa entrare a contatto con il pubblico, il destinatario di tutte le sue creazioni.

Ad ogni sfilata e ad ogni vendita privata, il portafoglio di Valentino sale a dismisura e le cifre oltre i 6 zeri non sono per niente difficili da raggiungere.

Secondo alcune fonti recenti, il patrimonio netto dello stilista ammonterebbe a 1,5 miliardi di dollari, divisi fra investimenti, proprietà residenziali e mezzi di trasporto come superyacht e jet privati. Un bel gruzzolo per un uomo che nulla ha più da fare se non godersi la meritata pensione. Del resto, lo stile di vita ai limiti del possibile è un segno ormai distintivo dello stilista, conosciuto fra i suoi colleghi per essere il re dell’high living. Basti pensare che nell’epoca del terrorismo a Roma, quando le Brigate Rosse rapivano le persone, lui girava tranquillo nella sua Mercedes blindata.

Il colore scelto per la carrozzeria fu il rosso, ovviamente. Una tonalità che gli apparteneva ma che poteva anche causargli qualche guaio, del quale non si è mai preoccupato più di tanto.

Valentino: perché il suo stile è così famoso?

A rendere Valentino un grande stilista non è stato solo l’approccio ad una moda essenziale ed elegante ma anche la scelta di creare abiti di una raffinatezza quasi mai semplice, in grado di adattarsi al corpo di chi la indossava senza mai privarlo d’attenzione.

Nelle collezioni, studiate per essere lussuose e accattivanti allo stesso tempo, il colore rosso predominava su tutti diventando una tonalità irrinunciabile per la maison.

Denominato “Rosso Valentino”, questa sfumatura  era un mix tra il rosso carminio, il porpora e il cadmio, tutti colori così vibranti, avvolgenti e brillanti da sembrare fatti unicamente di luce.

L’idea di creare questa variante nacque da una visione che lo stilista ebbe durante una sua vacanza in Spagna, quand’era poco più che un adolescente. In quel momento si trovava davanti al Teatro dell’Opera di Barcellona e in mezzo alla folla, il suo sguardo era stato rapito da una signora del posto che indossava un abito in velluto rosso, acceso e solenne.

Questo ricordo divenne il suo tesoro più prezioso e il suo portafortuna nella carriera lavorativa che lo attese di lì a poco.

Per Valentino, il colore rosso era l’unica tonalità che poteva stare bene su ogni donna poiché in grado di conferirle energia, passione e amore ma non solo.

L’eleganza delle collezioni unite all’abbinamento di un pigmento così forte, erano la narrazione delle ambizioni dell’umanità finalmente risvegliate dal torpore del bianco e del nero.

Il rosso è un colore che non si può ignorare, simbolo di un classicismo estetico che parla di antiche divinità e creature mitologiche e di un passato immenso che la casa di moda romana ha voluto riportare in vita nei propri abiti. In un vestito di seta, in una gonna plissettata o in un cappello da cerimonia, poco importa. L’importante è che il colore potesse liberarsi in tutta la sua maestosità e parlare di sé.

Fuori dalla passerella, il rosso Valentino incontra il conflitto interiore di Jackie Kennedy (una donna votata alla storia) e negli anni ’70 si condensa in una boccetta di profumo che sembra inglobare l’aroma del colore stesso, come se una tonalità potesse odorare di note fruttate, oli floreali e nocciolo.

Questa sfumatura pura che mai si lascia condizionare dall’incarnato di chi la indossa, diventa l’emblema di Valentino e di tutte le sue realizzazioni di alta moda, dagli abiti agli accessori pret-à-porter. Il suo stile, negli anni, si può individuare soltanto così, tra un drappeggio e un bel tocco di rosso acceso.

Valentino: quali sono gli abiti più iconici?

Nelle boutique più lussuose vi sarà sicuramente capitato di imbattervi in una delle numerose creazioni di Valentino e di trasalire non poco guardano il prezzo contenuto nell’etichetta.

Eppure, se da un lato vorremmo scappare via e non arrossire, dall’altro ci chiediamo come sarebbe indossare un capo che potrebbe essere stato uno dei più iconici mai creati dallo stilista.

