Sempre più persone si stanno immergendo in lavori più creativi che hanno a che vedere con il mondo della scrittura. Se la parte di creazione del contenuto è importante, la correzione di suddetti contenuti è altrettanto fondamentale. Ed è in questa particolare accezione che si sviluppa il mestiere di chi fa proofreading.

In effetti, se i testi poetici e sognanti sono allettanti per l'utente, d'altra parte, se non sono scritti correttamente, può accadere l'effetto contrario.

Le conseguenze di un testo che non sia ben scritto, che presenti typo o errori ortografici e grammaticali, infatti, può causare un notevole danno di immagine all'azienda.

Scendiamo dunque nel dettaglio e capiamo che cos'è il proofreading e come fare ad evitare errori nella stesura e pubblicazione dei propri testi.

Cos'è il proofreading: uno sguardo più da vicino al mestiere del correttore di bozze

Normalmente 'proofreading' viene tradotto con 'correzione di bozze'. In realtà, però, si tratta di un mestiere molto più complesso e che implica al suo interno differenti attività.

Si tratta di revisionare un testo correggendone eventuali typo (gli errori di battitura), ma anche gli errori grammaticali, ortografici e sintattici, la punteggiatura e la formattazione del testo scritto.

Questa attività può avere applicazioni differenti, dall'ambito della correzione di testi per l'editoria cartacea, quella digitale, ma anche siti web (e dunque si parla di proofreading per il web copywriting).

Ancora diverso è il mestiere del proofreader per le traduzioni. In questo caso, un proofreader dovrà controllare anche che non siano state omesse delle frasi, che l'eventuale numerazione presente sia coerente e che non siano stati errori nella traduzione di nomi propri (di luoghi, persone e società).

Molto spesso si confonde il proofreading con l'editing, immaginando che siano la stessa cosa. In realtà, si tratta di fasi differenti di un processo che porta alla redazione del testo finale. Vediamo perché.

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Proofreading ed editing: le fasi della revisione di un testo

Per riuscire a capire meglio che cosa si intende con proofreading è essenziale analizzare le fasi di revisione di un testo. Infatti, una volta che la fase di elaborazione del contenuto è stata conclusa, seguono quei processi che portano un testo ad essere pronto per la pubblicazione.

Esse constano essenzialmente di due macro momenti. Il primo momento è quello dell'editing, mentre il secondo è quello del proofreading.

La fase di editing solitamente si sviluppa in più fasi perché necessita di una maggiore rielaborazione del contenuto testuale. In questa fase, infatti, si controlla il testo dal punto di vista stilistico. Si controlla che lo scritto sia coerente, scorrevole. Si controlla che presenti un linguaggio chiaro e un giusto tone of voice (specialmente se stiamo parlando di contenuti prodotti per dei brand).

Insomma chi si occupa di editing può rivedere il testo anche completamente. Alcune frasi verranno riscritte in modo da risultare più fluide, alcuni vocaboli cambiati. Magari verranno spostati dei paragrafi o dei capitoli per far risultare il tutto molto più coerente.

Si tratta di un lavoro che spesso viene svolto in più step, fino al momento in cui il testo passa dalla fase di editing a quella di proofreading.

Anche il proofreading può essere organizzato in fasi differenti in modo che l'occhio sia attento solo ad un aspetto per volta.

  • Un primo passaggio per verificare grammatica e sintassi;
  • Un secondo passaggio per controllare ortografia ed eventuali refusi.

A seconda dell'ambito per cui stiamo lavorando, ad un proofreader può essere richiesto di controllare gli elementi formali del testo (titoli, sottotitoli, ecc).

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Come fare proofreading: 5 consigli utili per evitare errori

Moltissimi tool mettono a disposizione degli utenti dei correttori automatici. Basti pensare, ad esempio, a Word oppure Pages.

Questo permette di rimediare instantaneamente agli errori più grossolani. Il fatto è che la lingua è molta complessa e questi tool non sono in grado di comprendere la complessità di un testo scritto, oppure di restare al passo con gli ultimi cambiamenti in atto.

Ecco perché quando si scrivono testi di una certa importanza è sempre bene avere a che fare con dei professionisti del settore. Gli errori cui noi potremmo non prestare attenzione possono infatti generare notevoli danni economici e d'immagine.

Ad ogni modo, cerchiamo di vedere 5 consigli che potranno essere utili nel momento in cui si voglia revisionare un testo breve, magari un articolo, oppure si voglia cercare di fornire al proprio proofreader un testo quanto più corretto possibile.

  • Creare una struttura mentale del proprio contenuto.

Avere in mente che cosa si sta per dire e come dirlo aiuterà certamente a scrivere testi chiari e ben organizzati. Questo solitamente si traduce anche in meno errori di sintassi o grammatica.

  • Se c'è un momento di blocco, è bene continuare a scrivere.

La forma potrà essere rivista in un secondo momento. Quando si creano i contenuti è più importante che vengano fuori i concetti.

  • Non consegnare il testo alla fase di revisione prima di averlo lasciato decantare.

Ben prima di dedicarsi al proofreading, è importante che il proprio testo venga scritto e poi non controllato immediatamente. Sarà infatti meglio lasciarlo 'decantare' e poi controllarlo dopo qualche ora o, addirittura, giorno.

Questo permetterà di vedere errori che non si sarebbero potuti vedere continuando a lavorarci.

  • Una volta costruita la prima bozza, controllare che si sia detto tutto.

Prima di fare proofreading, è bene controllare che tutto ciò che volevamo comunicare sia presente nel nostro testo.

  • Tagliare ciò che non serve.

Se è importante controllare che tutto sia presente nel proprio testo, è ancora più importante l'eliminazione del superfluo.

Controllando il proprio testo più volte sarà dunque possibile riuscire ad ottenere un contenuto che sia destinabile ad editor e proofreader.