Il successo di un’azienda dipende da diversi fattori che operano contemporaneamente per una molteplicità di scopi. 

Ogni singolo elemento deve essere organizzato nei minimi dettagli affinché il risultato finale possa essere soddisfacente e in linea con le aspettative. 

A seconda del tipo di attività possono variare i progetti da realizzare e le decisioni da prendere. 

Ad esempio, un e-commerce molto probabilmente punterà su un miglioramento estetico e strutturale del sito, una PMI opterà sul perfezionamento delle strategie di marketing e sui metodi di comunicazione, mentre una grande impresa sarà più direzionata sulla fidelizzazione del cliente. 

Insomma, in base alla grandezza e agli obiettivi che ciascuna impresa si pone, le strade che si possono intraprendere sono diverse. 

C’è però un elemento imprescindibile alla base di tutte le mosse che le aziende compiono: il business plan.

Il business plan rappresenta un pilastro fondante per qualsiasi progetto messo in atto da un’attività commerciale che opera sul mercato.

In particolare, nel 2022, dove l’offerta è estremamente diversificata, è fondamentale avere le idee chiare e gestire il lavoro nella maniera più ordinata possibile. Altrimenti non si può sperare di arrivare al pubblico. 

In questo articolo analizziamo tutte le peculiarità di un perfetto business plan, come realizzarne uno ed alcuni consigli per perfezionarlo. 

Cos’è un business plan?

L’avvio di una nuova attività commerciale è per forza accompagnato da diversi studi che si concentrano soprattutto sul livello di fattibilità e sul grado di rischio intrinseco ad ogni nuovo progetto lavorativo.  

Tutte queste analisi, una volta effettuate, vengono letteralmente portate nero su bianco andando così a creare il famoso documento protagonista di questo articolo. 

Il business plan è quindi il risultato di lunghe valutazioni svolte per una prima costituzione aziendale e, successivamente, per lo sviluppo delle attività e la stesura dei progetti. Oltre a questo, rappresenta uno strumento fondamentale per la vita di un’impresa, proprio perché al suo interno sono contenuti tutti gli elementi di forza ed i punti critici dell’attività.

Un errore che spesso si tende a fare è pensare che i business plan siano dei testi fissi ed immutabili che descrivono la struttura aziendale, la composizione, i team e le sezioni. Insomma, come una sorta di traccia definitiva dell’attività commerciale nel suo complesso. 

Ebbene, questa definizione è vera solo in parte! 

Indubbiamente ogni business plan che si rispetti inizia specificando tutte le peculiarità alla base dell’impresa: ragione sociale, tipo di attività, dimensioni e sede. Informazioni che, nella maggior parte dei casi, restano invariate nel tempo a meno che non si metta in atto un notevole cambiamento. 

Ci sono poi tante altre componenti del piano che, al contrario, sono estremamente mutevoli e che proprio per questo rendono necessari costanti aggiornamenti e modifiche al documento. 

In pratica è come se si trattasse di un testo che rispecchia nei minimi dettagli tutto ciò che accade all’interno dell’azienda e tutto ciò che, in base alle idee e alle previsioni, potrebbe accadere in futuro. 

A cosa serve un business plan?

Leggendo le definizioni date poco fa è facilmente intuibile comprendere quale sia l’utilità e lo scopo di un business plan. 

Tuttavia, per evitare confusione, preferiamo ordinare le tante informazioni date fino ad ora spiegandovi a cosa realmente serve questo documento. 

