Negli ultimi anni abbiamo assistito a un vero e proprio incremento delle professioni digitali. Queste ultime sono diretta conseguenza di una trasformazione digitale che ha toccato aziende e singoli, come spiega Network Digital360:

Quando si parla di professioni digitali si fa riferimento ai lavori nati con la Digital Transformation. Rientrano in questa accezione numerose figure con un denominatore comune: si lavora sul web, sul software, su reti e applicativi, applicazioni mobili, dati digitali e analytics, intelligenza artificiale e automazione, connettività, comunicazione, formazione e gestione nell’economia digitalizzata. 

Lavorando in un ambiente di questo tipo, prettamente digitale per l'appunto, un professionista può effettuare le proprie mansioni da remoto, senza nemmeno doversi recare in ufficio. Tutto ciò di cui ha bisogno sono infatti un PC, uno Smartphone e una connessione Internet. 

La figura del lavoratore digitale può assumere diverse forme: uno smartworker subordinato a un datore di lavoro, oppure un freelance che lavora in proprio; un'altra differenza è il luogo da cui lavorare, come casa propria o un qualsiasi altro paese. In quest'ultimo caso, si parla di nomadismo digitale, situazione a cui molti ambiscono e di cui parleremo in un paragrafo apposito.

Iniziamo prima con lo spiegare il perché del successo dei lavori digitali. Infine, un elenco di tutte le professioni più richiesti nel digital. 

Lavori digitali: perché tanto successo?

Il web è ormai considerato non solo uno strumento di lavoro ma uno scrigro di opportunità. Anche Wired lo conferma in un interessante articolo in cui analizza come stia cambiando il mondo del lavoro grazie alla tecnologia:

La crescita della domanda It ha attraversato diversi settori economici come alloggio e ristorazione, anche in un mese tradizionalmente fermo come agosto - spiega Mario Mezzanzanica, direttore del dipartimento di Statistica della Bicocca -. E il balzo del settore trasporto e logistica può proseguire: il tema è capire quali figure professionali digitali possano seguire questo trend trainato dall'ecommerce nel disegnare nuovi modelli di servizio e relazione con il cliente”.

A incrementare il successo di questa tipologia di professioni è stato non solo il web ma anche un evento spiacevole: il Covid-19. Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, lo ribadisce:

La pandemia ha impresso un'accelerazione al bisogno di trasformazione digitale e di smartworking, questa reazione delle aziende ha portato il settore It a concentrarsi sul fornire prodotti, servizi e infrastrutture ma ha rallentato la capacità di occupare professionalità e competenze digitali essenziali per lo sviluppo – osserva Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform -. Nel periodo di incertezza la prima missione è stata salvaguardare l'esistente e non perdere quote di mercato: assumere sarà una conseguenza della ripartenza”.

Dalle sue parole intuiamo una contraddizione che è necessario risolvere: quella tra l'ermergere di nuove tendenze digitali e la mancanza di assunzioni di esperti in tali ambiti.

La pandemia ha velocizzato il processo di digitalizzazione delle aziende. Un esempio è l'aumento di e-commerce nati o implementati durante la pandemia: non potendo vendere i propri prodotti fisicamente, molte aziende come quelle di abbigliamento o oggettistica, hanno dovuto spingere sulla vendita online. 

Ulteriore conseguenza è stata l'introduzione del lavoro agile o Smartworking come parte integrante della propria attività lavorativa. Tralasciando il periodo del lockdown, in cui i movimenti erano piuttosto limitati se non vietati, quelle aziende che hanno mantenuto il lavoro da remoto anche una volta rimosse le restrizioni, hanno visto i propri dipendenti lavorare da qualsiasi luogo del mondo. Svariati smartworker ne hanno infatti approfittato per viaggiare, spostarsi di tanto in tanto in città o paesi diversi, ovunque ci fosse un buon wifi. 

In questo primo caso, si è alle dipendenze di un datore di lavoro, che dà la possibilità ai propri dipendenti di portare avanti le proprie mansioni da qualsiasi luogo. 

Abbiamo però anche coloro che hanno deciso di mettersi in propri: i freelance. Questi ultimi, esperti in un determinato settore, collaborano con uno o più clienti contemporaneamente, stabilendo le proprie tariffe, oltre che gli orari in cui dedicarsi ai progetti. Non essendo subordinati a nessuno, i freelance godono di una libertà totale, a questa autonomia corrispondono però maggiori oneri e rischi, rispetto a quelli di un dipendente. 

Che siano assunti da un superiore o che lavorino in proprio, i professionisti del digitale godono di una serie di vantaggi e comodità che i lavoratori tradizionali normalmente non hanno. Come flessibilità, possibilità di viaggiare, avere maggiori contatti conoscendo persone nuove in tutto il mondo. 

I nomadi digitali: lavorare online viaggiando

Vediamo il caso specifico di chi decide di lavorare da remoto spostandosi per il mondo, forniamo una definizione più completa fornita da Salvatore Aranzulla:

Ebbene, un nomade digitale è colui che, sfruttando le tecnologie offerte dal mondo digital, lavora a distanza per i propri clienti o per il proprio datore di lavoro, senza essere legato a sedi fisiche. Così facendo, può lavorare in remoto, stare sempre in viaggio, conducendo una vita, per l’appunto, nomade.

