Al giorno d’oggi lavorare da casa è ormai una scelta sempre più comune per moltissimi italiani. 

Nonostante possiamo definirla a tutti gli effetti una moda, è giusto specificare che negli ultimi due anni lo è diventata a causa di una situazione che purtroppo tutti conosciamo bene. 

La pandemia di Covid-19 ha infatti impossibilitato la maggioranza dei lavoratori a recarsi sul proprio luogo di lavoro. Di conseguenza, l’unica maniera per portare avanti l’economia, è stato rivoluzionare completamente lo svolgimento di diverse professioni.

Ed ecco quindi che in men che non si dica ci siamo ritrovati di fronte a webcam, in videochiamate Zoom o Skype, abbiamo stravolto i nostri ritmi e modificato le nostre abitudini. 

Se per molte aziende questo cambiamento ha aperto le porte ad un nuovo modo di lavorare, risparmiando e contenendo i costi, per tante persone ha avuto un impatto psicologico non indifferente. 

Ma andiamo per ordine ed analizziamo ogni possibile sfaccettatura, positiva e negativa, dello smart working. 

Rivoluzione digitale e smart working 

Come abbiamo accennato poco fa, la pandemia tutt’ora in corso ha costretto il mondo del lavoro a adattarsi ad una nuova situazione. 

Tutto ciò ha portato ad una vera e propria rivoluzione non solo a livello lavorativo, ma anche sul piano delle tecnologie. 

Basti pensare che prima del Covid-19 le persone che sfruttavano il lavoro da casa in Italia erano solo 570 mila. Ad oggi sfiorano quasi la soglia dei 2 milioni! 

Possiamo quindi confermare che, purtroppo o per fortuna, la pandemia ha dato allo smart working una spinta incredibile. Parallelamente, le aziende fornitrici di servizi digitali hanno dovuto farsi trovare pronte ad un’ondata non indifferente di nuovi utenti.

C’è da dire che, a prescindere dalla pandemia, le imprese più famose e maggiormente digitalizzate sono sempre state in grado di gestire un cambiamento di questa portata. Hanno quindi provveduto a soddisfare tutte le richieste in totale sicurezza, mantenendo un ottimo livello di governance.

Ovviamente tutto questo ha garantito loro anche un notevole incremento del loro business. 

I vantaggi del lavoro da remoto

Spesso si tende a parlare dello smart working unicamente come qualcosa di negativo che ci tiene incollati ad uno schermo e ci estranea dalla realtà lavorativa come sempre la abbiamo conosciuta. 

Il lavoro da casa possiede sicuramente un’accezione sfavorevole, ma non si può negare che ha anche diverse caratteristiche positive e numerosi vantaggi sia per i lavoratori che per le aziende. 

Analizziamo per primi quelli che sono i maggiori benefici dal lato delle imprese.

Innanzitutto, il vantaggio più intuibile, è un notevole contenimento dei costi aziendali e una riduzione delle spese per eventuali viaggi e trasferte.

Nei costi aziendali rientra tutto ciò che è utile ed indispensabile al mantenimento della struttura, quindi dal pagare le bollette, alla manutenzione degli impianti idro-elettrici, ad eventuali interventi di revisione, ecc…  

Un altro vantaggio è la riduzione dell’assenteismo e una conseguente crescita produttiva. Questo perché lo smart working ha portato ad un amento delle ore lavorative, in quanto le persone trovandosi a casa tendono a stare al pc e rispondere alle mail anche dopo il termine del proprio turno. 

Se questi appena elencati erano gli aspetti positivi dal lato delle imprese, scopriamo ora quali sono invece i punti di forza per i lavoratori. 

Al primo posto abbiamo un netto miglioramento della conciliazione tra la vita familiare e lavorativa.

È stato infatti provato come lavorare da casa genera una diminuzione dello stress causato da diversi fattori, tra cui ad esempio il tempo dedicato al viaggio per recarsi sul luogo di lavoro, o più banalmente i conflitti che possono crearsi più facilmente in un ambiente comune con tante persone. 

