Pensa a quante persone usano i social network ogni giorno e quanto tempo passano a cercare informazioni e condividere contenuti. Immagina di poter entrare in contatto con queste persone, che potrebbero essere interessate a ciò che hai da offrire.

Così apre digitalcoach.it in questo articolo che si porpone di spiegare perché la presenza di un'azienda sui social media è fondamentale: parlando di "persone".

E in effetti è proprio questo, la centralità delle persone, a fare davvero la differenza tra i social media e tutti gli altri canali più tradizionali utilizzati per promuovere le aziende: perché se da un lato qualsiasi strategia pubblicitaria che si rispetti, dagli annunci in TV alle inserzioni sui giornali, viene messa a terra a partire da una riflessione sulle persone, e dunque crea concept ed elabora messaggi volti a raggiungerne il più possibile; nessun altro canale permette di entrare in un contatto così intimo con le persone come i social.

Perché, sui social, le persone non sono solo l'obiettivo da raggiungere: da Facebook a LinkedIn, passando per Instagram e You Tube, le persone sono anche il tramite. Non sono gli spettatori passivi di uno spot in TV: sono come la piazza del mercato. O, se sei davvero bravo a creare la tua strategia, sono la folla del tuo concerto.

Sui social le persone sono vive: puoi parlarci, chiedere loro un parere, rispondere alle domande che ti fanno, coinvolgerle in un'azione: like, follow, commenti, sondaggi, condivisioni, compilazioni di form; a seconda della piattaforma, ci sono davvero molti modi per creare quell'"engagement" di cui tutti parlano tanto.

Per riassumere: sui social, le persone puoi conoscerle davvero. Il che ha un'infinità di "pro": dalla profilazione del tuo target per messaggi più mirati alla promozione del tuo messaggio per "passa-parola", per dirne qualcuno.

Proprio a questo proposito, negli ultimi anni, abbiamo assistito alla nascita di un fenomeno molto interessante, che solo sui social sarebbe stato possibile, e che al giorno d'oggi può essere ritenuto un'ottima possibilità per aumentare il business di un'azienda sui social: l'Influencer marketing.

Influencer: cosa sono?

Ne sentiamo parlare tutti, ormai. Chiara Ferragni e compagnia bella. Ma cosa sono davvero gli Influencer?

Offline, un influencer è una persona che riesce ad influenzare il modo di pensare e di agire delle altre persone grazie alla sua reputazione, alla sua autorevolezza rispetto a un certo argomento, o semplicemente al carisma con il quale risce a trasmettere i propri messaggi.

Online, cioè nel mondo del web, la definizione di "Influencer" cambia leggermente:

il termine influencer ha cominciato a essere usato con una diversa accezione, più marcatamente quantitativa, per indicare colui che, avendo un ampio seguito di pubblico, è in grado di raggiungere con i suoi messaggi un numero potenzialmente alto di individui,

scrive glossariomarketing.it.

Dunque, tornando alla metafora di prima: se la comunicazione sui social è come lanciare il proprio messaggio in una piazza di mercato, piena di gente; avere dalla propria parte un Influencer è come avere un aiutante speciale al nostro fianco, che oltre a lanciare il messaggio come facciamo noi, a differenza nostra verrà certamente ascoltato dalle persone con cui parla.

Perché, in qualche modo, è stato in grado di crearsi quell'autority grazie alla quale le persone lo seguono, prendono esempio - grazie alla quale le persone, soprattutto, si fidano. Il che per un'azienda è potenzialmente una ricchezza enorme. Meglio di qualsiasi pubblicità.

Tipologie di Influencer

Ora che è più chiaro cosa sia un Influencer, è bene specificare che ne esistono diverse categorie: gli Influencer vengono infatti classificati a seconda di diversi parametri, come i numeri, i guadagni e gli ambiti in cui hanno influenza.

Come racconta però digitalflow.it, la classificazione più utilizzata è quella relativa ai numeri di follower; e a questo proposito possiamo suddividere gli Influencer in:

  • Microinfluencer: da 10mila  a100mila followers. I Micro sono quelli più richiesti dalle aziende, sia piccole che grandi, perché di solito le loro community sono molto coninvolte; e di solito il legame che si scambia tra brand e Influencer i questo caso è quello "scambio-prodotto" (il brand offre il prodotto gratis in cambio della sua promozione sui social)
  • Mid-tier Influencer: da 100mila a 500mila followers. In questo caso la community è più grande, ma nonostante questo è ancora possibile definirla "targettizzata", e dunque anche i Mid-tier influencer sono molto richiesti dalle aziende; in questo caso, però, la tipologia di collaborazione che tende a crearsi è quella in linea con il proprio personal brand
  • Macro Influencer e Celebrity: rispettivamente con 500mila-2mln di followers i primi, e più di 2mln di followers i secondi, si tratta del "top di gamma" degli Influencer. Chiaramente in questo caso il pubblico è davvero molto vasto, ma anche i costi di collaborazioni lievitano sensibilmente.

Influencer marketing: per chi?

Adesso che abbiamo anche chiarito le tipologie di influencer, e abbiamo iniziato a vedere dei numeri, è possibile arrivare alla parte più "interessante" di tutto questo discorso: perché stiamo parlando di Influencer marketing? Per chi? E come funziona? Un passo alla volta.

