L'affiliate marketing è conosciuto in Italia come affiliazione ed è divenuto particolarmente popolare grazie all'avvento delle pubblicità sui social network. Quando vediamo una storia di Instagram contrassegnata da "*AFF" o direttamente "affiliate", siamo in presenza di un articolo sponsorizzato tramite affiliazione.

Non soltanto, in realtà. In effetti, molto spesso quando acquistiamo da colossi come Amazon, Zalando o Booking siamo in presenza dello stesso tipo di strumento.

Il meccanismo è assai efficace per la promozione di beni e servizi e, nonostante sia un settore che negli ultimi 2 anni ha vissuto una rapidissima espansione, è ancora relativamente poco utilizzato dalle PMI.

Come vedremo tra poco, consiste in un'evoluzione di una più classica campagna di pubblicità digitale.

Grazie a questo strumento di marketing, le aziende sono in grado di "raggiungere una quota di mercato maggiore, grazie agli affiliati che decidono di proporre i prodotti in cambio di un guadagno", riporta SkyTG24.

In questo articolo, cerchiamo di approfondire quali meccanismi stanno dietro all'affiliazione, come poter iniziare a lavorare e soprattutto guadagnare, e, infine, quali sono i migliori programmi di affiliazione cui iscriversi.

Che cosa si intende per Affiliate Marketing?

Se riprendiamo la definizione di Wikipedia, con quest'espressione, si intende un accordo commerciale tra due parti: da un lato abbiamo un advertiser, e dall'altro un affiliato che dispone di uno o più canali di comunicazione utili a promuovere il prodotto.

Per canale di comunicazione, si intende proprio qualsiasi tipo di canale: da un sito web, ad un blog, ad una pagina sui social network. Insomma, tutto ciò che può fungere da cassa di risonanza per un determinato bene o servizio.

Siamo quindi davanti ad una sorta di alleanza tra brand e la piattaforma promotrice: lo scopo che si intende raggiungere non riguarda soltanto un aumento di visibilità, ma riguarda soprattutto un aumento di vendite dirette, ovvero di quelle che il venditore affiliato riesce ad ottenere dalla propria community.

Si pensi che sono tanto grandi i vantaggi che negli Stati Uniti l’81% dei brand e l’84% degli affiliati ha sfruttato il potere di questa forma di pubblicità digitale.

Pensare però che sia tutto qui, che basti semplicemente promuovere un prodotto altrui su un proprio canale, in realtà, nel corso dell'articolo, vi faremo intendere che non è proprio così.

Sono infatti necessari molti studi preliminari e un grande investimento iniziale, affinché la strategia di marketing possa effettivamente funzionare.

Vediamo quindi come è strutturata una strategia di affiliate marketing osservando gli attori in campo.

I protagonisti di una campagna di affiliate marketing

In realtà, ne abbiamo già osservati due. Dovremo analizzarne però un terzo.

  • Innanzitutto, abbiamo l'advertiser o retailer.

Si tratta di quel brand che ha necessità di allargare il suo pubblico. Solitamente si tratta di un ecommerce che ha necessità di un aumento della lead generation e di aumentare le proprie vendite.

  • In secondo luogo, abbiamo il promotore (affiliato o publisher).

Si tratta di quell'azienda che promuoverà i prodotti o i servizi dell'azienda advertiser per suo conto. Potrebbe trattarsi di un sito web, di un blog, ma anche di un influencer o di un canale YouTube.

Il vantaggio per il promotore è rappresentato da una commissione sulle vendite che generalmente non è troppo alta. Si parla di una percentuale che va dal 5 al 15 per cento, anche se normalmente si attesta intorno al 6/7 per cento.

  • Il terzo attore in campo è la piattaforma.

Una piattaforma favorisce l'incontro tra le richieste di sponsorizzazione dei prodotti e la domanda dei potenziali publisher. All'interno di queste piattaforme, quindi, si forma quello che è in gergo definito come "affiliate network".

All'interno di questa piattaforma si seguiranno alcuni passaggi. Il brand accetta l'inserzionista e si concorderanno dei contenuti ad hoc per promuovere i prodotti o servizi.

Le vendite che seguiranno alla sponsorizzazione saranno contraddistinte da un codice che permetterà di tener traccia dell'ammontare del fatturato, ma anche dei click e delle semplici visualizzazioni.

Sarà poi compito della piattaforma quello di gestire tutti i pagamenti e di fornire i report.

Secondo il “Global Affiliate Marketing Platform Market Growth 2021-2026” sembra che tali piattaforme siano destinate ad aumentare di numero, ma anche di business generato. Si stima infatti che nel 2026 si possa raggiungere un business di ben 17,2 miliardi di dollari.

L'importanza del target in una strategia di affiliazione

Ci sono diversi passaggi da seguire per fare in modo che una strategia di questo tipo abbia successo.

La prima cosa da fare, però, è senza dubbio quella di partire dalla nicchia di mercato cui si vuole mirare. Più la nicchia sarà ben identificata e ristretta, e meglio sarà. Si potrebbe pensare che sia un controsenso ma, in realtà, ampliare troppo il proprio target significa non riuscire a mirare a nessuno.

