Come aprire un'attività digitale sul web? Una domanda che in molti si pongono, soprattutto dopo aver osservato il successo ottenuto da coloro che tramite la pubblicazione di contenuti sul web, sono riusciti a diventare figure di rilievo.

Non bisogna pensare ai soli influencer, pur avendo questi ultimi una certa notorietà a cui molti aspirano. Avviare un'attività online può anche voler dire creare e vendere contenuti online, investire in un negozio online in cui vendere le proprie creazioni, mettersi in proprio e fornire servizi o consulenze relative a uno specifico ambito, sviluppare un'app che offra un certo servizio. Le modalità attraverso cui diventare imprenditori grazie al digitale sono infinite. 

Creare qualcosa di proprio sul web è diventata un'aspirazione tale che anche Google si è attrezzato, utilizzando la propria piattaforma e-learning Google Garage per proporre un corso pensato proprio per chi desidera avviare un business online. Il corso si presenta così:

Avviare un'attività online:

Scopri come costruire una presenza digitale, vendere ai clienti online e proteggere la tua attività dagli hacker.

Esso si compone di sette moduli in cui vengono presentate le diverse possibilità di guadagno online, come pianificare il proprio business, come costruire la propria presenza online e farsi notare da potenziali clienti. In alcuni moduli il corso si focalizza sull'apertura di un e-commerce, che come vedremo è una delle modalità più diffuse grazie alla quale avviare un business digitale. 

Perché aprire un'attività online?

Creare un'attività online è ormai un progetto attraente per tre motivi:

  • Gli investimenti iniziali sono abbastanza bassi, rispetto all'aprire un'attività nel mondo fisico, con spese maggiori. 
  • Vi è la concreta possibilità di ottenere dei ritorni economici che permettano di raggiungere una certa stabilità economica. Naturalmente non è detto che questo accada per tutti e nel breve periodo, è necessario porre molta costanza, strategia e pazienza in ciò che si fa. 
  • Gestire un'attività online permette una maggiore autonomia rispetto a un lavoro tradizionale, ne abbiamo già parlato trattando i nuovi lavori digitali e i benefici di chi li svolge.

Chiarito quante soddisfazioni economiche e personali possa dare un proprio business online, vediamo nel concreto quali sono le strade a nostra disposizione per avviarne uno.

Basare un'attività online su prodotti tangibili o non?

Al giorno d'oggi è possibile vendere non solo prodotti tangibili come vestiti o oggetti ma anche intangibili. Questi ultimi sono per esempio conoscenze personali, abilità professionali e consulenze. Noi considereremo entrambi i casi.

Iniziamo coi prodotti tangibili, per esempio vestiti, oggetti per la casa o creazioni personali.

Chi possiede una propria attività come un negozio, può trasferire quest'ultimo anche sul web, aprendo un sito dedicato alla vendita online. In questo modo non solo si avvia un'attività online, gestibile in maniera più flessibile rispetto a quella fisica ma si amplia anche la possibilità di raggiungere potenziali clienti.

Un altro caso è quello di chi invece parte da zero, aprendo un negozio online senza averne già uno fisico.

Il commercio online è uno dei settori in forte espansione, conseguenza ovvia del covid-19 che ci ha abituato a un maggior utilizzo delle piattaforme virtuali per i nostri acquisti. Questo non significa che i ritorni economici saranno immediati, poiché la concorrenza è spietata e sarà necessario investire in strategie di marketing e studio continuo del mercato per emergere.

Questo obiettivo può essere raggiunto con due modalità: creare un vero e proprio e-commerce o utilizzare un marketplace tra quelli disponibili. Vediamo le differenze e i pro e contro di entrambi.

Aprire un proprio e-commerce da zero

In questo caso, gli investimenti iniziali saranno più alti, poiché si andrà a creare un sito da zero. Tra le spese principali abbiamo:

  • Acquisto di un dominio e hosting. Il primo è il nome del negozio mentre il secondo è lo spazio sul web che lo ospiterà. 

  • Organizzazione del sito web. Con organizzazione intendiamo il design, layout, la disposizione degli elementi e la loro programmazione e sviluppo.

  • Manutenzione del sito, controllo della velocità di quest'ultimo e risoluzione di eventuali problemi.

  • Sicurezza del sito, ormai fondamentale dato che su un e-commerce vengono scambiati dati relativi ai pagamenti, la cui sicurezza va tutelata

  • Strategie di marketing mirate a raggiungere potenziali clienti online. Analisi dei competitor, dei dati, delle abitudini di consumo.

Ciascuno di questi aspetti è in genere affidato a esperti, come programmatori, sviluppatori, esperti di sicurezza informatica, marketer, specialisti SEO. Di norma infatti è preferibile rivolgersi a un'agenzia che si occupi di tutto ciò, poiché fare tutto da soli diventerebbe abbastanza oneroso. 

A queste spese si aggiungono quelle burocratiche, che sono le stesse di un negozio fisico. 

Proprio per la complessità del progetto, che comunque può dare ritorni piuttosto elevati, molti preferiscono iniziare vendendo i propri prodotti tramite un marketplace.

Attività online tramite la vendita su un marketplace

In questo caso non vi è bisogno di sostenere costi per l'acquisto di un dominio o un sito hosting, poiché si andrà a creare un negozio online su una piattaforma già esistente, detta marketplace. 

Tra i principali abbiamo Amazon, Ebay, Etsy, Aliexpress, Alibaba. Inoltre, anche Instagram e Facebook hanno introdotto la funzionalità marketplace. 

