Tesla ha un problema cinese? Crescono le polemiche per una vicenda partita lunedì all'Auto Shanghai (l'annuale fiera dell'automotive) e che sta mettendo a dura prova la reputazione dell'azienda di Elon Musk nell'ex Celeste Impero. E il rischio è quello di mettere in discussione l'apporto di un mercato cruciale che ha sostenuto il business di Tesla anche nell'anno della pandemia di coronavirus.

Problema cinese per Tesla dopo l'incidente all'AutoShanghai

Tutto nasce dall'irruzione di una donna nello stand di Tesla lo scorso lunedì 19 aprile. La cliente dell'azienda californiana è salita sul tetto di una vettura in esposizione indossando una t-shirt con la scritta "i freni non funzionano", in cinese. Le autorità hanno arrestato la donna, di cui hanno successivamente reso noto solo il cognome Zhang, e l'hanno anche condannata a una detenzione di cinque giorni per disturbo dell'ordine pubblico. La protesta di Zhang, però, come confermato dalla stessa Tesla originava da un'incidente in cui era rimasta coinvolta la sua vettura. Per Zhang l'incidente era dovuto al malfunzionamento dei freni. Tesla, invece, sosteneva che fosse stato causato dalla velocità oltre i limiti consentiti. Le parti sarebbero state in contatto da febbraio ma Zhang non avrebbe permesso che la vettura fosse ispezionata, pur pretendendo un risarcimento.

Per le autorità cinesi Tesla arrogante, l'atteggiamento ripugnante

Tesla successivamente è stata coinvolta con le autorità cinesi in una disputa circa la messa a disposizione dei dati registrati dall'auto. E da lì è partita un'escalation che ha portato Tesla a chiedere scusa, anche perché nel frattempo diversi altri clienti cinesi hanno lamentato di avere sperimentato simili problemi ai freni e di non essere stati aiutati in alcun modo dal customer care dell'azienda Usa. Agenzie governative, organi d'informazione ufficiali fino alla China Consumers Association (Caa), citata da Xinhua, hanno esortato Tesla a rispettare i diritti e gli interessi legittimi dei consumatori. Mentre su Global Times, costola internazionale del quotidiano del Partito comunista cinese, l'atteggiamento di Tesla è stato definito "arrogante e prepotente" e addirittura "ripugnante".

Tesla vittima eccellente delle tensioni tra Washington e Pechino?

Tesla non può permettersi tutto questo e all'apparenza non potrebbe permetterselo neppure Pechino, che ha spesso usato l'azienda di Musk come simbolo dell'apertura del mercato cinese alle imprese straniere. Anche se Tesla, che nel 2020 ha visto raddoppiare le sue vendite in Cina, potrebbe diventare anche la vittima eccellente di un più ampio scenario geopolitico che vede tutt'altro che raffreddate le tensioni tra Washington e Pechino dopo l'uscita di scena di Donald Trump. E che anzi inizia a registrare significativi strascichi sulle singole aziende occidentali, come nel caso di Nike.

(Raffaele Rovati)