Il secondo trimestre del 2022 potrebbe essere il momento migliore per espandere il proprio team di comunicazione e raggiungere nuovi obiettivi di marketing. Il che suona decisamente allettante, ma è fondamentale scegliere le figure giuste. Come fare?

Questo riguarda anche i marketers più ambiziosi, che quest’anno desiderano fare un passo avanti e specializzarsi in un settore ben definito.

Secondo una ricerca di HubSpot sulle professioni digitali più in voga degli ultimi anni, le figure su cui puntare nel 2022 sono tre. Scoprile nelle prossime sezioni dell’articolo!

Social Network: lo sviluppo delle professioni digitali in Italia

Prima di parlare delle tre figure più ricercate quest’anno, è bene fare una premessa sullo sviluppo delle professioni digitali in Italia. Si è infatti riscontrato un esponenziale aumento della domanda contro un’offerta ancora non sufficiente, e questo rende il terreno di crescita particolarmente fertile.

Tuttavia, c’è anche da sottolineare la differenza tra piccole, medie e grandi imprese. Se quest’ultime non hanno problemi ad affidarsi ad agenzie di comunicazione e freelance, le prime due potrebbero fare difficoltà a sostenerne i costi.

Per questo motivo, nel 2019 si è rilevato che – per ogni professione – vengono richieste competenze digitali di base insieme anche alla conoscenza degli strumenti di comunicazione visiva e multimediale per la pubblicità. Di questo periodo, quindi, conviene essere competenti a 360° in Italia.

Questi dati non dovrebbero però scoraggiare i marketers più ambiziosi, che possono puntare a specializzarsi e ottenere più collaborazioni da freelance: si stima infatti che un’altissima percentuale di forza lavoro coinvolta in professioni digitali sia rappresentata da lavoratori autonomi.

Social Network: cosa fa un Direttore Creativo

Passando al dettaglio delle professioni più richieste, al primo posto troviamo il direttore creativo, il cui ruolo risulta vitale per la riuscita di una campagna di marketing fatta bene. Questa figura avrà il compito di assicurare una qualità impeccabile dei contenuti su tutte le piattaforme.

Per raggiungere efficacemente nuove fette di pubblico e incrementare le vendite, è essenziale avere delle strategie social che comprendano contenuti testuali e visuali di altissima qualità e che centrino l’obiettivo della campagna, tenendo in considerazione lo stile del brand.

“Nel contest attuale, l’opportunità che i brand hanno di esprimersi attraverso diverse piattaforme è più raggiungibile che mai, e sono gli stessi utenti a domandarlo a gran voce”, sostiene il direttore creativo di Wistia, Adam Day.

La strategia social non è di un’attività sporadica e monotematica, ma comprende i contenuti più disparati. Per citarne uno, il formato video ha visto una crescita del consumo del ben 121% solo nel 2019, ma si stima che questo dato sia esponenzialmente aumentato tra il 2020 e il 2021.

Le aziende richiedono quindi una figura che possa sviluppare e gestire il processo creativo che serve a creare contenuti rilevanti e nel contempo mantenere un’immagine omogenea del brand rendendolo unico e riconoscibile.

Qui, entra in gioco l’importantissima figura del direttore creativo.

Un ottimo direttore creative sarà infatti sviluppare un’immagine chiara e coinvolgente per l’azienda: la consistenza del brand è anche data dal bilanciamento dello stile, che comunica professionalità, attenzione al dettaglio e crea fiducia nel potenziale cliente.

Dai contenuti online fino anche alle brochure e i poster fisici, tutto dovrà essere omogeneo e ben studiato per dare al brand un tocco personale che catturerà il cliente e lo spingerà a ricordarsi di una determinata ditta.

Tuttavia, l’impatto di un direttore creativo non è limitato all’estetica del brand: le aziende che assumono un direttore creativo hanno maggiore probabilità di sbaragliare la concorrenza dimostrando un ottimo ritorno sull’investimento.

In soldoni, un direttore creativo andrà ad aiutare un’azienda a raggiungere gli obiettivi di vendita assicurando una strategia di marketing dove tutti i contenuti sono ottimizzati, efficaci e riconducibili al brand.

Un cliente su tre è infatti grandemente influenzato dalla qualità dei contenuti di marketing. Un buon contenuto avrà impatto positivo sul cliente, ma uno creato alla bell’è meglio spedirà i clienti direttamente dalla competizione. Per questo la domanda di direttori creativi competenti è salita dell’11% solo nel 2021.  

Tra le altre cose, un direttore creativo andrà a guidare di fatto tutta la strategia dei contenuti: si occuperà di costruire e gestire l’intero processo di produzione con l’obiettivo di guidare il team creativo a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Naturalmente, un rapporto di lavoro con il direttore creativo si basa principalmente sulla fiducia: ad esso andrà infatti affidata tutta la parte di content creation e la direzione del team che comprende fotografi, grafici e copywriters. Il che vorrà dire che – in sede di inevitabile rimodulazione della strategia – si assumerà i rischi dovuti.

Il direttore creativo avrà l’annoso compito di prevedere e sfruttare i trend proiettandosi verso il futuro, comparando la posizione dell’azienda con quella dei competitors e studiando strategie performanti.