Scegliendo questa strada sarà possibile gestire il tutto da soli, poiché basterà iscriversi alla piattaforma, sottoscrivere un abbonamento o semplicemente garantire delle commissioni in caso di vendita e iniziare a inserire i propri prodotti. 

Anche qui ci saranno costi burocratici da considerare, come l'apertura di una Partita IVA, l'assunzione di un commercialista e l'iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio.

Concludiamo con un esempio, quello di Bottega OH OH, un brand creato da Rita, un'artigiana che crea articoli in tessuto come custodie per e-book e libri, astucci, shopper, pochette, elastici e molto altro. Bottega OH OH ha un proprio negozio su Etsy, un sito web in cui far conoscere le creazioni offerte e una pagina Instagram

Avviare un'attività digitale basata sulle conoscenze

Consideriamo ora come si possa creare un'attività online basta perlopiù su prodotti intangibili, quali servizi e conoscenze.

Creare corsi e guide a pagamento in cui trattare un tema specifico che si conosce in maniera approfondita. Al giorno d'oggi si possono creare corsi su qualsiasi argomento: competenze digitali - giusto per rimanere in tema - o abilità più tradizionali come cucina, cucito, lingue, trucco. Se vi è qualcosa che conosciamo e sappiamo fare, possiamo insegnarla agli altri creando guide che possano trasmettere le nostre conoscenze. Queste guide possono essere create tramite e-book o videocorsi.

Nominiamo il caso di  Mary G. Baccaglini che ha creato corsi e masterclass riguardanti le relazioni amorose e il loro funzionamento. Il settore delle relazioni interpersonali sta difatti prendendo piede anche in Italia, seppur non in maniera così forte come in America, dove abbiamo i cosiddetti dating coach.

Tornando alla creazioni di corsi, questi ultimi possono essere organizzati in tempo reale, formando classi virtuali che si troveranno in determinati giorni, oppure registrati e  fruibili in streaming.

La domanda successiva è: dove posso creare un mio corso? Su piattaforme apposite, per esempio Udemy, dove gli utenti pagheranno per acquistare il corso. Un'alternativa può essere sfruttare i canali social, aprendo un canale youtube o inserire brevi video su Instagram, grazie ai quali è possibile ottenere notorietà. Mai sentito parlare di Norma's Teaching?

Mettersi in proprio e offrire servizi e consulenze può essere un altro grande passo in avanti per dar vita alla propria attività online. Anche in questo caso si investe su se stessi e sulle proprie competenze. Prima di farlo è necessario però che queste competenze siano ben approfondite. Non è possibile improvvisarsi esperti in qualcosa. Gli argomenti sono anche qui vari: esperto di copywriting, scrittura SEO, correzione bozze, editing di romanzi, sviluppatore di siti web, insegnante di musica, lingue. 

Avviare un'attività online diventando Influencer o Content Creator

Abbiamo nominato all'inizio la parola Influencer, probabilmente una delle professioni più discussa degli ultimi tempi, tant'è che alcuni faticano a considerarla tale. Vediamo una definizione di influencer, presa direttamente dalla Treccani:

Personaggio popolare in Rete, che ha la capacità di influenzare i comportamenti e le scelte di un determinato gruppo di utenti e, in particolare, di potenziali consumatori, e viene utilizzato nell’àmbito delle strategie di comunicazione e di marketing. 

Si tratta quindi di un personaggio noto e in un certo senso autorevole in una determinata nicchia, che in quanto tale viene coinvolto nelle strategie di marketing di brand noti.

Una figura che spesso coincide con quella dell'influencer ma che in realtà ha un background diverso è quella del Content Creator. Abbiamo già parlato di quest'ultimo nei paragrafi precedenti: chi crea corsi, guide, siti sta portando dei contenuti di valori in rete e va quindi riconosciuto come creatore di contenuti.

Un content creator è un professionista del digitale, che in quanto tale può lavorare in proprio o per conto di un'agenzia. Il suo lavoro è rendere viva la strategia del brand, comunicarla, usando il corretto tone of voice. Non è necessario avere un seguito ampio, ciò che conta è avere credibilità, saper comunicare, avere una buona base di cultura e conoscere ciò di cui si sta parlando.

Si possono creare contenuti scritti, tramite i post di un blog, oppure visivi, tramite Instagram/Youtube oppure ancora sfruttando la propria voce, con la creazione di podcast. Quest'ultimo trend è da tenere d'occhio, in quanto in continua crescita, come conferma Repubblica:

Il 2021 è in Italia l'anno dei podcast. Hanno successo, sono interessanti, divertenti, nuovi e curiosi, raccolgono un pubblico sempre più numeroso e vivace, mettendo insieme tecnologia e intrattenimento. I numeri parlano chiaro e la crescita segnalata da una recente ricerca Nielsen, il 4% su base annua, che ha portato il pubblico dei podcast a oltre 14 milioni di persone, permette ai produttori di vedere un futuro tinto di rosa. 

Che si usi Wordpress, Spotify o Instagram, la figura professionale del Content Creator garantisce un'attività online tra le più interessanti. Per spiegarne meglio le dinamiche, qui sotto un video di Federica Mutti, Brand Strategist e Youtube Content Creator. In 20 minuti, Federica Mutti risponde alle principali domande che spesso ruotano attorno a questa figura: come diventarlo, quanto guadagna e come farsi conoscere.