Stiamo parlando di Influencer marketing perché, se un'azienda ha in mente di iniziare ad investire sui social, o già lo fa, questa potrebbe essere un'ottima mossa.

Perché? Innanzitutto, chiediti: perché la tua azienda investe/vorrebbe investire sui social? Per accrescere il proprio business. Business inteso sia in senso stretto (vendite vere e proprie) che lato (in generale, awareness del brand, che indirettamente aumenterà anche le conversioni).

Bene, e cosa significa in concreto? Come si misura questo aumento del business, sui social? Coi numeri. Cioè: followers, reactions ai post. Perfetto: vuoi investire per ottenere numeri più alti.

Ora, i numeri più alti possono ottenersi in diversi modi, a seconda della fretta che hai nel raggiungere i tuoi obiettivi e del budget che vuoi/puoi permetterti di investire.

Nel caso la tua azienda voglia permettersi di investire un po' più di budget, perché magari vuole raggiungere gli obiettivi abbastanza velocemente, ecco: l'Iinfluencer marketing potrebbe rivelarsi un'ottima idea.

Quindi, stiamo parlando di Influencer marketing per tutte quelle aziende che hanno intenzione di iniziare ad investire un po' più sui social perché ritengono che ne valga la pena - e, soprattutto, vogliono ottenere dei buoni risultati in poco tempo. Ok, investire, ma quanto?

Quanto costa un Influencer?

Di certo non è possibile dare informazioni dettagliate a questo proposito, perché la situazione è complessa, ci sono diversi fattori da tenere in considerazione, e dipende molto da mercato a mercato e da Influencer a Influencer.

Ad ogni modo, proviamo lo stesso a dare un'idea: a questo proposito ci affidiamo ai dati di tourtools.it, che riporta il costo di un post/storia in base alla grandezza del seguito di un influencer:

per i nano influencer (500 - 5mila Followers) i compensi medi sono di $65 per un post, $111 per un video e $53 per una storia,

riporta l'articolo, mentre per i Micro influencer i numeri si innalzano a $170 per un post e $100 per una storia, fino ad arrivare ai prezzi delle Celebrities: più di $2000 per un post, più di $1000 per una storia.

Insomma, non si scherza: ma tutto è relativo alle necessità del brand. Ora, vediamo un po' come funziona, a grandi linee.

Come creare una strategia di influencer marketing

Seguiamo i consigli di sproutsocial.com. Per prima cosa, è necessario fare un po' di ricerca: quale Influencer ti serve? Di questo ne abbiamo già parlato: per capire a quale categoria di Influencer dovresti rivolgerti, devi tenere a mente il tuo budget ed i tuoi obiettivi.

Inoltre, non è mai male dare un'occhiata alle strategie che stanno mettendo in campo i tuoi competitors, per capire come si agisce nel settore del quale la tua azienda fa parte, cosa funziona e cosa invece no.

Poi, una volta trovato l'Influencer che fa per te, è il momento di parlare di strategia: cosa vorresti fare con l'Influencer? In che modo collaborare? Insomma, dovrai cercare di concettualizzare un piano d'azione per dare senso al tuo investimento. Anche qui è sempre bene darsi un'occhiata intorno, cercare quali progetti che coinvolgono Influencer hanno ottenuto le migliori performance e via dicendo.

Adesso arriviamo alla parte più creativa di tutto il processo: qual è il concept che vuoi promuovere con l'aiuto dell'Influencer? Dovrai tener bene a mente, qui, il seguito del tuo Influencer (che dovrebbe essere anche ciò che ti ha portato a scegliere proprio questo, e non un altro), per trovare la chiave per comunicare nel modo giusto il valore del tuo brand ai followers.

Infine: come contattare un Influencer? Anche in questo caso dipende da Influencer a Influencer; ad ogni modo, è meno difficile di quanto non possa sembrare. In molti casi è infatti possibile contattare direttamente l'Influencer in privato, o comunque trovare nella bio tutte le informazioni necessarie.

Chiaramente questo non è tutto quello che ci sarebbe da dire sull?Influencer marketing. Non è nemmeno la metà. Ma per lo meno le basi conoscitive per comprendere cosa significhi coinvolgere un Influencer nelle proprie strategie di marketing, e perché possa avere senso farlo, ci sono.

L'Influencer marketing potrebbe essere la mossa giusta per molte delle aziende che investono sui social e voglio avere un ritorno veloce ed efficace dei propri investimenti - specialmente in termini di numeri.

Come racconta questo articolo di exelab.com, ci sono davvero molte buone ragioni, per un'azienda, di collaborare con un Influencer: a partire dal guadagno, 650% in più (fonte blog.tomoson), proseguendo con le performance, ovvero il fatto che il 70% dei giovani si fanno influenzare più facilmente da un Influencer che da un VIP (fonte thinkwithgoogle.com), alle statistiche più concrete, come il fatto che più della metà dei consumatori si è fatta influenzare da un Influencer prima di fare un acquisto (fonte collectivebias.com), o il fatto che il 49% di noi è alla ricerca di consigli da parte di un Influencer (fonte ion.co).

Quindi, se i numeri sono questi, farci un pensiero non sarà sicuramente una cattiva scelta!