Siamo attorno al 21 di ottobre quando cominciano a uscire i primi titoli che suggeriscono un possibile interesse di PayPal nei confronti di Pinterest. 

Il titolo di Pinterest balza a più del 13% su Wall Street per via di un'indiscrezione di Bloomberg, multinazionale attiva nel settore dei mass media, secondo la quale PayPal avrebbe valutato l'acquisto di Pinterest per 45 miliardi di dollari. 

L'insospettabile offerta, la più elevata di tutta la storia relativa al mondo dei social media e Big Tech, non riscuote però molto consenso in borsa.

Nemmeno una settimana dopo, la smentita da parte di PayPal stessa, che dice che al momento non porterà avanti le trattative per completare l'acquisizione.

Nel frattempo, tra previsioni e supposizioni, sono emerse interessanti possibilità di evoluzione per entrambe le piattaforme. Tra queste, anche quella del social trading o commercio sociale. Vediamo assieme i punti di maggiore interesse.

PayPal: da eBay all'indipendenza intraprendente

Lanciata sul mercato nel 1999 dalla realtà americana Confinity come un servizio per trasferire denaro, PayPal inizialmente si fonde con X.com, società di servizi bancari online di Elon Musk.

Nel 2002, PayPal diviene pubblica in diversi paesi del mondo, permettendo di effettuare con estrema facilità i pagamenti online. Da quell'anno al 2015, quando viene scorporata e quotata in borsa, PayPal verrà controllata da eBay, che resterà legata al servizio fino al 2020.

PayPal arriva finalmente in Europa nel 2007: il suo bacino di utenti non fa che allargarsi. Il sistema alla base del servizio (e la ragione del suo successo) consiste nella possibilità di ricevere o inviare denaro senza condividere i propri dati bancari.

Il destinatario finale non riceverà, infatti, alcun dato sensibile sulle carte collegate al conto. Lo scambio avviene tramite la mail a cui è associato il proprio profilo PayPal, che, di fatto, diventa un intermediario tra mittente e ricevente.

Per comprendere meglio il sistema PayPal, viene in aiuto l'intervista su YouTube realizzata da Fjona Cakalli di TechPrincess alla direttrice di PayPal Italia, Maria Teresa Minotti.

Tuttavia, il ruolo di solo intermediario sembra calzare troppo stretto al servizio, che da diversi mesi, ormai, adotta una strategia di espansione per trasformarsi in una super app

Una super app come Alipay, WeChat e altri ecosistemi digitali che accentrano nei loro servizi il mondo social, quello degli affari e il settore bancario.

Pinterest: un social poco social

Tenendo conto di queste dinamiche, la possibilità per Pinterest di entrare a far parte del mondo PayPal avrebbe dato il via a nuovi sviluppi.

Questo perché Pinterest è un social atipico. Anzi, si può tranquillamente dire che la piattaforma abbia veramente poco di social. In genere, non si accede a Pinterest con l'intenzione di relazionarsi con altre persone, ma per trarre ispirazione e, in molti casi, trovare il prodotto di cui si ha bisogno.

La peculiarità di questo spazio digitale è di fatti, stando allo slogan, "Be yourself, not your selfie": sii te stesso, non il tuo selfie. Ben Silbermann, CEO di Pinterest, spiega durante un podcast di Bloomberg:

La sfida maggiore è far capire alle persone che Pinterest non è un social network. Contiamo sul fatto che tu possa trovare delle idee per la tua vita reale e, una volta chiusa l'app e il telefono, che tu metta in pratica quelle idee.

Con queste parole il fondatore va controcorrente rispetto ad app come Facebook o Instagram. Lascia che Pinterest sia un sistema aperto, che incoraggi a vivere nella vita reale.

A maggior ragione, Pinterest non è un luogo digitale con lo scopo di aiutare le persone a connettersi, aiuta semmai a far trovare quell'ispirazione utile per i propri progetti. E aiuta le aziende a crescere, connettendole più velocemente con i desideri dei loro clienti, che acquistano con maggiore facilità.

