Il mondo della SEO, Search Engine Optimization, è assai complesso ed in continuo divenire.

Sebbene per alcuni possa semplicemente tradursi in alcune semplici regole da adottare nel momento in cui si scrive un articolo o una pagina web, in realtà, si tratta di qualcosa di ben più complesso.

In particolare, ottimizzare contenuti e siti web in ottica SEO è un'attività distinta in due parti, delle quali però spesso se ne considera una soltanto.

Da un lato, vi è la SEO on page o on site. Dall'altro, un mondo di attività completamente diverse ma complementari: si tratta della SEO off page o off site.

Della SEO on page fanno parte, ad esempio:

  • costruzione di un URL ottimizzato;
  • utilizzo di tag title e meta description;
  • costruzione di una site map e di breadcrumps;
  • ottimizzazione immagini;
  • link interni ed esterni (questi ultimi verso siti autorevoli);
  • produzione di contenuti di qualità e loro aggiornamento.

Molto spesso, i creatori di contenuti per siti web si focalizzano solo su questi aspetti, dimenticando però la rilevanza della SEO off page. Di SEO off page e di strategie di link building parleremo nel dettaglio in questo articolo.

Che cosa si intende per SEO off page?

Quando si cerca di ottimizzare un testo in ottica SEO, è facile dimenticarsi della parte off page.

Si tratta infatti di tutte quelle attività che sono da svolgere senza mettere mano al proprio sito. Nonostante siano attività fondamentali, spesso vengono dimenticate in virtù della SEO on page.

Esse, però, giocano un ruolo chiave nel posizionamento di un sito web e ne aumentano l'autorevolezza. Sono dunque strategie che sono da combinare con quanto già fatto nell'ambito della SEO on page.

Qual è, in termini pratici, lo scopo della SEO off page? Sostanzialmente, potremmo riassumerli in 4 macro aree:

  • essere condivisi nei social media;
  • ricevere link da altri siti (senza mai dimenticare l'autorevolezza);
  • ottenere menzioni da altri blog e forum che parlano del medesimo argomento;
  • possibilmente essere salvati tra i segnalibri degli utenti.

Insomma, si tratta di ottenere, attraverso delle attività che ora scopriremo, il riconoscimento del valore dei nostri contenuti da parte degli utenti esterni.

Nel prossimo paragrafo cercheremo di approfondire a quali attività corrisponde la SEO off page. E no: SEO off page non equivale a link building.

Quanti tipi di SEO off page esistono?

Per molti, la SEO off site corrisponde all'attività di link building. Come ora vedremo, però, non è esattamente così.

Vi sono infatti:

  • Le menzioni
  • Le recensioni;
  • L'utilizzo di Google My Business (per le realtà che si posizionano anche a livello locale);
  • Le citazioni, di cui fanno parte le strategie di link building e link earning.

Si potrebbe aggiungere anche l'utilizzo dei social media e la collaborazione con influencer.

In realtà, una pagina nei canali social che condivida aggiornamenti e articoli dei proprio sito web non concorre direttamente ad aumentare il ranking di una pagina. Infatti, tali link presenti nelle pagine social non verranno considerati come backlink.

In ogni caso, però, essere presenti potrà sarà utile per far conoscere il brand, monitorare le opinioni, e gestire la propria community.

Lo stesso vale per la presenza nei forum. Non contribuiscono in maniera diretta (specie se si spammano link nei commenti ai post), ma sicuramente aiutano a far conoscere la propria realtà e costruire la propria presenza online.

Per introdurci al mondo delle strategie di link building, in questo video del canale YouTube di Marco Salvo, si intervista Michele Sabatini, punto di riferimento del mondo SEO e del digital marketing, che propone un tutorial in 40 minuti proprio in merito a questa strategia off page.

Ecco quindi che il link building è solo una delle possibilità di una strategia off page. In cosa consiste esattamente?

In cosa consiste il link building in una strategia off page?

Molti lo sapranno già, ma vale la pena ribadirlo.

Dal momento che il posizionamento per una determinata chiave di ricerca va in base anche alla quantità e qualità dei link che rimandano a quella specifica pagina o sito web, è fondamentale che la strategia basata sulle citazioni sia strutturata in modo corretto.

Per ottenere i backlink (ovvero, questi link che rimandano al nostro sito), sono operabili due diverse attività: da un lato il link building e dall'altro il link earning.

Il link earning consiste nell'ottenimento spontaneo di backlink grazie alla qualità dei propri contenuti. Si tratta di un processo assai difficile, anche perché non sono controllabili i siti da cui si ottiene un backlink.

Il link building, invece, è una strategia di tipo diverso e in cui il creatore è parte più attiva.

Consiste infatti nel far pubblicare backlink verso il nostro sito su pagine di altri siti tematicamente affini e che risultano autorevoli nel settore di riferimento (fonte: Valentino Mea).

Si tratta di un'attività che può essere fatta in modo gratuito o a pagamento e permette di ottenere backlink e traffico da siti ben posizionati e che trattano il tema del nostro sito web.