Vediamo qui di seguito i motivi per cui qualsiasi attività commerciale deve necessariamente avere un business plan: 

  • Fornisce un quadro completo su tutti i reparti aziendali e sui rispettivi progetti, così da capire quali obiettivi è possibile raggiungere e quali invece richiedono un investimento maggiore.
  • Al suo interno include precise ed esaustive analisi sul mercato, sull’offerta delle altre aziende e sulla domanda dei consumatori. In questo modo è possibile studiare la concorrenza e, in automatico, perfezionare strategicamente le prossime mosse dell’azienda.
  • Presenta in modo dettagliato i vari team, l’imprenditore capo e tutto il management aziendale. Questo migliora la conoscenza dell’organico dell’attività e permette di sapere le esperienze lavorative di ogni singolo membro.
  • Sintetizza tutte le strategie di marketing, le tattiche per il posizionamento sui motori di ricerca (SEO) e soprattutto i canali dedicati alla comunicazione e alla diffusione delle campagne pubblicitarie.
  • Indica la situazione finanziaria aziendale perfettamente aggiornata, così da sapere quale sia il livello economico generale, in base al quale si definiscono gli investimenti.
  • Riporta tutte le caratteristiche puramente strutturali, ovvero gli impianti, i materiali, le componenti tecniche e le rispettive manutenzioni. Così è possibile essere sempre a conoscenza di eventuali carenze nella disponibilità di manodopera. 

Caratteristiche fondamentali di un perfetto business plan 

Come potrete intuire, le informazioni da inserire in un business plan sono davvero tantissime. 

Ecco perché è importante rispettare dei canoni specifici di ordine e organizzazione, così da non generare confusione tra le varie sezioni. 

Ricordate che il business plan è lo specchio della vostra azienda e se risulta poco chiaro significa che o lo avete redatto senza seguire uno schema, oppure ci sono problemi più seri all’interno dell’attività.

Se avete paura di sbagliare, non temete! Accorriamo subito in vostro soccorso indicandovi le 5 caratteristiche che un corretto business plan deve avere. 

  • Attendibilità 

Tutto ciò che viene riportato nel piano deve essere sincero, veritiero e deve rispecchiare nei minimi dettagli l’effettiva realtà aziendale così com’è nel suo complesso. 

Se i dati riportati differiscono da quanto effettivamente succede all’interno dell’impresa, il business plan perde di utilità e non sarà possibile effettuare una corretta valutazione dei dati e una giusta stima per i progetti futuri. 

  • Sinteticità 

Siamo consapevoli del fatto che far rientrare tutti i dati, i progetti e i documenti aziendali in semplici pagine bianche non è facile. Anzi, è un lavoro complesso e che richiede tempo e pazienza. 

Ovviamente non è pensabile dedicare mille pagine per ogni singolo argomento, anche se in alcuni casi persino mille pagine non basterebbero.

Bisogna quindi avere il dono della sintesi e per lo meno tentare di riassumere al meglio delle proprie capacità tutti gli aspetti dell’impresa.

  • Chiarezza

Quando si ha a che fare con un carico di lavoro di questa portata è facile perdere il focus ed effettuare errori, ad esempio ripetere gli stessi concetti, riportare informazioni sbagliate, etc… 

Per evitare di fare questo genere di danni vi consigliamo sempre di riportare solo i dati indispensabili, magari accompagnati da grafici e statistiche che possano descrivere ciò che è più difficile esprimere a parole. 

  • Efficienza

Un concetto da tenere sempre bene a mente è che il business plan ha una validità sia interna che esterna. 

Esso, infatti, non è solo utile a definire la storia, il percorso e l’evoluzione dell’azienda, ma è anche particolarmente funzionale alla presentazione dell’attività a terze parti. 

Bisogna quindi pensare di inserire le info in modo che rappresentino sia una linea guida solida per l’organico aziendale, sia un ottimo biglietto da visita per altre imprese che vorranno eventualmente collaborare.

  • Precisione 

In ultimo ma non per importanza abbiamo la precisione! È fondamentale essere scrupolosi e utilizzare rigore in ogni singolo appunto fatto. Soprattutto per la parte numerica, la quale spesso trae in inganno molti redattori.

È fondamentale non trascrivere alcun dato senza giustificarlo, in particolare i numeri devono sempre avere una base e un motivo per cui vengono inseriti in un determinato spazio. 

Mai riportare cifre nella parte finanziaria senza cognizione di causa. 