Inoltre, lo smart working offre la possibilità di gestire con più autonomia i propri orari di lavoro, che quindi appaiono più flessibili e meno stancanti. A livello generale si può dire che viene assicurata una migliore organizzazione del tempo e della professione stessa. 

Per concludere questo paragrafo è utile ricordare anche altre conseguenze positive e vantaggiose del lavoro da casa, a cui forse non tutti pensano. 

Dando uno sguardo alla sostenibilità abbiamo un miglioramento anche per l’ambiente. Questo grazie alla riduzione di emissioni di gas inquinanti causati appunto da automobili e mezzi di trasporto, un netto calo del traffico cittadino e una riqualificazione degli spazi verdi.

I rischi di lavorare da casa

Come ben sappiamo, però, c’è sempre un rovescio della medaglia. Ed in questo caso si tratta di un rovescio del tutto negativo ed alquanto preoccupante

Abbiamo visto come lo smart working rappresenta un’alternativa con numerosi vantaggi e c’è da dire che, indubbiamente, l’idea di lavorare e guadagnare comodamente seduti sul divano di casa è parecchio allettante. 

Ci sono però dei veri e propri pericoli che si nascondono dietro lo smart working. Questi sono stati più volte esposti da diversi psicologi italiani

In particolare, da David Lazzari, presidente del CNOP: Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi

Parlando di ripresa lavorativa a seguito del lock down, Lazzari si è espresso in questi termini: 

“Lo smart working è un’opportunità ma può rappresentare anche un rischio per il benessere psicofisico. Infatti, si registrano sempre più spesso casi di burnout da parte di persone che a casa non riescono a gestire il flusso di lavoro, rimanendo così schiacciati dalle scadenze”. 

Viene quindi messo l’accento su un peggioramento psicologico e fisico causato da un cambiamento radicale degli schemi e delle abitudini lavorative. La pericolosità di tutto ciò, a detta di Lazzari, è determinata anche dal tempo passato di fronte ai dispositivi tecnologici. Infatti, specifica: 

“Non si stacca mai durante il giorno, ritrovandosi impegnati anche la sera e nel weekend (…). La tecnologia, tramite pc, device e telefono, irrompe ormai a qualsiasi ora nella vita degli individui, impedendo di vivere gli spazi affettivi, sociali e di riposo che sono invece fondamentali (…). Molte imprese stanno analizzando gli aspetti positivi dello smart working. In effetti il lavoro da casa offre alle aziende spazi notevoli di risparmio sui costi (…). Tuttavia, è bene che questi risparmi non comportino un peggioramento delle condizioni di lavoro delle persone, cui vanno sempre garantiti tempi e spazi certi di distacco dal flusso di attività ormai inarrestabile”. 

Possiamo, quindi, dedurre come sia fondamentale organizzare il lavoro affinché questo non diventi snervante ed insostenibile. Questo sia dal lato delle imprese, che dal lato dei lavoratori. 

Alcuni cambiamenti che possono migliorare l’impatto psicofisico dello smart working sono, ad esempio, evitare chiamate e videochiamate ad orari poco consoni come la tarda sera o la mattina troppo presto, oppure non assillare il lavoratore con troppe mail o registrazioni audio.

Insomma, semplicemente avere una maggiore cura e attenzione al benessere delle persone. 

Alcune idee lavoro: come guadagnare?

Ora che sappiamo quanto il lavoro da casa stia pian piano sostituendo quello in presenza, diamo uno sguardo a tutte quelle persone che sono pronte a sperimentarlo.

Non dobbiamo infatti dimenticare che se per molti lavoratori la pandemia ha portato allo smart working, purtroppo per tanti altri ha portato direttamente alla disoccupazione

Per tutti coloro che volessero rimettersi in gioco o sono in cerca di un lavoretto da casa per arrotondare lo stipendio, vediamo qui di seguito alcune idee.