Ci sono anche qui diverse tecniche che possono essere prese in considerazione. Ne suggeriamo 4:

  • il guest posting, la tecnica più utilizzata, che consiste nello scrivere articoli o post in un sito dalla tematica simile e ben posizionato, inserendo dei link che rimandano al nostro sito;
  • i broken link (link interrotti). Se troviamo pagine 404 dove dovrebbero esserci contenuti attinenti alla tematica da noi trattata, può essere interessante contattare il gestore del sito e proporre di rimandare al nostro sito con un redirect. La pagina 404 non esiste più e noi guadagnamo un backlink;
  • la creazione di contenuti di qualità.

Naturalmente, quando si cerca di creare la propria strategia off page, è importantissimo utilizzare le tecniche di link earning ma anche di link building. Tutto potrà concorrere al miglioramento del ranking del nostro sito.

Nel prossimo paragrafo, vedremo uno dei fattori fondamentali nell'ambito della link building, lo EAT.

Il concetto di EAT nelle strategie di link building

Ormai è chiaro che una strategia di link building debba essere ben studiata. Non tutti i backlink, infatti, hanno lo stesso valore e lo stesso peso.

A questo proposito, risulta fondamentale il concetto di EAT. Si tratta di un acronimo dal significato di Esperto, Autorevole e Affidabile.

La parola "Esperto" rimanda alla specifica competenza del creatore dei contenuti. Non si tratta soltanto di qualità di un contenuto, ma anche del contesto in cui è inserito. Se si cercano informazioni relative ad una specifica dieta, probabilmente i siti web dei dietologi e dei biologi nutrizionisti avranno molto più valore di un sito che non è specializzato.

A tal proposito, specificare la biografia dell'autore e far controllare i testi ad un team di esperti potrebbe senza dubbio essere una strategia accurata.

"Autorevole", invece, fa riferimento alla qualità del contenuto e del sito web nel quale è inserito. Potrebbe far riferimento anche alla qualità e quantità di backlink presenti nel sito stesso.

"Affidabile", infine, è quella caratteristica di un sito web di divulgare contenuti di qualità e veritieri. In un'ottica di miglioramento dell'esperienza utente, i motori di ricerca desiderano che i risultati trovati dagli utenti siano di valore e prodotti da creatori competenti

In altre parole, se un sito non possiede queste tre caratteristiche, o anche soltanto una delle tre, è molto probabile che non sia un gran valore aggiunto ricevere un backlink da esso.

Dal momento che Google cerca di migliorare sempre di più l'esperienza dell'utente facendogli trovare dei siti pertinenti con il suo intento di ricerca e con contenuti di qualità, risulta quindi essenziale che anche la costruzione dei link debba essere altrettanto di valore.

Ecco quindi che un link che proviene da un sito che sia popolare e con contenuti di qualità avrà certamente un peso maggiore di un link da un sito senza queste caratteristiche.

SEO off page e link building: come monitorare i propri progressi

Per ogni strategia che si rispetti, è fondamentale controllare anche gli esiti delle proprie campagne.

Ci sono infatti alcuni strumenti che possono certamente aiutarci a monitorare i nostri progressi o che, soprattutto all'inizio, possono farci capire qual è la fotografia del nostro sito web nel momento attuale.

Uno di questi è sicuramente fornito da Google Search Console. Nella barra situata a sinistra del proprio account, infatti, si trova una sezione denominata "Link". Al suo interno, è possibile visionare quanti siti rimandano al nostro, e soprattutto quali.

Oltre a queste informazioni primarie, è possibile visionare quali sono le pagine più menzionate e anche per quali anchor text (parola o gruppo di parole che rimandano ad un'altra pagina web).

Lo strumento è piuttosto facile e totalmente gratuito e permette di capire se ci sono dei link dannosi che dovremmo eventualmente rimuovere (perché possono abbassare il ranking del nostro sito).

Uno degli strumenti per l'analisi SEO e anche dei backlinks è Ahrefs. Per quanto riguarda i backlink, analizza il traffico organico, analizza quali siti rimandano a quelli della concorrenza, e analizza se i concorrenti stiano facendo pubblicità a pagamento e dove.

Non è certamente uno strumento gratuito, e i prezzi partono da 89 euro al mese più tasse, per l'abbonamento base.

Se vogliamo utilizzare un tool totalmente italiano, possiamo fare riferimento a SeoZoom (ne avevamo parlato in questo articolo). Si tratta non soltanto di uno dei migliori strumenti per l'analisi dei backlink, ma anche di uno dei più completi per l'analisi SEO in genere.

Oltre a fornire uno strumento che analizza le parole chiave e un'assistenza ben organizzata, il tool fornisce anche una particolare metrica, la Zoom authority, che analizza lo stato di salute di un sito web.

Per quanto riguarda i backlink, il tool verifica la quantità e qualità dei link in ingresso, ma anche il rapporto tra link dofollow e nofollow, e riesci ad analizzare gli anchor text più diffusi. Infine, può classificare la qualità dei backlink ottenuti.

Anche qui, lo strumento non è gratuito, trattandosi di un tool ad uso professionale. I prezzi partono da 49 euro al mese più IVA per l'abbonamento di base.