Come redigere un business plan 

Ora che sapete cos’è un business plan e quali sono le caratteristiche fondamentali che deve avere, sicuramente sarete curiosi di sapere come stilarne uno a regola d’arte. 

Per poterlo fare è importante tenere a mente tutte le fasi che deve avere: esse rappresentano uno schema fisso da adattare alla propria azienda.

Queste fasi seguono un ordine ben preciso ed ovviamente non casuale. 

Un buon business plan, infatti, riporta all’inizio tutta la parte descrittiva del progetto, tenendo per ultimi gli aspetti economici e finanziari. 

Questo per rendere l’interpretazione delle informazioni più facile e veloce. In questo modo il lettore viene inizialmente a conoscenza dell’incipit dell’impresa e delle sue principali peculiarità; successivamente entra nel vivo delle analisi sugli investimenti e degli studi sul bilancio.

Entriamo ora nel vivo delle varie fasi e scopriamo tutte le sezioni (in ordine di stesura) che un business plan deve necessariamente avere: 

  • 1 Descrizione del tipo di commercio: qui viene raccontata la situazione attuale dell’azienda, i prodotti e i servizi offerti al pubblico e i progetti che si vogliono mettere in atto in relazione al mercato di riferimento.
  • 2 Posizionamento dell’azienda: come potrete intuire, questa sezione indica il collocamento dell’attività nel mercato e fornisce una visione chiara dell’eventuale rischio imprenditoriale.
  • 3 Definizione delle strategie: in questa fase vengono indicate e descritte tutte le strategie di marketing e il vero e proprio piano operativo dell’azienda. Si tratta di un punto fondamentale poiché include tutte le mosse concrete che si intendono fare.
  • 4 Impostazione del management: ovvero la definizione dell’intera struttura aziendale, a partire dalle risorse umane, alla suddivisione dei compiti a tutta la forza lavoro da impiegare per il raggiungimento degli obiettivi.
  • 5 Risorse economiche e finanziarie: in ultimo ma non per importanza abbiamo tutti gli aspetti economici dell’impresa, ovvero tutte le fonti di copertura finanziaria su cui poter contare. Inoltre, sempre in questa fase sono compresi tutti i risultati economici e le proiezioni sugli investimenti futuri.

È importante specificare che nell’ultima sezione, ovvero quella numerica, vanno inseriti tutti i costi aziendali specificando ogni singola entrata e uscita: 

In particolare, è necessario segnalare

  • Costi di produzione
  • Costi per immobili e materiali
  • Costi del personale
  • Costi di struttura
  • Conto economico

3 segreti per un business plan di successo 

Per redigere un business plan è necessario essere a conoscenza della teoria che vi abbiamo illustrato fino a poco fa. La parte pratica viene solo con un po’ di allenamento. 

Chiaramente non si tratta di un lavoro di cui può occuparsi una sola persona. Fortunatamente ci sentiamo di dire! 

Alla base di un business plan di successo c’è sempre un team di persone efficienti che cooperano e collaborano in armonia, confrontandosi senza creare confusione. 

Nonostante questo, però, ci sono alcuni segreti che neanche i manuali più specifici vi dicono!

Innanzitutto, non considerate il business plan come un documento statico: deve essere costantemente aggiornato e aggiustato in base agli avvenimenti che si susseguono. 

Molte imprese si dimenticano di questo passaggio, ma sbagliano! Abbiate sempre la cura e l’attenzione di provvedere a tutte le modifiche necessarie.

In secondo luogo, vi suggeriamo di realizzare un sommario esecutivo che introduca il piano e riporti delle semplici intestazioni o titoli che introducano i vari concetti del documento. 

Evitate di inserire slogan o frasi di convincimento troppo stravaganti, meglio andare sul semplice.

Infine, non disdegnate mai il parere di un esperto! 

Una volta concluso il lavoro, potete tranquillamente farlo revisionare da un mentor del settore o uno specialista del mercato in cui opera la vostra azienda. 

Il risultato finale ne gioverà di sicuro!