A2A: sell dopo accordo con Enel. La view degli analisti

A2A sotto pressione: perché il mercato storce il naso dopo l’intesa con Enel?

Avvio di settimana decisamente per A2A che oggi mostra una maggiore debolezza relativa rispetto al Ftse Mib.

A2A nelle retrovie del Ftse Mib

Il titolo, dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso con un progresso di quasi un punto percentuale, oggi da subito si è posizionato lungo la via delle vendite.

Mentre scriviamo, A2A viene fotografato a 1,6975 euro, con un ribasso del 3,06% e volumi di scambio elevati, visto che fino a ora sono transitate sul mercato oltre 1 milioni di azioni, già al di sopra della media degli ultimi 30 giorni pari a circa 11,2 milioni.

A2A: accordo con Enel. Ecco su cosa

Il titolo finisce nel mirino del ribassisti e occupa la penultima posizione nel paniere delle blue chip, dopo che A2A ed e-distribuzione, società del gruppo Enel attiva nella distribuzione di energia elettrica, hanno firmato un contratto di compravendita relativo al ramo di rete elettrica gestito da e-distribuzione in alcune aree della Lombardia nelle province di Milano e Brescia.

L’accordo permetterà ad A2A di valorizzare le sinergie territoriali e di accelerare gli investimenti necessari alla transizione energetica.

In particolare, l’operazione prevede l’acquisizione da parte di A2A del 90% di una società di nuova costituzione cui saranno conferiti gli asset di distribuzione elettrica di e-distribuzione della provincia di Milano (con esclusione di pochi comuni della cintura Nord) e, nel bresciano, della Valtrompia, per un totale di circa 800.000 POD, circa 5.000 km di cavi in media tensione, oltre 12.000 km cavi in bassa tensione, circa 9.500 cabine secondarie e 60 cabine primarie.

Contestualmente al perfezionamento della compravendita, sarà stipulato tra A2A ed e-distribuzione, che deterrà il restante 10% della società, un patto parasociale che, tra le altre cose, includerà un meccanismo di clausole incrociate di opzione di acquisto e di vendita aventi ad oggetto la partecipazione del 10%, esercitabili a partire dal primo anniversario del closing.

A2A: alcuni vantaggi dall’operazione

Per A2A l’operazione incrementerà del 70% circa i POD elettrici installati nel 2023, passando da circa 1,3 a circa 2,1 milioni, in un’area della Lombardia dove il gruppo è già presente nella distribuzione elettrica, consentendo così importanti sinergie industriali.

L’operazione permetterà, inoltre, di realizzare e remunerare maggiori investimenti per circa 1,4 miliardi di euro entro il 2035 sulla rete di distribuzione elettrica.

Si prevede che l’operazione sia perfezionata entro il 31 dicembre 2024, una volta soddisfatte alcune condizioni sospensive, mentre il prezzo base dell’operazione è pari a 1,2168 miliardi di euro per il 90% della società di nuova costituzione

A2A ha inoltre sottoscritto con e-distribuzione un Memorandum of Understanding non vincolante finalizzato a valutare eventuali cessioni di alcune reti di distribuzione elettrica attualmente nella titolarità del gruppo A2A, fuori dalle province di Milano e Brescia.

A2A: il commento di Equita SIM

Commentando l’operazione annunciata, gli analisti di Equita SIM evidenziano che ha senso industrialmente per A2A, perchè si i tratta di una rete molto pregiata considerando il posizionamento in Lombardia, dove è atteso un significativo incremento dei consumi elettrici nei prossimi anni.

La rete ha una buona performance operativa, con poche interruzioni e una vita degli asset molto elevata, che quindi permette di attivare investimenti addizionali stimabili pari a oltre 2 volte il valore della Rab in 10 anni.

L’operazione, inoltre, aumenta leggermente l’esposizione di A2A alle attività regolate che beneficiano della Transizione Energetica.

A2A: gli impatti stimati dagli analisti

Gli analisti di Equita SIM stimano un incremento dell’Ebitda del 6% circa nel 2025-26 e del 1%-2% sull’utile.

Il prezzo pagato è importante e gli esperti ritengono includa anche un valore strategico per A2A, visto il multiplo elevato, cioè enterprise-value/Ebitda di circa 13 volte e un premio di oltre il 100% sulla Rab.

A detta di Equita SIM andranno verificate le azioni della società per mantenere il leverage debito/Ebitda sotto 3, che altrimenti gli analisti stimano salirebbe a circa 3,4-3,5 nel 2025-2026.

Davide Pantaleo
Davide Pantaleo
Davide Pantaleo da quasi un ventennio si occupa di Borsa e Finanza. Dopo aver svolto per diversi anni l'attività di promotore finanziario in Italia e all'estero, nel 2005 entra nel team di Trend-online con l'incarico di redattore.
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