La SEO è da qualche anno la tecnica principale per determinare il posizionamento sui risultati di ricerca di un sito web. Tuttavia, nuovi cambiamenti sono all’orizzonte, e qualcuno di essi potrebbe già star influenzando il ranking proprio ora. 

In prima battuta, Google ha recentemente annunciato una serie di modifiche all’algoritmo mirate a mettere l’utente al primo posto, e indicizzare le pagine in maniera tale da favorire quelle più performanti dal punto di vista dell’user experience – ed engagement. 

Quindi, la chiave per il successo è oggi l’user engagement, che permetterà ai siti web più meritevoli in questo senso di scalare il SERP e aggiudicarsi i primi posti. Vediamo di cosa si tratta, e quali sono i 5 elementi fondamentali su cui lavorare. 

Definizione di user engagement in ambito SEO 

L’user engagement è un termine che va a definire tutti i modi in cui un utente interagisce con il contenuto di un sito web. Queste metriche includono – ad esempio – il tempo totale speso su una pagina, quante pagine vengono visitate e se l’utente sceglie di condividere la pagina sui social. 

Quindi, far sì che un utente approdi sul tuo sito web vale sempre meno, se esso non interagisce con i suoi contenuti. L’User Engagement riflette la propensione di un utente ad assimilare i tuoi messaggi, è un indicatore di interesse perché è sempre intenzionale, a differenza dei click-through. 

Gli elementi chiave dell'user engagement per il tuo sito web

Se molti SEO specialists si lamentano spesso della scarsa trasparenza di Google sui criteri per il posizionamento, oggi possiamo invece determinare quasi con certezza quali sono i più gettonati per l’user engagement. 

  • Ottimizzazione responsive: il traffico da dispositivi mobili fa oggi la quasi metà del traffico web globale, e Google ha cominciato a tenere seriamente in considerazione questo aspetto per l’indicizzazione dei siti. Quindi, è bene cominciare da subito ad applicare un’ottimizzazione responsive ben fatta al proprio sito web!

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  • Tempo trascorso sul sito web: la quantità di tempo trascorsa da un utente su un sito web prima di tornare ai risultati di ricerca serve a Google per misurare quanto una pagina risponda davvero all’intento di ricerca. Più un utente interagisce con un contenuto, maggiore sarà il tempo trascorso sul sito web, e quindi la rilevanza di quest’ultimo per una specifica query. 
  • Ricerca semantical’algortimo di Google si è modificato negli anni per basarsi sempre meno su keyword specifiche e più su come un utente pone la propria domanda al motore di ricerca. La conseguenza logica è che un sito web che si basa più su long-tail-keyword rankerà meglio, e offrirà contenuti più specifici per l’intento di ricerca di un utente.  Al contrario, un contenuto “troppo ottimizzato” – macchiato dal keyword stuffing – non performerà più bene come negli ultimi anni, ma verrà invece premiato il contenuto davvero affine alla query dell’utente grazie a un algoritmo sempre più avanzato e a “prova di essere umano”. 

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  • Click-Through Rate: il CTR detiene ancora una discreta importanza: del resto, non può esserci user engagement senza l’iniziale visita la sito web. Per aumentare il click-through-rate valgono sempre le stesse regole: titoli H1 ottimizzati e accattivanti per il lettore e metadescrizioni, brevi ma esaustive, che contengono le keyword giuste senza però spammare. Questi due elementi sono fondamentali a persuadere il lettore nel visitare la pagina, e sono il primo passo per catturare la sua attenzione. 
  • Link building: come accade quando si valuta un candidato durante un colloquio, anche per le pagine web le “referenze” sono importantissime. Quindi, maggiore sarà il numero di link che riportano a una specifica pagina, più Google ne valuterà rilevante il contenuto. Pubblicità, condivisioni e post sui social media tuttavia non sono ottimali per costruire una strategia di link building. Possono però aiutare a “far uscire” il contenuto e generare un traffico organico tale da risultare in discussioni, backlink e altre azioni esterne da parte di persone reali che andrebbero ad aumentare l’autorevolezza della pagina. 

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Come misurare l’user engagement per la SEO 

Questa è una delle sfide più complesse per gli esperti SEO. Trattandosi di un comportamento “umano”, non esiste una scienza esatta per misurare l’engagement. Tutto ciò che è possibile fare è misurare alcuni indicatori che possono mostrare quali contenuti performano meglio: 

  • Visualizzazioni di pagina, ovvero il numero totale di visite alle pagine in una finestra temporale precisa
  • Contenuti migliori, ovvero quelli che dimostrano una performance migliore per queste specifiche metriche
  • Nuovi visitatori, ovvero nuovi utenti del tuo sito web e non coloro che ritornano
  • Bounce Rate, ovvero la frequenza con cui un utente visita il tuo sito web e lo abbandona immediatamente
  • Tempo trascorso su un sito web, ovvero quanto tempo un utente passa effettivamente sul tuo sito web
  • Conversioni, ovvero quanti utenti compiono un’azione sul tuo sito web – come ad esempio registrarsi, iscriversi a una newsletter o acquistare un prodotto 

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