Quanto più si riesce a restringere il gruppo di persone e più ci sarà probabilità che la propria strategia abbia successo. Bisogna conoscerne interessi, bisogni, necessità e stile di comunicazione.

Sarà essenziale per il brand nel momento in cui cerca un publisher, ma sarà essenziale anche per il publisher stesso che deve trovare il modo più corretto per comunicare.

Si tenga però presente, e ci riferiamo a chi vuole iniziare un business online basato sull'affiliazione, che non tutte le nicchie sono adatte a questo tipo di business. Si deve trovare una nicchia che sia profittevole, dove ci sia un numero sufficientemente ampio di persone che siano potenzialmente interessate a fare un acquisto.

Un modo per capirlo è quello di verificare i volumi di ricerca delle parole chiave correlate al business. Se sono troppo bassi, forse non è la nicchia giusta da cui partire.

I 5 vantaggi dell'affiliate marketing (per l'advertiser)

Questo strumento di marketing sicuramente costituisce un grande vantaggio da ambo le parti, sia per chi è advertiser sia per chi è publisher.

Per un advertiser, in particolare, i vantaggi sono plurimi.

  • Innanzitutto un aumento delle vendite;
  • Aumento del traffico al proprio sito web;
  • Il pagamento delle commissioni solo in base al numero di vendite effettivamente portate a termine;
  • La possibilità di accedere ad un pubblico più ampio (vantaggio in acquisizione di lead e clienti);
  • Aumento della brand reputation grazie al lavoro degli affiliati.

D'altra parte, però, possono anche conseguire degli spiacevoli vantaggi se non si riesce a costruire una strategia mirata.

Se ad esempio non si scremano i publisher e si concederà a chiunque di pubblicizzare i propri prodotti, senza un'analisi preliminare della nicchia del publisher, le vendite potrebbero non aumentare per nulla.

Per quanto il publisher produca contenuti di valore legati a quel brand, l'utente avverte subito se questa sponsorizzazione è fatta senza solide motivazioni.

Quali sono i migliori programmi di affiliazione?

Come detto, il mercato delle affiliazioni è in costante crescita. Volete dei numeri?

  • Amazon ad oggi conta più di 900 mila associati;
  • ShareASale ne conta ad oggi circa 700 mila.

Cerchiamo dunque di capire quali siano i migliori programmi non soltanto in termini di fruibilità delle piattaforme, soprattutto per chi inizia, ma anche per quanto riguarda i guadagni.

Si tenga comunque presente che in linea generale le piattaforme non richiedono l'esclusività, ed è possibile iscriversi a più di un programma. Secondo il Forrester Report, la maggior parte dei brand lavora con 3 programmi (pochissimi scelgono di lavorare con uno soltanto, o con più di 3).

Ecco le principali piattaforme:

  • Amazon: chi inizia solitamente parte da qui, per guadagni che sfiorano il 10 per cento;
  • Ebay: l'offerta è maggiore ma le percentuali sono un po' più basse e si attestano intorno al 5 per cento;
  • Fiverr: è la piattaforma per freelance e professionisti che mettono a disposizione le loro competenze ad una tariffa decisamente concorrenziale;
  • Udemy: la piattaforma di corsi online è decisamente interessante per chi intende vendere corsi creati da altri. Le commissioni fanno anche gola, perché si attestano intorno al 30 per cento.

Nel settore dei viaggi e del turismo, abbiamo poi:

  • Booking: si riceve una percentuale della commissione trattenuta da Booking sulle vendite di viaggi;
  • Expedia: garantisce una piccola percentuale sulle vendite di servizi conseguita attraverso la sua piattaforma. Ogni servizio avrà una commissione differente.

Tra i colossi della moda ne abbiamo uno su tutti:

  • Zalando: il portale della vendita di capi di abbigliamento propone commissioni che in genere arrivano all'8 per cento.

Quanto si può guadagnare con affiliate marketing?

C'è un grandissimo legame tra affiliate marketing ed influencer marketing.

Ci si fermi a pensare per un instante all'influencer più famosa al mondo nel mondo della moda. Ella propone quotidianamente prodotti e servizi che non sono direttamente connessi con il suo brand.

Naturalmente non tutti gli affiliate marketers sono al livello di notorietà della Ferragni e dunque, anche in fatto di guadagni, le cifre sono ben diverse.

Oltre alle percentuali di cui abbiamo parlato a proposito di piattaforme di affiliazione, è interessante notare come una delle professioni emergenti sia quella dell'affiliate marketing manager.

Si tratta di una figura che coniuga alle soft skills, la conoscenza del mondo del marketing digitale e dell'influencer marketing. Andando avanti nel tempo, sarà sempre più probabile che debba essere una figura formata nell'ambito della lettura dei dati, il fondamento principale su cui si basa ogni strategia.

Attualmente è piuttosto complesso diventare Manager freelance, infatti solitamente si tratta di una figura inserita nell'organico di un'azienda. Di media, però, i guadagni si attestano su cifre interessanti. Dai 40 mila euro iniziali, si può infatti arrivare a circa 80 mila euro nel pieno della carriera. All'estero la professionalità è pagata ancora di più.