Inoltre, sarà compito suo stabilire un rapporto con i clienti per comprendere le strategie migliori da utilizzare: conoscere il pubblico target e trovare il modo di comunicare con esso in maniera efficace è la via più veloce per il successo.

Nel caso un’azienda si trovasse quindi a lavorare con vari freelance, assumere o collaborare con un direttore creativo allevierà l’imprenditore dell’annoso peso di studiare egli stesso la strategia, lasciando più tempo alla gestione dei processi produttivi.

Social Network: cosa fa un Assistente Creativo

Una buona strategia di marketing potrebbe anche solo includere un Direttore Creativo e il suo assistente. Nel caso in cui un’azienda disponga di entrambi è infatti possibile che la loro sinergia basti a sviluppare e gestire un workflow impeccabile, a patto che si tratti delle persone giuste.

Un assistente creativo è un professionista con competenze strategiche e creative utili a sviluppare materiali promozionali a tutto campo: video, immagini promozionali, comunicati stampa e post social, e per ciascuno di essi pensare al posizionamento tecnico.

Un assistente creativo andrà quindi ad aiutare il direttore creativo nel gestire la parte di creazione dei materiali di marketing – ad esempio la stesura di copy, la produzione di design o infografiche nonché a condurre la ricerca di marketing utile a identificare trend e idee per nuove campagne.

Sebbene fino a poco tempo fa quella dell’assistente creativo era considerata una posizione entry level, oggi non è più così: le competenze richieste sono variegate e professionali, e risultano fondamentali per mettere in atto una strategia veramente efficace.

Tuttavia, assumere un assistente creativo con poca esperienza ma con tanta voglia di crescere sarà un investimento a lungo termine, perché gli permetterà di crescere insieme al brand e avere un impatto significativo e personalizzato sul futuro della strategia.

Social Network: cosa fa un Content Marketing Manager

Il comportamento dei consumatori, è innegabile, cambia costantemente. Essi risultano più furbi, intelligenti e dediti alla ricerca quando si tratta di acquistare un prodotto, quindi le tecniche di hard-selling risultano sempre meno efficaci. Oggigiorno, un cliente vuole essere informato e intrattenuto.

Queste modifiche comportamentali hanno reso lo sviluppo dei contenuti Social essenziale negli ultimi anni, perché di norma un cliente proviene proprio da queste piattaforme, e il modo in cui reagisce ai contenuti è la chiave per generare più vendite e conversioni.

Le aziende che dispongono di un budget maggiore si affidano quindi alla triade: Direttore Creativo, Assistente Creativo e Content Marketing Manager.

Per avere una strategia social efficace, è necessario sviluppare costantemente contenuti. Tantissimi contenuti. Che si tratti di blog, video, podcast, tweets, video su Tiktok e molto altro, ogni contenuto ha sempre e solo un obiettivo: guidare un consumatore dalla scoperta all’acquisto.

Un content marketing manager risulta una figura essenziale per le aziende più grandi, che necessitano di un tono di voce che le renda uniche, competitive e ispiri fiducia a un cliente rispetto a un eventuale competitor.

La strategia di marketing digitale non è più un accessorio, ma un must per generare conversioni. Quindi, ecco perché alle aziende più grandi serve un content marketing manager.

Questa figura professionale si concentra maggiormente nello studio delle migliori strategie per ciascuna piattaforma, trovare modi per creare traffico e coinvolgimento, comprendere i tipi di contenuti più efficaci per ciascun canale e analizzare la performance di ogni campagna, apportando modifiche dove necessario.

Un buon content marketing manager ha un occhio di riguardo per l’ecosistema clienti. Dove si trova il pubblico? Di cosa parla? Cosa cerca in un prodotto? Qual è il problema da risolvere tramite il prodotto? La sua strategia risponderà a ciascuna di queste domande.

Lentamente, il brand costruirà una relazione di fiducia con la propria customer base, e fidelizzerà i clienti al punto che essi non dovranno più cercare da nessuna parte.

Infine, un buon content marketing manager dev’essere ben allineato con il brand e i suoi obiettivi. Il marketing dei contenuti si basa infatti sul valore aggiunto che crea unicità e attira il pubblico di riferimento, il che significa che una figura professionale di questo tipo dovrà conoscere bene l’azienda e la buyer persona.

Social Network: perchè è importante un team di comunicazione? 

Una buona strategia va oltre ai soliti obiettivi di vendita, e si concentra invece alla fidelizzazione del cliente attraverso contenuti ispiranti, educativi e divertenti che incontrano il favore del pubblico e lo spingono a scegliere un prodotto invece che un altro.

Un buon imprenditore sa individuare le proprie debolezze, e questo potrebbe essere il momento migliore per valutare l’attuale strategia di marketing – sia online che offline – per effettuare scelte decisive che portino alla costruzione di un vero e proprio team di comunicazione.

Per quanto riguarda un buon freelance, le parole d’ordine sono formazione e specificità. In un mondo dove le professioni digitali sono sempre più focalizzate, è necessario darsi un nome e un’importanza a seconda delle proprie competenze.