Chiunque scrive sul web avrà sicuramente già sentito parlare della SEO e dell’ottimizzazione per i motori di ricerca.

Come afferma il noto portale Ahrefs.com:

Il 68% delle esperienze online comincia da un motore di ricerca e solo lo 0.78% degli utenti che compie una ricerca su Google clicca su di un risultato in seconda pagina.

Nonostante negli ultimi anni, la presenza sui social media dei brand abbia contribuito molto a portare traffico alle loro pagine, non bisogna assolutamente sottovalutare l’ottimizzazione per ottenere un buon posizionamento nelle ricerche.

I social sono in grado di dare un picco di utenti momentaneo a una determinata pagina o contenuti. La SEO, invece, come viene detto con precisione da MadeSitiWeb.it è in grado di portare risultati costanti e duraturi nel tempo.

Si tratta, quindi, di un tema da approfondire e da tenere sempre in considerazione quando si scrive un pezzo per il web. Vediamo in questo articolo cosa intende precisamente con il termine SEO, quali sono i fattori di indicizzazione più importanti e come rispondere al meglio al Search Intent degli utenti.

Che cos'è la SEO?

SEO sta per Search Engine Optimization (ottimizzazione dei motori di ricerca) ed è costituita da un insieme di pratiche progettate per migliorare il posizionamento delle pagine web all’interno dei risultati di ricerca organici. 

La ricerca organica attraverso i motori di ricerca è oggi il modo principale con cui le persone scoprono e accedono ai contenuti online. Per questo una buona strategia SEO è fondamentale per incrementare il numero di visite di un determinato sito web.

Quali sono i fattori principali che Google considera per la SEO?

Lo scopo perseguito da Google è quello di catalogare e organizzare le informazioni presenti sul web per rendere accessibili da tutti.

Innanzitutto, i robot di ricerca di Google (pezzi di software automatizzato chiamati "spider" o "crawler") eseguono la scansione del Web, visitando le varie pagine presenti online. Successivamente, inseriscono le pagine correttamente ottimizzate e scansionabili nell'indice di Google e le catalogano in base all’argomento.

Terzo, quando le persone cercano su Google, mostra quali pagine ritiene siano i risultati più pertinenti in base ai termini di ricerca che gli utenti inseriscono (tra i trilioni di pagine presenti nell'indice di Google).

Google dispone di vari algoritmi molto complessi per decidere quali contenuti dovranno essere visualizzati e in quale ordine.

Una volta che la tua pagina arriva sulla SERP, però, devi fare affidamento sui titoli e sulle meta descrizioni per convincere gli utenti a fare clic sul tuo link e a visitare il contenuto del tuo sito.

Quando un utente vuole ricercare una determinata informazione, digita o pronuncia delle parole correlate a quello che sta cercando. I termini con cui viene effettuata la ricerca sono chiamati parole chiave e sono fondamentali per un’ottima ottimizzazione SEO dei contenuti.

Quando Google decide se indicizzare o meno un determinato contenuto controlla molti fattori tra cui:

  • Scopo della pagina
  • Qualità e quantità dei contenuti
  • Informazioni sul sito web e sul creatore di contenuti
  • Reputazione del sito web e del creatore di contenuti
  • Interazione dell'utente con la pagina (tempo sulla pagina, frequenza di rimbalzo e così via)
  • Competenza, autorità e affidabilità (E-A-T)

Tutti i fattori sopra elencati entrano nell'algoritmo di Google e aiutano a determinare il posizionamento SEO.

Secondo i criteri sopra menzionati, Google mostra agli utenti i risultati più pertinenti e di alta qualità relativi a ciò che stanno cercando. Le pagine più rilevanti vengono visualizzate nella prima pagina dei risultati, mentre le altre vengono inserite nelle pagine successive.

Google si è reso conto che la maggior parte degli utenti accede alla sua piattaforma praticamente per qualsiasi tipologia di ricerca. Ciò significa che la loro vita potrebbe essere seriamente compromessa se venissero visualizzati dei risultati sbagliati. Google vuole, quindi, essere sicuro di fornire ai suoi utenti le informazioni più accurate, dettagliate e specifiche possibili.

Per fare ciò Google analizza in particolare:

  • la competenza dell’autore, ossia se sia un esperto nel suo ambito e sia in possesso delle competenze necessarie per scrivere un pezzo contenente informazioni reali e adeguate;
  • l’autorità della pagina per comprendere se è il contenuto migliore che possa rispondere alla domanda dell’utente;
  • l’affidabilità dell’autore, ossia se il contenuto sia onesto e imparziale.

Per un utile approfondimento sulla ricerca delle parole chiave, consigliamo la visione di questo utile video del canale Assistenza WP:

Google Passage: la nuova strategia di ricerca da conoscere per la SEO

Con la sua nuova tecnologia di ricerca chiamata “Google Passage”, Big G è in grado ora di classificare sezioni specifiche di una pagina (un paragrafo soprannominato "passaggio") in modo indipendente dal resto del testo.

Non solo la pagina stessa verrà valutata al fine del suo inserimento in SERP, ma anche alcune sue sezioni specifiche potranno essere indicizzate come se fossero indipendenti all’interno della pagina dei risultati di ricerca.