Tra i primi posti troviamo l’insegnamento e le ripetizioni. D’altronde, pure le scuole hanno subito delle ripercussioni, quindi insieme ai lavoratori sono a casa anche i loro figli. Questi ultimi spesso e volentieri hanno bisogno di un piccolo aiuto con lo studio o con i compiti.

È possibile, infatti, iscriversi a diverse piattaforme online per proporsi come insegnante da remoto. E vi assicuro, potrebbe esserci una grande richiesta! 

Per chi fosse interessato, tra i siti che offrono questo servizio troviamo Classgap, SocialAcademy, Moodle o Preply.

Un’altra alternativa è il web copywriting: per tutti gli appassionati della scrittura ci sono numerose pagine web o piccole testate giornalistiche in cerca di nuove risorse. Si può scrivere e pubblicare i propri contenuti comodamente da casa e la retribuzione è garantita in base al lavoro prodotto, ad esempio tot articoli pubblicati. 

Ci sono poi tutti i campi di consulenza: finanziaria, psicologica, contabile… insomma a seconda della propria specializzazione professionale, è possibile offrire servizio di assistenza a tutti coloro che ne hanno bisogno. Ed anche in questo campo posso assicurare che la richiesta non manca, perché c’è sempre qualcuno in cerca di aiuto. 

Non dimentichiamoci poi di una tendenza molto in voga ultimamente: la vendita online. Questa attività può essere vissuta sia come un secondo lavoro che come un hobby, anche a seconda di quali intermediari decidiamo di utilizzare. 

Nella prospettiva di vendere prodotti come un secondo lavoro, un’idea sarebbe quella di affidarsi a piattaforme imponenti e conosciute, ad esempio Amazon o eBay. Altrimenti, per chi decidesse di sfruttare questa attività come un hobby, esistono tantissime applicazioni che offrono questo tipo di servizio. Tra le più scaricate ultimamente abbiamo Vinted e Wallapop

Infine, non possiamo non citare una delle strade maggiormente intraprese in questi anni, soprattutto dai più giovani: i social network. 

I creatori di contenuti sono in continua ascesa e, ad oggi, i social tra cui si può scegliere sono davvero tanti e molto diversificati. YouTube, ad esempio, oltre ad essere tra i più visualizzati, garantisce a chi raggiunge determinate visualizzazioni, un buon compenso per ogni video. 

Il futuro dello smart working e l’impatto sulle aziende

Una delle domande che in molti si pongono è quale sarà il destino dello smart working: se diventerà la forma di lavoro primaria o se, quando finalmente il covid sarà solo un ricordo, andrà a scomparire. 

Quel che è certo è che, valutati gli aspetti positivi e negativi, sarà necessaria una seria e rigorosa regolamentazione del lavoro da casa per far si che questo continui ad esistere. 

Innanzitutto, è necessario un adattamento da parte delle aziende che, sicuramente, dato il contenimento dei costi, non vorranno privarsi di imporre lo smart working per almeno 2 o 3 giorni a settimana. 

Dall’inizio della pandemia tanti sono stati i miglioramenti fatti, ma tanto ancora tanta strada da fare!

Così come ricorda Alessandra Gangai, direttrice della Ricerca Smart Working nella Pubblica Amministrazione

“Per cogliere tutti i benefici dello smart working serve l’impegno di tutti i soggetti. Alle organizzazioni spetta il compito di strutturare progetti coraggiosi, lavorando su policy, tecnologie, spazi di lavoro e stili di leadership. I lavoratori devono allenare skill più adeguate al nuovo work-life balance. I policy maker devono accompagnare questa trasformazione con onestà intellettuale e lungimiranza”.

È quindi necessario un impegno costante da parte di tutti affinché si creino le situazioni ideali per permettere ai lavoratori di continuare a lavorare da casa senza stress emotivi e senza riemetterci nulla. 

Anche perché, secondo recenti studi, in un futuro prossimo lo smart working sarà introdotto nell’89% delle grandi aziende.