Creare un post su Instagram sembra un'attività così facile, quasi naturale. Pochi caratteri in cui incapsulare tutto il significato che vogliamo trasmettere, alcuni hashtag e il giorno sembra fatto.

In realtà, negli anni si è capito come il social media marketing sia una faccenda seria e che necessiti di svariato studio: lo dimostra il proliferare di corsi e di professioni creatisi attorno a questo business.

Fare una foto che piace può essere facile. Scrivere un post può esserlo altrettanto. Anche trovare tra i milioni di hashtag quelli giusti può essere un'attività non troppo complicata.

Eppure, se per un profilo privato tutto ciò può bastare, perché il fine ultimo di tutta l'attività è magari il semplice divertimento, così non è per un'attività online, un'azienda o un professionista che voglia far conoscere la propria opera, e venderla. E non c'è differenza tra la vendita di prodotti fisici o vendita di servizi o semplicemente la necessità di fare personal branding.

Alla base di qualunque di queste attività c'è una precisa strategia che serve a guidare l'utente nella scrittura del post di Instagram, o di altro social, nella maniera più efficace possibile.

Avere un milione di likes ma nessun engagement o nessuna vendita non serve a nulla, non è vero?

Ecco che in quest'articolo cercheremo di sviscerare 5 dritte che possono aiutare un'attività a creare dei post Instagram di successo che aumentino l'engagement (e, dopo aver letto queste poche righe, sarà ben chiaro che i post saranno solo la punta dell'iceberg).

Come creare post su Instagram fa crescere il tuo business

Come detto, non sarà sufficiente iscrivere la propria azienda ad Instagram e scrivere qualche post affinché il proprio business abbia successo.

Può però rappresentare un buon trampolino di lancio.

Su Instagram ci sono migliaia di utenti attivi, migliaia di persone che guardano storie, reels e leggono post. Solo nel 2021, ad Instagram erano collegati 1 miliardo di utenti attivi, e oltre 500 milioni utilizzano la piattaforma ogni giorno. 

Sono dati illuminanti, specialmente se parametrati al fatto che si tratta di un luogo esteticamente bello, dove gli utenti si sentono coinvolti e sono portati a spendere all'interno della piattaforma sempre più tempo.

Gli utenti, però, non guardano solamente storie e post: gli utenti cercano di interagire, seguendo aziende o personalità di loro interesse. Si formano e si istruiscono ascoltando divulgatori parlare attraverso le storie o i reels.

Quando poi si parla di acquisti, i dati non smettono di essere interessanti per le aziende: secondo un'indagine di Casaleggio Associati quasi il 90 per cento degli utenti di Instagram che ha fatto acquisti online è stato influenzato nella scelta dai social media.

Anche senza arrivare ad essere virali, comunque, i post di Instagram possono aiutare a costruire una strategia di successo.

  • permettono di trasmettere agli utenti l'immagine del brand e la brand voice;
  • permettono di costruire una community.

Anche se con pochi followers e pochi post, Instagram può diventare un valido alleato nella costruzione di una rete di persone che appoggino il proprio brand, lo comprendano, acquistino i suoi prodotti, e se ne facciano portavoce presso amici o anche followers.

Ecco quindi come l'engagement di un semplice post su Instagram possa aiutare il business di ogni azienda.

In questo video YouTube, Giulia Gasperini, consulente di Web Marketing, spiega perché un'azienda dovrebbe essere presente su Instagram e perché il numero dei followers non sia il dato più interessante da guardare.

Come detto, però, non sono solo i post a fare il successo di un profilo Instagram (e dunque dell'azienda ivi rappresentata).

L'importanza del calendario editoriale su Instagram

Pubblicare senza una strategia, per quanto ci possano sempre essere dei picchi di notorietà, alla lunga non paga mai.

Il calendario editoriale è uno strumento che in realtà non serve soltanto a creare i post di Instagram: esso viene utilizzato infatti anche da chi gestisce blog, dai giornalisti e da qualsiasi web writer.

Si tratta di un alleato indispensabile per traslare dalla teoria alla pratica la propria strategia di content marketing. Nella fattispecie è un documento, sia online sia cartaceo a seconda delle preferenze, in cui inserire ed organizzare tutte le proprie pubblicazioni.

Se si deve gestire più di un solo strumento, magari affiancando ai canali social i canali di email marketing e il proprio blog, il calendario editoriale è una strategia a maggior ragione necessaria. Si inserirà infatti non soltanto la data di uscita dell'articolo e dei post correlati, ma anche le keyword principali e le keyword secondarie, in modo da coprire il maggior numero di argomenti.

Il calendario editoriale, insomma, serve a dare, con una sola occhiata, il punto della situazione. Serve a far capire cosa resta da fare, a che punto si è.

Per quanto riguarda Instagram, il calendario editoriale serve a creare post che siano:

  • pubblicati con regolarità;
  • unici, evitando di pubblicare contenuti duplicati;
  • coerenti con il resto dei canali che si hanno a disposizione.

Per riassumere il concetto, il calendario è la sintesi del proprio piano editoriale, laddove per quest'ultimo si intenda l'insieme delle strategie messe in atto per il successo della propria attività (target, obiettivi, contesto e competitors).