Essendo uno spazio dove gli utenti ricercano ispirazioni per il loro futuro, per la loro vita, è più facile comprendere cosa effettivamente vogliono e quali sono gli articoli che hanno maggiore successo. Altro fattore interessante della piattaforma: si tratta di un'app legata al futuro, non al presente.

Diversamente dagli altri social, che guardano all'immediatezza come fattore distintivo, Pinterest si distingue per puntare tutta la sua attrattiva nella progettazione di sogni per il futuro. A differenza di Instagram, anch'esso regno della creatività, gli utenti di Pinterest ricercano attivamente i contenuti di loro interesse per uno scopo preciso.

PayPal: perché acquisire Pinterest

Quando è trapelata la notizia sulla volontà di acquisire Pinterest da parte di PayPal, le curiosità e le perplessità sull'operazione non sono venute a mancare.

Si sarebbe trattato della più grande operazione del mondo tecnologico, dopotutto. Secondo Sanjay Sakhrani, analista di KBW, una banca d'investimento newyorchese (BloombergQuint):

Pinterest avrebbe dato maggiore respiro alla relazione tra consumatori ed esercenti con PayPal quale grande facilitatore dei processi d'acquisto, alimentando così la visione della società di divenire una super app.

Con oltre 454 milioni di utenti attivi (più di PayPal), Pinterest si afferma come un'applicazione "vetrina" di foto, immagini e video da salvare, catalogare e tenere a disposizione nelle proprie bacheche per riferimenti futuri.

Tra i cento siti web più visitati al mondo, Pinterest, caratterizzata da una comunicazione prettamente visiva, ha visto un boom di iscrizioni andato attenuandosi con il tempo. Una base di utenti che permetterebbe di portare nuova linfa a PayPal.

Dal punto di vista di Pinterest, dunque, la possibilità di essere acquisita da PayPal avrebbe comportato un salto di qualità, necessario alla piattaforma.

A quel punto Pinterest non sarebbe rimasta esclusivamente una vetrina espositiva, popolata da affissioni, ma avrebbe sviluppato un'integrazione migliore sul fronte commerciale. Cosa che attualmente sta già cercando di fare con partner come Shopify.

I possibili motivi della smentita di PayPal

Tuttavia, per alcuni analisti, tra cui Tien-tsin Huang di JP Morgan e Andrew Jeffrey di Truist Securities, l'operazione, oltre che incerta, sarebbe stata poco in linea con l'identità e gli obiettivi a lungo termine di PayPal. Molto meglio monetizzare nel mondo fisico piuttosto che sui social.

Anche per questo motivo, Angelo Zino, analista di CFRA, ha affermato in una nota riportata da Reuters:

Riteniamo che Pinterest possa essere ancora visto come un potenziale obiettivo data la sua valutazione ragionevole rispetto ad altri social media e il forte calo delle quote negli ultimi mesi, data una forte decelerazione prevista nella crescita degli abbonati.

Tra gli altri aspetti da considerare, ci sono anche alcune accuse legali che vedono la piattaforma al centro di alcune violazioni di copyright (accuse di plagio) a cui si aggiungono delle cause per molestie e discriminazioni di genere sul posto di lavoro.

A pesare su questo quadro, anche la decisione del cofondatore Evan Sharp di unirsi alla società di design LoveFrom di Jony Ive, separandosi così dalla sua creazione.

Pinterest, d'altro canto, conta di crescere attraverso una più profonda connessione con gli utenti già attivi rispetto ai nuovi iscritti. E, come dicevamo, non essendo un social si concentra, più che sul mondo digitale, su quello fisico...

