Per un'azienda la presenza sulle piattaforme social ormai è fondamentale:

Più passa il tempo e più il social media marketing sta assumendo un ruolo chiave nella gestione della presenza online di ogni tipo di attività, dall'impresa al libero professionista.

(fonte exedere.it).

Per questo è importante parlare (e ri-parlare, e ri-parlare ancora) del Social Media marketing, e capirne, oltre all'importanza, anche i meccanismi e le modalità.

Perché, di fatto, si tratta di un modo di fare pubblicità "nuovo": una via in più, oltre a quelle classiche che le maggiori aziende utilizzano ormai da decenni - e, proprio perché è così nuovo, non tutti sono a conoscenza di come funzioni (requisito fondamentale per rendere questa opportunità il più possibile efficace) e, di conseguenza, non tutti sono disposti a "fidarsi" davvero. Dove per "fidarsi" intendiamo: investirci dei soldi.

Si tratta di un argomento complesso e molto ampio, ma in questo articolo cercheremo di dare, se non proprio istruzioni dettagliate per l'uso (di solito della gestione di questa tipologia di pubblicità, così come per tutte le altre, se ne occupano degli esperti del settore che hanno frequentato appositi corsi e via dicendo), per lo meno quei due o tre dati di base per capire a grandi linee il meccanismo degli investimenti sui social.

In modo da far scomparire dal viso quella smorfia di sospetto che in molti casi ancora compare sul volto di chi, pur volendo iniziare a farsi pubblicità sui social, si trova di fronte a preventivi inaspettatamente alti e lascia perdere l'idea.

Social media marketing

Chiariamo subito un punto. Il social, è vero, è nato per scopri di "network":

La storia di social network inizia nell’ormai lontano 1997 (per il mondo di internet si tratta di “secoli”), quando uno statunitens di nome “Ellison” lancia il sito SixDegrees.com, l’obiettivo del primo social network era quello di creare delle relazioni fra persone,

racconta a questo proposito monetizzando.it, dove puoi leggere anche il resto della storia.

Ma veniamo subito alla parte che interessa a noi: il social nasce per network, ma presto diventa "marketing".

Perché è andata così? Domanda molto interessante, ma sarebbe un po' come chiedersi "Perché l'uomo è uscito dalle caverne?": possiamo parlarne per ore e ore senza poter ottenere una risposta precisa e diretta che racconti questa trasformazione.

Ci prova scuoladiblog.it, per esempio, che scrive che tutto sarebbe nato dall'unione tra l'avanzamento tecnologico ed i nuovi sistemi di condisione, quali quelli offerti dalle piattaforme social, a proposito del passaggio tra marketing online a Social media marketing.

Potremmo più semplicemente ipotizzare che sia stata la natura stessa del social, ovvero il network (rete, dunque relazione), a determinarne la direzione: metti insieme un sacco di persone in contatto tra loro. Significa "passaparola". Significa "diffusione di informazioni" - che è un po' lo stesso che capita con la tv o coi giornali.  E, guarda guarda, dov'è che si fa pubblicità infatti? In tv. Sui giornali. Da un po' di anni a questa parte anche sui social.

Perché investire sui social?

Ok, ora veniamo a noi. Tutta questa introduzione per dire che, anche se in apparenza il mondo social è un mondo di svago, dove uno pubblica le foto dell'aperitivo o scrive - come invita a fare Facebook, per esempio - cosa gli passa per la testa in quel momento; in realtà queste piattaforme possono rivelarsi dei veri e propri gioielli per il business di un'azienda.

E sono i dati a dirlo: prendiamo questo articolo di solosocial.it dove sono raccontate le storie di aziende che conosciamo che sono cresciute grazie ai social. Prendiamo Despar, per dirne una: i responsabili della comunicazione hanno deciso di creare una campagna di advertising al fine di attirare nuovi clienti, ed in un mese soltanto sono riusciti a ottenere più di 76'000 leads; dove per "leads" intendiamo potenziali clienti di un prodotto o servizio offerto da un'azienda, ovvero coloro che hanno lasciato i propri dati a quest'azienda (fonte italiaonline.it).

Ma potremmo anche parlare di Oreo o, per "scendere" a piani più ristretti, di Velasca. Feleppa o Pescaria (fonte s-word.it).

E, chiaramente, come tutte le cose che rendono, anche le campagne pubblicitarie social hanno un prezzo. Naturale. Quindi cominciamo a toglierci di dosso questa faccia perplessa quando ci chiedono soldi per gestire i nostri canali. NIente accade gratis quando parliamo di business.

Investire sui social: cosa vuol dire?

Abbiamo visto il senso di investire sui social, e perché è necessario. Adesso arriviamo al dunque: cosa vuol dire investire sui social?

Per prima cosa distinguiamo la questione: investire in senso lato, e in senso più ristretto.

Nel primo caso potremmo includere tutte quelle attività (ma proprio tutte) che riguardano la presenza dell'azienda sulle piattafrome social: quindi dagli investimenti di tempo (quello che impieghi per creare post), di risorse (le persone che paghi per creare post per la tua azienda), di strategia.