Creare post Instagram coerenti con brand identity e brand voice

Leggendo questo articolo, si è capito come Instagram sia un social network prettamente visivo.

Come può tutto ciò essere utile alla costruzione della brand identity e della brand voice di un'azienda?

Partendo dal presupposto che ancor prima di fare le operazioni che seguiranno è di fondamentale importanza che queste rispecchino una strategia aziendale operante a monte, ciò che un'azienda può fare è partire dai colori.

Il Feed di Instagram, infatti, sarà la prima cosa che il nostro utente vedrà.

Ecco che bisognerà iniziare ponendosi alcune domande:

  • gli altri canali dell'azienda (es. il sito web) utilizzano già un colore particolare? Quale?
  • quali sono i colori che meglio trasmettono la visione dell'azienda?

Oltre a ciò che piace a noi come titolari d'azienda o professionisti, è sempre bene ricordare chi è il destinatario del nostro lavoro. Cosa piace alla community è quindi cosa di cui tenere conto.

Non soltanto i colori: si sceglieranno anche immagini e font che siano coerenti con l'identità del brand.

Anche la "voce" che si fa udire attraverso ciò che scriviamo nei post o ciò che diciamo attraverso le storie dev'essere sempre coerente.

Ogni volta che cerchiamo di creare un post, un video, un reel, o una storia, dobbiamo ricordare la brand voice scelta. Ci sono 3 modi in cui ci si può esprimere:

  • più giocoso e divertente;
  • più informativo;
  • più d'ispirazione.

Sarà senza dubbio più facile creare il proprio tone of voice partendo da cosa piace al professionista che sta gestendo la pagina. Discorso diverso quando si tratta di un'azienda più grande e strutturata in cui i social media manager devono trasmettere l'immagine aziendale indipendentemente dalle proprie inclinazioni.

Creare un Instagram post di successo in 5 mosse

Una volta definita la strategia aziendale, definita la brand voice e la brand identity, una volta steso il proprio calendario editoriale, si potrà procedere alla creazione dei propri post su Instagram.

Ci sono alcuni consigli di cui tener conto il modo che il proprio post possa avere un alto engagement.

Oltre a trovare l'immagine evocativa che spinga l'utente a cliccare il post, ecco 5 consigli per fare in modo che l'utente si fermi a leggere la caption:

  • la caption non dev'essere costituita da un muro unico di testo. Il post, che sia lungo o corto, dev'essere suddiviso in paragrafi per facilitare la lettura;
  • ogni concetto dev'essere racchiuso nel suo paragrafo. Le frasi devono essere semplici e di immediata comprensione, in modo che l'utente non sia portato a fuggire verso qualcosa di meno impegnativo;
  • le emoji (se la brand identity consente di usarle) sono utili: aiutano a ricordare il testo e a suddividerlo, oltre a concedere una pausa di lettura;
  • la frase iniziale dev'essere efficace come il titolo di un giornale: dev'essere un gancio che inchiodi il lettore e lo spinga a continuare a leggere;
  • sul finale deve essere presente la CTA, la Call To Action: l'utente deve essere chiamato a fare ciò che noi desideriamo (commentare, condividere, mettere il like, ecc).

Oltre al testo, che a questo punto abbiamo capito non essere poi così semplice da scrivere, creare un post di Instagram prevede la scelta degli hashtag giusti.

Attenzione! Non sempre un hashtag usato milioni di volte è la scelta vincente: si rischia, infatti, che, già a pochi secondi dalla pubblicazione, il proprio post sparisca tra le migliaia di altri post con lo stesso hashtag ma che hanno ottenuto maggior engagement.

Inoltre, mai utilizzare hashtag troppo generici o si rischia che l'intento di ricerca non venga soddisfatto e l'utente abbandoni in pochi secondi la lettura del nostro post.

Meglio hashtag meno popolari, ma che siano più pertinenti con il nostro brand.

App per creare e programmare post Instagram

Abbiamo detto che per gestire al meglio i propri post di Instagram, è bene creare un calendario editoriale.

Ci vengono in aiuto numerose applicazioni, sia desktop sia mobile, che aiutano nella programmazione dei post con anticipo.

La prima app è quella di Facebook/Instagram stessi: Meta Business Suite e Creator Studio. Si tratta di applicazioni davvero molto semplici che aiutano a programmare i post, a verificare gli orari in cui è maggiormente attiva la propria community, controllare notifiche e messaggi, ma anche visualizzare l'engagement di tutti i contenuti pubblicati.

A seguire, la maggior parte delle applicazioni disponibili sul mercato è a pagamento.

Molto utilizzato è PostPickr, piattaforma italiana, che prevede la programmazione di post delle più svariate piattaforme social (a pagamento). Dello stesso avviso è anche HootSuite, anch'essa che permette un periodo di prova gratuito, e poi diventa a pagamento.

Citiamo infine SproutSocial, anch'essa molto popolare e intuitiva, con uffici a Seattle, Chicago e Dublino e anch'essa a pagamento.