"Social trading": cos'è e perché interessa a PayPal

Ipotizziamo che l'acquisizione di Pinterest sia andata a buon fine: PayPal avrebbe accesso a molti dati sugli articoli che gli utenti comprano solitamente. Volendo, potrebbe decidere se pubblicizzarli oppure offrire sconti (nel 2019 PayPal ha comprato Honey, una società di coupon online). In questo modo non si limiterebbe a essere solamente il bottone che finalizza l'acquisto. Si trasformerebbe radicalmente.

Per Ramsey El-Assal (Bloomberg), analista di Barclays Plc, una banca internazionale britannica, non è mai facile per le compagnie che facilitano gli acquisiti collegare i clienti al prodotto acquistato:

Le società di pagamenti si trovano in una posizione particolarmente interessante per passare alla pubblicità: con i dati delle transazioni possono capire le preferenze e le abitudini dei consumatori.

Da notare, nello specifico, che la visibilità sui dati delle transazioni personali a livello di prodotto è assai rara nella catena del valore dei pagamenti.

Con la mole di informazioni ricevute, PayPal si sarebbe spinto oltre. Avrebbe consolidato il piano di social trading o, meglio, di social commerce a cui si sta dedicando negli ultimi tempi. Per social commerce intendiamo la possibilità di acquistare dei servizi o dei prodotti tramite i social e, contemporaneamente, di condividere l'esperienza d'acquisto con altri utenti.

Il social commerce ambito da PayPal

Quest'esperienza è fluida, non ci sono momenti in cui l'utente è lasciato a sé stesso. Viene invece guidato prima, durante e dopo l'acquisto, passo passo.

Il percorso, attraverso Pinterest, permetterebbe a un'azienda di far scoprire, scegliere e valutare il prodotto al consumatore e di permetterne anche l'acquisto (in questo caso attraverso PayPal) in maniera molto più veloce e sicura.

Già nel 2019 Nicola Longfield, Senior Director di PMI di PayPal UK, faceva notare come i dati rilevavano un aumento delle aziende interessate alla vendita attraverso i social, catturando l'attenzione del consumatore sul luogo stesso dove cerca l'ispirazione.

La sicurezza rimane la chiave per i consumarori che acquistano sui social e le aziende di tutte le dimensioni devono affrontare questi timori, offrendo opzioni di pagamento mobile-friendly come PayPal per contribuire a infondere fiducia agli acquirenti e garantire acquisti fatti in modo sicuro.

PayPal e Pinterest, due brand in evoluzione

Un progetto, dunque, che la società coltiva da diverso tempo e che sta cercando di attuare integrandosi con diversi social e altre piattaforme (nel 2021 ha acquisito Happy Returns e Paidy per facilitare i rimborsi e i pagamenti rateali). E Pinterest eccelle rispetto agli altri social in quanto è già, di per sé, un social commerce.

Qui gli utenti non postano gatti o selfie, non cercano questa tipologia di immagini. Quello che cercano, invece, è il prodotto stesso. Sono mentalmente già orientati a un possibile acquisto e valutano l'esperienza sulla piattaforma come positiva.

Con le ultime novità a incentivare le interazioni tra i Creator e il loro pubblico, permettendo ai primi di coinvolgere e far passare all'azione i secondi, ci saranno dinamiche molto più veloci e sempre più orientate all'acquisto. Una velocità che però non va a minare il punto di forza della comunicazione su Pinterest (visiva sì, ma creativa), semmai la rafforza.

Traducendo la tendenza di PayPal a espandersi in una super app, si può allora guardare all'intera offerta da questo punto di vista. La velocità di una comunicazione ad alto impatto visivo e la volontà d'acquisto presenti in Pinterest, più il bisogno degli utenti di sentirsi sicuri durante le loro spese online, sono gli elementi che meglio sposano l'identità di PayPal (velocità, praticità e sicurezza).

Queste caratteristiche avrebbero permesso al servizio transazionale di evolversi su un versante ancora più complesso e dinamico per renderlo "semplice" e "sicuro", secondo la sua identità.