Nella storia che lo condusse al successo, moltissimi abiti vennero realizzati per personaggi di spicco come Sophia Loren, Jackie Onassis, Liz Taylor, la principessa Margaret e la regina di Giordania e rimangono tutt’oggi sbalorditivi.

Uno dei più memorabili fu quello indossato da Jackie Kennedy nel 1967, un tubino monospalla verde tenue indossato durante una visita ufficiale in Cambogia.

Un altro ancora fu l’abito vintage nero con rifiniture bianche indossato da Julia Roberts la notte degli Oscar del 2001.

Quattro anni più tardi, alla presentazione dell’ultima collezione di haute couture, il vestito da sposa nero con gonna plissettata e dettagli preziosi nel corpetto della modella Naomi Campbell lasciò a bocca aperta tutto il pubblico.

L’abito nero indossato da Claudia Schiffer sulla Scalinata di Trinità dei Monti di piazza di Spagna divenne oggetto di esposizione, poiché ancora caratterizzato dalla fettuccia contenente le indicazioni di riconoscimento del capo e il nome della modella.

Di diversa fattura ma ugualmente eleganti e sontuosi anche gli abiti rosso Valentino di Scarlett Johansson (aderente e scollato da far paura) e del personaggio di Violetta, indossato nell’opera teatrale “La Traviata” di Sofia Coppola.

Gli abiti da sposa indossati da Nicky Hilton e Marica Pellegrini (moglie di Eros Ramazzotti) indicano come eleganza e stravaganza possano coesistere anche in occasioni speciali come queste. Il tulle e il pizzo animano il corpetto mentre la gonna rimane sempre ampia con uno strascico principesco.

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Valentino: come cambiano le collezioni del futuro?

Il rosso Valentino diventa il rosa Valentino, un nuovo colore creato dall’attuale creativo della maison Pier Paolo Piccioli.

Dopo il total white, il nero profondo e il rosso acceso, sembra che il rosa vibrante non riesca proprio a fare a meno di invadere la passerella, palesandosi sui tailleur, nelle gonne e nei tout-pièce indossati dalle modelle.

Questa tonalità tutta nuova è stata creata in collaborazione con Pantone, seguendo gli stessi passi creativi e le scelte radicali dello stilista Valentino per massimizzare le possibilità espressive degli outfit.

Il successo di questo colore è esploso al Met Gala 2022 (indossato da Zendaya ed altri grandi artisti) e al Festival di Coachella dove, tra premiére e tour artisti come Laura Pausini, Dua Lipa, Gigi Hadid, Ariana Grande e Maluma hanno privilegiato abiti di questo colore per risaltare fra tutti i presenti.

Una celebrazione che ha interessato anche il genere maschile, palesandosi in completi formali con mantello decorato, abiti street con sneaker incluse per arrivare fino agli abiti più romantici da red carpet.

La collezione FW 22-23 di Valentino, presentata nel corso della Fashion Week al Carreau du Temple di Parigi è stata il momento celebrativo più importante di questo colore acceso ed energico che mira ad esaltare l’individualità e valorizzare il corpo e la personalità di chi sceglie di portarlo.

La monocromaticità non spaventa, dunque, ma concentra tutta l’attenzione del pubblico sulla silhouette, la texture, i decori e i dettagli quasi invisibili dei capi d’abbigliamento. I cappotti si indossano come abiti grazie ad una spessa cintura che segna il punto vita. I blazer oversize lasciati aperti fanno intravedere un top trasparente e pantaloni a gamba larga mentre i vestiti hanno orli cortissimi e le gonne sono molto ampie.

Tra gli elementi decorativi spuntano fiocchi, ricami, pizzi, petali e ruches. Per quanto riguarda le scarpe Valentino, tornano di moda le décolleté in vernice con plateau gigantesco e le borsette sono di medie-piccole dimensioni, sempre rosa e sempre arricchite da sottili tracolle a catena.

Uno stile avanguardista, particolare e decisamente eccessivo che può essere indossato da chiunque senta la necessità di apparire o da chiunque senti il bisogno di evadere dalla normalità e dalla piattezza.

Un obiettivo che il rosa, esattamente come il rosso, appartiene alla vision di Valentino sin dall’alba dei tempi e gli fa guadagnare bene anche senza costare un’esagerazione.