Per lavorare, i nomadi digitali si servono della connessione a Internet e ovviamente di dispositivi adatti per la propria attività, quali computer, smartphone, tablet, macchine fotografiche, software di videoconferenza e così via. In questo modo, possono rimanere in contatto con clienti, datori di lavoro ecc.

Ogni nomade, vive il nomadismo digitale in maniera diversa. Alcuni decidono infatti di passare l'intera esistenza viaggiando, altri scelgono di farlo solo per un certo periodo di tempo, altri ancora si spostano all'interno del proprio paese, mentre qualcuno decide di esplorare paesi stranieri e lontani. 

Rimane un punto comune: per poter diventare un nomade digitale è necessario lavorare da remoto, altrimenti spostarsi diventerebbe complicato.

Come poterlo diventare?

  • Nel caso di un dipendente che svolga una professione digitale è possibile provare a far richiesta al proprio superiore. Il sito La Legge per tutti chiarisce questa possibilità:

    Il lavoratore può chiedere in ogni momento al datore di lavoro di stipulare un accordo di smart working che gli consenta di lavorare, almeno in parte, al di fuori dei locali aziendali. Trattandosi di un accordo bilaterale, tuttavia, l’accesso allo smart working sarà possibile solo con il consenso di entrambe le parti.

    Non è detto che la risposta sia positiva, specie quando si tratta di imprenditori abituati a supervisionare l'operato dei dipendenti dal vivo. Nel caso di aziende che abbiamo già abbracciato lo smartworking, potrebbe essere più semplice trovare un accordo che accontenti entrambe le parti.

  • I freelance non hanno bisogno di chiedere permessi, non a caso una buona fetta di nomadi digitali lavora in proprio. Come libero professionista è necessario avere una o più competenze approfondite, che possano essere offerte ai clienti di modo da ottenere delle entrate tali da poter vivere e viaggiare. Non è necessaria una laurea ma conoscenze ed esperienza, ottenibili grazie a corsi e gavetta.

Quali sono le professioni digitali più richieste?

Vediamo ora quali sono i lavori digitali che stanno avendo più successo e le relative skills richieste. 

  • E-commerce specialist. Abbiamo già accennato a come gli e-commerce abbiano subito una crescita notevole dopo il covid-19, questo come diretta coseguenza della chiusura dei negozi fisici. Gli stessi Facebook e Instagram hanno cavalvato l'onda introducendo una nuova funzione relativa alle vendite e gli shops.
    Un e-commerce richiede diverse competenze, non basta solo crearlo e mettere in vendita i propri prodotti, sono necessarie strategie di comunicazione, test sulle vendite, analisi dei dati e dei comportamenti. Di tutto ciò si occupa un e-commerce specialist.

  • Cyber Security Specialist. Il web presenta svariate minacce, soprattutto per un'azienda, proprio per questo è necessario avere esperti in ambito cybersecurity, così da evitare attacchi informatici e il furto o peggio la cancellazione di  informazioni e dati contenuti in siti, blog e database aziendali. Varie sono le professioni coinvolte nella cybersecurity, come abbiamo spiegato in un articolo focalizzato sull'argomento: Cybersecurity: proteggere privacy e dati! Caso SIAE
  • Social Media Manager. Si tratta di una figura a cui vengono richieste competenze strategiche, creative e comunicative. Nelle aziende più grandi possono essere assunti più social media manager, poiché la mole di compiti è abbastanza vasta. In linea generale questo specialista si occupa di identificare gli obiettivi del cliente, il suo target di riferimento per poi andare a pianificare una strategia di marketing e dei contenuti che andranno pubblicati sui diversi canali.

  • Copywriter. Uno specialista che lavora con le parole, scrivendo testi mirati a comunicare, informare e persuadere il target di riferimento a compiere determinate azioni. Un copywriter può scrivere articoli per un blog o un sito aziendale, in questo caso una capacità specifica richiesta è la scrittura SEO, che permetterà ai suoi articoli di rendersi ben visibili tra i risultati di ricerca.

  • Web Designer e Web Developer. Sono due specialisti che inseriamo nel medesimo punto perché collegati tra loro. Il primo è un creativo, con conoscenze grafiche e di design. Si occupa di tutto ciò che è l'aspetto visivo di un sito: il layout, gli elementi che lo compongono, l'armonio di questi ultimi e la loro usabilità da parte degli utenti. 
    Il Web Developer si occupa invece del dietro le quinte, è un programmatore e in quanto tale gli vengono richieste conoscenze informatiche, non grafico creative. Suo è il compito di rendere il sito maggiormente dinamico, funzionante, lavorando sui codici e i linguaggi di programmazione.

  • SEO Specialist. Parliamo di un analista il cui compito è posizionare in maniera efficace il sito tra i risultati di ricerca, garantendovi così traffico. Per farlo, ottimizza le singole pagine del sito, crea percorsi tra queste ultime, utilizza link-building, pianifica campagne pubblicitarie. Anche questa è una figura poliedrica alla quale vengono richieste skills strategiche e analitiche ma anche di comunicazione e pianificazione.