Il motore di ricerca continuerà a valutare ancora le intere pagine, quindi le strategie adottate fino ad ora (backlink, SEO on-page etc.) rimarranno comunque valide. 

Una singola pagina, però, avrà più possibilità di entrare all’interno delle pagine dei risultati di ricerca in quanto Google ne classificherà anche i singoli passaggi come se fossero delle parti semindipendenti (una sorta di mini pagina web).

Se non lo hai già fatto, quindi, rivedi i tuoi vecchi contenuti e cerca di riorganizzarli suddividendoli in sezioni molto chiare.

Attualmente, Google è in grado di categorizzare un singolo contenuto lungo in 5, 10 o anche 100 passaggi unici che potenzialmente potrebbero essere indicizzati singolarmente.

Quindi, i contenuti lunghi contenenti molte parole avranno un vantaggio nelle SERP e sono una tipologia di scrittura ampiamente consigliata per l’adozione nel 2022.

Come fare SEO per ottenere i featured snippet?

Secondo SEMrush, il 6,83% di tutti i risultati di ricerca possiede uno snippet in primo piano.

Ma come fare per ottenere la cosiddetta “posizione zero” nella SERP? Come per molti altri aspetti legati alla SEO, è necessario partire dalla ricerca di parole chiave.

In modo particolare, dovresti individuare quelle parole chiave per cui hai già raggiunto la prima pagina di Google e che possiedono già uno snippet in primo piano.

È importante concentrarsi sulle parole chiave per le quali si è già posizionati perché il 99,58% di tutti i featured snippet proviene da pagine che già si classificano all’interno della prima pagina dei risultati di ricerca per un determinato termine.

Un valido strumento per trovare le opportunità di snippet in primo piano è il rapporto Ahrefs "Parole chiave organiche" che ti mostra le parole chiave per le quali già ti posizioni ed è possibile inserire un filtro per visualizzare solamente quei termini che hanno nella pagina dei risultati un elemento in primo piano.

Un blocco di contenuto specificamente progettato per essere classificato nello spot degli snippet in primo piano deve avere un numero di parole compreso tra  40 e 60. Questo range ben preciso è il risultato di un'analisi di SEMrush che ha preso in esame quasi 7 milioni di Featured Snippet.

La crescita della ricerca visuale per la SEO

Oggi la ricerca visuale è in continua crescita, basti pensare che Google Lens è già stato utilizzato 1 miliardo di volte e che ogni mese vengono eseguite 600 milioni di ricerche visive su Pinterest.

La ricerca visiva è ancora agli inizi, ma è un potente parametro su cui iniziare a investire del tempo.

Se inizi a utilizzarla, scoprirai che essa è molto utile in numerose applicazioni, come lo shopping, le indicazioni stradali, la traduzione da altre lingue, la ricerca di ricette o di informazioni nutrizionali e molto altro.

Da alcune ricerche è emerso che 9 risultati su 10 presenti all’interno di Google Lens appartengono a una pagina che ha superato il test di ottimizzazione per dispositivi mobili del colosso di Mountain View.

Inoltre, sembra che la tradizionale ottimizzazione SEO delle immagini (quindi utilizzo di nomi di file appropriati e compilazione dell’alt tag) abbia dei notevoli riscontri positivi nei risultati all’interno di Google Lens.

Infine, le pagine e i siti con un’alta autorità di dominio, possiedono maggiori probabilità di apparire come risultati di ricerca visuale.

Come dominare il Search Intent e ottimizzare per la SEO? 

L’intento di ricerca, anche detto Search Intent, è uno dei fattori fondamentali per l’ottimizzazione SEO di un contento.

I contenuti che non corrispondono al Search Intent dell’utente per una determinata parola chiave semplicemente non verranno inseriti all’interno delle pagine dei risultati di ricerca.

Creare dei contenuti che corrispondono a un intento di ricerca 1:1 sarà un must per la SEO 2022 in quanto Google sta costantemente migliorando i suoi algoritmi al fine di fornire agli utenti i risultati di ricerca esatti che desiderano.

Il primo passo per creare un contenuto che risponda pienamente al Search Intent è comprendere l’intento di ricerca che sta dietro una certa parola chiave.

Prendiamo, come esempio, la parola chiave "proteine ​​in polvere". Chi effettua una ricerca per questo termine potrebbe o voler comprare delle proteine oppure ottenere ulteriori informazioni sul prodotto. Si tratterebbe di due tipologie di contenuti ben diversi.

Inserendo questa parola chiave in Google e facendo partire la ricerca, scoprirai che la maggior parte delle persone che cercano "proteine ​​in polvere" sta ricercando informazioni.

Ora che hai identificato l'intento di ricerca, puoi creare un contenuto che risponda con esattezza a questa necessità di informazioni.

L'ottimizzazione dell'intento di ricerca non deve essere effettuata solamente sui nuovi contenuti, ma è una buona norma fare un controllo di quanto già pubblicarlo per adattarlo meglio all’interno di ricerca e conquistare nuovi posizionamenti all’interno della SERP di Google.