Nel secondo caso invece intendiamo l'investimento in senso stretto, quindi: "Ok ho i miei contenuti già pronti e tutto quanto e mi chiedono di "metterci su dei soldi".
Cioè, le cosìdette "sposorizzate".

Annunci sponsorizzati

Cosa significa "Sponsorizzare"? Vuol dire associare un'azienda (un'impresa, un brand, ma anche un prodotto), cioè lo sponsor, a un certo evento, al fine di guadagnare notorietà, migliorare la propria immagine, facendo leva sulle possibilità comunicazioni che offre questo evento. (fonte glossariomarketing.it).

Cosa significa "sponsorizzata" su Facebook, o su Instagram? Si tratta di uno strumento in più che i social mettono a tua disposizione per potenziare la tua strategia di social media marketing:

fanno sì che i nostri annunci siano visibili tra gli altri post nella sezione Home (News feed) o nella colonna di destra della pagina principale degli utenti potenzialmente interessati,

scrive etinet.it.

Ok, ma perché questa piccola cosa in più che facciamo coi nostri post è tanto importante? Cosa cambia se la mia pubblicità compare nel feed di utenti potenzialmente interessanti? In poche parole, perché dovresti pagare per questo?

Be', immagina di dover produrre tu stesso a mano dei volantini e di doverli portare porta a porta alle persone. Creare questi volantini ha un costo. Ogni volantino che porterai ha un costo di produzione. Portarli a tutta la città ti costerà molto. Ma allora cosa fai, li porti solo a qualcuno? Ciò significa diminuire i costi, ma in modo direttamente proporzionale anche le possibilità di avere nuovi clienti.

Però, se tu avessi modo di capire, in anticipo, quali sono le case dove vivono persone che potrebbero essere potenzialmente interessate al tuo volantino; avresti fatto bingo.

Perché otteresti la possibilità più alta di successo producendo il meno possibile.

Ecco, sponsorizzare sui social è lo stesso concetto - con la differenza che nella vita reale non hai gli strumenti per capire chi potrebbe essere interessato alla tua pubblicità (o magari sì, ma solo se il tuo paesino è molto molto piccolo e conosci praticamente tutti di persona), mentre sui social puoi farlo.

Puoi decidere dove e a chi mostrare le tue pubblicità, promuovendoti solo al segmento di pubblico potenzialmente interessato ai tuoi prodotti e servizi. Così facendo aumenti il ROI, cioè il ritorno sull’investimento.

(fonte mrketing.it).

Il che è letteralmente una bomba, per accrescere il business di un'azienda. E questa bomba puoi ottenerla soltanto con i social.

Come investire sui social

Bene, ora siamo convinti dell'efficacia degli investimenti sui social network.

Ma per passare dal "Wow bell'idea" all'"Ok, lo faccio", ne manca ancora di strada. O per lo meno, manca ancora una parte di discorso fondamentale: i numeri

Quanto costa investire sui social (per avere un ritorno, s'intende)?

Come scrive nextredigital.it, chiaramente dipende, come in tutte le cose, da te - cioè dalla tua zienda.

Impossibile stabilire a priori l'ammontare dell'investimento necessario alla tua attivitàper avere un ritorno: bisogna prima valutare cosa vuoi proporre, a chi, come (e anche tenere a mente le dimensioni del tuo brand).

La buona notizia è che ci sono degli esperti in grado di farlo benissimo al posto tuo.

La notizia interessante è che possiamo provare a capire qualcosa di più pur non essendo degli esperti. Parliamo di Facebook, per esempio: come scrive l'articolo al quale abbiamo appena fatto riferimento, per capire quanto costa una certa pubblicità su questo social bisogna valutare alcuni fattori.

Tipo: l'offerta (com'è fatto il tuo target, quante persone include?), la domanda (quanta concorrenza hai?), il tuo bugdet, e infine la pertinenza rispetto al taget che hai definito prima.

Ecco, il costo dei tuoi annunci dipenderà da tutto questo - da quanto sarai bravo a stabilire tutto questo. Perché chiaramente per aver il miglior ritorno possibile dovrai rivolgerti al pubblico più "profilato" possibile (ovvero quelli che con più probabilità saranno più interessati al tuo annuncio), ma più profili, più paghi.

Sempre all'interno dello stesso articolo trovi un sacco di altre informazioni interessanti, se vuoi capire a fondo come funziona il magico mondo degli investimenti sui social, dal CPC agli algoritmi di Facebook per dererminare il costo di un certo annuncio in un certo periodo di tempo - dove per CPC intendiamo il "Costo per Click", ovvero, come riporta il sito ufficiale di Facebook.com, il costo medio che ha ogni click su un certo link per te.

Ad ogni modo, come abbiamo specificato sopra, per fortuna non è indispensabile che tutti sappiano tutto: ognuno ha già il proprio lavoro, e inoltre esistono persone che di lavoro fanno proprio questo e sono in grado non solo di creare una strategia social marketing efficare ma anche di aiutarti a capire più nei dettagli quale sia il modus operandi giusto per la tua azienda.

Noi, per non esagerare, ci fermiamo qui: l'idea ora c'è, e questo basta per togliersi dal viso la perplessità di fronte al discorso "soldi investiti sui social", e iniziare a ragionarci su per davvero.